Signori la festa è finita

Grafico Fondo Monetario

” Signori la festa è finita” con questa frase nel giugno del 1990 L’Avv. Giovanni Agnelli constatava che il trend positivo degli anni ottanta era finito per il settore dell’auto Fiat. Gli bastarono pochi dati scritti su un report per prenderne atto, mentre gli altri crescevano la Fiat perdeva quote di mercato.

Quanto tempo occorrerà ai governi per prendere atto della gravità della crisi a cui stiamo assistendo?

Gravità che nemmeno il guru del CD e attuale ministro dell’economia ha saputo vedere per tempo.

Tremonti: come nel ’29, ma solo per gli Usa – Fonte il Corriere della Sera del 11 agosto 2007

Ma il camaleonte trasformista ora afferma:

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti analizza la crisi in atto paragonandola con quella degli anni ’70 e con quella del ’29. «Quella degli anni ’70 è stata una crisi diversa.

Per troppo tempo i nostri banchieri e governanti si sono domandati se eravamo di fronte ad un Minsky Moment? (*)

Ora che ci siamo dentro anche in Europa, si dovrebbe dire chiaramente che siamo in piena fase di stagflazione , prendere atto di ciò che è serve per attuare soluzioni coerenti.

Noi piccoli economisti di casa, quelli che fanno i conti carta e penna sul tavolo di cucina…..qualche dubbio lo avevamo in merito, tanto da averlo anche scritto (leggi qui).

Nel frattempo ed è solo quello che accade oggi 8 ottobre 2008: Tokio precipita senza freni: – 9,38% – Milano in picchiata: Mibtel a -7,34% -Londra al salvataggio di 8 banche.

E IERI: il rialzo dei tassi ha portato l’Euribor a una settimana ai massimi da sette anni al 4,98%, mentre quello a sei mesi ha registrato un nuovo picco, il più consistente negli ultimi 14 anni, al 5,43%.

Solo nel 2008 l’aggravio per le famiglie è stato di 506 euro causando, ricordano Adusbef e Federconsumatori, «pesanti ricadute sul potere di acquisto delle famiglie» che per colpa della crisi finanziaria diventata ancor più drammatica nelle ultime settimane subiranno complessivamente una perdita di 1.672 euro all’anno: 420 euro per gli investimenti in Borsa, 280 euro per i prodotti ‘tossici’ nei risparmi, 625 per la caduta del Pil di un punto percentuale, 40 per il caro-mutui, 160 per l’incremento del costo dei prestiti e 120 per l’inflazione.

Proprio il caro-mutui, sempre secondo Adusbef e Federconsumatori, starebbe aumentando il ricorso ai pignoramenti da parte delle banche per poi mettere all’asta la casa. Gli ultimi dati risalgono proprio a una rilevazione effettuata dalle due associazioni nei Tribunali. Indagine da cui era emerso che tra il 2006 e il 2007 l’incremento dei pignoramenti aveva superato il 20% in tutte le principali città italiane.

Ma il peggio è passato?

Scriveva Galbraith nel “Il grande crollo” (che ultimamente va di moda) ” quando un ministro, o un banchiere, di fronte ad una crisi economica vi dicono che tutto va bene, è giunto il momento di ritirare i vostri risparmi dalle banche” .

Naturalmente farlo veramente sarebbe un suicidio e oggettivamente non credo che sia necessario, le Banche Italiane sono solide, lo dimostra la capitalizzzione di 6,6 miliardi di Unicredit fatta senza ricorrere allo stato padrone. Inoltre il risparmio in Italia è tutelato fino a 103 mila euro.

Tabella : le coperture del risparmio in Europa

Galbraith voleva solo evidenziare, che un economista non possiede la sfera di cristallo per prevedee il futuro, e chiunque lo fa è un apprendista stregone, e non un economista serio. Quindi sono poco seri quei governanti o banchieri che garantiscono ciò che non possono garantire.

La fiducia sul mercato si acquista, facendo azioni concrete di buon senso e  coerenti con la situazione.

Questa crisi passerà, come tutte le altre crisi che in questi secoli hanno trasformato il capaitalismo che è di fatto ciclico e dinamico per sua natura.

La cosa che ci deve preoccupare è chi pagherà i costi dei danni fatti da altri?

Durante la crisi del 29 le banche entrarono nel panico e chiusero i crediti e il panico sconvolse l’economia mondiale. Ma subito dopo avvenne il miracolo del New Deal con riforme economiche e sociali promosse dal presidente americano Franklin Delano Roosevelt. Da allora il mondo ha conosciuto un grande periodo di sviluppo e di benessere economico del quale ancora oggi godiamo.

Il New Deal fu guidato da grandi politici ed economisti come Roosevelt e Galbraith, che attuarono politiche serie di tipo  Keynesiano.

Solo negli anni ottanta con l’evento e il dominio del neoliberalismo  e con Ronald Reagan alla Presidenza degli Stati Uniti D’America che arrivo ad affermare ” lo stato non è la soluzione, ma il problema”, e Margaret Thatcher primo ministro del Regno Unito che affermerà ” la società non esiste, esiste l’individuo”.

Dal quel momento è iniziata la Festa a cui hanno partecipato in molti ed a cui ha contribuito la caduta del muro di Berlino del 1989.

Nel mondo lo Yuppismo a preso il sopravvento con il bene placido anche dell’area Riformista che non è stata in grado sopratutto in Italia di contrastare questo fenomeno, anzi spesso gli ex comunisti oggi riformisti erano più neoliberalisti degli stessi Reganiani. Incapaci di dialogare con la comunità si sono accontentti di mantenee il potere sfruttando la vecchia egemonia di partito imposta dalla sinistra nei lughi anni di militanza. Questo atteggiamento a consentito di arrivare alla situazione attuale dove in Italia Tremonti il neoliberalista parla di Marx e fa politiche “socialiste di stampo Keynesiano”  ma per chi? e per quanto?.

Oggi possiamo affermare che ” la festa è finita e si possono togliere le bottiglie dai tavoli”, l’unico dubbio,   è se esiste una classe dirigente capace di fare un nuovo New Deal?

Ma sopratutto, esistera mai una economia di mercato seria alla A. Smith, che vedeva nella somma degli interessi individuali il benessere collettivo. Smith promuoveva un individualismo etico che si poneva la fatidica domanda ” fai agli altri, ciò che vorresti che fosse fatto a te stesso”.

(*) Note:

Hyman Minsky

Minsky Moment

Approfondimenti:

Gli effetti della crisi subprime

Crisi di liquidità (liquidity crunch). Crisi creditizia (credit crunch). File pdf pag.40

Italia verso la recessione. Tremonti convoca Abi e Confindustria

Bankitalia:imprese pessimiste su inflazione e credito

Indagine Bankitalia-Sole 24 Ore: per il 27% «credit crunch» in agguato

Confindustria chiama a raccolta le banche: vertice il 17

Governo: fondo di emergenza e garanzie più ampie sui depositi

Gran Bretagna: il Governo ricapitalizza otto grandi istituti di credito

Brown: martedì vertice dei Grandi sulla crisi

Tassi: taglio coordinato (50 p.b.) delle principali banche centrali

Tabella: Il costo del denaro nel mondo

Tassi: il mercato interbancario sconta nuovi tagli nel 2009

Unicredit, Profumo: «Un errore impiegare il capitale in acquisizioni»

Unicredit, gli esuberi nel Mib salgono a mille

Dichiarazione di Richard S. Fuld Jr. alla Camera dei deputati degli Stati Uniti

Fuld si difende: «Non ho colpe, Lehman poteva salvarsi»

Il vero nodo è la governance di Luigi Zingales

L’intervento di Luigi Zingales – file pdf pag.30 – Inglese

La Voceinfo – Articoli di Luigi Zingales

Altri nostri POST in merito:

Per chi lavora Tichet?

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