Buone ferie.Buone ferie?

Con questo post, vi auguro buone ferie. Ci rivediamo alla fine di Agosto o giù di lì.

Di solito è consuetudine di molti siti dare consigli per la lettura sotto l’ombrellone, ma noi lo facciamo tutto l’anno quindi vi rimandiamo al nostro link delle recensioni. In alternativa potete andare sul sito di Cuperlo dove in un post specifico lo stesso Cuperlo e alcuni blogger si sono dedicati a questo tipo di consigli (compreso chi scrive).

Approfitteremo del periodo feriale per riorganizzare il sito aggiornando la sezione risorse.

Non posso comunque lasciarvi, senza fare una breve riflessione sulla situazione socioeconomica e del PD.

La situazione socioeconomica:

Per quanto riguarda la crisi in atto, non è una novità, il mio essere pessimista, se da una parte è vero che l’ottimismo aumenta l’indice di fiducia sia delle imprese che dei consumatori, ed entrambi, sono indici di cui va tenuto conto per le analisi economiche. Purtroppo, non vedo di cosa si possa essere allegri, la produttività industriale è ancora sotto di due cifre rispetto all’anno precedente, i prezzi alla produzione sono diminuiti del 6,3% rispetto a giugno 2008, l’inflazione è nulla fenomeno che non accadeva dal 1959, il che vuol dire: che per i cinquantenni come il sottoscritto il fenomeno è nuovo. La cassa integrazione è esplosa e le risorse sono scarse, di conseguenza si cominciano già a vedere le prime difficoltà; da mesi i lavoratori con la CIG in deroga non riscuotano un euro. In Toscana sono dodicimila .

Ma guardare alla sola CIG vuol dire analizzare il fenomeno con una lente opaca e distorta.

Ci sono milioni di lavoratori che non possono accedere alla CIG neanche in deroga,allora diventa necessario guardare l’altro dato quello sulla disoccupazione che a giugno era del 7,9% contro 7,1 del primo trimestre 2008.

Questi dati  a breve  si tramuteranno in milioni di persone che non godranno più di nessun sussidio. In questi giorni è stato il CNEL ha lanciare l’allarme, “la disoccupazione potrebbe arrivare ben presto a due cifre”. In fatti è prevista una contrazione del PIL del 5,2% che anche Tremonti ha dovuto certificare nel DPEF.

A questo punto la mia domanda è: dove ricollochiamo la nostra forza lavoro una volta finito il periodo di CIG, ma sopratutto alla lunga come la finanziamo la CIG?

La bassa inflazione in momenti normali è un bene aumenta ilpotere di acquisto delle buste paga, ma l’assenza  di inflazione è da considerarsi un eccesso che non fa aumentare il PIL nominale, di conseguenza non aiuta l’estetica del bilancio migliorando i parametri imposti dalla U.E. ( il deficit non superiore al 3% del PIL),

Esempio:

Paradossalmente, con una inflazione del 7% e una contrazione del pil del 5% potevamo avere un Pil nominale maggiore del 2%, e questo permetteva di poter spendere soldi aumentando il debito pubblico rimanendo nel limite del 3% imposto dalla UE.

Lo so, in questa maniera ci indebitiamo e lasciamo i debiti ai nostri  figli e nipoti, ma la situazione è drammatica. E poi il mio è solo un esempio, allo stato attuale non c’è da temere perché i dati reali sono ben altri, la politica del governo tende a far consumare i risparmi alle famiglie e a far aumentare il classico buco nella cintola a chi questi risparmi per vari motivi non li tiene.

I dati dei due post precedenti, quello sul Pil e quello sulla produzione industriale,testimoniano con efficacia il difficile momento per l’Italia e dimostrano come la crisi si sia rapidamente spostata dalla finanza alla cosiddetta economia reale. 

Nell’economia reale più che l’ottimismo conta la politica messa in atto concretamente e oculatamente, di conseguenza la strada verso la ripresa potrebbe essere, ancora lunga e accidentata.

Il PD:

Per quanto riguarda il pd le mozioni sono uscite le trovate anche sul sito, ma io sono molto deluso.

Le mozioni  di fatto sono ben scritte, ci dicono grossomodo il mondo che verrebbero i loro sostenitori, fra l’altro come era prevedibile le mozioni non sono ne divergenti e ne distanti si discute sulle sfumature ma non ci sono dissidi netti sulle cose.

L’unico dissidio, poteva essere: quello su chi deve decidere le cariche di partito, gli iscritti (i tesserati) o gli elettori (i simpatizzanti).

Bersani ha sciolto il nodo affermando: che la decisione e di entrambi, ma che gli elettori devono essere iscritti in un apposito albo pubblico e certificato ( non si sa cosa intenda per pubblico e chi lo debba certificare). Ma l’essenzanon cambia, Bersani è diventato sicuramente più liquido di come era partito, la mia impressione è che sia sciolto da qui a ottobre, perché questo è lo spirito dei tempi.

Ma la mia delusione nasce da altri motivi: la prima è che sono mozioni fortemente correntizie, basta pensare al fatto, che molti big si sono subito precipitati a dare il loro sostegno ai candidati prima ancora che le mozioni uscissero.

Inoltre le mozioni, cosi come sono, ricalcano l’impostazione dei programmi elettorali e non dicono mai nulla su come intendono reperire le risorse per attuare le politiche dichiarate. Se la politica-economica intesa come reperimento delle risorse e la loro equa distribuzione è fondamentale in politica, non vedo perché il “come si farà” debba essere lasciato vago.

La seconda, riguarda l’ennesimo scandalo che travolge alcuni esponenti del PD in Puglia. E’ ormai chiaro che nessuno è immune da certi problemi, la questione morale diventa una questione essenziale per un partito riformista sopratutto se la nostra memoria ci ricorda da dove veniamo.

La terza, riguarda i nostri leader, se quelli nazionali si punzecchiano come galli nel pollaio, quelli locali non mi sembra che ambiscano a dire qualcosa di più di quello che passa il convento.

Ora con il risultato delle ultime elezioni locali, è decaduta anche la mitica supremazia del governo del territorio, la lega è arrivata anche in Emilia, salta per il momento la Toscana ma balza in Sicilia.

Il quadro Italiano è una scacchiera, e il risultato del tesseramento conferma anche certe discrepanze, come la Toscana e il Piemonte che perdono quote di iscritti.

Certo è vero che il PD non può risolvere il problema della crisi globale, che è di fatto una crisi frutto non solo del pensiero unico, ma anche di una certa remissione ad affrontare il tema della globalizzazione da parte dei partiti della sinistra Riformista Europea.

La globalizzazione dei mercati cosi come è stata fatta fino ad oggi, di fatto ha avuto come consegueza la sola delocalizzazione di centinaia di aziende verso quei  paesi: dove il costo della manodopera, le norme sul lavoro e le norme fiscali, sono a favore del Capitale (almeno cosi avremmo interpretato il fenomeno quando eravamo Marxisti, per chi lo è stato naturalmente).

Oggi tutto tace, ci accontentiamo di rispolverare il concetto di territorio, regionalizzazione e radicamento del partito. Quel radicamento come in Toscana che c’è e c’è sempre stato! ma non ha impedito il fenomeno recessivo dove l’esempio più eclatante è Prato.

Concludo,con due riflessioni non mie e vi invito a leggerle attentamente, sono utili per capire cosa è successo e perché.

K. Marx – Il manifesto del partito comunista.

Capitolo I° Borghesi e proletari.

“Spinta dal bisogno d’uno smercio sempre più esteso, la borghesia invade il globo intero. Bisogna che dappertutto essa s’impianti, che dappertutto stabilisca e crei dei mezzi di comunicazione.
Per mezzo dello sfruttamento del mercato mondiale, la borghesia imprime un carattere cosmopolita alla produzione ed alla consumazione di tutti i paesi. A disperazione dei reazionarii essa tolse all’industria la sua base nazionale. Le vecchie industrie nazionali sono distrutte o sul punto di esserlo. Esse vengono sostituite da nuove industrie la cui introduzione di- viene una questione vitale per tutte le nazioni incivilite; industrie che non adoperano più materie prime indigene, bensì materie prime venute dalle regioni più lontane, ed i cui prodotti non si consumano soltanto nel paese stesso, ma in tutti i punti del globo. In luogo dell’antico isolamento locale e nazionale, si sviluppa un traffico universale, una dipendenza mutua delle nazioni. Ciò che avviene nella produzione materiale si riproduce nella produzione intellettuale. Le produzioni intellettuali di una nazione divengono proprietà comune di tutte. L’esclusivismo ed i pregiudizi nazionali divengono ogni ora più impossibili; e delle diverse letterature nazionali e locali si forma una letteratura universale.”

******

J.M. Keynes ( 1930)

“ Supponiamo che vi siano due paesi dove i fattori della produzione abbiano esattamente la stessa efficienza e che intrattengano relazioni commerciali e finanziarie simili quelle oggi esistenti, [……]. Si supponga che il partito degli alti salari ( qui Keynes intende aumento salariale a completo carico dell’imprenditore) raggiunga i suoi obbiettivi in un paese, ma non nell’altro. Ne consegue che il capitalista riceverà una più alta remunerazione del capitale investito nel paese con bassi salari. Di conseguenza preferirà investire i suoi capitali in quei paesi dove sono meglio remunerati. Ne consegue che il paese degli alti salari subirà una maggiore disoccupazione[……]. In conclusione le conseguenze di una estrema libertà dei mercati che viene concessa alla finanza che investe all’estero dove viene meglio retribuito l’investimento dei capitali, a causa di una diversità storica e socioeconomica mi a sempre turbato. “ Fino a che punto è legittimo investire in paesi con condizioni socioeconomiche diverse godendo dei vantaggi dei bassi salari, aumentando e migliorando gli utili delle nostre aziende Nazionali.”

Annunci

agosto: 2009
L M M G V S D
« Lug   Set »
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Contattaci

Circolo Bientina

  • Primarie 2009

Varie Bientina

Siti di area PD

  • Area Dem

Dossier Crisi

Dossier Encicliche Sociali

    Articoli Encicliche - Eletti PD

Dossier Articoli Crisi Economica

  • Pulsante keynesiano
  • Lezioni per il futuro

Documenti Crisi Economia Circolo

  • Crisi Globale
  • Focus Economia

Festa Nazionale PD

Link Iniziative

Web TV

RSS New Wikio

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

Libreria Circolo

Le Riviste Disponibili Nel Circolo

Libri Disponibili Nel Circolo

Documenti Vari

Documenti Esterni

  • Rapporti

Workig Papers

Link PD

Sito Nazionale

Gruppi Parlamentari

Unione Provinciale

Unione Regionale

Gruppi Regionali

Iniziative Locali

Link Vari Area PD

    Eletti In Toscana

Programmi

Programma PD

New Agenzie

  • New Google Birmania
      • Rasegna stampa pd
      • ANSA IT
      • ANSA Live UE
    • news google

    Sondaggi e Ricerche

    • ipr marketing

    citizen journal

    Link Vari

    Associazioni

      Osservatori

    Democratici Nel Mondo

    • Logo Democratic
    • Sito Barack Obama
    • Sito Hillary Clinton

    Iniziative Umanitarie



    Organismi – Istituti E Commissioni Di Ricerca

    • Unione Europea
    • censis
    • cnel
    • cnel commissione lavoro
    •  glocus logo
    • ISAE
    • ICE
    • Unicamere
    • logo Airi
    • Eurispes
    • Logo APAT
    • FMI
    • WTO
    • Banca Mondiale

      Commissioni

        • Logo Cefass

    Categorie

    Archivio Per Mese