Crisi:Auto, Kroes (Ue) frena la corsa ai sussidi

Aiutare o no il settore in crisi dell’auto, che resta uno dei gangli vitali dell’economia reale?

I governi europei, sostiene da Bruxelles la responsabile dell’Antitrust Ue, la olandese Neelie Kroes, devono «evitare la trappola costosa di una corsa ai sussidi». Puntualizza Kroes: «Ho letto commenti da entrambe le sponde dell’Atlantico che gli altri stanno dando un’aiuto cosicché noi dobbiamo seguirli».

La posizione di Bruxelles è che, piuttosto, ci sono ampi spazi per «dare un supporto al settore centrato su R&S e scelte produttive pro ambiente».

«Il nostro obiettivo – ha sottolineato Kroes – non è solo quello di sopravvivere alla recessione in arrivo, ma di uscirne più prosperi, con aziende più forti e più lavoro di prima». Il piano d’azione sugli aiuti di Stato fornisce un percorso chiaro, ovvero interventi mirati, temporanei e non discriminatori. «Come ogni buona mappa definisce chiaramente i limiti da non oltrepassare, in quanto sono delle strade senza via d’uscita. Ci sono strade che i governi non possono percorrere, che non portano da nessuna parte e non forniranno benefici all’economia» è la conclusione, e per «il bene di tutti spero che i paesi membri evitino questi vicoli ciechi, e restino sulla strada principale».

Intanto il quadro sull’industria, che comprende anche un vastissimo indotto, resta molto preoccupante.

Negli Stati Uniti ogni giorno che passa rende più incerta la sopravvivenza di giganti che hanno fatto la storia delle quattro ruote, con Gm, Chrysler e Ford a caccia di ingenti aiuti di Stato che hanno scatenato una battaglia politica a Washington. Dall’altra parte del mondo Toyota, il più grande produttore giapponese e ormai mondiale grazie al declino di Gm, ha deciso di tagliare del 50% i dipendenti con contratti a termine, vale a dire 3mila addetti a tempo su 6mila. Il tutto entro la fine di marzo. Toyota, va ricordato, ha fatto sapere che quest’anno gli utili potrebbero crollare del 68 per cento.

A ruota Honda, secondo costruttore giapponese, ha comunicato che ridurrà la forza lavoro di 270 unità nello stabilimento di Saitama, dove ha previsto di tagliare la produzione (-40mila) di berline Accord. Honda ha previsto di tagliare anche la produzione nel Regno Unito (-21mila unità tra Civic e CR-V). Soltanto ieri anche Mazda e Isuzu avevano annunciato tagli per 2.700 dipendenti in Giappone a causa del calo delle vendite.

Intanto Fitch non esclude azioni sul rating di Fiat viste le difficoltà dell’economia e del mercato. «Non posso escludere niente considerando le numerose incertezze legate all’economia e le difficoltà del mercato dell’auto», ha detto all’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor Emmanuel Bulle, senior director di Fitch, per il quale Fiat «è comunque relativamente ben posizionata nel breve termine ed è più forte che in passato, il che può costituire una sorta di cuscinetto in questo difficile periodo».

Fitch ha anche abbassato a «BBB+» da «A-» il rating sul debito di lungo termine di Nissan e ha annunciato di avere in vista un nuovo taglio. Nel motivare il provvedimento, l’agenzia di rating chiama in causa le difficoltà «senza precedenti» del settore automobilistico e l’impossibilità per Nissan di restare indenne alla situazione globale del settore vista anche la sua dipendenza dal mercato statunitense.

Focus:Toscana

Eaton: chiude stabilimento di Massa.

(ANSA) – MASSA (MASSA CARRARA), 9 OTT – La Eaton Corporation, colosso statunitense della meccanica fine, ha deciso di chiudere lo stabilimento di Massa. La scelta e’ stata comunicata stamani ai sindacati durante un incontro all’associazione industriali a Carrara. Restano senza lavoro 345 dipendenti. La chiusura definitiva dello stabilimento avverra’ al termine di un periodo di mobilita’ di 75 giorni. La decisione e’ dovuta al calo delle commesse, in particolare da parte di Fiat, importante cliente di Eaton.

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