Archivio per maggio 2010

Crisi:Berlusconi Finanziaria rigorosa “siamo tutti sulla solita barca”. Ma è un eufemismo “si fa per dire”

Varato lo yacht di Pier Silvio Berlusconi.

Berlusconi ha pronunciato per ben due volte la parola sacrifici, all’inizio della conferenza stampa congiunta con Giulio Tremonti, tenutasi  per presentare la nuova manovra finanziaria. Il condottiero Silvio, quello che dice alla televisione, quasi a reti unificate, assomiglia ad un grido di battaglia: «Ce la faremo anche questa volta». Poi però il guerriero de noialtri inciampa su di una sfortunatissima frase: «Siamo tutti sulla stessa barca».

Chissà se  pensava alla nuova imbarcazione di Piersilvio un «Custom line 124» è lunga 37 metri ed è costata circa 18 milioni di euro.

Come dire la crisi c’è, ma non per tutti. Mentre a Roma il governo varava una manovra da 24 miliardi di euro, ad Ancona è stato varato infatti il nuovo yacht da 37 metri di proprietà del vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi un «Custom line 124», da 18 milioni di euro realizzato dai cantieri del gruppo Ferretti.

IL NUOVO YACHT – Lo yacht che è dotato di 4 suite e una sala fitness può raggiungere una velocità di 27 nodi e può ospitare fino a dieci persone oltre alle sei di equipaggio. Come spiega nel dettaglio il quotidiano Romagna Oggi, si tratta della «prima unità del modello 124′, nuova ammiraglia della flotta planante di Custom Line. Il maxi yacht misura oltre 37 metri ed è stato realizzato nello stabilimento produttivo di Ancona». E proprio nel capoluogo è avvenuto il tradizionale battesimo con tanto di bottiglia di spumante infranta sulla chiglia.

E meno male che eravamo fuori dalla crisi. E meno male che era finito il tempo dei sacrifici. Ma sopratutto non eravamo tutti sulla solita barca……..anche perchè:  gli Italiani  ora vorranno  sapere quando gli tocca  la solita barca?

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PD OPEN, i documenti e lo Statuto approvati dall’Assemblea

PD OPEN, i documenti e lo Statuto approvati dall’Assemblea

Di seguito pubblichiamo i documenti preparatori alla discussione nei singoli gruppi di lavoro dell’Assemblea nazionale Pd del 21 e 22 maggio 2010 su ambiente,lavoro, giustizia, riforme, università e ricerca, Europa .

Sviluppo, lavoro, welfare: le proposte del Pd per il “diritto unico” del lavoro

Il programma fondamentale del Partito democratico per la giustizia si chiama Costituzione repubblicana

Linee per la modernizzazione e la riforma democratica dell’ordinamento costituzionale

Università e ricerca: una visione per l’Italia, le proposte del Pd

La green economy

Dalla crisi si esce con più Europa

E’ possibile scaricare il file con tutti i documenti dagli allegati.

I testi finali ed i verbali della Commissione sono disponibili qui.

Laissez-faire e comunismo

Laissez-faire e comunismo di John Maynard Keynes

Pag. 84 – €10 – Anno 2010

Il libro
La prima traduzione in italiano di un breve ma decisivo classico dell’economista J. M. Keynes, curata da Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro, che introducono il testo. Pubblicato per la prima volta nel 1926, nelle intenzioni del suo autore questo testo era rivolto al pubblico progressista americano, allora sensibile alle suggestioni del «collettivismo democratico» e convinto che la teoria del laissez-faire al mercato dovesse ritenersi defunta. Un’analisi ricca di spunti per la lettura del presente, oggi che la fede nella capacità di auto-regolazione del capitalismo è tornata a vacillare e che la Cina comunista attraversa un periodo di grande espansione a fronte della gravissima crisi delle economie occidentali.

I curatori

Giorgio Lunghini è professore ordinario di economia politica nell’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia. E’ membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei ed è stato Presidente della Società Italiana degli economisti. Grande conoscitore del pensiero economico, è autore di scritti in tema di storia e critica delle teorie economiche, di teoria del valore, del capitale e della distribuzione. Ha curato per la casa editrice Bollati Boringhieri l’edizione del “Dizionario di Economia Politica” e alcune raccolte di scritti di John Maynard Keynes e Antonio Gramsci.

Luigi Cavallaro è magistrato del lavoro presso il Tribunale di Palermo. Redattore della rivista «900. Per una storia del tempo presente» e cultore di storia, filosofia e scienze sociali, ha pubblicato tra l’altro “Lo Stato dei diritti. Politica economica e rivoluzione passiva in Occidente” (Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Vivarium, 2005). Per le nostre edizioni ha curato, insieme ad Alberto Burgio, il saggio di Karl Marx, “Discorso sul libero scambio”.

Un assaggio… Dalla prefazione
Nel dicembre 1919 J. M. Keynes iniziò a collaborare con la rivista americana «The New Republic», fondata e allora ancora diretta da Walter Lippmann. I suoi lettori si collocavano a sinistra dell’opinione pubblica liberal: appartenevano a quella vasta cerchia di intellettuali progressisti, le cui concezioni di un nuovo ordine economico traevano ispirazione tanto dalle teorizzazioni socialiste che dal modello prussiano di controllo pubblico dell’economia. In molti avevano salutato l’entrata in guerra come l’alba di una nuova era di «collettivismo burocratico» e di «controllo sociale» e qualcuno aveva perfino inneggiato alla morte del laissez faire. Tutti, comprensibilmente, guardavano con critico interesse alle sperimentazioni allora in atto nella neonata Unione Sovietica. Laissez faire e comunismo, che qui si offre nella prima traduzione italiana, fu concepito per loro e contiene due scritti che costituiscono la migliore introduzione alla filosofia politica di Keynes. Di tutti e due si troverà traccia, e se ne vedrà una sistemazione teoretica compiuta, nella Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta (1936). Sono scritti di rara limpidità, che si possono consegnare direttamente al lettore. Tuttavia può essere utile qualche pagina sul loro contesto storico e biografico, e qualche rinvio alla stessa Teoria generale: con particolare riguardo al rapporto tra questa, in un punto solo ma cruciale, con l’altro e primo monumento del pensiero economico critico, il Capitale di K. Marx; al ruolo della moneta, secondo Keynes, nel funzionamento del sistema capitalistico; e alla dimostrazione della necessità di un intervento dello stato, e di altre misure, al fine di rimediare ai principali «difetti» di questo sistema.

Giorgio Lunghini e Luigi Cavallaro

Il consiglio : da leggere 🙂

Dalla rete:

Keynes, le giraffe e il Pd


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