Elezioni: Se D’Alema parla il PD perde

L’INTERVISTA

“Via Berlusconi e faremo la nostra parte per un nuovo governo di fine legislatura”. L’analisi di D’Alema dopo le elezioni amministrative. “Serve un altro premier se no si va al voto. Senza l’opposizione non si fanno grandi riforme, e quella della giustizia sarebbe spazzata via dal referendum” di Massimo Giannini.

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Se D’Alema parla il PD perde. Nell’intervista rilasciata a Repubblica l’oligarca cerca di infiltrarsi nel contesto per portare acqua al suo mulino rilanciando la santa alleanza con L’UDC ( la fissa D’Alemiana).

Ora che sono passate le elezioni,la tremenda verità è che queste elezioni hanno spazzato via l’idea del nuovismo anagrafico ( ma non hanno certo rimesso in campo gli oligarchi), va dato atto alla base del PD e ai dirigenti territoriali come Boeri a Milano che subito dopo le primarie si sono messi subito a lavorare per il candidato prescelto. Oggi le primarie sono viste di buon grado anche dal partiti socialisti di Spagna e Francia. MA IN TUTTO QUESTO CHE COSA CENTRA D’ALEMA?

Direi nulla anzi meno di niente, a Torino a vinto Fassino grazie al buon lavoro di Chiamparino e alla  reputazione personale del nuovo sindaco che non è stata intaccata dallo scivolamento sui furbetti del quartierino unica macchia nella sua carriera politica.

Ma D’Alema sono anni che non ne azzecca più una politicamente, era entusiasta della Terza Via Clintoniana e di Blair l’idea di una “Big Society” filantropica in una ipotetica società dove i banchieri morali fanno gli interessi dei bisognosi ( naturalmente dopo averli depredati), durante le primarie Americane D’Alema tifava per la famiglia Clinton. Il solitoBill Clinton responsabile della crisi attuale. Di fatto: nel 1999 i repubblicani presentarono il cosiddetto Gramm-Leach-Biliey Act ,che fu sostenuto dall’amministrazione di Bill Clinton. Con tale provvedimento si intendeva emendare il Glass-Steagall Act, adottato nel 1933 per separare le banche d’affari da quelle commerciali e per proibire alle banche commerciali di fare affari con le aziende impegnate nella sicurezza, nonché per evitare che le banche fossero affiliate ad imprese il cui core business fosse in quel campo. Con il provvedimento del 1999 venne modificata quest’ultima parte della norma del 1933, consentendo alle banche e alle società impegnate nell’industria della sicurezza di essere collegate all’interno di una stessa holding. In questo modo, J.P. Morgan ha potuto acquisire Bear Stearns e Bank of America potrebbe acquisire Merrill Lynch. Il resto è storia e lo stiamo subendo tutti. L’ex inquilino della Casa Bianca si è detto dispiaciuto per aver sbagliato ad ascoltare i consigli dei suoi segretari al Tesoro, Robert Rubin e Larry Summers. Questi, infatti, sostenevano che il mercato degli strumenti finanziari complessi, ovvero i “derivati”, dovesse rimanere per sua stessa natura non regolamentato. “Sui derivati, devo ammetterlo, avevano torto. Ed io ho sbagliato a dargli retta” ha asserito Clinton ai microfoni di This Week, un programma della tv Abc.

D’Alema da presidente del Consiglio,porto Guido Rossa ad affermare “hanno aperto una merchant bank a Palazzo Chigi, l´unica dove non si parla inglese”. E da li per la prima volta un ex PCI sponsorizza pubblicamente i Capitani coraggiosi della scalata Telecom ( sappiamo tutto come è finita).

E’ sempre D’Alema che viene pizzicato in affitto di favore in una casa INPS anche se le casse dell’ente sono in rosso (certo non è l’unico, ma non è una giustificazione eticamente plausibile) si difenderà affermando che non c’è niente di irregolare è tutto secondo legge. Lascerà comunque l’appartamento in affitto e gli va dato atto che è stato uno dei pochi politici a farlo.

D’Alema non contento del passato, si troverà coinvolto anche nello scandalo dei “furbetti del quartierino” dando retta al compagno Consorte AD di Unipol, anche qui oggi sappiamo come è andata Consorte & Co sono stati condannati in primo grado.

D’Alema si spende per le primarie contro Vendola in Puglia, e anche li prende una bella sonata.

E’ sempre D’Alema e il gruppo dei dalemiani di ferro ex PCI come Ugo Sposetti che convincono alcuni “peones” Parlamentari ad appoggiare la proposta di legge sul raddoppio dei finanziamenti ai partiti, affermando che in democrazia devono essere finanziate anche le associazioni culturali di riferimento del partito ( che ci siano problemi finanziari a Italianieruropei?).

IN CONCLUSIONE:

SE VOGLIAMO VINCERE LE ELEZIONI, FATE TACERE D’ALEMA, NON E’ CERTO LA SUA LUNGIMIRANZA POLITICA CHE PORTA LE PERSONE A VOTARE IL PD.

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