L’insicurezza sociale “la fabbrica bipartisan”

Gli italiani sono o non sono nelle mani della criminalità?

Un interessante editoriale di Ilvo Diamanti, apparso ieri su Repubblica dal titolo“Come si fabbrica l’insicurezza”, pone il problema ( ricerca Demos “La sicurezza in Italia. Significati, immagine e realtà).

Ma in che modo? Collegando l’andamento del senso di insicurezza sociale alle capacità strategiche del centrodestra di sollevare e poi tacitare la questione, grazie alla complicità dei media.

In effetti il vero problema riguarda piuttosto la percezione della sicurezza, dal momento che stando all’Istat la situazione italiana non è poi così compromessa (statistiche per il Paese Indicatori per conoscere e valutare).

Estratto: Rapporto Istat da pag.92 a pag 94.

“In Italia dall’inizio degli anni Novanta nel fenomeno dei delitti contro la persona sono intervenute consistenti variazioni. Molte tipologie di reato hanno avuto un andamento decrescente: gli scippi, i furti di veicoli e di oggetti dai veicoli, i furti nelle abitazioni. Anche gli omicidi sono notevolmente diminuiti: tra questi l’unica tipologia che ha visto un incremento nell’ultimo ventennio è quella degli omicidi che si consumano in famiglia, un segmento molto specifico che prevede interventi di diversi attori pubblici. (…) Nel 2005 in Italia sono stati commessi circa 10 omicidi per milione di abitanti. Nel contesto europeo l’Italia, per numero di omicidi commessi,è uno dei paesi più sicuri. Si colloca infatti al di sotto della media europea (pari a 14 omicidi per milione di abitanti), in ottava posizione dopo Austria, Lussemburgo, Svezia, Germania, Malta, Slovenia e Repubblica Ceca. I paesi con il maggior numero di omicidi sono le ex Repubbliche russe del baltico, Lituania, Estonia e Lettonia, che hanno indici rispettivamente pari a 118,3, 83,9 e 55,2 per milione di abitanti” .

Quindi è vero che la questione sicurezza è stata “gonfiata”dal centrodestra ai soli fini della campagna elettorale.

Ma qui sorge una riflessione:perchè anche nelle nostre fila ci sono troppi sindaci sceriffi,visto il calo negli ultimi venti anni dei cosiddetti reati di “allarme sociale” (gli scippi, i furti di veicoli e di oggetti dai veicoli, i furti nelle abitazioni).

Pertanto, come scrive Diamanti, è vero che il centrodestra ha vinto le elezioni cavalcando sopratutto il problema della sicurezza, ma è altrettanto vero che visto i dati sopra, che il centrosinistra non è stato da meno.

Questa situazione è stata ammessa anche da Rosy Bindi in una intervista a Liberazione, dove si ammette «Sulla sicurezza il mio partito è stato subalterno alla destra». Si pensi allo sceriffo Cioni e la caccia ai lavavetri fiorentini….

Allora diciamo che l’insicurezza si può fabbricare, e che in questo il centrodestra ha dimostrato di essere più efficace.

In effetti spingendo sull’insicurezza si fabbrica la società della paura, una  realtà dove il potere di turno evoca continuamente, grazie all’opera dei media in larga misura di propietà di Berlusconi, la minaccia quotidiana e invasiva all’integrità fisica materiale e immateriale di ogni cittadino.

Perchè si fa tutto questo?

Per introdurre provvedimenti di controllo rigoroso su “tutti” i cittadini e non solo quelli che delinquono.

Insomma la destra con scarso senso democratico tende a limitare le libertà democratiche in ogni sua forma.

Purtroppo per noi, Il vizio di natura che ha la destra quando prende il potere è quello di limitare le libertà dei cittadini. Oramai è assodato, che le libertà democratiche vengono messe in pericolo soprattutto quando la destra non trova davanti a sé alcun ostacolo ( La destra Americana con Bush dopo l’11 settembre, a messo in moto un meccanismo che ha narcotizzato la più grande democrazia del mondo. Questo è stato agevolato si da un evento eccezionale per fatto e tragicità, ma la condivisione del nemico con il PD Americano ( Hillary Clinton voto al congresso Americano nel 2002 per l’intervento in Iraq ) a permesso di spingere sulle leve della paura).

In una società come la nostra, dove pare possibile influire sistematicamente sulla percezione della realtà quotidiana influenzando il cittadino, in una situazione come quella Italiana dove il leader del maggior partito al governo detiene quasi il monopolio dei media, Quale antidoto esiste fra il potere dello stato mediatico da una parte e il cittadino dall’altra?

Sicuramente l’antidoto più efficace è quello di non portare il cervello all’ammasso, e di ragionare con la propria testa.

Il cittadino democratico svolge la sua funzione informadosi su più fonti e possibilmente neutrali e non soggette a lobby politica, e all’occorenza contrappone la sua valutazione a quella del potere politico.

Questa è l’essenza della Democrazia e della partecipzione democratica, l’esempio attuale sono le manifestazioni contro il decreto Gelmini.

Solo una attenta vigilanza da parte del cittadino sull’agire dei politici è l’antidoto affichè la democrazia liberale rimanga ciò che è ” un patto fra uomini liberi da coercizioni, che prendono le decisioni sui fatti perchè sufficientemente informati in merito”.

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