Crisi: Infortuni sul lavoro -10,6% e -5,6% a pari produttività ante crisi.

Infortuni sul lavoro -10,6% e -5,6% a pari produttività ante crisi.

Il dato è interessante,  e segnala,  che la competizione per la sopravvivenza delle imprese anche in tempo di crisi  non è fatta sulla pelle delle persone, anche quando si subiscono forti pressioni competitive che si basano solo e soltanto sul Dumping Sociale ( leggi nostro post di ieri in merito).

Anche quest’anno emerge chiaramente, che ogni anno che passa la cultura della sicurezza da i suoi frutti e questo grazie all’impegno di tutti gli attori coinvolti nel sistema produttivo.

Certo occorre fare di più, ma occorre anche una cultura ed un linguggio diverso di chi a livello di partitito e di sindacato si occupa di questi temi.

La cultura della sicurezza è qualcosa che si può attuare in maniera proficua solo con la cooperazione effettiva e attiva  fra le  parti coinvolte, alimentare un insensato odio di classe da pseudo Marxisti non serve e non porta a niente su questo tema.

Fermo restando  la responsabilità personale di chi le regole del gioco non le rispetta! Va detto però in merito che le regole doveno essere: chiare e attuabili  per essere giustamente sansionabili, questo è il confine ” fra essere o non essere” socialmente responsabili.

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Il presidente dell’INAIL, Marco Fabio Sartori, ha illustrato oggi a Roma – alla presenza del ministro Sacconi – i primi dati relativi all’anno in corso. In generale gli incidenti registrano una flessione del 10,6%. Ma questo andamento dipende in parte dalla crisi economica

Roma, 17 novembre 2009

Diminuiscono ancora gli infortuni e le morti sul lavoro nei primi sei mesi del 2009: in entrambi i casi ci troviamo di fronte a un calo sostenuto pari a rispettivamente al -10,6% e -12,2%. Se il dato accentua sensibilmente il  miglioramento in atto ormai da molti anni, va detto, tuttavia, che il primo semestre 2009 è stato un periodo particolarmente negativo per l’economia italiana sia sul versante dell’occupazione (diminuita dello 0,9% nel primo trimestre e dell’1,6% nel secondo) che su quello della produzione industriale, calata di oltre il 20%. Se a questo si aggiunge il massiccio ricorso alla Cassa integrazione, appare chiaro come al sostenuto calo della quantità di lavoro effettuata corrisponda, ovviamente, una considerevole flessione dell’esposizione al rischio di infortunio. Sulla scorta dello applicazione di appropriate metodologie di proiezioni statistica è possibile stimare, pertanto, che una quota da 5 a 6 punti percentuali del calo nel primo semestre 2009 (sia infortuni in complesso che mortali), sia da attribuire alla componente “accidentale” rappresentata dalla contingente congiuntura economica particolarmente sfavorevole. E’ questo il quadro emerso oggi, a Roma, nel corso della presentazione dei dati relativi all’andamento infortunistico del primo semestre 2009 dell’INAIL: i dati sono stati illustrati dal presidente/commissario straordinario dell’Istituto, Marco Fabio Sartori, alla presenza del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

Totale Infortuni

Andamento generale. Nel primo semestre del 2009 gli infortuni sul lavoro sono stati 397.980 contro i 444.958 del primo semestre 2008, mentre i casi mortali sono stati 490 a fronte dei 558 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il calo ha interessato tutte le componenti del fenomeno infortunistico, anche se in misura diversificata. La riduzione degli infortuni e dei casi mortali, infatti, ha riguardato soprattutto i lavoratori nell’effettivo esercizio della loro attività (cioè in occasione dei lavoro): rispettivamente -11,1% e -13,1%. Più contenuta, invece, la flessione degli infortuni in itinere, ovvero quelli che si sono verificati sul percorso casa-lavoro e viceversa (-5,8%) e dei relativi casi mortali (-9,2%). Molto rilevante, infine, il calo dei morti sulla strada in occasione di lavoro (-20,5%).

Infortuni per settore di attività. Quanto ai singoli settori di attività, il decremento rispetto al primo semestre del 2008 ha interessato soprattutto l’Industria (-21,5% di infortuni e -18,7% di casi mortali) e in particolare il comparto metalmeccanico, che ha fatto registrare una riduzione del 27,3% per gli infortuni e del 20% per i casi mortali.  Anche le Costruzioni segnano un consistente calo degli infortuni (-15,8%) e uno molto più modesto dei casi mortali (-3,9%). Nettamente più limitata, invece la flessione registrata nei rami di attività dell’Agricoltura e dei Servizi, che segnano entrambi un calo degli incidenti del 2,2%, accreditando ulteriormente l’ipotesi che vede nell’andamento negativo della produzione industriale una delle principali cause della riduzione degli infortuni nei primi sei mesi del 2009. L’Industria, infatti, rappresenta il ramo economico che ha maggiormente sofferto della crisi produttiva e occupazionale in atto (l’ISTAT rileva per l’Industria in senso stretto un calo di occupati del 3,9% nel secondo trimestre 2009, a fronte di un -1,6% generale).

Infortuni per genere. Nel primo semestre 2009 il miglioramento dei livelli infortunistici ha favorito soprattutto la componente maschile (-13,9%) e in misura molto più contenuta quella femminile (-2,1%), mentre la riduzione dei casi mortali è stata molto sostenuta per entrambi i sessi (-18,2% per le femmine e -11,7% per i maschi). Anche in questo caso il consistente decremento degli infortuni tra i lavoratori di sesso maschile, che dell’Industria rappresentano la parte preponderante sia in termini di occupati che di esposizione ai rischi, è parzialmente riconducibile alla crisi del settore industriale nei primi mesi del 2009.

Infortuni per territorio. È stato il Nord industrializzato a evidenziare i migliori risultati in termini infortunistici nei primi sei mesi del 2009. In particolare, il Nord-Est ha registrato un calo del 14,3% degli infortuni e del 20,9% dei casi mortali. Sensibile anche la flessione a Nord-Ovest: -9,1% per gli incidenti sul lavoro e -19,5% per gli infortuni mortali. Al Centro, unico caso in controtendenza in tutto il panorama infortunistico, si registra un incremento di una decina di infortuni mortali: 107 casi contro i 98 dello stesso periodo del 2008.

Fonte: INAIL

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