Crisi: Obama guarda alla Cina e “tenta di far quadrare il cerchio”

Obama: «una Cina prospera è un vantaggio per tutti»

14 Novembre 2009

Gli Stati Uniti non vogliono contenere l’impetuoso sviluppo cinese perché sono consapevoli che una Cina forte e prospera è un vantaggio per tutti: con queste parole il presidente americano, Barack Obama, ha affermato la volontà della sua Amministrazione di perseguire «una cooperazione pragmatica» con il gigante asiatico, in un discorso a Tokyo in cui si è presentato come «il primo presidente americano del Pacifico». A meno di 48 ore dal suo arrivo a Pechino per la prima visita in Cina, dove ha anticipato che parlerà di diritti umani «in uno spirito sereno» e «senza rancore», Obama ha promesso un maggiore impegno degli Usa in Asia, con un’implicita critica all’era Bush.

Continua a leggere l’articolo sul sole24ore.it

Il commercio Usa cambia rotta

19 gennaio 2009

Accordi commerciali sì, ma sotto nuove bandiere, quelle del “fair trade”. O, quantomeno, di un’agenda sull’interscambio aperta a preoccupazioni ambientali, del lavoro e dello sviluppo quando si tratta dei rapporti con Paesi e grandi aree emergenti sul palcoscenico globale, dalla Cina al Brasile.

L’agenda delle relazioni economiche con i partner internazionali, per Barack Obama, è una delle più complesse. Oscurata dall’emergenza della crisi, la strategia del neopresidente è ancora alla ricerca di un’identità.[…….]

Obama, però, è pronto anche ad atteggiamenti più intransigenti, per difendere interessi domestici danneggiati: la Cina è finita nel mirino perchè continua a scavare forti passivi nella bilancia commerciale americana.

Continua a leggere l’articolo sul sole24ore.it

Il nodo del cambio dollaro-yuan nell’agenda di Hillary in Cina

20 Febbraio 2009

L’interscambio commerciale tra Cina e Stati Uniti. I diritti umani. La lotta alla contraffazione. La sicurezza dei prodotti made in China. L’ambiente. La riforma degli organismi internazionali. Il ruolo di Taiwan. La cooperazione militare tra le due superpotenze. Il tasso di cambio del renminbi.  La due giorni cinese di Hillary Clinton, che stasera sbarcherà a Pechino, ultima tappa della sua prima trasferta asiatica, si annuncia intensa e impegnativa. I temi di discussione nell’agenda dei colloqui tra il nuovo Segretario di Stato americano e la leadership cinese (la Clinton incontrerà anche il presidente, Hu Jintao) sono tanti e complessi. Ma, soprattutto, spinosi.

Il debito Usa fattore di frizioni potenziali

Per uno strano paradosso, i cinesi che non hanno mai amato George Bush, e in campagna elettorale hanno fatto il tifo per Barack Obama, non appena quest’ultimo si è insediato alla Casa Bianca hanno dovuto prendere atto che la nuova amministrazione democratica sarà un osso assai più duro rispetto a quella repubblicana. È innegabile, infatti, che negli ultimi due anni la concomitanza di una serie di fattori avessero reso più fluide le relazioni sino-americane rispetto al passato: l’approccio conciliante del Segretario al Tesoro, Henry Paulson; la progressiva rivalutazione dello yuan sul dollaro; qualche sforzo concreto in più di Pechino sul fronte contraffazione. Ma ora, complice la crisi finanziaria e la recessione globale, i vecchi dossier che per anni avevano avvelenato i rapporti tra Cina e Stati Uniti rischiano di tornare prepotentemente d’attualità. Con un elemento in più di potenziale frizione tra le due superpotenze: il debito americano. Giusto ieri, Pechino ha comunicato che a dicembre la Cina ha sottoscritto altri 14 miliardi di dollari di Treasury Bonds, portando a 696 miliardi di dollari lo stock complessivo di titoli del Tesoro Usa detenuti nel proprio portafoglio, e consolidando così la sua posizione di principale finanziatrice planetaria degli Stati Uniti.

Continua a leggere l’articolo sul sole24ore.it

******

“continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato” (Francis Scott Fitzgerald Il grande Gatsby).

Nell’idea di crisi è inclusa la nozione di problema e quella di superamento del problema. La crisi è tale proprio in quanto avviene questo passaggio.

Quando ci sentiamo in crisi, siamo abituati a dare la colpa agli altri: qualcuno ci ha fatto del male, nessuno ci capisce, con il partner va male, il lavoro è un inferno,qualcosa ci ha nuociuto. Nel campo della salute può essere stato un virus che gira, o un batterio particolare che mi attacca. La responsabilità, in tutti questi casi, non è mai la mia, non dello stile di vita che adotto non del mio modo di alimentarmi!

Ed invece ci dovremmo assumere la responsabilità di quello che facciamo, nel senso etimologico del termine: di una abilità nel dare risposte adeguate a ciò che ci accade, una respons-ability.

Quando la crisi arriva è bene ricordarci che essa porta sempre con sé una chance. La parola crisi (krisis) nell’antica Grecia significava, allo stesso tempo, sia pericolo che decisione e, in modo stupefacente,

La crisi rappresenta un elemento connaturato alla gestione di una qualsiasi realtà economica: non a caso, in qualsivoglia testo di economia di impresa, si rinviene facilmente la presenza di un capitolo dedicato a tale fenomeno proprio perché, così come si tratta della nascita e dello sviluppo di un’impresa, è d’obbligo disquisire anche sulla sua fine.

Le crisi costituiscono un campanello d’allarme che dovrebbe destare quanto prima l’attenzione dei manager sui fattori in declino e suscitare una tempestiva reazione.

Le possibili soluzioni a tali fenomeni sono ascrivibili a due tipologie di scelte differenti: la prima strada consiste nel ritenere l’impresa oramai giunta alla conclusione scegliendo la via delle procedure giudiziali per scrivere la parola fine alla sua esistenza; la seconda strada, invece, consiste nel ritenere l’impresa ancora produttrice di valore potenziale e pertanto risulta più opportuno procedere al risanamento regolando la situazione in via stra-giudiziale.

La scelta tra la prima o la seconda strada è relativa ad una valutazione di convenienza economica a favore della liquidazione d’impresa o della ristrutturazione.

Gran parte della dottrina, suggerisce, infatti, che in casi del genere: “ci si dovrebbe domandare se e quando vale la pena di intervenire, non nascondendo che in alcuni casi sarebbe meglio lasciar morire in pace imprese decotte anziché buttare altro denaro per raddrizzare situazioni irrisolvibili”.

Una volta scelta la strada da percorrere, occorre definire un progetto di risanamento per poi procedere alla predisposizione di un piano di ristrutturazione adeguato che sia funzionale in un primo momento al risanamento e in un secondo momento al rilancio.

Da qui il piano Americano che dopo aver deciso di salvare gran parte del sistema che era decotto ora si appresta al suo rilancio.

Tasso di risparmio delle famiglie

Come si vede dalla tabella sopra è previsto che le famiglie americane entro il 2011 raddoppino la loro propensione al risparmio.

I nuovi dati diffusi dall’Eurostat e dall’Istat confermano anche la particolare consistenza del fenomeno del risparmio in Europa e, in particolare, in Italia.

Secondo i dati dell’Istat la propensione al risparmio delle famiglie italiane sarebbe ulteriormente salita nella prima metà di quest’anno giungendo a collocarsi al di sopra del 15%. Riguardo alle scelte di investimento finanziario, a giugno 2009 i depositi rappresentano il 31% degli attivi degli italiani.

Come scrivevo ieri non è possibile per gli stati alterarepiù di tanto la propensione al risparmio degli attori sociali, che come sosteneva Keynes “potrebbero preferire il tesoreggiamento temporaneo” (la preferenza temporanea per la liquidità).

Da qui il rimprovero di Angela Merkel ai suoi connazzionali che risparmiano troppo ( leggi articolo del Proff. Marcello De Cecco La Repubblica del 09 Novembre 2009 inserto Affari e Finanza pag.13).

Se gli attori sociali risparmiano non alimentano la domanda aggregata e vanificano tutte le azioni di politica economica messe ina atto dai governi come il taglio delle tasse previsto dalla Merkel.

Germania: Quadrante indici Alimentari e Bevande

Quadrante economico Germania 450Fonte: Deutsche Bank

Germania tabella indici alimentari e bevande con manifatturieroClicca sulla tabella per ingrandirla

Quadrante: Indici del Manifatturiero in  Germania

Quale quadratura del cerchio è prevista per l’Italia?

Approfondimenti:

Troppo presto per gridare alla vittoria

Sorpresa: gli Usa ci copiano i vizi

LE BARRIERE CHE NON CADONO / Quel muro messicano che separa il sogno dal bisogno

La Cina contro i tassi Fed: «Alimentano la speculazione»

DOVE VA L’ECONOMIA / Le meravigliose bolle di sapone Carry Trade di Nouriel Roubini

La selezione naturale (e spietata) della finanza di Niall Ferguson

Nelle Banche.Titoli tossici a 1.400 miliardi

Credito: più sofferenze, meno rettifiche nelle banche Italiane

Bonus eccessivi ai banchieri, Londra annullerà i contratti

Scambi record per Etf, Etc e derivati su Lse-Borsa Italiana

Ordinaria burocrazia: l’azienda ha commesse ma è bloccata, da 11 mesi attende il gas

Draghi: sempre più difficile riformare la finanza

Annunci

novembre: 2009
L M M G V S D
« Ott   Dic »
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30  

Contattaci

Circolo Bientina

  • Primarie 2009

Varie Bientina

Siti di area PD

  • Area Dem

Dossier Crisi

Dossier Encicliche Sociali

    Articoli Encicliche - Eletti PD

Dossier Articoli Crisi Economica

  • Pulsante keynesiano
  • Lezioni per il futuro

Documenti Crisi Economia Circolo

  • Crisi Globale
  • Focus Economia

Festa Nazionale PD

Link Iniziative

Web TV

RSS New Wikio

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

Libreria Circolo

Le Riviste Disponibili Nel Circolo

Libri Disponibili Nel Circolo

Documenti Vari

Documenti Esterni

  • Rapporti

Workig Papers

Link PD

Sito Nazionale

Gruppi Parlamentari

Unione Provinciale

Unione Regionale

Gruppi Regionali

Iniziative Locali

Link Vari Area PD

    Eletti In Toscana

Programmi

Programma PD

New Agenzie

  • New Google Birmania
      • Rasegna stampa pd
      • ANSA IT
      • ANSA Live UE
    • news google

    Sondaggi e Ricerche

    • ipr marketing

    citizen journal

    Link Vari

    Associazioni

      Osservatori

    Democratici Nel Mondo

    • Logo Democratic
    • Sito Barack Obama
    • Sito Hillary Clinton

    Iniziative Umanitarie



    Organismi – Istituti E Commissioni Di Ricerca

    • Unione Europea
    • censis
    • cnel
    • cnel commissione lavoro
    •  glocus logo
    • ISAE
    • ICE
    • Unicamere
    • logo Airi
    • Eurispes
    • Logo APAT
    • FMI
    • WTO
    • Banca Mondiale

      Commissioni

        • Logo Cefass

    Categorie

    Archivio Per Mese