Archive for the 'Paper' Category

La Via del Denaro

Fonte: keynesiano

“ E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina. “(Henry Ford)

La Via del Denaro. La Banca d’Italia, il Signoraggio e il Nuovo Ordine Mondiale

Autore: Salvatore Tamburro
176 pagine
€ 15,00

Nato dall’esigenza di comprendere e divulgare gli aspetti economici della Banca d’Italia, del sistema bancario in generale e delle principali istituzioni del libero commercio, questo illuminante volume espone tutte le anomalie e i veri e propri “conflitti di interesse” che ruotano intorno a queste istituzioni, dalle maggiori banche italiane a quelle internazionali. Affronta e spiega il grave problema del “signoraggio“, del quale illustra le origini, i beneficiari e gli svantaggiati nell’attuale sistema economico, soffermandosi particolarmente sulla perdita di sovranità monetaria, sul concetto di valore indotto della moneta e sul metodo della riserva frazionaria utilizzato dalle banche.

Una èlite globale sta esercitando il suo immenso potere finanziario per manipolare le politiche dei singoli Stati allo scopo di realizzare un’economia globale, sotto una specie di dittatura globale, con un unico esercito e un’unica moneta. Lo scenario preconizzato da Orwell in “1984” è più vicino e reale di quanto si pensi.

Tesi di Laurea di Salavatore Tamburo – file pdf.pag.218

Altre Tesi sul tema de Signoraggio.

– UNIVERSITÀ DEGLI STUDI LUM JEAN MONNET -LE BANCHE CENTRALI E IL SIGNORAGGIO (FILE PDF.PAG.84)

Estratto della Tesi pag.22

“ Lo Stato prende in prestito una banconota da €100 euro dalla Banca Centrale e la « paga » con una « obbligazione » da €100 . A fine anno dovrà « drenare » dalla popolazione quei €100 per restituirli al legittimo proprietario ( che è il Banchiere Internazionale ) , più gli interessi, diciamo un 2,5% . La Banca Centrale ha stampato quella banconota spendendo (tutto compreso ) 30 centesimi di euro ( quindi era solo un pezzo di carta,una merce come un’altra , come un biglietto del cinema ) mentre la banconota da €100 ( +2,5% ) , che lo Stato restituisce alla Banca Centrale .La Banca Centrale è una tipografia e si comporta come se fosse la padrona della banconota . Ergo : il signoraggio su una singola banconota è di €102,5 – €0,30 = €102,2 “.(5)
5) Pascucci S. 2009

Fabio Volo intervista Sandro Pascucci sul Signoraggio

******

– Il meccanismo del signoraggio: dalla Banca d’Italia alla BCE e i suoi effetti economici

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Crisi: La scuola di Chicago e la crisi di inizio millennio

“La Scuola di Chicago porta le responsabilità dell’idea che i mercati sono auto-regolati e il ruolo migliore per il governo è di non fare nulla ” (J. Stiglitz).

Fonte:keynesiano

LA SCUOLA DI CHICAGO E LA CRISI DI INIZIO MILLENNIO

Paper di Giuseppe GAROFALO e Paolo FETONI (Università della Tuscia)

Abstract

Dopo l’autocritica di Richard Posner (“A failure of capitalism”, nel 2009, e alcuni interventi successivi), posizione condivisa in parte da Gary Becker, vi è da chiedersi cosa rimanga della scuola di Chicago, nata, all’inizio degli anni 30 del secolo scorso, con Knight, e affermatasi, negli anni 80, come nuova ortodossia con Lucas (Reh) e Fama (Emh).

La crisi finanziaria ha, in tal senso,posto in una nuova luce il dibattito Saltwater school (le università Usa della costa) vs Freshwater school (le università vicine ai Grandi laghi, tra cui Chicago). L’intervento ricostruisce lo sviluppo della scuola di Chicago ed il consolidarsi di think tank conservatori (in particolare la Mont Pelerin Society di, tra gli altri, von Hayek e Friedman), e,soprattutto, le posizioni più recenti della Scuola, comprese alcune meno organiche (Diamond,Kashyap, Rajan, Zingales).

Al centro del dibattito è il tema fallimenti dello Stato vs fallimenti del mercato e il ruolo delle istituzioni. Sul piano metodologico in discussione è la relazione tra law and economics (L&E), riguardo alla quale è istruttivo il confronto Chicago (di nuovo Posner, prima e seconda maniera) vs Yale (Calabresi).

Dopo aver mostrato gli echi del dibattito in Italia, ci si chiede, in conclusione, se le anomalie che si riscontrano nel paradigma consolidato (Reh, Emh, ma anche L&E) prefigurino l’abbandono degli schemi precostituiti a favore di un quadro teorico meno rigido (Ike, con, oltre a Keynes, il chicagoano Knight), o una semplice pausa di riflessione.

Scarica il papers – file pdf.pag.45

Stefano Rodotà Laicità e governo sulla vita

Scarica La lectio del Professor Stafano Rodotà – file pdf pag.33

I vari interventi in allegato sul sito del CS del PD

Per eventuali commenti: basta likare sotto e andrete direttamente al Post specifico sul sito dell’On. G.Cuperlo.

Fonte: Gianni Cuperlo

Pubblico assai volentieri la lectio del professor Stefano Rodotà che abbiamo proposto in un opuscolo del Centro Studi del Pd. Buone cose.

Stefano Rodotà Laicità e governo sulla vita
Lezione tenuta il 10 marzo 2010 nell’Aula Magna dell’Università di Torino in occasione della consegna del premio Adriano Vitelli “Laico dell’anno”

PREFAZIONE
a cura del Centro Studi del Pd

Non troverete in queste note le “cose da fare” ma, speriamo, qualcosa da dire e soprattutto qualcosa su cui riflettere. Diciamo pure uno strumento di studio per il PD, per i suoi dirigenti e iscritti a ogni livello. L’ambizione è seminare pensieri e annotazioni, senza un ordine rigido e con grande curiosità. Potranno essere gli atti di un convegno o brevi saggi, lezioni, position papers su argomenti particolari. Insomma sarà un interrogarsi sui mutamenti, visibili e non, di economia cultura e società. Con uno sguardo all’Europa e ai territori, alla “nazione italiana” e alla visione larga che un partito deve coltivare sempre su di sé e sul proprio tempo. Giocoforza guarderemo un po’ al di là dell’urgenza e dell’agenda, senza però scordarci mai di quel che siamo e del pluralismo fecondo che ci ha fatto nascere. Sta qui, crediamo, l’anima di un progetto politico oggi in campo anche per tornare a tessere le trame della cultura e della democrazia, in un disegno che esige qualcosa di più del solo primato del governo. Esige in primo luogo un dizionario. Non perché siamo “senza parole”. Tutt’altro. Uguaglianza Libertà Responsabilità o Persona, sono termini vitali e bellissimi, oggi come in passato. Il punto, casomai, è rileggerne lo sviluppo e proiettarli in avanti. Farli sentire tutt’uno con milioni di donne e uomini: qui, in casa nostra, come altrove. Al fondo quel che ci serve è un’idea del Paese diversa dalla miscela di populismo e antipolitica che sembra aver sfondato gli argini bassi di partiti offuscati nel loro prestigio. Di questo vogliamo discutere. Della nostra funzione e del bisogno di riscoprire uno spirito di comunità. Il sentirsi parte di uno stesso destino contrastando le spinte a “fare da soli” nell’illusione che sia possibile una salvezza dei singoli, siano essi individui, imprese, territori. La realtà è che la politica è l’opposto: è l’idea irriducibile secondo cui, nonostante tutto, è sempre meglio camminare e pensare insieme.

La lectio del professor Stefano Rodotà “Laicità e governo sulla vita” pubblicata sul blog dell’On. G.Cuperlo – file pdf pag.9

Approfondimenti:

CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA

Statalisti e libertari

Dal Blog Dell’On. Ceccanti

Dei vari commenti sul blog http://www.landino.it che ha iniziato il dibattito sul libretto del Forum centro studi Pd a partire dal commento di Giorgio Armillei “Statalisti e libertari” estraggo quello di Luca Diotallevi.

Ancora sul libretto del centro studi Pd- intervento di Luca Diotallevi e replica di Gianni Cuperlo

P. Krugman: Competitività,un’ossessione pericolosa

Fonte:keynesiano

Krugman è come il buon vino più invecchia è più lo apprezzi

L’articolo proposto dal titolo “Competitività,un’ossessione pericolosa” è un pò datato risale al 1994,all’ora il problema per gli Usa era il Giappone. Krugman scrive che il re è nudo e spesso il problema è molto più banale di quanto si pensi.

“Competitività,un’ossessione pericolosa” file pdf pag. 10

Crisi: 1°Rapporto sulla stabilità finanziaria

Rapporto sulla stabilità finanziaria n. 1, dicembre 2010

Fonte:keynesiano

Sintesi

La crescita mondiale prosegue ma rallenta; permangono rischi – La crescita dell’economia mondiale prosegue ma rallenta, con andamenti diseguali tra aree. La dinamica del prodotto nel 2011 si prospetta sostenuta nei paesi emergenti e in via di sviluppo, moderata nelle economie avanzate. In Italia il PIL si espanderebbe a ritmi inferiori alla media dell’area dell’euro.

Nelle economie avanzate l’intensità della ripresa è connotata da rischi. La domanda mondiale potrebbe risentire del rientro delle misure straordinarie di sostegno attuate durante la crisi; le decisioni di spesa di famiglie e imprese potrebbero essere frenate dall’esigenza di ridurre l’indebitamento e dalla lentezza della ripresa dell’occupazione. Le tensioni nell’offerta di credito potrebbero riemergere.

I mercati risentono del deterioramento dei conti pubblici… Nell’area dell’euro i mercati risentono del peggioramento dei conti pubblici; nei paesi con acuti problemi di bilancio i premi per il rischio sono molto elevati. I rischi di contagio sono stati contenuti dalle misure eccezionali attuate dalle autorità europee.

In prospettiva, il persistere degli squilibri di finanza pubblica nei paesi avanzati rischia di frenare gli investimenti, di alimentare timori di inflazione, di ampliare ancora i premi per il rischio sul debito sovrano. Ne potrebbero derivare rialzi significativi dei tassi a medio e a lungo termine, con effetti negativi sulla ripresa e sui mercati dei capitali.

…e dell’incertezza sulla solidità della ripresa – Le favorevoli aspettative sugli utili delle imprese e il calo dei tassi di interesse hanno sostenuto la ripresa dei mercati azionari e obbligazionari a livello globale. La solidità di questo miglioramento dovrà trovare conferma nelle condizioni di fondo dell’economia, poiché l’abbondante offerta di liquidità a basso costo da parte delle banche centrali è destinata nel tempo a venire meno.

Il basso livello dei tassi di interesse nei paesi avanzati può spingere gli investitori ad assumere rischi elevati, al fine di conseguire rendimenti anch’essi elevati. Crescenti afflussi di capitali si indirizzano verso i paesi emergenti, spingendovi al rialzo i prezzi delle attività finanziarie.

La redditività delle maggiori banche internazionali potrebbe ridursi – Il recente recupero di redditività delle maggiori banche internazionali potrebbe essere in parte temporaneo. Le misure pubbliche di sostegno varate in molti paesi sono state eliminate o si stanno esaurendo; i ricavi da negoziazione, legati alle favorevoli condizioni di mercato nei mesi scorsi, potrebbero diminuire; il margine di interesse, compresso dal basso livello dei tassi, potrebbe risentire dell’attenuazione della pendenza della curva dei rendimenti indotta dalle nuove misure di stimolo monetario avviate in più paesi. Nel prossimo biennio le banche dovranno rifinanziare un ingente ammontare di obbligazioni, in una fase di forte aumento del ricorso al mercato da parte di imprese ed emittenti sovrani.

Per il complesso dell’area dell’euro la domanda di rifinanziamento da parte delle banche presso la banca centrale è in calo; la liquidità in eccesso rispetto all’obbligo di riserva si è ridimensionata. Alcuni intermediari incontrano difficoltà di accesso ai mercati, cui fanno fronte grazie al ricorso all’Eurosistema. La rimozione delle misure straordinarie di offerta di liquidità richiederà in prospettiva modifiche nei canali di raccolta di fondi.

In Italia la situazione di famiglie e imprese è ancora influenzata dalla crisi – In Italia la situazione finanziaria e la redditività delle imprese sono in miglioramento, ma risentono ancora degli effetti della crisi. Le tensioni emerse durante la recessione si sono propagate all’interno del sistema produttivo attraverso l’allungamento dei tempi di pagamento tra imprese. Il grado di indebitamento delle aziende non è fuori linea nel confronto internazionale, ma l’alta quota di debiti a breve termine e la prevalenza tra le passività a lunga scadenza di contratti a tasso variabile accrescono, in prospettiva, i rischi connessi con un rialzo dei tassi di mercato.

La situazione finanziaria delle famiglie italiane rimane nel complesso solida, grazie al contenuto indebitamento e all’elevata quota di attività a basso rischio. Tuttavia, la rapida crescita dei mutui a tasso variabile aumenta i potenziali effetti di un incremento degli oneri finanziari. Inoltre, l’indebitamento per l’acquisto di abitazioni, pur rimanendo concentrato tra le famiglie a più alto reddito e maggiore solvibilità, prima della crisi era cresciuto significativamente anche tra i meno abbienti, per i quali il servizio del debito incide maggiormente sul reddito.

La valutazione dei mercati sulla solidità delle banche italiane risente dei rischi sul debito sovrano nell’area dell’euro – In Italia, come in altri paesi dell’area dell’euro, la valutazione degli investitori circa la solidità delle maggiori banche risente delle tensioni sui titoli sovrani di alcuni paesi. Gli indicatori di mercato e le misure di rischio sistemico mostrano tuttavia che gli effetti sulle nostre banche sono nel complesso contenuti.

La dinamica dei prestiti è in ripresa – È tornato a crescere il credito alle imprese, soprattutto quello erogato dalle banche maggiori; vi contribuisce la ripresa della domanda, oltre che il rientro delle tensioni nell’offerta. Anche il credito alle famiglie è in accelerazione. In base alle nostre analisi, queste tendenze proseguirebbero nell’anno venturo.

La qualità del credito mostra segni di miglioramento – La qualità del credito risente ancora della recessione del 2009, ma i dati più recenti forniscono segnali di stabilizzazione del flusso di nuove sofferenze. In base a stime coerenti con l’evoluzione attesa delle principali variabili macroeconomiche, nel 2011 il tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti diminuirebbe sia per le famiglie sia per le imprese. Queste previsioni sono connotate da incertezza, legata soprattutto all’evoluzione del quadro macroeconomico.

L’esposizione estera è stabile – L’esposizione estera degli intermediari italiani è nel complesso stabile. Aumenti si registrano nei confronti di paesi dell’Europa centrale e orientale, caratterizzati da un miglioramento delle condizioni economiche e finanziarie ma anche da rischi di credito elevati. È limitata l’esposizione verso le banche estere. Il basso peso dei prestiti ai paesi dell’area dell’euro con situazioni deteriorate di finanza pubblica contiene gli effetti di bilancio delle tensioni sui debitori sovrani.

La posizione di liquidità è equilibrata – La posizione di liquidità a breve termine delle nostre banche è equilibrata; l’elevato peso della raccolta al dettaglio conferisce stabilità alla provvista; il funding gap si mantiene favorevole. Il ricorso al rifinanziamento presso l’Eurosistema è molto contenuto, anche nel confronto con gli altri paesi dell’area dell’euro. Nel prossimo biennio, tuttavia, le banche italiane, al pari delle altre, dovranno rifinanziare volumi ingenti di titoli in scadenza.

Sono scesi i rischi di mercato e sono stabili quelli di controparte – I rischi di mercato sono in flessione. Un aumento dei tassi di interesse avrebbe effetti limitati, in più casi positivi. I rischi di controparte sono rimasti bassi, dato che le posizioni positive e negative sul mercato dei derivati sono bilanciate a livello di singolo intermediario.

Le prospettive di redditività restano incerte – I risultati economici delle banche risentono ancora degli effetti della recessione. Nei prossimi mesi la redditività bancaria potrà beneficiare della ripresa dei prestiti e del possibile graduale miglioramento della qualità del credito. Le prospettive sono rese però incerte dal basso livello dei tassi, dai timori circa l’intensità della crescita dell’economia e da possibili, nuove tensioni sul mercato dei titoli sovrani. In futuro, un duraturo innalzamento della redditività richiederà di incidere stabilmente sui costi, che in rapporto ai ricavi risultano ancora superiori alla media europea.

Il patrimonio dovrà essere ancora rafforzato – Le banche italiane hanno rafforzato il patrimonio attraverso molteplici interventi: aumenti di capitale, patrimonializzazione degli utili, emissione di titoli sottoscritti dal Ministero dell’Economia e delle finanze, cessioni di attività. In una fase di ripresa ciclica caratterizzata da rischi rilevanti, sia finanziari sia creditizi, è essenziale consolidare la crescita dei mezzi propri.

In una prospettiva di più lungo periodo, i nostri maggiori intermediari, così come le principali banche internazionali, dovranno compiere uno sforzo rilevante per adeguarsi ai più stringenti requisiti di capitale varati dal Comitato di Basilea. La lunga fase transitoria attenuerà le ricadute delle nuove regole sia sulle banche sia sull’economia reale.

Le assicurazioni fronteggiano gli oneri connessi con i bassi tassi di interesse – Nel complesso, le compagnie assicurative italiane presentano una esposizione contenuta alla possibile instabilità dei mercati finanziari. Esse devono tuttavia fronteggiare gli oneri connessi con il basso livello dei tassi di interesse.

Sono mutati i comportamenti degli intermediari sui mercati – Sui mercati italiani gli operatori mostrano una crescente attenzione ai rischi di credito e di liquidità.È aumentata la quota degli scambi garantiti a scapito di quella delle transazioni non garantite. È aumentata la percentuale delle negoziazioni over-the-counter (OTC). È diminuita l’incidenza degli scambi con operatori esteri. Queste trasformazioni hanno consentito agli intermediari di contenere i rischi, in una fase di instabilità del sistema finanziario globale. Tuttavia, il ricorso massiccio a transazioni OTC può danneggiare la trasparenza del mercato; la tendenza a negoziare con operatori nazionali può limitare il novero delle potenziali controparti.

Il mercato dei titoli di Stato ha garantito liquidità agli scambi – Nel 2010 il mercato secondario telematico ha garantito continuità agli scambi di titoli di Stato anche nelle fasi di maggiore tensione. La domanda di titoli pubblici italiani si è mantenuta elevata, consentendo al Tesoro di proseguire nella politica di allungamento della durata media del debito.

Le infrastrutture di pagamento hanno garantito affidabilità e continuità – Le infrastrutture di pagamento hanno fornito un decisivo contributo all’ordinato svolgimento delle negoziazioni sui mercati italiani. Nel 2010 sia il sistema di regolamento lordo dell’area dell’euro, TARGET2, sia le infrastrutture nazionali hanno garantito piena continuità di funzionamento.

Approfondimenti:

Lezione magistrale del Governatore su crescita, benessere e compiti dell’economia politica
05-11-2010

Il Governatore Mario Draghi ha tenuto oggi una lezione magistrale su “Crescita, benessere e compiti dell’economia politica” al convegno in ricordo di G. Fuà organizzato ad Ancona dall’Istao (Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell’economia e delle imprese), dalla Facoltà di Economia “G. Fuà” e dall’Associazione degli Economisti di Lingua Neolatina.

Crisi:I conti della recessione in Italia

I conti della recessione in Italia: confronti storici e differenze con altri paesi europei

Fonte: Centro studi BNL file pdf.pag. 47

Abstract.
Con il dato positivo del Pil nel terzo trimestre del 2009 la recessione in Italia è tecnicamente conclusa. La crescita dello 0,6% rispetto al dato registrato nel trimestre precedente ha permesso un recupero solo lieve delle perdite accumulate nei cinque trimestri di recessione, durante i quali l’economia italiana è tornata indietro, in termini di crescita, di 25 trimestri.

La crisi in corso non ha colpito l’Italia in modo più acuto rispetto ai principali partner europei, ma ha accentuato le debolezze strutturali di cui il paese soffre da anni. L’uscita dalla crisi sarà lunga: se l’Italia crescesse nei prossimi trimestri ad un ritmo pari alla media della crescita registrata tra il 1999, anno di adozione dell’euro, e il 2007, anno precedente l’inizio della recessione, occorrerebbero 17 trimestri per recuperare quanto perso. Il cammino della ripresa potrà essere accelerato da una nuova fase di riforme strutturali: la velocità di uscita dalla crisi dipenderà anche dalla capacità delle imprese di generare processi di innovazione che consentano di accrescere l’efficienza e la produttività, nonché da un rinnovato processo di liberalizzazioni e da una ristrutturazione del sistema di welfare, condizione necessaria per affiancare alla maggiore flessibilità del mercato del lavoro un’adeguata coesione sociale e intergenerazionale.

L’inchiesta:Torino, cattedrale olimpica abbandonata.E io pago!

L’INCHIESTA: Torino, cattedrale olimpica abbandonata. E io pago!

Quando era stato costruito, s’era scelta – al posto di una struttura provvisoria da smontare dopo l’evento olimpico – una soluzione in cemento armato da 34,3 milioni di euro.

E s’era disboscata mezza montagna per creare due salti da gara e tre da scuola, col fine di proseguire nel tempo l’attività agonistica, creare un vivaio di atleti dell’arco alpino occidentale. E affittare l’impianto alle squadre internazionali. Appena 47 mesi dopo le Olimpiadi torinesi, il trampolino di Pragelato è una cattedrale nella neve, abbandonato a se stesso, così com’è chiuso e inutilizzato il jumping hotel costruito alla base dell’impianto: un mega albergo da 120 posti letto. Suona a mo’ di beffa lo striscione con le insegne del “Torino Olimpic Park” e la scritta “benvenuti!”. Viaggio nei siti olimpici abbandonati a 4 anni dalle olimpiadi torinesi.

Continua a leggere l’articolo su La Rpubblica.it

E io pago! Direbbe il grande Totò. Frase breve che sintetizza la capacità della nostra classe dirigente che guida il sistema Italia.

MA SAREBBE SICURAMENTE QUALUNQUISTICO RIDURRE LA RIFLESSIONE POLITICA ALLA BATTUTA DI TOTO’.

Allora è politicamente interessante questo studio della Banca D’Italia.

Clicca sull’immagine per ingrandirla

L’ealtà fiscale e inefficienza della spesa pubblica (Tax morale and public spending inefficiency)

Fonte: Banca D’Italia Working Papers novembre 2009

Il lavoro sottopone a verifica empirica l’ipotesi che la lealtà fiscale, definita come propensione individuale a ottemperare spontaneamente ai propri obblighi fiscali, dipenda, oltre che da alcune variabili socio-demografiche, anche dal grado di efficienza con il quale lo Stato offre ai cittadini beni e servizi pubblici.

Tale fenomeno è un tema di grande rilevanza in Italia dove l’ampiezza dell’economia sommersa è superiore a quella media dei principali paesi industrializzati. Nell’esercizio empirico si pone in relazione la lealtà fiscale stimata per un campione di individui con l’inefficienza dei Comuni dove gli stessi individui risiedono.

I risultati indicano che l’inefficienza della spesa pubblica ha un effetto negativo e significativo sulla lealtà fiscale dei cittadini.


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