CRISI: ABC dell’economia di Ezra Pound

ABC dell’economia in estratto, file pdf pag. 27

“I fatti sociali sono sempre fatti politici.I fatti politici sono quasi sempre fatti economici. (K. Marx)”

L’ABC dell’economia.

Le scandalose riflessioni di un grande poeta sul mondo dell’economia.

Autore: Ezra Pound

Anno: 2009 – Editore: Bollati Boringhieri» Prezzo €13,00 – 166 Pagine

Introduzione :di Giorgio Lunghini (Professore di Economia Politica all’Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia. E’ stato presidente della Società Italiana degli Economisti dal 2004 al 2007).

Il contenuto
Sono qui raccolti i principali scritti del Pound «economista», piccolo corpus di una riflessione condotta nel corso degli anni trenta da posizioni etiche ma non prive di riscontro con quelle di economisti eretici come Silvio Gesell e Clifford H. Douglas che sognavano la soluzione del problema della disoccupazione e l’avvento del benessere per tutti grazie a soluzioni utopiche quali il credito sociale o la moneta affrancabile.

Come mostra Giorgio Lunghini nel suo saggio introduttivo, nonostante le ingenuità analitiche, la «filosofia sociale» di Pound non è poi molto lontana da quella di John M. Keynes, certo tenuto a un più professionale realismo, ma ben costretto a prendere posizione rispetto a quegli stessi monetary cranks ai quali andava tutta l’ammirazione del Pound nemico dell’usura.

Oltre a L’ABC dell’economia, il volume contiene gli opuscoli sul credito sociale e sulla moneta nonché, in appendice, due articoli su arte ed economia apparsi nella rivista di T. S. Eliot «Criterion» e alcuni discorsi pronunciati da Pound durante la guerra alla radio fascista.

L’autore
Ezra Pound, nato a Hailey nell’Idaho nel 1885, si stabilisce poco più che ventenne a Londra, dove diventa con T.S. Eliot e W. Lewis uno dei protagonisti della vita letteraria. Nel 1921 si trasferisce a Parigi, quindi, nel 1925, a Rapallo.

Il suo filofascismo ne farà un traditore per gli americani. Il 3 maggio 1945 fu arrestato da partigiani italiani e consegnato ai militari USA, che lo trattennero per alcune settimane a Genova e poi lo trasferirono nel campo di prigionia e rieducazione per militari americani DTC ad Arena Metato nel comune di San Giuliano Terme, presso Pisa.

Per circa tre settimane fu rinchiuso in una gabbia di ferro posta all’aperto, esposto al sole di giorno e alla luce dei riflettori di notte. Subì un collasso fisico e mentale, dopo il quale fu trattato con maggiore considerazione: gli fu assegnata una tenda presso l’infermeria e gli fu consentito di scrivere e utilizzare la macchina da scrivere nelle ore serali. Instancabile, trascorse i mesi pisani componendo gli undici Canti pisani (dal 74 all’84) e traducendo ancora Confucio.

Fu trasferito a Washington per il processo. L’accusa di alto tradimento lo avrebbe probabilmente portato alla pena di morte. Ma un vero e proprio clamore nel mondo dei poeti si erse in sua difesa e il processo fu annullato. Pound fu dichiarato infermo di mente e internato nell’ospedale federale di St. Elizabeths di Washington un manicomio criminale dove rimarrà per dodici anni. Nel 1958, viene ritirata l’accusa di tradimento, torna libero in Italia, dove muore nel 1972.

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Dalla rete dicono di lui:

“Se un uomo non è disposto ad affrontare qualche rischio per le sue opinioni, o le sue opinioni non valgono niente o non vale niente lui” Ezra Pound .

E Pound per le sue opinioni ha rischiato e pagato.

Accusato di tradimento dai suoi compatrioti subì l’onta maggiore, quella di essere considerato un folle. Solo la follia, agli occhi americani poteva spiegare la sua adesione al fascismo. Un’adesione romantica e nello stesso tempo razionale frutto di una tensione politico-economica e non semplicemente poetica. Anche se poi nei Cantos è difficile separare le due cose. Un’adesione resa visibile secondo gli accusatori nei radiodiscorsi che Pound tenne tra il 1941 e il 1943 attraverso i microfoni dell’EIAR
Pound è stato sicuramente un uomo dalla cultura monumentale, che si è cimentato nelle traduzioni di Confucio o di politica, ed e proprio sul nesso fra politica ed economia che si concentrò Ezra Pound, portando avanti quella lunga trattazione economica esplicitata in opere come L’ABC dell’economia (1933) e condensata in poesia nei Cantos

Soprattutto contro l’usura e per un nuovo sistema monetario insisterà il poeta, convinto che «Il tesoro di una nazione è la sua onestà» fino all’ultimo giorno della sua battaglia.

“È tuttavia dovere di ognuno tentare d’immaginare un’economia sensata, e di tentare d’imporla con il più violento di tutti i mezzi,lo sforzo di far pensare la gente”

Cos’è il denaro?

Chi lo crea?

Come viene emesso?

Perché l’ intera popolazione non può comprare ciò che l’ intera popolazione produce?

Ponete subito queste domande e cacciate chiunque non vi dia una risposta diretta

” Il capitalismo distilla luoghi comuni e retorica, costruendo così, come un tempo le grandi dinastie attraverso il mito, la giustificazione definitiva della sua esistenza”.

Pound, coglie tra il 1933 le incongruenze del discorso e le rivela.

Il risultato dell’analisi è la condanna di un’ economia, la capitalistica, che agisce contro l’ uomo, che fornisce alla moneta la qualifica di bene, favorendone l’accumulazione e il possesso, snaturandone la realtà di semplice strumento di scambio.

Un sistema che non distribuisce correttamente il potere d’ acquisto, paventando processi inflattivi, che nascondono la volontà di far costare di più il denaro e di far guadagnare chi lo possiede: le banche “usuraie”.

Il profitto non è una legge di natura: un’ altra economia è possibile, scrive Pound.

“La democrazia implica che l’uomo debba assumersi la responsabilità della scelta dei suoi governanti e rappresentanti, e della salvaguardia dei propri «diritti» dai possibili e probabili abusi da parte del governo che egli ha legittimato ad agire per proprio conto negli affari pubblici”Ezra Pound .

Ma è necessario che la politica riprenda la guida della società . Che una collettività partecipe decida il proprio destino e lo persegua. Come si vede una polemica attualissima.

Quando gli economisti si mentono proni al sistema che li foraggia, è compito degli intellettuali dire la verità.

«Quello della casa non è soltanto un diritto di proprietà, è un diritto alla proprietà. [……] a fornire in proprietà la casa alle famiglie dei lavorati di ogni categoria, mediante diretta costruzione di nuove abitazioni o graduale riscatto delle esistenti. In proposito è da affermare il principio generale che l’affitto,una volta rimborsato il capitale e pagatone il giusto frutto,costituisce titolo di acquisto» Ezra Pound .

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RIFLESSIONE:

Socialista è “ colui che è  attento alle cose sociali “ Massimo D’Alema .

Non si smette mai di essere messi di fronte alla propria ignoranza,e quando mi succede, non solo sono entusiasta perchè mi arrichisco, ma rivaluto sempre in positivo il grande Socrate per quello che affermava in merito alle conoscenze individuali.

In questo periodo sono alla ricerca di saggi che trattano dell’attuale crisi economica e approfitto anche del fatto che alcuni editori ripubblicano saggi di economisti del passato.

Il mio incontro con ABC dell’economia di Ezra Pound è avvenuto casualmente dieci giorni fa mentre ero in libreria per acquistare un saggio dal titolo Keynes e l’instabilità del capitalismo, un saggio con l’introduzione di Riccardo Bellofiore  edito da Bollati Borighieri che ripropone alcuni scritti dell’economista Hyman P. Minsky.

Minsky fu allievo di Schumpeter ed è conosciuto per le sue teorie che mettono in relazione la fragilità dei mercati finanziari e le bolle speculative endogene ai mercati.

E’ stato proprio mentre cercavo il saggio di Minsky che mi è venuto fra le mani ABC dell’economia di Pound,se non fosse stato per il fatto che è una riedizione della stessa collana degli universali di B.B. visto il titolo non gli avrei dato peso, e di conseguenza non avrei letto la quanta di copertina per scoprire che un poeta accusato di essere filofascista aveva di fatto affinità con le teorie economiche di Keynes (chi scrive considera Keynes il più grande economista del novecento).

O sempre avuto curiosità istintiva per gli scritti economici di chi economista non è, almeno non è lo è per formazione accademica; una delle mie prime letture in merito (che mi ha influenzato non poco) è stato il libro dal titolo “ L’economia di Ernesto Guevara” che raccoglie una serie di scritti del CHE nel periodo in cui era ministro dell’industria a Cuba.

Di solito in questi saggi non ci sono soluzioni economiche razionali o studi empirici su alcuni fenomeni economici;ma prevale essenzialmente l’aspetto morale, prevale la critica al mondo “ come è” e si mette nero su bianco “il mondo come dovrebbe essere” secondo l’autore.

Valori, idee e personaggi sono spesso pura vita “civile” indipendentemente dalle loro idee politiche.

Pound scrive:

“definirò come uomo civile colui che può dare una risposta seria a un quesito serio e il cui insieme di riferimenti mentali non si limita alla mera acquisizione del profitto. Sempre, la civiltà vera è nemica del profitto, dell’oro, del valore materiale.

Che cosa trasporta verso il basso una civiltà autentica?

Il peso della materia, la considerazione dei principi non nella loro totalità ma nei loro frammenti separati l’uno dall’altro, lo spezzettamento della vita”.

Sia Marx sia il cattolicesimo sociale (Pound fa sempre riferimento alle due principali forze critiche del capitalismo in quel momento) sbagliano in un punto essenziale: criticano la circolazione del denaro ma non vedono il centro della questione, che è la commercializzazione della vita, la vita vista sotto la forma dello scambio (Pound lo chiama “trasferimento”).

“mai sacrificare libertà e responsabilità dei singoli individui al sogno della centralizzazione burocratica o della sorveglianza totale, fosse pure in nome dell’efficienza, della sicurezza, o magari della sacralità della vita.”

Ora, dell’ideologia di Pound ognuno può pensare quello che vuole, bene o male, può apprezzarla o detestarla.

Poudon è probabilmente un “Libertarian” nel senso inglese del termine che indica l’anarchico di destra.

In italiano, però, il termine “Libertario” non designa la stessa cosa: indica piuttosto chi valuta la libertà da costrizioni e vincoli come prioritaria in una comunità rispetto alla sottomissione a regole e al rispetto del bene comune (che implica che la necessaria esistenza di uno Stato).

Pound è molto diverso da un libertario (nel senso italiano del termine): della sua visione del mondo fanno parte gerarchia, anticapitalismo e ammirazione per gli uomini forti, eroismo, spirito antiborghese e incitamento a distruggere lo stato presente delle cose, insomma reazione e rivoluzione.

L’opposizione al capitalismo di Pound è opposizione all’usura, al materialismo, alla separazione tra morale e politica, tra individuo e comunità, tra parti e tutto, tra economia politica è comunità .

In sostanza Pound è un anarchico e un pensatore che secondo gli schemi in uso fa parte della destra radicale.

Ma Pound si è scagliato contro i banchieri tiranni e i camaleonti politici e questo me lo rende simpatico.

Ma non vi preoccupate………

Da una ricerca, ho scoperto, che Pound è sempre piaciuto molto a sinistra, colpì anche Alfredo Salsano, che ne fece pubblicare L’ABC dell’economia da Bollati Boringhieri nel 1994.

In conclusione:

ABC dell’economia di Pound è senza dubbio un libro da leggere e attuale visto lo stato delle cose esistenti.

Oggi è il 26 Aprile 2009, in considerazione delle polemiche che ogni anno si fanno durante questo anniversario e bene ribadire : che esiste una forte distinzione, fra chi con il suo agire ha dato la libertà alle generazioni future, e chi quella libertà la tolta per un ventennio ad una intera Nazione. Su questo punto non ci può essere nessun revisionismo benevolo.

Ma il mio essere democratico, socio fondatore e iscritto al PD, mi crea un qualche imbarazzo quando sento alcuni leader che vorrebbero essere benevoli nei confronti dei terroristi, che di fatto hanno armato intenzionalmente il loro braccio contro uno stato democratico, uccidendo esseri umani inermi e indifesi.

Il mio essere democratico, mi porta ad avere simpatia per l’aspetto economico-sociale del pensiero politico di Pound, ma non per questo condivido la sua simpatia per Stalin che di fatto è sempre stato per me un dittatore come Mussolini,Franco,Fidel ecc..ecc…niente di più e niente di meno.

Il mio essere democratico, mi porta ad dire che: chiunque guardi all’elitismo in politica di fatto inizia a murare la gabbia della dittatura in democrazia.

La democrazia è il volere dei molti, mentre il punto di forza dell’élite è nell’atomizzazione della massa (o popolo). Secondo l’elitismo la massa ( o popolo) è confusa, dispersa, incapace di organizzarsi. Su questo caos si fonda la forza dell’élite, che è invece organizzata e in questo modo ottiene e mantiene il suo potere.

L’ uomo libero è democratico, perché : raggiunge un compromesso con i suoi simili, in virtù della situazione data, per portare avanti un politico, l’uomo p0litico deve avere la volontà a realizzare l’idea politica concordata in quel momento,  al fine di  raggiungere degli obbiettivi concreti. Ma un vero democratico non farà mai di quell’uomo un leader da ereggere a proprio modello, perché di fatto sarebbe un atto di sudditanza nei confronti di un proprio pari.

Questa è, e sarà, sempre di più in futuro, la differenza fra i militanti del PD e del PDL, che di fatto è: la possibilità di esercitare la scelta per rimuovere i propri rappresentanti politici.

Nel frattempo: carpe diem

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