Crisi:Trichet,fermata la caduta libera, c’è il problema disoccupazione

Il presidente Trichet: le statistiche  confermano fine della caduta libera L’Ue in pressing sull’Italia: «Deficit  rientri sotto quota 3% entro il 2012»

Il mondo ha evitato una depressione economica «estremamente pericolosa», la caduta libera è finita anche se restano molti rischi che non consentono ancora di compiacersi per lo scampato pericolo.

Lo ha detto il presidente della Banca centrale Europea, Jean-Claude Trichet parlando a nome dei banchieri centrali riuniti per l’appuntamento bimestrale alla Banca dei Regolamenti Internazionali a Basilea.

Sono crtuciali le oggi e domani a Bruxelles dive si dovrebbe  decidere quando e come riportare i conti pubblici europei sotto controllo. Ne discuteranno stasera i ministri dell’Eurogruppo (riunione alla quale parteciperà anche il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet) e domani mattina tutti i 27 ministri del consiglio Ecofin.

Proprio nei documenti preparatori della riunione di domani si sottolinea come le finanze degli Stati membri della Ue sono «fortemente deteriorati» a causa della crisi finanziaria ed economica, ai cui effetti si aggiunge un aumento della spesa pubblica legata soprattutto all’invecchiamento della popolazione.

Bruxelles, da parte sua, ribadisce come nonostante un miglioramento della situazione economica negli ultimi mesi «la ripresa resti ancora fragile», anche a causa della «persistente debolezza dei flussi di credito da parte delle banche». L’Ecofin nelle sue conclusioni ribadirà dunque la necessità di tre ordini di misure: quelle per una rapida riduzione dei deficit e dei debiti pubblici, quelle per aumentare il tasso di occupazione e quelle per riformare i sistemi previdenziali e di welfare.

Ma alla BCE sono ottimisti e Trichet afferma:«Abbiamo una situazione in cui si vedono elementi incoraggianti e che confermano il fatto che abbiamo evitato una depressione estremamente pericolosa» ha detto. «Abbiamo visto miglioramenti nei mercati» ha proseguito, sottolineando che ci sono «una serie di elementi che ci confermano che le misure eccezionali che abbiamo adottato hanno prodotto una stabilizzazione generale dei mercati». In più, ha rilevato il presidente della Bce, «abbiamo avuto conferma della fine della caduta libera dell’economia che é stata regitrata nell’ultimo trimestre dell’anno scorso e nel primo trimestre di quest’anno». In ogni caso restano «elementi, come il problema dell’occupazione, che richiedono una costante vigilanza e allerta» anche se c’é la possibilità per chi ha adottato misure anti-crisi non convenzionali di «ritirare gradualmente alcune di queste misure».

Eurozona I dati sulla disoccupazione.

Fonte:  Ufficio statistico Eurostat.

Disoccupazione Eurozona*Clicca sul grafico per ingrandirlo

Nell’Unione europea a settembre il tasso di disoccupazione è salito al 9,2%, nell’eurozona al 9,7%.

Nei ventisette paesi membri il dato a settembre è salito dello o,1% su base mensile, arrivando al 9,2%, mentre l’anno scorso era del 7,1%.

Nell’eurozona il tasso si è attestato al 9,7%, rispetto al 9,6% di agosto. Nel 2008 era inferiore di due punti percentuali.

Per i ventisette si tratta del peggiore dato dall’inizio della rilevazioni nel gennaio 2000, mentre per la zona euro è il tasso più alto degli ultimi dieci anni.

Su base mensile il numero di disoccupati nell’Ue è aumentato di 286mila unità, arrivando a superare i 22 milioni, di cui 15 milioni circa nei sedici paesi che adottano la moneta unica. Rispetto al settembre del 2008 in Europa ci sono cinque milioni di disoccupati in più.

Tra gli Stati membri i tassi di disoccupazione più bassi sono stati quelli dell’Olanda (3,6%) e dell’Austria (4,8%).

I peggiori sono stati quelli della Lettonia (19,7%) e della Spagna (19,3%).

Rispetto ad un anno fa, tutti i paesi membri hanno registrato un aumento del loro tasso di disoccupazione.

Gli aumenti più contenuti sono stati quelli della Germania (dal 7,1% al 7,6%) e dell’Italia (dal 6,8% al 7,4%).

Gli aumenti più alti sono stati registrati in Lettonia (dall’8,1% al 19,7%) e in Estonia (dal 4,1% al 13,3%).

A settembre il tasso di disoccupazione fra i giovani con meno di 25 anni è stato del 20,1% nella zona euro e del 20,2% nei ventisette. A settembre 2008 era del 15,7% e del 15,8% rispettivamente.

Le persone senza lavoro a settembre negli Stati Uniti erano il 9,8%, mentre in Giappone, ad agosto, erano il 5,5%.

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