Crisi:Iris, chiude un gioiello italiano strangolato dalla crisi globale

Iris, chiude un gioiello italiano strangolato dalla crisi globale.

La recessione non ha sfumature e minaccia di spazzare via tutti, buoni e cattivi.

Di EDMONDO BERSELLI.

Fonte: La Repubblica.it

In Estratto:

QUESTA è la storia di come ti entra in casa la globalizzazione, e dopo la globalizzazione la crisi, e dopo la crisi chissà.

A Sassuolo, quarantamila abitanti, una delle capitali mondiali della ceramica, la faccia cattiva della recessione si è affacciata senza bussare.

Erano anni che il settore della piastrella, quello descritto negli anni Sessanta dal giovane Prodi come il “modello di sviluppo di un settore in rapida crescita”, lentamente scendeva nelle quote di mercato, limava il fatturato, perdeva addetti, ristrutturava, recuperava a fatica con la qualità e il prezzo ciò che perdeva in quantità. All’improvviso è arrivato lo schianto.

Il 5 gennaio l’assemblea sociale del gruppo Iris, fondato da Romano Minozzi, ha deciso l’autoscioglimento, la messa in liquidazione dei suoi tre stabilimenti, e la collocazione in mobilità, cioè sulla strada, dei 780 dipendenti.

Un’impresa gioiello, leader sul piano internazionale, semplicemente si dissolve.

Continua a leggere l’articolo  sul sito di Repubblica

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Chi sono i colpevoli della crisi globale

di Giorgio Ruffolo, Repubblica – 12 Gennaio 2009

Fonte: ulivisti.it

Dice Giovanni Sartori: «Il 2009 sarà il primo anno – temo – di una tempesta economica perfetta. Una tempesta destinata a durare finché non torneremo a capire come nasce il denaro, cosa fa ricchezza». (Leggi Articolo – Corriere della Sera, 31dicembre)… E io temo proprio che abbia ragione.

Poi imputa alla sinistra la responsabilità di avere travisato la questione anteponendo il problema della distribuzione della ricchezza al problema della creazione della ricchezza. Ora, se si tratta di questa crisi, a me sembra che, per una volta, la “sinistra” sia innocente.

Dio solo sa se la sinistra ha compiuto errori fatali. Al punto da restare ammaccata e a indurre a invocare i suoi critici di non sparare sull´ambulanza. È vero. In tempi nei quali disponeva di un rapporto di forza politico favorevole, ha forzato talvolta le rivendicazioni salariali (anche se bisogna qualificare: in certi casi, come nel nostro attuale, un aumento di salari si impone proprio per uscire dalla crisi).

Ma poiché si tratta della tempesta nella quale siamo immersi, mi sembra superfluo ricordare che essa è stata confezionata in America da un governo di destra, con l´osservanza di una politica che più disegualitaria non avrebbe potuto essere. La sinistra di tipo europeo, cui Sartori implicitamente si riferisce, in America neppure esiste e dunque deve essere assolta per non aver commesso il fatto.

Ma c´è di più. L´accusa che Sartori muove alla sinistra si adatta perfettamente alla destra “liberista”. Qual è, infatti, lo “specifico filmico” della crisi se non proprio quello di avere per anni distribuito ricchezze inesistenti? Su tre piani distinti ma convergenti.

Sul piano mondiale l´America ha vissuto e vive tuttora di risorse ben superiori a quelle che produce, finanziandole con il risparmio della sobrietà asiatica e realizzando così la parabola del ricco debitore. Sul piano dell´economia nazionale l´altissima pressione dei consumi, che ha finora mantenuto la domanda a livelli elevati, si basa su un colossale indebitamento delle famiglie americane che, con buona pace di Max Weber, hanno cessato da tempo di risparmiare. Che cos´è quell´indebitamento da cui è originata la crisi americana se non ricchezza distribuita senza essere prodotta?

Infine, sul piano dell´impresa, della grande impresa, della Corporation, che cosa sono gli sconfinati guadagni dei manager americani, i loro stipendi di favola, le loro opzioni azionarie, le loro liquidazioni faraoniche, se non rendite di posizione: differenze tra valori di mercato che essi stessi sono in grado di influenzare e valori reali? Anche questa è ricchezza distribuita senza essere stata prodotta.

Sartori si batte da tempo valorosamente contro l´irresponsabile e criminosa proliferazione della popolazione che condanna alla fame alla sofferenza alla morte milioni e milioni di bambini innocenti. Non possono sfuggirgli i disastri di una finanza basata sulla proliferazione di un indebitamento irresponsabile.

La finanza ha molti meriti. Fornisce liquidità al risparmio e agli investimenti. Contribuisce, se gestita con prudenza, a coprire i rischi degli investimenti, Di più. Entro certi limiti, anche le sue “scommesse” possono promuovere decisioni di investimento che le realizzano. Entro certi limiti, che sono stati irresponsabilmente travolti generando quest´ultima crisi.

Sono stato talvolta accusato di “finanzobia”. Se fosse per me, si è detto, non ci sarebbe neppure l´assegno. No, ho risposto e ripeto. L´assegno ci sarebbe. Non ci sarebbe l´assegno a vuoto.

Resta l´ineccepibile affermazione di Sartori sulla necessità di capire come nasce il denaro, cosa fa ricchezza.

Soprattutto, e credo che sarà d´accordo con me, ricchezza reale, non immaginaria. E non a scapito degli incolpevoli. Si è detto che l´indebitamento sregolato va a carico dei nostri posteri. E Woody Allen ha commentato: che c´è di male? Dopo tutto che cosa hanno fatto i posteri per noi?

Ma non è vero. Quando le bolle scoppiano, e inevitabilmente scoppiano nel nostro tempo, sono i contemporanei a pagare. Anzitutto, quelli che non si sono arricchiti di ricchezze non prodotte, quindi sottratte ad altri: i lavoratori disoccupati, i risparmiatori frodati, i contribuenti chiamati a risolvere problemi che altri hanno creato.

Approfondimenti:

L’idea dei soldi come manna – di Giovanni Sartori sul Il Corriere Della Sera – del 31 Dicembre 2008

I sacchetti di sabbia non fermano l’oceano – di Eugenio Scalfari

Bankitalia, nuovo record del debito. Rendimento dei Bot al minimo

Quei poveri invisibili e i doveri dello Stato di Tito Boeri e Paolo Garimberti, Repubblica – 9 Gennaio 2009

Piastrelle, al gruppo Iris mobilità per 780 addetti

Iris, quando un leader mondiale alza bandiera bianca

MODENA: CRISI IRIS, CGIL CISL UIL PROCLAMANO SCIOPERO A OLTRANZA

Il Pd, zona ceramica, è a fianco dei lavoratori di Iris

Malavasi, PD sulla crisi del Distretto ceramico

Iris, Miglioli (PD): evitare lo ”spezzatino” dell’azienda

Ferruccio Giovanelli su crisi Iris

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