Archivio per 16 dicembre 2008

Crisi:Confindustria, un biennio in recessione “mai così male dal 1945”

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Per la prima volta nel dopoguerra l’Italia vivrà nel 2008 e 2009 un biennio di recessione.

Lo stima il Centro studi di Confindustria secondo il quale il Pil diminuirà dello 0,5% quest’anno e dell’1,3% nel 2009. La ripresa comincerà a farsi vedere solo alla fine dell’anno prossimo, segnando poi nel 2010 un +0,7%.

Inoltre nel 2009, per la prima volta dal 1994, la variazione annua dei posti di lavoro sarà negativa, con un calo dell’1,4%.

In pratica tra il secondo trimestre del 2008 e la seconda metà del 2009 si avrà una perdita di 600 mila posti di lavoro. Nell’industria la caduta sarà l’anno prossimo dell’1,8%.

La crisi porterà quindi inevitabilmente a un incremento sostanzioso del tasso di disoccupazione.

Nel 2009 toccherà l’8,4% per l’effetto congiunto della perdita di posti e della ricerca di un impiego da parte dei soggetti a più basso reddito e nelle aree più arretrate del Paese. Brusca frenata anche per l’inflazione che da un tasso del 3,4% quest’anno scenderà all’1,7% l’anno prossimo.

Solo nel 2010 si rivedrà la luce, con un Pil atteso in rialzo dello 0,7 per cento.

E’ questo infatti, sottolinea il Csc, ”il settore più esposto alla sfavorevole dinamica della domanda globale”, anche se una diminuzione ”è in corso perfino nei servizi, tradizionale serbatoio di posti di lavoro (-1,4% nel 2009)”.

Torna a salire il deficit. La crisi economica coglie i conti pubblici sulla strada del risanamento e spinge nuovamente il deficit oltre il 3% del Pil. Nel 2009 l’indebitamento netto sarà pari al 3,3% del Prodotto interno lordo dopo il 2,6% del 2008. Un parziale rientro è previsto nel 2010, con l’indebitamento al 3,1 per cento. Per quanto riguarda il debito, il Centro studi stima quest’anno un rapporto al 104,1% e l’anno prossimo al 106,1 per cento. Anche in questo caso nel 2010 è previsto un lieve rientro al 105,7% del Pil.

Il Centro studi di Confindustria stima però anche un netto ridimensionamento dei consumi delle famiglie. Calcola infatti un calo dello 0,5% nel 2008 (dal +1,4% del 2007) e dell’1,4% nel 2009. Allo stesso tempo la crisi economica spingerà nuovamente il deficit oltre il 3% del Pil.

Secondo le stime del Centro studi di Confindustria nel 2009 l’indebitamento netto sarà pari al 3,3% del Prodotto interno lordo dopo il 2,6% del 2008. Un parziale rientro è previsto nel 2010, con l’indebitamento al 3,1%. Per quanto riguarda il debito, il Centro studi stima quest’anno un rapporto al 104,1% e l’anno prossimo al 106,1%. Anche in questo caso nel 2010 è previsto un lieve rientro al 105,7% del Pil.

In generale il credit crunch non riguarda solo le imprese ma anche le famiglie, con prestiti e concessione dei mutui in calo. Lo sottolinea sempre il Centro studi di Confindustria che denuncia una stretta del credito, accentuata negli ultimi 2 mesi, anche sulle aziende. La concessione di mutui, evidenzia il Csc, ha rapidamente decelerato da fine 2007.

L’ammontare erogato alle famiglie italiane ”è ormai in calo rispetto a 12 mesi prima: -1,8% in ottobre, pari ad una riduzione dello stock di 4,8 miliardi di euro”. Tiene invece il credito al consumo, anche se nel complesso i prestiti alle famiglie sono diminuiti di 1,9 miliardi rispetto a ottobre 2007.

”In parte ciò deriva da una minore domanda, ma in parte viene anche da una maggiore selettività attuata dalle banche, che allungano i tempi dell’erogazione e penalizzano soprattutto alcune tipologie di famiglie considerate spesso erroneamente meno solvibili”, spiega il Centro studi di viale dell’Astronomia.

L’andamento del credito bancario ha rallentato “bruscamente” anche nei confronti delle imprese: dal picco del +14,7% di ottobre 2007, si è passati a ottobre di quest’anno a +8,4% ”oltre 6 punti di crescita in meno”. ”I dati disponibili” conclude il Csc, “dipingono un quadro preoccupante e indicano che un rallentamento si è accentuato negli ultimi due mesi del 2008. E’ elevato il rischio che prosegua nel 2009”.

A ben vedere tuttavia la situazione potrebbe essere anche peggiore, qualora non si riesca a ripristinare la fiducia nel sistema che limita la spesa di famiglie e imprese.

In questo caso infatti “si avrà una recessione più lunga e profonda nel 2009, seguita da una stagnazione nel 2010″, avvertono gli esperti.

Approfondimenti:

Rapporto CSC “L’ECONOMIA ITALIANA NELLA CRISI GLOBALE” – file pdf pag.112

Marcegaglia: «La crisi è dura, il Governo convochi le forze sociali»

Bersani: «Contro la crisi serve una manovra da un punto di Pil»

Tremonti: «Più fondi agli ammortizzatori sociali»

Fiat, la crisi impone la proroga della cassa integrazione

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