Crisi:Dalla società dei dipendenti alla società degli imprenditori

” Non è possibile risolvere i problemi, con i soliti schemi mentali che li hanno creati” A. Einstein.

Nel 1978 veniva pubblicato in Italia il “Manuale di management. Compiti, responsabilità, metodi” di Peter Druker, ancora oggi è considerato la bibbia dei Manager (quelli seri).

Drucker analizza l’attività che i manager svolgono al loro interno.

Ne deriva una concezione del management come “funzione” sociale, che l’autore approfondisce discutendo i problemi di fronte ai quali si trova la società attuale. Il libro esamina gli obiettivi dei manager, i loro compiti, le metodologie utilizzate nella loro attività.

Se non ricordo male in quel testo c’è un passaggio di questo tipo “ siamo passati dalla società dell’ imprenditori a quella dei dipendenti, una volta si diceva: che lavoro fai? Oggi si dice dove lavori?”

Ma a quanto pare, L’Europa sta ritrovando la giusta strada con lo Small Business Act.

Mi rimane un dubbio atroce , ma quando i nostri leader del PD parlano di premiare il lavoro, a quale tipo di lavoro si riferiscono?

Quello dipendente?

Quello autonomo?

Entrambi se rispettosi delle regole condivise?

Non è che quando si organizzano incontri pubblici ci sia chiarezza in merito……MA OGGI PIU’ CHE MAI UNA VERA FORZA RIFORMISTA NON PUO’ NON TENER DI CONTO DEI CAMBIAMENTI POLITICI IN ATTO.

Pur attuare i cambiamenti, occorre elaborare una strategia idonea mettendo in campo  le risorse giuste, in questo caso sono  risorse umane.

Le risorse umane sono risorse particolari, in quanto non è possibile adattarle alle nuove circostanze, perchè dovrebbero cambiare  gli schemi mentali da cui partono i ragionamenti, che di fatto è: l’ aggiornamento culturale del cambiamento socio-economico ( e quindi politico).

Neanche Lenin è riuscito nell’intento di modificare la struttura sociale, mi viene in mente l’esempio della locomotiva, Lenin era in difficolta perchè aveva promesso l’industrializzazione della Russia in soli due anni ma questa ritardava ad attuarsi e sopratutto a dare i frutti promessi ( non ci sono mai riusciti a fra mangiare quei frutti al popolo Russo). Ma Lenin per giustificare i propri errori arriverà ad inventarsi la più grande bufala menzoniera che un uomo savio potesse affermare ( almeno secondo M. Rubel in  “Marx critico del Marxismo”), cosa affermerà il grande filosofo bugiardo: ” è vero, siamo in ritardo, ma questo non vuol dire niente, in fondo anche quando è stato inventato il primo motore a vapore ci sono stati dei problemi e siè dovuto intervenire con degli aggiustamenti per perfezionarlo, ma oggi noi, grazie a quegli aggiustamenti abbiamo la locomotiva”.

Oggi tutti sappiamo bene, visto l’evoluzione delle scienze sociali ( e i risultati reali, di cui la storia è testimone), che non è possibile riportare schemi operativi di evoluzione meccanicistica all’interno dell’individuo, per il semplice fatto che l’uomo ragiona con la propria testa, chi più e chi meno certo, ma pur sempre di ragionamento individuale si parla. Ed è proprio in base a questo ragionamento ed al risultato dei costi benefici che elabora, si può disporre di risorse umane che si applicheranno affichè la strategia messa in atto abbia successo.

UN MACCHINARIO NON PIU’ CONFORME VIENE ROTTAMANTO……MA CON UNA CLASSE DIRIGENTE NON CONFORME COSA SI DEVE FARE?

Small Business Act. Cosa è ?

In sintesi:

Bruxelles, 30.9.2008

DAI PRINCIPI ALL’AZIONE POLITICA

Fonte: eur-lex.europa.eu

L’UE e gli Stati membri devono dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale.

È necessario che essi preparino il terreno ai futuri imprenditori, stimolando soprattutto fra i giovani e le donne, il talento imprenditoriale e l’interesse verso chi intraprende, e semplificando le condizioni per la successione nelle imprese.

Secondo l’ Eurobarometro flash [9] del 2007 sulla mentalità imprenditoriale, solo il 45% degli Europei preferirebbe essere indipendente, contro il 61% dei cittadini USA. Un rapporto rimasto immutato per molti anni.

Occorre convincere gli europei che il lavoro autonomo cela possibilità di carriera attraenti e dotarli delle competenze necessarie a trasformare le loro ambizioni in progetti di successo.

Il sistema educativo, con i suoi programmi scolastici, non tiene abbastanza conto dello spirito imprenditoriale e non conferisce le competenze di base di cui necessita un imprenditore. I bambini possono invece imparare ad apprezzare lo spirito imprenditoriale fin dalla più tenera età.

Poiché 6 milioni circa di proprietari di PMI si ritireranno nei prossimi 10 anni, l’Europa non può correre il rischio di perdere queste imprese solo per le difficoltà nel loro trasferimento e il mancato apprezzamento del ruolo tradizionale dell’impresa familiare.

Un numero maggiore di trasferimenti di imprese avrebbe un immediato effetto positivo sull’economia europea: il trasferimento d’impresa ben preparato conserva in media più posti di lavoro di quanti ne crei l’avvio di una nuova. Tale trasferimento richiede perciò lo stesso sostegno che riceve l’avvio di una nuova impresa.

Riconoscere il ruolo peculiare delle PMI, soprattutto di quelle familiari, le loro radici locali, il senso di responsabilità sociale e la capacità di combinare tradizione e innovazione, aiuta a capire l’importanza di semplificare il trasferimento delle imprese e delle competenze ad esse legate.

Il potenziale imprenditoriale va sfruttato meglio. Nell’imprenditoria si amplia la divaricazione fra i sessi: ciò si traduce in un numero di donne imprenditrici piuttosto basso.

A ciò vanno aggiunte capacità imprenditoriali non sfruttate fra gli immigrati.

Infine, lo SBA va visto anche come stimolo per gli imprenditori stessi a costruire un miglior ambiente per le imprese stringendo le reti di cooperazione , sfruttando l’intero potenziale delle PMI, soprattutto se familiari, come importante terreno di formazione imprenditoriale e agendo in modo socialmente responsabile.

Per tradurre questo principio in pratica,la Commissione: promuove la cultura imprenditoriale e lo scambio di pratiche esemplari nella formazione all’impresa organizzerà nel 2009 una “Settimana europea delle PMI” — un’occasione per molti eventi promozionali in tutta Europa ha varato nel 2008 l’iniziativa “Erasmus per giovani imprenditori”, tesa a promuovere lo scambio di esperienze e di formazione, per dare ai futuri imprenditori la possibilità di imparare da imprenditori esperti ospiti e di migliorare le competenze linguistiche istituirà una rete europea di imprenditrici-ambasciatrici, promuoverà schemi di tutorato per incitare le donne a fondare proprie imprese e promuoverà lo spirito imprenditoriale fra le donne laureate.

Approfondimenti:

Small Business Act. – documento UE. lingua IT – file pdf pag.22

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