Occasional papers serie Questioni di Economia e Finanza.

Occasional papers serie Questioni di Economia e Finanza.

Proponiamo questi 11 papers in quanto riteniamo che siano utili  a coloro che rivestono un incarico amministrativo, e che devono affrontare queste tematiche di attualità.

Il project finance nei servizi pubblici locali: poca finanza e poco progetto?

di Chiara Bentivogli, Eugenia Panicara e Alfredo Tidu.

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.35

Il lavoro analizza le potenzialità e i limiti dell’utilizzo del project finance (PF) nei servizi pubblici locali e lo confronta con strumenti alternativi, analizzando il quadro normativo di riferimento. Le condizioni più rilevanti per conseguire con il PF, anche in forme non “pure”, un aumento dell’offerta di servizi pubblici locali ed una loro più efficiente gestione risultano essere la presenza di rilevanti sinergie tra costruzione e gestione, l’attribuzione di una quota significativa del rischio di mercato al privato e dimensioni dell’opera sufficientemente elevate da giustificare la complessa rete contrattuale richiesta dal PF. I dati disponibili e un’indagine sul campo svolta in Emilia Romagna indicano una diffusione dell’utilizzo di strumenti simili al PF per realizzare e gestire servizi pubblici locali. Nella concreta esperienza italiana le caratteristiche delle opere realizzate sembrano tuttavia spesso assai lontane da quelle che motiverebbero di norma il ricorso al PF; di frequente sembra aver prevalso l’intento di evitare un immediato e diretto impegno finanziario da parte della PA o quello di aggirare norme troppo rigide nella gestione pubblica di alcuni servizi.

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Il difficile accesso ai servizi di istruzione per la prima infanzia in Italia: i fattori di offerta e di domanda

di Francesco Zollino

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.39

Secondo le informazioni più recenti disponibili da diverse fonti, inclusa un’indagine appositamente condotta per questo lavoro, il persistente deficit nella disponibilità dei servizi di istruzione per l’infanzia, accentuato se riferito all’utenza potenziale, appare meno stringente se confrontato con la domanda espressa dalle famiglie. I risultati di un’analisi empirica suggeriscono che la combinazione di costo e qualità è particolarmente rilevante nel determinare la propensione delle famiglie all’uso degli asili nido. Su questi aspetti l’operatore pubblico incide in forma assai differenziata a livello territoriale, in termini sia di definizione degli standard di servizio, sia di flessibilità delle modalità di offerta, sia delle politiche di finanziamento e compartecipazione alla spesa da parte degli utenti. Ne possono derivare effetti contrastanti ora sulle condizioni di economicità degli operatori privati, che di fatto stentano a colmare il potenziale vuoto di offerta, ora sulla domanda da parte delle famiglie, che potrebbero beneficiare in misura limitata di un allargamento della disponibilità di posti laddove non corrisponda a una qualità soddisfacente del servizio.

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Il servizio idrico in Italia: stato di attuazione della legge Galli ed efficienza delle gestioni

di Michele Benvenuti e Elena Gennari

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.37

l lavoro prende in esame l’organizzazione del servizio idrico in Italia alla luce delle riforme che hanno interessato i servizi pubblici locali in generale, e quello idrico in particolare. Lo scopo è quello di offrire una ricognizione sullo stato di attuazione della cosiddetta riforma Galli e analizzare l’assetto dell’offerta attraverso uno studio dei principali indici di bilancio e un’analisi non parametrica dell’efficienza. L’analisi si basa sull’utilizzo di varie fonti informative e in particolare su due indagini condotte dalla Banca d’Italia nel corso del 2007 presso le Autorità di ambito territoriale e presso i gestori affidatari del servizio. I bilanci delle imprese del settore mettono in evidenza una redditività del capitale proprio contenuta, in oltre la metà dei casi inferiore al tasso di rendimento privo di rischio. La stima non parametrica dell’efficienza evidenzia una scarsa presenza di economie di scopo e una significativa variabilità tra il grado di efficienza tecnica dei singoli gestori. Ciò sembra indicare l’esistenza di spazi di manovra per l’avvio di una processo di concorrenza comparativa (yardstick competition).

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Il settore dei rifiuti urbani a 11 anni dal decreto Ronchi

di Paolo Chiades e Roberto Torrini

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.55

Il processo di modernizzazione del settore dei rifiuti urbani (RU) indotto dal decreto Ronchi è stato lento ed è ancora lontano dal suo completamento. I differenziali territoriali in termini di efficacia delle politiche regionali e di efficienza degli operatori rimango ampi. Le regioni del Mezzogiorno sono in netto ritardo, quelle del Nord sono state capaci di raggiungere gli obiettivi ambientali e di modernizzare la gestione del settore. Le differenze territoriali nelle modalità e nella qualità del servizio si sono parzialmente riflesse nei costi di gestione, in media più elevati nel Mezzogiorno. Rimangono da sciogliere importanti nodi relativi agli aspetti di regolazione. Nelle fasi del trattamento e dello smaltimento, le limitazioni territoriali alla movimentazione dei RU e l’elevata integrazione con la fase della raccolta, rendono difficile l’affermarsi di un regime concorrenziale; vi è pertanto la necessità di una regolazione delle condizioni di accesso alle infrastrutture di smaltimento. Qualora la regolazione del settore si muovesse nella direzione di un affidamento con gara dell’intero ciclo integrato, occorrerebbe una riflessione sulla capacità delle autorità locali di definire e governare i complessi contratti con i gestori che ne deriverebbero. Sarebbe di aiuto l’assegnazione ad un’autorità di settore del compito di regolazione economica, al momento scarsamente definita dalla normativa e inadeguatamente affrontata nel dibattito sui servizi pubblici locali.

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La distribuzione di gas naturale in Italia: l’attuazione della riforma e i suoi effetti

di Silvia Giacomelli

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.44

Il lavoro analizza l’evoluzione del settore della distribuzione di gas in Italia a partire dalla riforma del 2000 con l’obiettivo di valutare il modello di regolazione adottato, la sua attuazione e gli effetti sulle imprese e gli utenti. In questi anni la frammentazione del settore si è significativamente ridotta. Tuttavia, il numero di operatori di piccole dimensioni risulta ancora numeroso. Nelle gare effettuate il numero di partecipanti e i canoni di aggiudicazione sono risultati elevati. Ciononostante, sono emerse lacune del quadro regolamentare e difficoltà/opportunismo degli enti locali nella gestione delle procedure. La regolazione tariffaria ha determinato un contenimento del costo della distribuzione; la redditività delle imprese del settore appare però tuttora elevata e potrebbe indicare il permanere di rendite consistenti. L’incertezze e la disomogeneità delle tariffe e i ritardi nell’implementazione della regolamentazione delle condizioni di accesso alle reti hanno ostacolato lo sviluppo della concorrenza nella vendita. Le recenti disposizioni sulle dimensioni dei bacini e sui criteri di gara dovrebbero migliorare il quadro regolamentare delle gare e consentirne l’avvio definitivo.

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Regolamentazione ed efficienza del trasporto pubblico locale: i divari regionali

di Chiara Bentivogli, Roberto Cullino e Diana Marina Del Colle

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.34

Questo lavoro studia l’impatto del processo di riforma del trasporto pubblico locale avviato alla fine degli anni novanta sull’evoluzione del settore, utilizzando anche i risultati di una rilevazione della Banca d’Italia a livello territoriale. Ne emerge un quadro diversificato fra le aree del Paese e un grado di efficienza ancora molto distante dagli obiettivi della riforma. Se quasi tutte le regioni si sono adeguate formalmente alla nuova regolamentazione, questa nella sostanza risulta per larga parte inattuata. Il ricorso alle gare per l’affidamento del servizio è ancora limitato e anche in tali casi la gestione è rimasta spesso in capo al precedente gestore pubblico. I guadagni di efficienza, non pervasivi, sono stati più intensi laddove l’applicazione della riforma e l’attenzione alle variabili di contesto sono state più marcate. Nel complesso non si è accresciuta sensibilmente la quota di utenti, soprattutto frequenti, neanche nelle città di maggiore dimensione, e al basso utilizzo del servizio si associa una valutazione negativa sulle diverse componenti qualitative dello stesso. Le tariffe permangono notevolmente inferiori ai costi.

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I servizi pubblici locali tra mercato e regolazione

di Daniele Sabbatini

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.45

Il lavoro analizza l’evoluzione della regolamentazione dei servizi pubblici locali, sociali e sanitari, relativa alla gestione dei servizi, ripercorrendo i processi di riforma della materia a partire dagli anni novanta. Il quadro regolamentare presenta un elevato grado di complessità e d’instabilità, dovuti alla stratificazione nel tempo di numerosi interventi normativi, alla sovrapposizione tra norme generali e norme settoriali, alla distribuzione delle competenze regolamentari tra Comunità europea, Stato e Regioni. Gli interventi di riforma che hanno caratterizzato i diversi settori, sia relativamente alla disciplina trasversale sia relativamente alle discipline settoriali, non hanno perseguito una finalità univoca: ad interventi volti a promuovere il ricorso al mercato, sono spesso seguiti interventi più attenti a restringere l’operatività di meccanismi concorrenziali. Di recente, il legislatore ha riformato la regolamentazione dei servizi pubblici locali, con l’introduzione della gara come sistema ordinario di affidamento del servizio, consentendo, tuttavia, all’ente locale la possibilità di ricorrere a modalità diverse ove esso ritenga impossibile ricorrere al mercato.

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La riforma della regolamentazione dei servizi pubblici locali in Italia: linee generali e insegnamenti per il futuro

di Magda Bianco e Paolo Sestito

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.26

Il lavoro descrive sinteticamente i tratti comuni di un progetto di ricerca sui servizi pubblici locali condotto da ricercatori della Banca d’Italia, avvalendosi anche di rilevazioni ad hoc effettuate dalla rete territoriale della Banca. Nel lavoro ci si concentra su motivazioni, caratteristiche, risultati e lezioni generali del progetto di ricerca (rimandando ai singoli lavori per una descrizione delle specifiche risultanze descrittive ed analitiche e dei dettagli relativi ai diversi settori). In particolare il progetto di ricerca nel suo insieme era volto all’analisi di effettività ed efficacia di riforme avviate già da un quindicennio ma per molti aspetti ancora incompiute. Con questo obiettivo sono stati realizzati sia studi di settore (tanto attività “di rilevanza economica” che taluni servizi “sociali”) volti a evidenziare l’effettività dei processi di riforma avviati negli anni novanta; proporre un quadro aggiornato dell’assetto attuale del comparto (in termini di assetti proprietari, ruolo degli enti locali, ecc.); tentare una valutazione delle performance (con riferimento all’evoluzione della struttura di mercato, ai costi, alla qualità, ai risultati di bilancio, agli obiettivi ambientali), sia analisi trasversali relative all’evoluzione della disciplina, all’uso del project financing, ai processi di crescita dei maggiori operatori. L’analisi ha evidenziato come nel complesso i risultati dei processi di riforma siano stati insoddisfacenti. In questo lavoro vengono discusse alcune delle principali criticità degli assetti regolatori e di mercato venutisi a determinare che potrebbero aver contribuito a tale insuccesso: a) l’insufficiente attenzione alla rilevanza delle peculiarità settoriali nel disegno regolatorio; b) le modalità di copertura dei costi mediante tariffa; c) l’eccesso di localismo nell’attività di regolamentazione; d) l’insufficiente separazione tra i diversi ruoli ed interessi dell’ente pubblico locale, contemporaneamente fonte di legittimità politica del potere di regolazione e programmazione affidato ad organi tecnici (in prevalenza locali), eventuale proprietario del gestore (in passato addirittura diretto gestore del servizio) e rappresentante della voice degli utenti del servizio.

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L’assistenza ospedaliera in Italia

di Maurizio Lozzi

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.40

Lo scorso decennio due riforme hanno interessato il sistema ospedaliero italiano: la prima ha introdotto meccanismi di mercato, la seconda ha disciplinato gli strumenti di programmazione e controllo della spesa assegnati alle Regioni. Il lavoro ripercorre tali mutamenti istituzionali e descrive l’evoluzione della struttura e dell’attività del sistema ospedaliero, concentrandosi sulle differenze territoriali. Ha evidenziato: (1) la riduzione degli ospedali, dei posti letto e dei divari tra regioni in termini di posti letto per abitante; (2) la crescita del personale in rapporto ai posti letto; (3) la stazionarietà dei ricoveri dalla fine degli anni novanta e la ricomposizione verso quelli in day hospital; (4) il maggior numero di ricoveri nel Mezzogiorno, specialmente di quelli a rischio di inappropriatezza e meno complessi e l’elevata mobilità in uscita dei cittadini meridionali; (5) la presenza di rendimenti di scala crescenti nell’attività ospedaliera fino a una data soglia, che aumenta con la complessità della casistica trattata; (6) l’eterogeneità nei costi tra regioni, che risente della composizione per dimensione e tipologia di specializzazione delle strutture.

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L’efficienza tecnica degli ospedali pubblici italiani

di Alessandro Schiavone

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.37

A partire dalla fine degli anni ’80 in Italia il Sistema Sanitario Nazionale è stato oggetto di un profondo processo di riforma. Uno degli ambiti maggiormente coinvolti è stato quello dell’assistenza ospedaliera. Questo lavoro è finalizzato a misurare l’efficienza tecnica degli ospedali pubblici e ad analizzare le fonti di eterogeneità. La misurazione è realizzata, applicando un metodo non parametrico di stima ai dati sull’attività di ricovero e sui fattori produttivi relativi all’universo degli ospedali pubblici del SSN per il periodo 2000-2004. L’analisi non parametrica fa emergere un’ampia eterogeneità, sia tra regioni che all’interno di queste. Parte dei divari di efficienza risulta ascrivibile all’erogazione di prestazioni inappropriate, al livello di complessità dei ricoveri e il ricorso al day hospital, nonché al rapporto tra personale e posti letto. Per quanto riguarda l’articolazione della rete ospedaliera, sia il grado di integrazione in rete delle strutture sia la pressione concorrenziale esercitano un effetto positivo sull’efficienza. La stima dei divari di efficienza tra regioni è inoltre influenzata dalla diversa pressione esercitata dalla domanda sulle strutture di offerta a livello territoriale.

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La banda larga in Italia

di Emanuela Ciapanna e Daniele Sabbatini

Fonte: Banca D’Italia file pdf. pag.36

La possibilità di accedere a servizi a banda larga di connessione alla rete internet è essenziale per lo sviluppo e la competitività di un moderno sistema economico, basato sulla conoscenza e sullo scambio veloce ed efficiente di dati e informazioni. Dopo aver passato in rassegna le tecnologie di supporto della banda larga (rame, fibra ottica e Wi-fi), il lavoro si propone di documentare, sulla base dei dati Eurostat e OCSE, la diffusione e la qualità del servizio broadband in Italia, individuando le principali esigenze di intervento sul piano regolamentare. Dall’analisi si evince un netto ritardo dell’Italia rispetto alla media europea, sia per quanto concerne il tasso di penetrazione sia per l’ampiezza media effettiva della banda erogata. Le determinanti del ritardo appaiono riconducibili a problemi culturali, orografici e strategici (legati, questi ultimi, alla struttura del mercato e agli ostacoli burocratici alla realizzazione di infrastrutture). Si presentano infine gli interventi regolamentari a sostegno della diffusione della banda larga e si offrono alcune indicazioni volte a migliorare la qualità del servizio e a ridurre il divario digitale.

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gennaio: 2009
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