Basta Zercar

Basta Zercar è proprio vero, e trovi cose che difficilmente illustri critici o osservatori specializzati potrebbero scrivere per descrivere cos’è.

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Fonte: Giagina

Assecondando la mia naturale disponibilità e cortesia ho risposto ad alcune domande rivoltemi da una giornalista dell’inserto di approfondimento del mensile “Società Aperta” che sarà in edicola il prossimo 12 gennaio. Ho chiesto di poter anticipare la mia breve intervista.

Cara Gianna, l’anno che si è appena concluso ha visto la sua partecipazione piuttosto assidua al blog dell’Onorevole Gianni Cuperlo del PD. Che conclusione ha tratto?

Una buona impressione devo dirle. La dimostrazione che spesso le figure politiche che non vediamo quasi mai sul teleschermo sono infinitamente migliori di molti che sgomitano per un minuto al tg serale, spesso dicendo cumuli di sciocchezze.

L’onorevole Cuperlo ha recentemente pubblicato un libro “Basta Zercar”, immagino che lo abbia letto

Due volte e pure preso le note a margine.

Lettura difficile?

Tutt’altro.Vede sono una bloggista piuttosto coscienziosa ma , ahimè, piuttosto povera di background politico. Molte delle pagine del “libretto” mi sono servite a colmare lacune, farmi opinioni, intravedere soluzioni.

Tipo?

Vede l’Onorevole segue un filo di un pensiero, un percorso che parte da punti anche apparentemente distanti fra loro, Tito Stagno e Prezzolini, Kennedy e Gordon Gekko, alla ricerca dei perché in maniera semplice, vicina, quasi fosse un frequentatore di quelle sezioni che non esistono più, ad un tavolino con altri seguendo la logica, la schiettezza, la riflessione senza cercare alibi. A volte durante la lettura mi son perfino chiesta come mai non lo avessero ancora cacciato vista l’autocritica ferma e anche un po scomoda di alcuni dei momenti della recente storia della sinistra.

Il Pd appena nato intende?

Certo quello, la sua nascita un po forzata, a momenti verrebbe da definirlo un parto cesareo di una gravidanza isterica. Cuperlo ripercorre la strada che ci ha portato al PD, le scelte intraprese, alcuni scenari e retroscena a noi ignoti o poco chiari che però danno alcune risposte a comportamenti che a volte, stando solo ai resoconti mediati dai giornali, son parsi incomprensibili e a volte assurdi. Disguidi?

Una storia del PD dunque …

Io direi una storia di noi, di come ci siamo arrivati al PD, di chi ci ha portato fin qua e di cosa dovrebbe essere fatto per andare ancora avanti. Lui, la nostra, la chiama generazione dei traslochi, quella che pare sempre cercare casa, scatoloni alla mano. A noi , intendo a noi cittadini che la politica a volte la subiamo, potrebbe sembrare che non siamo tanto quelli che inscatolano quanto quelli che poi pagano il conto dei facchini.

E invece…

E invece lo spirito sarebbe quello di riprendere in mano il contenuto degli scatoloni, decidere una buona volta di farci anche la pace con qualche maglione infeltrito e come in ogni nuova impresa che si rispetti fissare il traguardo sia a breve ma soprattutto a lungo termine. Staccarsi dalle beghe dell’immantinente e dedicarsi anche a costruire lo scenario dove cresceranno le generazioni future che si spera non debbano piu traslocare un bel nulla.

Un libro da consigliare?

Un libro che non pare scritto da un politico, come ho già detto, privo di quel politichese che tanti danni ha fatto nella società. Un libro scritto da uno che ti piacerebbe portare nelle classi a parlare con gli studenti. Pacato, equilibrato. Un libro che ripercorre le tappe del nostro divenire di sinistra, si interroga sul presente e sulla nostra capacità di reagire alle sconfitte, e agli avversari, dei nostri vizi e anche di qualche virtù, parla di tutti i protagonisti del nostro passato più recente, le primarie, le tante scelte avventate, isolate, scomposte, quasi prive di un disegno, così che per tanto tempo siamo sembrati in balia dei capricci di qualche dirigente riottoso.

La tendenza non è ancora finita a mio parere, e sebbene il libro analizzi anche la situazione economica , le riforme necessarie, la legge elettorale, il rapporto Nord-Sud, tutto passa da un solo nodo ancora tutto da sciogliere. Decidere chi siamo, chiudere ‘sti benedetti scatoloni e cercare di schiacciarli perché prendano il meno posto possibile nello sgabuzzino della nostra memoria. Certo saremmo anche pronti a ritirarli fuori , ma dovrebbero, a mio parere, restare lì, a monito di quello che non vogliamo piu essere: i transumanti.

Un segno di una definizione nuova di politica di sinistra che sappia finalmente trovare non solo un indirizzo postale, ma sappia motivare l’impegno a costruire una società migliore, più equa, più solidale ed aperta. Ripartire da noi, dai nostri pensieri, dai valori, da elaborazioni condivise, iniziare col definire le mete e trovare un passo che ci consenta di arrivarci senza perdere pezzi per strada. Ritrovando anche il gusto della mediazione nel rispetto delle priorità e delle tutele dei più deboli.

Penso che in questo Cuperlo ci darà grandi soddisfazioni perché è qualcuno con la fissa del “ripartire” che però, non si capisce come mai, invece di stare sui blocchi di partenza è un po indietro a prendere i tempi ad analizzare lo stile dei corridori.

Beh sarà per quello che gli hanno affidato il centro studi del PD?

Secondo me avrebbe dovuto chiamarlo, Centro Ripetizioni. Di serenità e trasparenza.

In effetti non ci ha detto molto del libro.

Dice? Sa che forse non sono sicura di averlo capito bene? Forse ci ho solo letto quello che ci volevo leggere. Forse lo dovrò rileggere per la terza volta o forse no, basterà che legga lo statuto.

Eh?

Lasci perdere. Lei non può capire. Comunque provi a leggerlo anche lei “Basta Zercar” e poi ne venga a parlare nel blog. Ci trova al giannicuperlo.it. l’ingresso è gratuito e se riesce a svicolare da qualche personaggio piuttosto molesto ci troverà gente simpatica.

A proposito, come va il blog di Cuperlo?

Maliccio, perché lui non ci si impegna abbastanza.

Grazie.

A lei e a presto. Buone cose.

***

Questa la breve intervista. Per onestà devo dirvi che il mensile Società Aperta non esiste e quindi non uscirà il 12 di gennaio. Vedrà la luce probabilmente non appena il suo titolo non sarà solo un auspicio, quindi dovrete aspettare almeno fino a primavera 2013 (anche se noi del blog di Cuperlo speriamo prima).

***

Non più giovane, sono entrato nell’Aula della Camera. Eletto, si fa per dire. Nominato da chi ha deciso, in ragione di una legge zoppa, di mandarmi lì. Già questo, temo, conta parecchio. Ma c’è anche altro. L’Aula è imponente di suo. Dovrebbe incutere rispetto. Dovrebbe dico. Forse a noi, tra le altre beghe, tocca l’assenza di qualcosa di analogo. Una carenza di solennità. Siamo restati imbrigliati in una bulimia mediatica destinata, in fondo, a rendere l’insieme soltanto rumoroso. Peccato. Anche questo è un limite del quale portiamo la responsabilità. E fra tutte, non è la meno rilevante” Questo è Gianni Cuperlo.

“Basta Zercar” (con la z dura) – Fazi editore – 220 pagine a 7 centesimi l’una, copertina gratis –

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