Crisi: Il Prossimo scenario globale

Autore: Kenichi Ohmae

Il Prossimo scenario globale .

Sfide e oppurtunità di un mondo senza confini.

Pagine: XXVII-323 –  Anno: 2005 -Prezzo : € 26.00

Prefazione di Maurizio Guandalini

Traduzione di Andrea Locatelli

La globalizzazione è un fatto che non si può fermare; è già avvenuta, ed è qui per restare.

Note di Copertina:

La globalizzazione non è più una teoria: da argomento di discussione per gli economisti è divenuta una realtà concreta che in molte parti del globo ha cambiato radicalmente le regole del gioco del business.

Noto come “mister strategia”, Ohmae, che in un suo precedente libro coniò la parola stessa globalizzazione, parte qui tracciando la storia degli eventi e delle personalità che hanno dato il via a questo fenomeno, spaziando dal boom economico di Cina e Malesia fino alla fondazione di Microsoft e al ruolo assunto da personaggi come Bill Gates o Michail Gorbaciov.

La seconda parte del volume è invece dedicata agli attori del nuovo palcoscenico mondiale: dalle ceneri dell’economia tradizionale, basata sul ruolo dello Stato-nazione, sono infatti nati nuovi soggetti, gli Statiregione e le microregioni, e nuovi attori che è necessario conoscere a fondo per garantirsi il successo nel prossimo futuro.

Ancora una volta, Ohmae ritorna sul ruolo che la Cina e altri paesi dell’estremo oriente, Malesia, Singapore, Corea fra gli altr, rivestono in qualità di “incarnazioni” dei paradigmi della nuova economia globalizzata.

L’ultima parte del libro è infine dedicata a considerazioni di tipo strategico: dopo aver individuato i tre attori fondamentali dell’economia globale, i governi, le imprese e i leader, Ohmae indica per ciascuno di essi le priorità da perseguire e le capacità che dovranno essere affinate per conseguire il successo nel nuovo ambiente.

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L’autore:

Conosciuto a livello internazionale come il “Mr. Strategy”, Kenichi Ohmae è stato eletto uno dei cinque guru mondiali del management da The Economist.

Ohmae delinea il fenomeno della globalizzazione, parola da lui stesso coniata .

Ha insegnato ai grandi gruppi a guardare oltre le frontiere per avere successo nei mercati globalizzati, e ora mette in guardia sostenendo che i governi nazionali sono obsoleti, e che è più probabile che soffochino la prosperità, piuttosto che coltivarla.

Nato in Giappone, Ohmae ha conseguito una laurea presso la Waseda University, una presso il Tokyo Institute of Technology, e un dottorato in Ingegneria Nucleare presso il MIT. È stato partner di McKinsey & Company per 23 anni. Attualmente è presidente di Ohmae & Associates, una società di consulenza strategica che supporta prestigiose società giapponesi, oltre che molte altre organizzazioni in diversi paesi.

Ha anche collaborato con frequenti articoli con le maggiori testate di business mondiali fra cui il Wall Street Journal, la Harvard Business Review, Foreign Affairs, il New York Times.

Fra i suoi clienti una vastissima gamma di aziende di settori diversi fra cui elettronica industriale e di consumo, istituzioni finanziarie, telecomunicazioni, attrezzature per ufficio, attrezzature fotografiche, macchinari industriali, alimentare, gomma,chimica.

Kenichi Ohmae è stato il fondatore della “Riforma di Heisei”, un movimento sociopolitico civile nato il 25 novembre del 1992 per promuovere la riforma del sistema amministrativo giapponese.

È anche il fondatore e l’Amministratore Delegato della “Ohmae & Associates”, della “EveryD.com, Inc”, piattaforma Internet per salotti, della Business Breakthrough (BBT), televisione satellitare interattiva di business e management che trasmette 24 ore al giorno, della “Ohmae Business Developments, Inc.”, società di venture capital e incubatore, della “General Services, Inc. (GSI) e della “Dean of Attacker’sBusiness School”, focalizzate sulla imprenditorialità.

E’ docente di Politica economica presso la UCLA School of Public Affairs di Los Angeles, Stati Uniti. È membro dei Consigli di Amministrazione di ACI (Academy Capital Investment) e di IDT International.

Insegna anche presso la Bond University, è nel Consiglio della SEI (Center for Advanced Studies for Management) presso la Wharton School dell’ Università di Pennsylvania.

Nel settembre 2002 è stato nominato consigliere della Provincia di Liaoning e della città di Tianjin in Cina.

Dal marzo 2004 è Professore Emerito onorario presso la Scuola di specializzazione di studi internazionali dell’Università di Ewha, in Corea, e dal luglio 2004 Visiting Professor della Korea University. È anche Rettore della Kenichi Ohmae Graduate School of Business della BBT University, aperta nell’aprile 2005 per offrire Master ad una classe virtuale attraverso una piattaforma cibernetica denominata Air Campus.

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Riflessione:

Libro sicuramente interessante, se letto dal punto di vista del Manager globale.

Se invece, il libro viene letto avendo presente la situzione attuale di crisi mondiale, diventa interessante per capire il perchè ci troviamo in questa crisi tremenda.

Non c’è un cenno da parte di Ohmae del ruolo dell’impresa per lo sviluppo del benessere, anzi la redistribuzione viene quasi vista come una fonte che inevitabilmente crea burocazia parasitaria e sprecona.

E’ strumentale per gente come Ohmae il far pensare che il business porti benessere nei paesi in via di sviluppo, perchè mantengono una divisione netta e categorica, quella che non è compito del business pensare al benessere delle persone agevolando  la creazione del l’infrastruttura per la protezione sociale  (welfar state).

Il business va nei paesi in via di sviluppo perchè è incentivato dai bassi salari e dalla libertà nel lasciare fare (tradotto sfruttamento consentito, inquinamento tollerato ecc..ecc…).

Insomma per Ohmae non importa se il business è prodotto in  paesi dittatoriali e nella democrazia, l’unica cosa importante per Ohmae (o quelli come lui) è dove vivono loro, che  non è il luogo dove producono, ma sono i tanto odiati e obsoleti  Stati Nazione Democratici (1) che garantisc1)ono le libertà e i diritti individuali.

ARROGANTE POI LA CRITICA AGLI ECONOMISTI DEL PASSATO DA SMITH A KEYNES.

Se da una parte è vero che le loro teorie (illuminanti per l’epoca in cui sono state concepite) non dovevano essere prese come dogma, in quanto frutto di riflessioni dell’attualità sociale del loro tempo, è però altrettanto vero che: questo errore non dipende certo da loro, ma da chi ancora oggi prende i pensieri del passato come dogma per le soluzioni contemporanee.

Insomma se pretendo di attraversare il deserto con una macchina vecchia di 30 anni, senza neanche fare una messa appunto prima di partire, le probabilità che la macchina mi lasci  a piedi sono alte, e se accade la colpa è mia, e non è della macchina, del costruttore o di chi la inventata.

Chissa cosa pensa oggi  Ohmae visto la situazione attuale?

Magari si ricrederà come Francis Fukuyama che veva predetto la “fine della storia”.

Sarebbe carino per quelli come  Ohmae porsi un imperativo che è quello di andare a produrre in luoghi che garantiscono le stesse condizioni socioeconomiche e di diritto di dove decidono di vivere, allora forse un giorno potremmo dire  che lo sviluppo economico è solo e soltanto il frutto dell’EcoDemo, tradotto economia- democratica quell’insieme di norme sociali volute dal popolo sovrano e in uso nelle democrazie moderne, che sono l’unico luogo di convivenza umana non perfetto ma sempre perfettibile; Democrazie che garantiscono le libertà individuali e il diritto alla proprietà privata, indipendentemente dagli umori del sovrano di turno.

Note:

1) La fine dello Stato nazione e la crescita delle economie regionali di Ohmae Kenichi.

“Lo stato-nazione centralizzato, centralizzante, pachidermico, è un dinosauro destinato a estinguersi. E’ questa la tesi di Kenichi Ohmae, che in questo libro spiega come economie di paesi considerati minori, quali Singapore Malesia, Indonesia, Hong Kong e altri, potranno presto sopravanzare quelle delle nazioni che spesso li avevano colonnizzati. Con la fine della guerra fredda, infatti, l’economia globale ha avuto molta più libertà a livello di sviluppo, di canali di scambio, di comunicazione, amplificando le possibilità di crescita di economie regionali fino a ieri sottovalutate.”

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