Archivio per giugno 2009

Il PD è senza intellettuali organici.

L’identità è frutto di una nuova visione delle cose e di fatto è una elaborazione intellettuale.

Il Post che segue, cercherà di spiegare quattro concetti:

1 – Chi è politico

2- Populismo

3- Egemonia

4 – Intellettuale organico

Chi è Politico.

Secondo Max Weber ci sono due tipi di politici di professione, “ quello che vive di politica” nel senso che da essa trae il sostentamento economico per vivere ( i professionisti), e chi “ vive per la politica” i militanti di base quelli che dedicano tempo all’attività politica, ma hanno altre entrate per il loro sostentamento economico ( Max Weber: La politica come professione. La scienza come professione).

Quindi secondo Weber entrambi i soggetti indipendentemente dalla fonte di sostentamento sono politici di professione, in sostanza politicamente sono sullo stesso piano.

Populismo.

Spesso quando i nostri leader parlano fanno riferimento alla parola “populismo”, ma da un pò di tempo per i politici che vivono di politica ( i professionisti), questo termine ha assunto un aspetto negativo e contraddittorio.

Infatti non di rado, e l’ultimo in ordine di tempo è Bersani che afferma “ voglio fare un partito di popolo” , tradotto: un partito che guarda alle istanze che provengono dal popolo (dal basso).

Ma nello stesso tempo sempre i nostri leader (Bersani compreso) contrattaccano gli avversari tacciandoli per populisti. Insomma gli rimproverano di dare troppa importanza alle pretese del popolo.

La devianza del termine come scrive G. Sartori sul Corriere della sera del 02 Ottobre 2007 crea grosse ambiguità e contraddizioni

Scrive G. Sartori: ( leggi articolo completo)

[…] la trinità democrazia- populismo-demagogia. Si tratta di una trinità perché queste nozioni hanno la stessa testa: la parola demos in greco, populus in latino, e popolo in italiano. Ma questo fatto non le rende sinonimi. Demagogia è l’arte di trascinare e incantare le masse che, secondo Aristotile, porta alla oligarchia o alla tirannide. In ogni caso, il termine indica un agire e un «mobilitare» dall’alto che non ha nulla da spartire con la democrazia come potere attivato dal basso. Il termine populismo è molto più recente e ci arriva dalla Russia, dove fu coniato alla metà dell’Ottocento per indicare una rivoluzione dei contadini (fermo restando che la parola narod sta, in russo, per popolo). […] Così la teoria della democrazia continuò a usare, per indicare una degenerazione o una minaccia alla democrazia, la parola demagogia. Poi, d’un tratto, da una ventina d’anni, diventa di moda «populismo». Perché? Non sono ancora riuscito a capirlo. Intanto offro la mia interpretazione e relativa proposta. Concettualmente è irrilevante che il populismo sia nato «agrario». Concettualmente è importante, invece, che denoti una genuina democrazia «immediata » che nasce dal basso e che, per questo rispetto, è l’esatto contrario di demagogia. Pertanto il populismo così definito (si sa che io sono un maniaco delle definizioni) ha la forza di essere una democrazia embrionale genuina, ma al contempo la terribile debolezza di incarnare un infantilismo politico (direbbe Lenin) incapace di costruire alcunché. Le sue proposte «al positivo» sono, appunto, puerili e inconsistenti.[…].

Egemonia.

E’ stato Antonio Gramsci a dare alla parola egemonia un senso specifico di “capacità di direzione della società” fondata sulla convinzione delle masse che i valori difesi da un gruppo egemonico sono valori universali.

Il potere politico assieme a tutte le altre forme di potere e d’autorità nella società deve essere sempre sostenuto, per essere efficace, da un’egemonia.

Naturalmente vi possono essere dei poteri senza egemonia, dittature o regimi imposti dall’occupante, o egemonie senza potere, ad esempio la presunta egemonia culturale dei comunisti in Italia negli anni Sessanta e Settanta.

Nella lunga durata comunque prevale il potere che rappresenta una reale egemonia di un blocco storico di interessi.

Le egemonie si svuotano quando cessano di essere attuali.

Quindi per avere potere bisogna creare egemonia, l’egemonia per essere democratica deve essere sorretta dai più che di fatto è la maggioranza del popolo.

Di chi è il compito di creare Egemonia?

L’intellettuale Organico.

Ragioniamo e riprendiamoci il ruolo di politici e di intellettuali “organici”.

E’ un errore guardare al popolo?

Quale connessione, ci deve essere fra popolo e politica al fine di creare egemonia?

Vediamo cosa ci dice sempre Gramsci in merito:

“L’errore dell’intellettuale consiste “nel credere” che si possa sapere senza comprendere e specialmente senza sentire ed essere appassionato (non solo del sapere in sé, ma per l’oggetto del sapere) cioè che l’intellettuale possa essere tale (e non un puro pedante) se distinto e staccato dal popolo-nazione, cioè senza sentire le passioni elementari del popolo, comprendendole e quindi spiegandole e giustificandole nella determinata situazione storica, e collegandole dialetticamente alle leggi della storia, a una superiore concezione del mondo,scientificamente e coerentemente elaborata, il “sapere”; non si fa politica-storia senza questa passione, cioè senza questa connessione sentimentale tra intellettuali e popolo-nazione.” (A.Gramsci Q.11)

Come avete potuto leggere per Gramsci, fra intellettuale organico e popolo ci deve essere una fusione un tutt’uno non c’è scissione pena il fallimento della politica e del blocco egemone.

Ma perché i nostri leader parlano di popolo e di populismo indifferentemente e in maniera contraddittoria.

Il perché va ricercato nella forzatura di Togliatti al termine di intellettuale organico che era per Palmiro funzionale e sottomesso al partito.

Per Palmiro l’intelletuale organico doveva solo ratificare ex-post le decisioni prese da altri ( il partito) giustificandole in base alla situazione data.

Ora non è scopo di queste poche righe analizzare il perché di Togliatti a questa forzatura del pensiero Gramsciano fra l’altro chiaro.

Diciamo che erano anni contraddittori e nel PCI convivevano rivoluzionari e moderati. L’intento primario era di tenerli uniti al fine di avere una forza egemone che si contrapponesse democraticamente agli apparati dello stato come massa critica.

Purtroppo anni di cattiva prassi, anche se giustificata fino alla fine degli anni settanta , ad oggi il perseguimento di quella prassi produce una disconnessione fra base e partito, partito che è gestito e organizzato da politici di professione, che sono senza egemonia.

Visti i risultati ottenuti alle elezioni, si potrebbe dire: che  i politici di professione del PD hanno perso il loro ruolo di intellettuali organici, si sono disconnessi dal popolo.

PS.

Quanto scritto in questo post è l’opinione personale dell’Amministratore del sito.

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UN’ ANIMA PER IL PD,” La sinistra e le passioni tristi”.

Fonte: Europa

Il Partito democratico? Una famiglia allargata

Il libro di Manconi in cerca di un’identità non ideologica e non retorica
Un’identità non identitaria, non ideologica e non retorica, cioè un’identità da partito grande, un altro modo di declinare la “vocazione maggioritaria”, una ricetta per sanare le ferite dei nostalgici dell’era dell’Ulivo, un “partito famiglia allargata”.

Lo descrive proprio così Luigi Manconi nel suo ultimo libro Un’anima per il Pd – (Nutrimenti, 12 euro).

La famiglia allargata, scrive con piglio da sociologo, «si affida a una struttura portante multipla, dove non c’è una esclusiva autorità paternale e una sola figura di capofamiglia, ma più soggetti e più ceppi parentali, che si intrecciano e si integrano; dove, dunque, i legami familiari sono maggiormente articolati, meno stretti ma non per questo meno intensi e dove si incontrano individui e relazioni e affetti che liberamente si aggregano; dove convivono generazioni successive, provenienti da famiglie diverse e da percorsi non uniformi. Continua a leggere ‘UN’ ANIMA PER IL PD,” La sinistra e le passioni tristi”.’

PD: D’Alema tace! Chiamparino ci pensa….per poi rinunciare

Gurada il video sul sito del sole24ore.it

Il silenzio di D’Alema sul Pd

Nel video realizzato da C6.Tv Massimo D’Alema, intervenuto alla conferenza annuale promossa dalla Johns Hopkins University e dedicata al tema della sussidiarietà, non ha risposto a nessuna domanda posta dai giornalisti sul futuro del Partito democratico.

Chiamparino scalda i muscoli per la corsa alla guida del Pd

Leggi l’articolo.

01/07/2009 Reapubblica pag. 15.

Chiamparino rinuncia alla gara. ” Senza appoggi non si fanno scalate. Pesa il no di Fassino.

La Serracchiani rinuncia alla candidatura al congresso. E dice: “Perché sto con Dario? Perché è più simpatico”

Leggi l’articolo

Fuoco di fila contro Debora Serracchiani”Franceschini simpatico? Lo era anche Totò”.

Leggi l’articolo

Parte la corsa di Bersani. Un Partito da combattimento e di popolo.

Guarda il video

Pd; Franceschini: Sarà un partito laico e federale

Leggi l’articolo

PD: L’incertezza del congresso

PD : I tempi sono maturi per il congresso?

L’On. Paolo Fontanelli dal suo sito invita a leggere l’articolo di Ilvo Diamanti sulla Repubblica del 28/06/2009

Leggendo l’articolo di Diamanti emerge che: il PD manca di un vero e proprio leader da contrapporre a Berlusconi.

Ci sono parole e temi che il PD fatica a trovare ( Fra l’altro all’ultimo congresso dei DS a Firenze fu proprio A.Finocchiaro che esordi dicendo ” è da tempo che non abbiamo più parole da dire, sentiamo tutti i morsi della fame per la mancanza di quelle parole”).

Alcuni temi in cui il PD non trova le parole:

– Sicurezza

– Economia

– Costi della politica

– Immigrazione

Qualcuno ha detto (non ricordo chi): che se un essere umano non conosce le parole, non può neanche trovare dentro di se le risposte alle soluzioni.

MA IL PD LE VUOLE TROVARE QUELLE PAROLE?

E’ DISPOSTO A FARE UNA ANALISI CRITICA SUL PASSATO GETTANDO CIO’ CHE NON VA PIU’ BENE E SALVANDO IL MEGLIO DELLA PROPRIA STORIA POLITICA?

Questo ci riporta al tema centrale ” non è una questione di nuovismo, ma è una questione di una nuova generazione politica“.

Ci sono due modi per costruire una nuova generazione politica:

1- la lotta fratellicida interna al partito fra le oligarchie che rappresentano nel bene e nel male le idealità della generazione precedente, e la nuova generazione che incarna il nuovo spirito dei tempi.

2 – L’atto d’amore supremo nell’interesse generale, il partito in quanto in esso è racchiusa tutta l’idealità della base. In questo caso occorre che alcuni membri della generazione precedente si aggreghino con la nuova generazione e insieme trovano una sintesi ideale che rispecchi lo spirito dei tempi.

Ma non fatevi illusioni, al congresso se non ci sarà un chiarimento serio e prevarrà l’attesa di sopravvivenza per salvare tutti, allora il PD sarà veramente finito, per finito intendo che si ridurrà a rappresentare una parte minore dell’elettorato che probabilmente è quel 17% che avevano i DS prima di fare il PD.

A QUEL PUNTO CHIAMATELO COME VI PARE, MA NON E’ CERTAMENTE IL PARTITO  A  CUI IO E LA MIA FAMIGLIA SIAMO ISCRITTI E  SOCI FONDATORI.

PS:

E’ superfluo dirlo, ma lo scopo dell’ amministratore del sito di un circolo territoriale, è anche quello di dare a Cesare ciò che è di Cesare.

Quei temi in cui il PD non trova le parole, a Bientina non li abbiamo mai evitati.

Quei temi sono scritti  sul nostro sito, abbiamo organizzato assemblee pubbliche intervenendo in merito per stimolare la riflessione ( speriamo che si sia compreso, perchè il nostro obbiettivo non è certamente quello di passare per  antipatici)

PD: Gianni Cuperlo e i D’Alema Boys.

Io sto con il PD.

L’Onorevole Gianni Cuperlo ha seguito delle affermazioni fatte da Franceschini nel discorso dove annuncia la sua candidatura alle primarie, ha scritto una lettara aperta in merito a Dario Franceschini

La mia riflessione in merito è la seguente.

Il PD è ancora oggi per molti è quello dell Lingotto, se cambia ci sarà probabilmente il “tutti liberi”.

Non credo che il problema sia una contrapposizione fra giovane e vecchio, ma è di fatto la mancanza di una nuova generazione politica.

Una generazione politica è trasverzale nell’età e si aggrega per valori condivisi.

Ma le truppe cammelate dei D’Alema Boys sono uscite allo scoperto.

Poco gli importa del PD, come gli importa poco se un militante si deve vergognare perchè un loro rappresentante scambia pizzini e fa le manfrine con l’avversario politico ha discapito del partito.

I D’Alema boys camminano “tre metri sopra il cielo”, sono Leniniani concepiscono la politica come la forzatura delle avanguardie ha scapito della maggioranza che di fatto è per loro un popolo incolto.

Lei Cuperlo afferma :

“Noi abbiamo investito su un’ipotesi opposta. Restituire al pensiero e all’azione politica una coerenza di fondo tra la proposta che si rivolge al paese e la classe dirigente che quella proposta si candida a guidare e rappresentare”.

Ma omette di dire, che è da oltre venti anni che siete sempre i soliti noti, un minimo di razzionalità e di onesta intellettuale dovrebbe portarvi a dire: che se siamo in presenza di un disastro politico  ormai da anni (i DS erano al 17% prima), in qualche maniera avete fortemente contribuito  a  raggiungere questo risultato, se non altro per il fatto di non aver interpretato “ lo spirito dei tempi” che in politica equivale al cambiamento dei valori sociali condivisi dai più ( è per questo che gli Ateinesi hanno inventato la forma democratica di convivenza civile).

La sinistra cosidetta radicale è sparita dalla scena politica, le forze di sinistra in Europa sono in grossa difficoltà, ma voi siete incapaci di analizzare il perchè, di individuare il problema e di formulare nuove proposte politiche.

IL vostro senirvi superiori, vi porta spesso a dire: “è il popolo che non capisce” e individuate il problema nell’analisi antropologica Leopardiana sui difetti Italici (leggi un paese normale di D’Alema).

MAI UN DUBBIO VI ASSALE, MAI UN MINIMO DI UMILTA’.

UN ASPETTO CARATTERISCO DEI D’ALEMA BOYS E’ CHE SONO “PERICOLOSI”, PORTANO RANCORE SONO IL PEGGIO CHE LA POLITICA POSSA CONCEPIRE.

Gli esempi non mancano, basti pensare all’ex assessore di Firenze “lo sceriffo”, una volta che gli è stato chiesto di tirarsi indietro nell’interese del partito, lui non faceva altro che radunare “ i suoi” ( come se fossero una proprietà personale) e riempiva la cronaca locale di dichiarazioni contro……

SIETE VECCHI COMPAGNI NON PER L’ETA’ ANAGRFICA, LO SIETE : PER IL MODO CHE AVETE DI CONCEPIRE IL PARTITO E IL RAPPORTO CON I MILITANTI.

Approfondimenti:

Lenin, e la concezione della gestione del partito

Cos’è Lo spirito dei tempi

Discorso del Lingotto

PS:

Visto che alcuni commentatori sul sito dell’On Cuperlo non sono d’accordo con quanto scritto. Chiarisco che la lettera è la  personale opinione dell’amministratore del sito.

Veltroni: “Non tifo per nessuno ma no all’armata Brancaleone”

Manifestazione PD Circo Massimo – Roma 25 Ottobre 2008

Veltroni: “Non tifo per nessuno ma no all’armata Brancaleone”

di Curzio Maltese.

Fonte in estratto la Rrepubblica.it

L’ex segretario tra congresso e caduta di Prodi. “Che amarezza per i sospetti di Romano” Sul suo addio: “Big gelosi del Circo Massimo pieno per me”.

Lo fermano quando torna dal mercato, senza scorta, con le borse della spesa e gli chiedono: “Quando torni Walter?”: Sono passati cinque mesi e una stagione politica intera dalle dimissioni di Veltroni. Cinque mesi di silenzio. Questa è la prima intervista dell’ex segretario del Pd. Alla vigilia dell’anniversario del Lingotto, dov’era cominciato tutto.

La prima ovvia domanda è: con chi starà nella lotta per la successione fra Bersani e Franceschini?
“Io dirò le mie idee con assoluta nettezza. Ma, come ho detto al segretario del partito, al quale mi lega un rapporto di solidarietà e stima, ho deciso di non parteciperò alla fase interna del congresso. Per me vale quello che ha detto Prodi: game over”.

Eravamo già pronti all’ennesimo duello Veltroni-D’Alema.
“Sono stufo io per primo di questo gioco. Tanto più quando dovesse grottescamente manifestarsi per interposta persona. Si confrontano dirigenti validi, sperimentati. Non hanno bisogno di king maker. Tirarmi fuori anche unilateralmente da questo schema è per me un altro atto d’amore per il Pd”.

Secondo lei riprenderà il gioco al massacro?
“Il Pd è il futuro dell’Italia, ma a una condizione: che sia davvero il grande partito riformista che questo sfortunato Paese non ha mai avuto. Da più di dieci anni in questo campo politico sono stati divorati leader di livello. Ad uno a uno sono stati eliminati come i dieci piccoli indiani. Questo trasmette l’idea di una forza inaffidabile”.

Continua a leggere l’articolo su Repubblica.it

Altri Articoli:

Chiamparino: “Ecco il Pd che vorrei pressing su di me per candidarmi”

Crisi: A.Profumo, la colpa non e delle banche se le PMI soffrono.

Fonte in estratto il sole24ore.del26/06/2009 pag.5.

“Le pmi soffrono ma noi non c’entriamo”

E’ quanto sostiene Alessandro Profumo parlando dell’impatto della crisi sulle imprese.

Afferma Profumo anzi «le banche stanno sostenendo le imprese, soprattutto quelle più piccole, in difficoltà per l’allungamento dei tempi di pagamento da parte dei clienti».

Quindi la colpa è dei clienti (sottointeso “è lo stato che è un cattivo cliente perchè paga in ritardo”, per rispodere dietro le righe a Tremonti).

“Dire che i problemi nascono dalle banche è sbagliato”.

L’ad Unicredit ha aggiunto: che con l’asta Bce di ieri (a disposizione per le banche 442 miliardi a 12 mesi per rifinanziare) è giunta una “provvista stabile e a lungo termine”,per sbloccare il mercato del credito.

L’asta ha visto la partecipazione di circa 1.100 banche e l’ammontare fornito dalla Bce ha rappresentato il massimo storico.

La Risposta.

Sotto il pezzo su Profumo, la smentita: scrive un artigiano orafo della cui azienda familiare il sole24ore aveva parlato tempo fa additandola come esempio di passione e professionalità italiana, per annunciare che ha deciso di cederla.

Motivo?

Le banche e i politici. «Sono arrabbiato per clamorose disparità di trattamento», scrive Andrea Gaviore di Brendola (Vi), «per uno Stato che aiuta le banche che hanno fatto ogni genere di pasticcio e dimentica la piccola impresa. Quelle stesse banche che oggi sono forti con i deboli e deboli con i forti (…)

Oggi sentiamo paura e solitudine, ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Ma non è questo il momento di piangerci addosso», è la conclusione, «né di dividerci: abbiamo bisogno gli uni degli altri perché uniti siamo forti. Dobbiamo fare sistema. Solo così potremo uscirne e cancellare il mio annuncio di vendita».

Conclusione.

Potrei raccontarvi che le banche campano sull’usura ma sarei tacciato per Poundiano.

Potrei raccontarvi: che nonostante io sia sempre il solito, sia come persona che come impresa compreso l’aspetto finanziario, ieri una banca mi ha proposto un finanziamento con uno spred del 3% sull’euribor (per una operazione coperta a medio termine) e voleva anche la sottoscrizione di uno SWAP ,  loro dicono che è per assicurare il cliente dal rischio dell’aumento dei tassi di interesse. Eppure la solita banca solo due anni fà mi ha fatto un mutuo regolarmente estinto con uno spred dell’1% sull’euribor.

Il nuovo mutuo lo farò alle loro condizioni, devo sopravvivere, lo Swap se lo tengono.

Allora di chi è la colpa? Come si comporatano le banche? Quale è il ruolo delle Banche in una economia monetaria?

Un giudizio imparziale lo trovate in questo paper, che fra l’altro, mette in luce alcuni aspetti  della crisi attuale confrontandoli con la teoria di H.Minsky.

Working Paper N° 09 – Anno 2009 file pdf pag n 66 – Fonte Università Della Calabria. MINSKY E LA CRISI FINANZIARIA

PS:

Dimenticavo di dire, che Keynes sosteneva : “a fronte di maggiori interessi che gli imprenditori pagano per remunerare il capiatale di finanziamento, si avrà una riduzione della spesa per investimenti”.


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