Crisi:Responsabilità sociale d’impresa. Bella, ma dannosa

David Henderson: responsabilità sociale d’impresa. Bella, ma dannosa “Gli affari sono affari”.

Intervenendo a un convegno dell’Istituto Bruno Leoni, l’economista David Henderson (Westminster Business School) ha ricordato che le imprese sono responsabili solo nei confronti dei propri azionisti e il loro compito è fare profitti…

Intervenendo a un convegno dell’Istituto Bruno Leoni, l’economista David Henderson (Westminster Business School) ha ricordato che le imprese sono responsabili solo nei confronti dei propri azionisti e il loro compito è fare profitti al minor costo possibile per poter competere, reinvestire e produrre ricchezza di cui beneficiano tutti. Esplorando il tema della corporate social responsability (CSR), l’ex capo economista dell’Ocse ha sfatato il mito di un qualche dovere delle imprese nei confronti di soggetti diversi dai propri azionisti.

“È rischioso – ha affermato l’economista – obbligare le imprese che producono ricchezza a distogliere risorse da attività produttive, per impegnarsi in azioni che esulano dalla mission imprenditoriale”.

Secondo Alberto Mingardi, Direttore Generale dell’Ibl, “è importante avere una discussione franca e aperta sulla responsabilità sociale d’impresa.

Non sta certo ad economisti come Henderson entrare ne merito dei singoli interventi, ma non bisogna dimenticare che il primo modo con il quale le imprese contribuiscono alla ricchezza di tutti e facendo il loro lavoro”.

Nell’occasione è stato anche presentato il libro di Henderson che sarà a breve pubblicato dall’Ibl con il titolo “Gli affari sono affari”.

Gli affari sono affari
di David Henderson

Anno: 2008 – Pagine. 167 – €. 10,00

Prefazione di Tito Tettamanti

Quando un’impresa assolve alla sua funzione sociale?

Sono in molti as rispondere a questa domanda parlando di corporate social responsibility: una formula con cui s’intende che il compito essenziale di un’attivià d’impresa non starebbe tanto nel fare profitti a vantaggio degli azionisti, ma invece nel dare un contributo al miglioramento della società nel suo complesso.

La responsabilità sociale d’impresa è un concetto troppo plastico e vago. Davdi Henderson dimostra come, separando l’attività imprenditoriale dalla missione di creare ricchezza, si faccia un misero servizio proprio a quegli stessi obiettivi sociali, che si pretende d’inseguire. In particolare, mescolando le carte sui temi dell’ecologia e dell’etica, la corporate social responsibility finisce per ignorare la natura eminentemente individuale delle responsabilità, addossando alle imprese tutta una serie di oneri che non sono di loro diretta pertinenza.

Il problema di quest’eccesso di ambizioni, che contagia anche molti uomini d’impresa, è evidente. Si finisce per dimenticare, come scrive Tito Tettamanti nella sua prefazione, che “il reddito realizzato è la patente migliore di socialità in quanto un’impresa in attivo e redditizia è in condizione di retribuire correttamente i salari, dare sicurezza ai collaboratori, assicurare benefici collaterali, pagare puntualmente i propri fornitori, creare prodotti o servizi che soddisfano il pubblico”.

L’autore:

Già direttore del dipartimento di economia e statistica dell’OCSE, David Henderson opera come consulente e docente per molte università e istituti di ricerca. Si occupa precipuamente di temi legati alla governance d’impresa e all’economia dell’energia.

Approfondimenti:

La crisi finanziaria: come ci siamo finiti? di Lawrence H. White

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La teoria austriaca del ciclo economico di Ludwig von Mises

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La responsabilità sociale delle imprese consiste nell’aumentare i profitti di Milton Friedman.

Questo testo è comparso originariamente sul New York Times Magazine del 13 settembre 1970

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Parlare a pappagallo

La ripetizione dei luoghi comuni di Anthony de Jasay

Il nesso tra produzione e distribuzione:
L’economia sociale di mercato, analogamente a quanto avviene per il socialismo di mercato, si fonda sul principio enunciato originariamente dal grande pensatore liberale J.S. Mill, secondo il quale la produzione dev’essere governata dalle leggi dell’economia, mentre la distribuzione dei suoi prodotti dev’essere stabilita dalla società.

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