Crisi:Economia Toscana in deterioramento e Pisa non fa eccezione

Gli indicatori disponibili per il terzo trimestre suggeriscono una prosecuzione della fase negativa.

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Nel primo semestre del 2008 il quadro congiunturale regionale è stato interessato da un diffuso deterioramento, i cui primi segnali erano già emersi nella seconda parte dell’anno precedente.

A confronto con lo scorso anno è quadruplicata la quota di imprese che hanno subìto, tra giugno e settembre, un calo delle vendite.

Come per l’industria, le imprese dei servizi che non hanno rispettato i programmi di investimento per il 2008 sono state più numerose di quelle che hanno speso più del previsto.

Il peggioramento del quadro congiunturale non si è al momento riflesso nei livelli occupazionali, attesi in linea con quelli del 2007.

Nell’industria il fatturato e la produzione sono tornati a scendere, dopo un biennio di sviluppo.

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Il  peggioramento ha riguardato sia il sistema della moda sia la meccanica allargata; è stato in prevalenza determinato dalla componente interna della domanda e ha aggravato, in particolare, le condizioni già precarie delle imprese di minori dimensioni.

Nelle costruzioni si profila l’esaurimento del prolungato ciclo espansivo: il comparto residenziale mostra un calo nel livello di attività e negli scambi, non ancora nei prezzi; il volume di opere pubbliche è in flessione.

Nel terziario sono calate le vendite del commercio al dettaglio; è continuato il rallentamento del flusso dei turisti. Nei primi sei mesi il credito complessivo concesso all’economia regionale ha decelerato.

Srvizi:Il saldo tra le imprese che hanno ottenuto un aumento del fatturato nei primi nove mesi dell’anno e quelle che hanno segnalato una diminuzione è passato a circa il 10 per cento dal 30 per cento dichiarato
nell’indagine del 2007.

Gli scambi con l’estero:

Nei primi sei mesi del 2008 il valore a prezzi correnti delle vendite di prodotti toscani all’estero è diminuito,
rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, dell’1,8 per cento (tav. a3); il peggioramento è stato
particolarmente intenso nel secondo trimestre (–6,7) ed è proseguito nel mese di luglio (–5,1).

L’andamento flettente del semestre, che si confronta con una dinamica nazionale positiva (5,9 per cento), ha caratterizzato entrambi i principali settori di specializzazione della regione.

Nel sistema della moda (–4,3 per cento), dopo le buone performance degli ultimi anni, sono diminuite le esportazioni di cuoio e prodotti in cuoio.

Sono continuate le difficoltà nel settore dei prodotti tessili (–8,6 per cento) mentre è proseguita, seppure a tassi inferiori a quelli degli anni più recenti, la crescita dell’export delle confezioni (4,8).

Nel comparto della meccanica allargata (–2,0 per cento) è risultato in calo l’export di apparecchiature elettriche e ottiche e, soprattutto, di mezzi di trasporto.

All’interno di quest’ultimo settore, che aveva mostrato fino al 2007 una dinamica particolarmente positiva,
si è registrato un netto calo delle esportazioni di motocicli (–17,5 per cento), solo parzialmente Il numero di persone in cerca di occupazione è cresciuto di 17 mila unità: l’incremento è dovuto per la quasi totalità alla componente femminile.

Il Mercato del lavoro:

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Il tasso di attività è salito al 69,0 per cento dal 67,2 dell’analogo periodo del 2007 (dal 58,5 al 60,8 per cento quello femminile), mentre il tasso di disoccupazione è aumentato di quasi un punto percentuale (dal 4,4 al 5,3 per cento).

Il numero di persone in cerca di occupazione è cresciuto di 17 mila unità: l’incremento è dovuto per la quasi totalità alla componente femminile.

Le non forze di lavoro si sono ridotte di 24.500 unità. Il tasso di attività è salito al 69,0 per cento dal 67,2
dell’analogo periodo del 2007 (dal 58,5 al 60,8 per cento quello femminile), mentre il tasso di disoccupazione è aumentato di quasi un punto percentuale (dal 4,4 al 5,3 per cento).

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È aumentato il ricorso alla Cassa integrazione guadagni (CIG) ordinaria.

Secondo i dati dell’INPS, nei primi sei mesi del 2008 il numero delle ore è cresciuto del 6,5 per cento rispetto all’analogo periodo dello scorso anno; vi ha inciso il maggior ricorso da parte delle industrie meccaniche e tessili, parzialmente controbilanciato da una riduzione nel settore della trasformazione di minerali. Sono diminuite le ore di CIG straordinaria (–22,4 per cento) e aumentati gli interventi speciali per l’edilizia (12,0).

Il finanziamento dell’economia:

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La dinamica dei prestiti alle imprese è rimasta invariata, pur in presenza di una domanda di finanziamenti per investimenti produttivi e immobiliari più contenuta.

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Si è ridotta la domanda di credito delle famiglie: le nuove erogazioni di mutui fondiari sono calate, risentendo dell’aumento dei tassi di interesse, e hanno riguardato in misura maggiore rispetto al passato la sostituzione di precedenti prestiti; sono adesso in prevalenza a tasso fisso.

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I prestiti in sofferenza Nei dodici mesi terminanti a giugno l’ammontare di crediti entrati in sofferenza (nella più ampia definizione di sofferenze rettificate) è cresciuto in misura elevata (poco meno di un terzo). Tale flusso rappresentava l’1,0 per cento dello stock di finanziamenti esistente all’inizio del periodo, un valore ancora basso nel confronto storico ma in risalita rispetto allo 0,8 del dicembre del 2007 (tav. a8 e fig. 6).

Ha accelerato la raccolta bancaria, per il permanere di una elevata propensione per la liquidità.

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Al termine del primo semestre del 2008 la raccolta bancaria nei confronti di residenti è cresciuta su base
annua del 9,4 per cento, mostrando un’accelerazione rispetto al dicembre precedente (5,3 per cento; fig. 7
e tav. a9).

Lo sviluppo ha interessato le principali forme tecniche e in primo luogo quella obbligazionaria, il cui ritmo di espansione è passato dal 12,3 al 20,6 per cento. I depositi bancari hanno accelerato sia nella componente dei pronti contro termine (dal 16,5 al 20,6 per cento), sia in quella dei conti correnti (dallo 0,8 al 2,9 per cento), che continuano a costituirne la quota prevalente.

Il tasso passivo medio sui conti correnti non vincolati è risultato nel secondo trimestre dell’anno pari all’1,95 per cento, in rialzo di un decimo di punto rispetto alla fine del 2007; esso ha mostrato un aumento
leggermente inferiore a quello dei rendimenti del mercato monetario (BOT a tre mesi).

Nonostante il conseguente incremento del costo opportunità di detenere moneta, lo scenario di incertezza
dei mercati finanziari ha accresciuto la preferenza per la liquidità dei risparmiatori. In tale contesto è ripreso l’accumulo di risorse finanziarie sui conti correnti di corrispondenza, interrottosi a dicembre scorso; la dinamica è stata più intensa per le famiglie consumatrici (4,5 per cento).

Il valore nominale dei titoli depositati da residenti presso il sistema bancario è salito del 7,3 per cento, a fronte della flessione registrata alla fine dell’anno precedente (tav. a10). La contrazione del valore delle quote di OICR (–16,9 per cento) è stata bilanciata dallo sviluppo soprattutto dei titoli di Stato (13,4) e delle obbligazioni (8,5).

Nei primi sei mesi dell’anno una raccolta netta moderatamente positiva ha contraddistinto il complesso dei fondi comuni di investimento di diritto italiano: il saldo netto positivo del comparto monetario ha infatti più che compensato il deflusso degli altri segmenti, meno liquidi o a maggiore profilo di rischio.

I dati del bollettino IRPET del 23 Novembre 2008 confermano l’analisi di Bankitalia.

La situazione della provincia di Pisa non è delle migliori tutti gli indici sono negativi ad eccezione della grande distribuzione.

Sintesi bolletino IRPET economia Pisana:

L’andamento negativo della produzione manifatturiera (-3,3%) si accompagna a ordinativi in calo sul fronte interno (-0,7%) ma soprattutto su quello estero (-6,5%) che incidono sulla forte flessione delle esportazioni provinciali (-15,3%).

Nel I semestre dell’anno si osserva peraltro un forte calo del fatturato delle imprese artigiane (-8,8%).

Si conferma il trend negativo del commercio al dettaglio (-1,8%) fatta eccezione per la grande distribuzione (+0,9%).

Approfondimenti:

Rapporto Banca D’Italia completo – file pdf.pag. N.14

Bollettino Irpet 23 Novembre 2008 file pdf pag.N.8

Atlante Regionale Unicamere

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