Le due anime di un Pd scosso.

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Il titolo del saggio scritto da Michele Salvati e uscito nel 2000, sembra profetico. Si adatta bene alla situazione attuale del PD.

E poi, in questi tempi di crisi, mi da l’opportunità di fare un post con l’obbietivo del “leggi uno,con la speranza che tu legga anche il due”. Perchè sarà questo il risultato delle primarie.

Il PD non si farà mancare niente, nemmeno due segretari legittimati entrambi. Uno è legittimato dal 50% della  base  scritta al partito e propensa a premiare un leader professionista che esalti il professionismo politico. L’altro è moltgo probabile che sia eletto dalle primarie aperte a tutta la base votante e simpatizzante del PD, sarà eletto con altri numeri e sarà il leader di una base politica che non vede nel professionismo “D’Alemiano & Co.” niente di serio a cui valga la pena di guardare.

Le due anime di un Pd scosso.

Di Michele Salvati

Fonte:Il Corriere Della Sera

Circolo dopo circo­lo, si stanno con­cludendo le vota­zioni tra gli iscrit­ti del Partito Democratico e il 25 ottobre i tre candi­dati — Bersani, France­schini e Marino — saran­no presentati al voto de­gli elettori e dei simpatiz­zanti: in pratica di chiun­que manifesti l’interesse a influire sulla scelta del­le cariche direttive del partito. Gia in quella da­ta, o al più un paio di setti­mane più tardi se sarà ne­cessario un ballottaggio, sapremo chi è il nuovo se­gretario del Pd. Prima di discutere del significato di questa scelta, tre com­menti di natura generale.

Il primo è che hanno partecipato al voto, sino­ra, circa 350.000 persone, più della metà degli iscrit­ti: non una piccola prova di democrazia, in un mo­mento in cui gran parte dei commentatori danno per spacciato, e con buo­ne ragioni, il ruolo demo­cratico dei partiti. E a que­sta occorrerà aggiungere la consultazione del 25 ot­tobre. Il secondo com­mento è che laddove il partito è maggiormente radicato, nelle regioni ros­se e nelle grandi città, nell’ambito dei circoli si è svolto un dibattito serio tra i sostenitori delle di­verse candidature: questa volta, a differenza di pre­cedenti investiture pilota­te dall’alto, prima del vo­to gli esiti erano realmen­te incerti. Oggi il risultato è noto: Bersani ha ottenu­to circa il 56%, Franceschi­ni circa il 36 e Marino il restante 8. Ma l’incertez­za permane per il voto de­gli elettori, il 25 ottobre, perché gli iscritti e i sim­patizzanti generici sono due popolazioni abba­stanza diverse. Il terzo commento è che la linea di divisione tra le posizio­ni politiche espresse dal­le tre candidature non è più quella delle diverse provenienze partitiche, gli ex Ds ed ex Dl: per ognuna di esse il soste­gno è molto misto, e se­gnala un processo di osmosi piuttosto avanza­to. Se la linea di divisione non è questa, qual è?

E’ abbastanza facile dir­lo per Marino, il vero out­sider di questo congres­so. Egli è portatore di un messaggio fortemente cri­tico nei confronti delle ambiguità del Pd, che im­puta in parte ad un’anali­si sbagliata del fenomeno Berlusconi — … come se si trattasse di un avversa­rio politico normale — in parte ad una eccessiva tol­leranza per le posizioni clericali o integralistiche che ogni tanto emergono tra gli esponenti cattolici del partito. Questa è l’ana­lisi ribadita ogni giorno dai giornali più letti dal popolo della sinistra e non meraviglia il buon successo della mozione nelle grandi città, tra i gio­vani e le persone istruite. Insistendo su queste criti­che, proclamando una po­litica della decisione e del­la nettezza, del ‘Sì-sì’ ‘No-no’ di evangelica me­moria, Marino si stacca nettamente dagli altri due candidati e si avvici­na alla posizione dell’Idv di Di Pietro, una perma­nente tentazione per il Partito Democratico.

Più difficile distingue­re le altre due mozioni, quelle degli insider, di Bersani e Franceschini, e non è di grande aiuto leg­gere attentamente i testi, sottolineare frasi più o meno felici, reticenze o si­lenzi più o meno sapien­ti: entrambe dicono cose simili, generiche e gradi­te al popolo di centrosini­stra chiamate a votarle. La mozione di Bersani è sicuramente la più critica nei confronti della breve storia del Pd di Veltroni.

Critiche alla segreteria Veltro­ni implicitamente le muove an­che Dario Franceschini, ma il dubbio che suscita la posizione di Bersani è che le critiche non riguardino solo le scelte tatti­che del recente passato, ma lo stesso disegno strategico, lo stesso impianto culturale sul quale l’Ulivo prima e il Pd poi sono stati costruiti. In altre pa­role: il dubbio è che un Pd gui­dato da Bersani — per ora co­stretto in un contesto bipolare dalla legge elettorale voluta dal centrodestra — sarebbe ben di­sposto a mutarlo qualora se ne presentasse l’occasione. In que­sto caso il senso della storia di cui parla Bersani, il suo possibi­le esito, sarebbe un ritorno al proporzionale, dove un Pd più nettamente «laico» e «di sini­stra » lascia il compito di con­quistare gli elettori più modera­ti a un rinnovato partito centri­sta, neo-democristiano, confi­dando poi in una alleanza di go­verno.

Si tratta di una posizione poli­tica più che legittima, ma è l’esatto opposto della scommes­sa da cui era partito l’Ulivo e sul­la quale si è formato il Partito democratico: quella di un parti­to di ispirazione democratico-li­berale, che nutre l’ambizione di governare il Paese a capo di una coalizione di cui è la componen­te maggiore e politicamente egemone. Un partito che non vuole nascondersi dietro una forza politica e a un presidente del Consiglio centristi, e rifiuta come scoraggiante e sbagliata l’idea che un partito di centrosi­nistra non riuscirà mai, in un contesto bipolare, a governare un Paese «organicamente» di centrodestra. Credo che spetti a Bersani chiarire, di fronte a ra­gionevoli dubbi, se la sua criti­ca al progetto originario del Pd è così radicale. Se lo è, il con­fronto con Franceschini acqui­sterebbe un senso molto più chiaro di quello che è possibile desumere dalla lettura delle due mozioni.

Approfondimenti:

Bersani oltre il 56% . Ma i rivali contestano: «Plebiscito anomalo»

Pd, Franceschini: “Batteremo chi ha frenato Prodi e Veltroni”

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