Crisi: La Grande Depressione

Autore:Murray N. Rothbard – Prezzo:€ 14,00 – Editore: Rubbettino – Anno:2008 – Pagine:550

Fonte: sito dell’editore:

La crisi che sta attanagliando i mercati finanziari di tutto il mondo è stata da più parti paragonata alla crisi che colpì gli Stati Uniti nel 1929, nota anche come “La grande depressione”.

Quali sono le ragioni di questo accostamento?

Cosa caratterizzò quella terribile crisi alla fine degli anni 20?

Cosa c’è da imparare da quell’esperienza per trovare una via d’uscita dall’impasse in cui sempra essersi fermato il mondo econ0mico occidentale?

Questo libro di Murray Rothbard che viene ripresentato  in una nuova edizione, più volte citato in questi giorni da tutti i giornali, costituisce uno strumento fondamentale per trovare delle risposte a questi interrogativi.

Questo volume è originariamente apparso nel 1963 e di esso si sono poi avute ben cinque edizioni.

Il ritardo con cui viene tradotto in italiano non intacca il suo valore culturale.

Continua infatti a essere un prezioso strumento di decifrazione della Grande Depressione, uno dei più inquietanti fenomeni del Novecento.

È un lavoro di vastissimo respiro, che allo spessore teorico associa un’esemplare chiarezza.

Quella gravissima crisi economica e sociale viene “letta” e “riletta” da varie prospettive, che insieme convergono verso la smentita dell’imputazione corrente.

E non è più il puntuale portato del “perverso” funzionamento del sistema capitalistico.

L’impianto teorico utilizzato da Murray N. Rothbard è quello proprio della Scuola austriaca di economia, in cui la teoria del ciclo economico è parte di una più estesa critica dell’interventismo statale.

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Ci sono sempre più letture di un evento.

Qesto saggio di Murray N. Rothbard economista di tradizione liberaliste, allievo di di Ludwig von Mises e ideatore dell’anarco capitalismo Americano ,ci deve far riflettere sul fatto di quanto sia importante la politica, e di quanto essa possa incidere sulle nostro vivere quotidiano.

Gli intellettuali troveranno sempre una spiegazione del solito evento che sia strumentale alle loro tesi.

Ma noi cittadini Democratici, dobbiamo sempre e comunque rimanere ancorati alla realtà dei fatti.

Dobbiamo cercare di capire i meccanismi che hanno portato a quei fatti, e trovare i rimedi che indirizzino le politiche secondo il nostro mondo ideale, che deve essere l’interesse dei molti e non dei pochi.

Il libro comunque è una fonte importante di dati, per chiunque voglia oggi comparare la crisi attuale con quella del 1929 e la successiva depressione economica.

Va tenuto presente che la scuola  Austrica di Economia, si contrapponeva al Marxismo autoriatario e a tutte quelle forme di economia socializzata ( socialdemocrazie comprese, in quanto anticamera della schiavitù dell’uomo che è un animale libero e individualista per natura ) in una logica di guerra fredda.

Oggi entrambe le correnti di pensiero anarco liberaliste, o comuniste stataliste ( il socialismo reale) hanno dimostrato la loro inconsistenza in quanto forme estreme che forzano la normale dinamica del mercato, dinamica che è  quella dell’uomo in quanto il mercato è una istituzione umana.

Esiste un rimedio a questi eventi critici a cui l’uomo può guardare per vivere nel migliore dei modi con i propi simili, cercando di mantenere il più alto grado di libertà individuale?

E chi lo sà…….la certezza delle cose non è del regno degli uomini.

L’uomo può solo usare l’inteliggenza e  il buon senso, facendo tesoro dei propri errori.

Per chi scrive che è da sempre un Keynesiano di sinistra ( passatemi il termine) l’unica alternativa è quella di una economia mista fra pubblico e privato. Ma l’economia mista deve operare in una situzione ambientale: efficiente, moralmente sana e con uno stato di diritto che funziona e dai tempi certi.

Le aziende di stato come l’Agip  e l’Eni guidate da  E.Mattei, pur con tutte le critiche che oggi  fanno le anime belle al “pirata”, erano  aziende statali che operava nell’interesse del paese.

Quindi per un Keynesiano di sinistra,  L’IRI dei boiardi di stato, e L’Alitalia di oggi sono solo e soltanto dei cancri voluti e curati dalla nomenklatura politica, degenerati per il solo ed esclusivo interesse dei  pochi e non dei molti ( potremmo quasi azzardare dicendo che: la gestione delle aziende statali distorta che privilegia i pochi è antidemocratica).

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