Crisi: I pensierini di Mario Draghi nelle sue conclusioni finali

“L’economia non è una scienza sociale ma è una scienza etica” J.M.Keynes.

Fonte: keynesiano

Se i pensierini di Mario Draghi riportati nelle su considerazioni finali da Governatore della Banca D’Italia, sono in linea con quelle del PD come afferma Stefano Fassina, Responsabile economia e lavoro della Segreteria nazionale del PD, allora siamo a posto……prepariamoci a una stagione di lacrime e sangue visto che M.Draghi è candidato ad essere il prossimo governatore della BCE.

Nelle sue considerazioni Draghi dice di tutto e di più, ma il quadro concettuale è il solito ed è quello del pensiero unico in stile Margaret Thatcher.

Siamo passati dal meno stato più mercato allo slogan: meno tasse, meno welfar e più Big Society insomma la società di D.Cameron.

Nelle sue Considerazioni M.Draghi scrive:

a pag.8 : “L’Italia seppe uscire dalla crisi senza bisogno di aiuti esterni, grazie a un ambizioso piano di consolidamento fiscale, a riforme strutturali importanti e all’attuazione di un programma di privatizzazioni per circa il 10 per cento del PIL.”

Di fatto sono state solo privatizzazioni e non liberalizzazioni, sono servite a farguadagnare i “Capitani coraggiosi” con la speculazione sui titoli Telecom e la buona uscita di  25,8 milioni conccessa a Colaninno come AD di Telecom. Inoltre con la privatizzazione del Credito Italiano è stato fatto il più grosso regalo al mondo bancario privato, si sono dimenticati (e non solo nel credito italiano), prima di privatizzarlo, di scorporare la quota di azioni che la banca deteneva come azionista della Banca D’Italia, azioni che di fatto generano introiti da Signoraggio. In conclusione sie è passati dallo sfruttamento del monopolio statale a quello privato, con altrettanto trasferimento di ricchezza dal pubblico al privato;

– a pag.9: “La BCE ha il compito di assicurare la stabilità dei prezzi nel medio periodo; la stabilità monetaria è il suo fondamentale contributo alla crescita. Le future decisioni di politica monetaria saranno sempre guidate da questo obiettivo primario. Né la presenza di rischi sovrani, né la dipendenza patologica di alcune banche dal finanziamento della BCE possono far deflettere da questo obiettivo”.

Purtroppo per noi esiste una a differenza sostanziale con la Federal Reserve che ha l’obbiettivo di di “assicurare la stabilità dei prezzi e l’occupazione” e fra le due preferisce la seconda. Per la Federal Reserve e meglio un popolo che lavora anche se deve pagare un piccolo costo inflazionistico (almeno a quel popolo si cerca di garantire uno stipendio e una dignità umana);

a pag.10 e 11: “Andrebbero inoltre ridotte in misura significativa le aliquote, elevate, sui redditi dei lavoratori e delle imprese, compensando il minor gettito con ulteriori recuperi di evasione fiscale, in aggiunta a quelli, veramente apprezzabili,che l’Amministrazione fiscale ha recentemente conseguito”.

La solita fuffa anarco-liberista e in contrasto con l’esultazione di Bersani a Milano dopo la vittoria di Pisapia, Bersani affermava ” CHI HA DI PIU’ DEVE DARE DI PIU’ PER DARE UNA POSSIBILITA’ AI GIOVANI”.Ora in Democrazia e nello stato di diritto il dare equivale ai diritti di cittadinanza che non sono soggetti alla mano benevola e caritatevole della “Big Society”;

In conclusione, le considerazioni del governatore sono insipide perchè evitano di affrontare i nodi cruciali del problema e le opportune correzioni.

M.Draghi evita di parlare dei fini delle istituzioni Internazionali nell’era dell’economia globale. Evita di evidenziare che la crescita economica è l’insieme di più fattori che solo in parte sono riconducibili ai rapporti di produzione. Non è certamente indifferente la divergenza fra i paesi scambisti del costo del lavoro, della aliquota delle imposte, della legislazione sul lavoro, della manipolazione del cambio della moneta locale. Tutti fattori che migliorano i vantaggi competitivi del sistema locale. L’esempio classico è la Cina che racchiude tutte queste anomalie.

Il prestito alla Grecia.

Per evitare che la Grecia faccia la fine dell’Argentina è in arrivo un maxi prestito stanziato dall’Europa dell’Euro: 30 miliardi di euro a favore di Atene. Sarà la Germania, in rapporto alla quota capitale detenuta entro la Bce, il paese che dovrà sborsare di più, seguita dalla Francia e dall’Italia, che dovrà mettere a disposizione 5,4 miliardi di euro, contro i 6 dei cugini d’oltralpe e gli 8,4 dei tedeschi. Il commissario europeo per gli affari Economici, Olli Rehn, ha detto che il tasso di interesse da applicare al prestito sarà «circa del 5%». Un tasso che «non costituisce una sovvenzione» ha precisato il commissario aggiungendo che è un po’ più elevato di quello applicato dal Fondo monetario internazionale. In pratica Atene emetterà debito pubblico al 5% di interesse, che i Paesi membri dell’Ue si impegnano a comprare. Questo piano di prestiti è stato approvato all’unanimità dai ministri finanziari dei 16 paesi membri; a questa quota di prestito stanziata, saranno poi aggiunti 12/15 miliardi di euro resi disponibili dal Fondo Monetario.

Riflessioni sulla situazione della Grecia.

E’ attualità che in questi giorni si sta discutendo se concedere o meno una diversa scadenza del debito alla Grecia che di fatto non è stata ancora in grado di attuare le liberalizzazioni imposte e sta avendo parecchi problemi di carattere sociale. Ora senza entrare in merito ai falsi in bilancio della passate amministrazione ellenica, ma mi domando ” DOVE STA SCRITTO CHE I PRESTITI FRA STATI DEVONO AVVENIRE A TASSI NORMALI E CON SCADENZE RAVVICINATE?”

La ristrutturazione di un debito e una cosa lunga se si vogliono evitare rivolte sociali estreme.

Alla Grecia ( ma in particolare a tutti i paesi a rischio di default) vanno prestati soldi da restituire in  venti anni con uno spread minimo sul tasso di riferimento. Il paese che riceve il prestito si impegna a fare le riforme dovute in un arco di tempo medio lungo (10 o 15 anni) attuando un programma operativo concordato con i paesi che hanno concesso il prestito. La non convergenza al  programma operativo comporta un aumento dello spread sul prestito.

L’obbiettivo di questa impostazione è fare in modo che i costi di transizione e di aggiustamento economico non ricada sui cittadini, che nel caso del debito pubblico di solito pagano errori commessi da altri.

Approfondimenti.

Banca D’Italia: Relazione Annuale sul 2010

Video delle considerazioni finali

Articoli:

Marcegaglia: «Un’assoluta identità di vedute»

Cameron anti-Stato: “Con la Big Society il potere alla gente”

A lezione da Mr. Big Society

Archivio di Repubblica.it – La Terza Via di Clinton – Blair – D’Alema e altri

Democrazia in bilico tra Stato e cittadini

Grecia, la Bce apre a una “ristrutturazione soft”

Paper:

Imprese e opere sociali e assistenziali: un profilo storiografico

NETWORK APPROACH: QUALI NUOVE SPECIFICITÀ PER IL CONTROLLO DI GESTIONE STRATEGICO DELL’ENTE LOCALE?

Sul Welfare State. Considerazioni critiche e proposte di riforma

Wikipedia: Signoraggio


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