Crisi:Ocse,stipendi italiani tra i più bassi, -17% rispetto alla media

Rapporto OCSE prelievo fiscale sui salari

Salario netto 21.374 dollari, 23° posto nella classifica a 30

D’Alema: «Berlusconi disarmante: per lui la crisi è psicologica» ( leggi sotto)

Ocse: stipendi italiani tra i più bassi, 17% in meno rispetto alla media

Gli italiani incassano ogni anno retribuzioni medie tra le più basse dei Paesi Ocse. Con un salario netto di 21.374 dollari, l’Italia si colloca al 23esimo posto della classifica dei 30 paesi dell’organizzazione di Parigi.

Dopo il recente studio commissionato dalla Confcommercio al Censis sul tracollo generale dei consumi, ecco dunque quello dell’Ocse che, in qualche modo spiega l’analisi del Censis: gli stipendi degli italiani, infatti, risultano negli ultimi posti di una classifica che vede invece nelle prime posizioni il Belgio, la Corea, la Germania, l’Irlanda, l’Austria il Regno Unito.

Gli italiani guadagnano mediamente il 17% in meno della media Ocse. Salari italiani penalizzati anche se il raffronto viene fatto con la Ue a 15 (27.793 di media) e con la Ue a 19 (24.552).

A pesare negativamente sulle buste paga degli italiani è il cuneo fiscale-

Il peso di tasse e contributi, sempre per un lavoratore dal salario medio, single senza carichi di famiglia, è del 46,5%.

In questa classifica l’Italia risulta infatti al sesto posto tra i trenta paesi Ocse-

Più leggero è il drenaggio di imposte e versamenti contributivi se si esamina il caso di un lavoratore, sempre con un salario medio ma sposato e con due figli a carico.

In questo caso il cuneo e al 36% e l’Italia scivola qualche posizione sotto collocandosi all’undicesimo posto nell’Ocse (partendo sempre dai Paesi dove massimo è il peso fiscale sulle buste paga).

La crisi economica tocca tutti ma gli italiani partonopiù svantaggiati con una differenza salariale più pesante rispetto ai lavoratori di altri Paesi.

IL confronto tra la “retribuzione lorda annuale” dei lavoratori dipendenti nella statisticha elaborate dall’Ocse, che consente un confronto neutrale perchè tiene conto del costo della vita e quindi classifica i salari a parità di potere d’acquisto. Rispetto all’anno scorso, l’Italia fa addirittura un passo indietro e scende dal diciassettesimo al diciottesimo posto.

I big dei salari sono: Australia, Danimarca, Belgio, rispettivamente con 28.677, 28.117, 26.651 euro di retribuzione lorda annuale media. Stipendi, nel caso del Paese dei canguri, più alti oltre il 30% in più di quelli italiani.

Facendo un pò di conti, un italiano in un anno guadagna mediamente il 44% in meno di un inglese, il 32% in meno di un irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 18% in meno di un francese.

Tabella OCSE Stipendi

Tabella nostra elaborazione su dati OCSE, Rapporto sul prelievo fiscale sui salari 2007-2008

I commenti dei leader del PD

D’Alema: Italia Paese infelice nonostante le barzellette del premier. «Nonostante l’ottimismo del premier, i numeri dicono che il Paese sta peggio rispetto al resto d’Europa – dice Massimo D’Alema – L’Italia è un Paese infelice, anche se il premier racconta delle bellissime barzellette». D’Alema punta il dito in particolare contro gli ultimi dati dell’Istat diffusi qualche giorno fa, ma anche contro l’aumento del debito pubblico. «Ora – dice D’Alema – naviga verso il 120%, mentre la pressione fiscale è al massimo storico e supera quella del governo Prodi. Il premier dice che noi siamo dei menagrami, ma è un argomento che da meridionale non userei, perché ogni volta che lui va al governo accadono sequele di disgrazie micidiali».

«Ottimismo di Tremonti per coprire carenze del governo». D’Alema ha anche commentato le recenti aperture di ottimismo del ministro dell’economia, Giulio Tremonti, secondo il quale il momento peggiore della crisi sarebbe stato superato. «Credo che queste analisi – ha detto D’Alema – siano svolte allo scopo di coprire la mancanza del governo. I segnali positivi derivano da iniziative di altri Paesi, ma se l’Italia resterà inerte, quando ci sarà la ripresa, che arriverà malgrado Tremonti, ci troveremo in una posizione svantaggiata».

«Berlusconi è disarmante: in che mani siamo». Per D’Alema le dichiarazioni di ieri del premier sul fatto che siano i giornali e la sinistra ad alimentare l’ansia nel Paese a fronte di una crisi che ha già oltrepassato la sua fase peggiore, «sono disarmanti. E’ difficile commentare affermazioni del genere, si può solo dire ‘in che mani siamo! Siamo in una situazione drammatica del Paese e il presidente del Consiglio ritiene che sia un fatto psicologico e che raccontando storielle e barzellette ci risolleveremo. Credo che tutto questo sia preoccupante. Guardare in faccia alla realtà è la premessa per risollevarsi»

Approfondimenti:

L’Unità:  Crisi e tensioni sociali Franceschini: «Berlusconi non sta facendo nulla»

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