Crisi:UE, persi 130mila posti nell’industria

La commissione Ue: persi 130mila posti nell’industria

In Europa dall’inizio dell’ultimo trimestre del 2008 a tutto il mese di gennaio 2009, si sono persi 130mila posti di lavoro nel settore industriale.

I comparti più colpiti dalla recessione sono quelli dell’auto e del suo indotto, e il settore delle costruzioni. Nel corso dell’ultimo anno, auto e costruzioni hanno fatto registrare un crollo della produzione pari a 150 miliardi di euro.

Sono le cifre contenute in un documento riservato della Commissione europea, anticipato dall’Ansa.

Con ogni probabilità, il documento sarà sottoposto all’attenzione dei ministri delle Finanze dei 27 Paesi dell’Unione europea, che si ritroveranno domani e martedì a Bruxelles per partecipare alle riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin.

Anche sulla base dei dati sul calo di occupazione nel comparto industriale, i ministri europei saranno chiamati a valutare quanto già fatto per contrastare la crisi economica internazionale, e quali strategie dovranno essere adottate in futuro.

«La produzione in molti settori industriali e in quello dell’edilizia è stata particolarmente colpita dalla crisi finanziaria e fa registrare il declino più forte delle ultime decadi», si legge nel documento informativo della Commissione Ue, nel quale si sottolinea anche come la fiducia delle imprese sia «crollata al livelli più bassi dal 1985».

Sul fronte dell’occupazione si evidenzia come dall’inizio dell’ottobre 2008 alla fine di gennaio 2009 «le riduzioni di posti di lavoro pianificate sono aumentate significativamente a 158mila unità, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro è caduta a 25mila unità. Da ciò – si spiega – deriva l’aspettativa di una perdita netta di 130mila posti di lavoro».

Peggioramento in agguato. Un dato molto preoccupante, visto che ancora nel terzo trimestre 2008 il saldo tra posti persi e posti creati era leggermente positivo. E visto che la crisi economica è attesa peggiorare nei prossimi mesi, almeno fino a metà 2009.

«Inoltre – spiegano ancora gli esperti della Commissione Ue – vale la pena notare come le società in molti settori siano in questo momento propense, di fronte alla crisi, a favorire soprattutto contratti a breve termine o la chiusura temporanea delle fabbriche per tentare di trattenere gli operai più specializzati».

La crisi – si sottolinea nel documento dell’esecutivo europeo – non sta risparmiando alcun settore.

Dunque, se «particolarmente grave» appare la situazione per l’auto e l’edilizia, la crisi sta colpendo anche il settore meccanico, quello chimico, quello farmaceutico, quello alimentare, quello tessile e dell’abbigliamento, quello della siderurgia. E anche quello della cantieristica e dell’aeronautica. Allo studio ci sono misure di rilancio del settore automotive.

Entro marzo, infatti, l’Unione europea intende varare un piano di sostegno per l’industria dell’auto.

Tre gli obiettivi del piano: rilancio della domanda in caduta libera attraverso misure a favore del rinnovo del parco auto più obsoleto; investimenti in innovazione eco-tecnologica e in sicurezza; guerra al protezionismo e alle distorsioni di concorrenza a livello internazionale.

Anche gli Usa in affanno. Il fronte europeo non è il solo, tuttavia, a tirare le somme dei primi cali di occupazione. Se in Europa sono soprattutto l’auto e le costruzioni a pagare il prezzo più salato, negli Stati Uniti i licenziamenti attraversano trasversalmente tutto il panorama dell’economia, dalla farmaceutica all’elettronica, dalla finanza all’auto. Dopo i due milioni di posti di lavoro cancellati negli ultimi quattro mesi, secondo le previsioni degli analisti, altri milioni potrebbero essere lasciati sul terreno quest’anno, spingendo il tasso di disoccupazione dal 7,2 al 10 per cento. Il neopresidente Obama deve fare i conti con una vera e propria Odissea economica. In gioco c’è la capacità di convincere il Congresso a mobilitare risorse aggiuntive di sostegno.

Approfondimenti – Italia:

Toscana:

La Caporetto dell´economia toscana L´Irpet: esportazioni giù del 5,5%, produzione del 3%

Vacuum, sospesi e senza arretrati

Meridiana dimezza i dipendenti a rischio 38 posti di lavoro

Cassintegrati a valanga, la produzione crolla del 3%

Eaton, Cantieri Apuania, Ica, Italcementi: manifestazione contro i licenziamenti

Milleseicento in cassa integrazione. La Lucchini spegne l´altoforno, acciaio in crisi.

Lazio:

Nel 2009 cinquantamila licenziamenti, è allarme-occupazione. Ai casi Alitalia e Telecom si aggiungono piccole e medie aziende.

Piemonte:

Occupazione, brusca frenata; a dicembre crollo degli avvii.

Piemonte, è crisi profonda: “Mai così male dal ’75”

“Gli incentivi per l´auto? Un contentino”

Fiat: altra cassa per gli impiegati. Scioperi alla Indesit

“Dagli occupati agli ordini il nostro sistema si è fermato”

“È la fabbrica simbolo dell´area, se chiude per noi è la catastrofe”

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