Il mia culpa di Alessandro Profumo

Interviste ad Alessandro Profumo:

“Abbiamo sottovalutato l’avvento della crisi globale” “Paghiamo anche i nostri errori ma ora Unicredit è più forte” di MASSIMO GIANNINI

Leggendo l’intervista ad A. Profumo AD di Unicredit che ha rilasciato a Massimo Giannini.

Sento la necessità di fare la seguente riflessione.

In questi mesi ho scritto diversi Post su A. Profumo ( qui e in altri siti) criticandolo per quello che sosteneva, non mi piacevano i seguenti fatti:

– I bond Parmalat sono stati una porcata ai danni dei piccoli risparmiatori, operai e massaie che in quei bond vedevano un incremento della loro pensione.

Spesso i denari cosi investiti, sono frutto di anni di sacrifici e di liquidazioni percepite dopo 35 anni di onesto lavoro. I nostri padri e le nostre madri, sono stati abituati ai titoli di stato dove il rischio è quasi nullo, ma sopratutto il rapporto con la banca e più in generale con il mercato è un rapporto che si basa sulla fiducia e sulla parità di informazioni. Mi sembra ovvio che la fiducia veniva tradita e sul versante informativo c’è stato chi ne sapeva di più dell’altro.

– I derivati dei comuni sono un’altra piccola tegola su Unicredit e un brutto affare per Profumo. Ad oggi tutto tace c’è ben altro in pentola, ma anche qui l’etica va in soffitta…..questi strumenti Killer sono ormai stati banditi da oltre 20 anni sia in Germania che in Inghilterra, dove sono state fatte due leggi apposite sia per vietare l’uso di questi strumenti agli enti pubblici e sia per far restituire il mal tolto al pubblico ( che siamo tutti noi). Anche qui valgono le motivazioni sopra scritte, in particolare il rapporto fiduciario fra i due soggetti che non sono antagonisti, ma devono collaborare, perché è la Banca che offre un servizio al cliente e quindi lo deve consigliare al meglio affichè abbia dei benefici dall’investimento consigliato.

Non mi è mai piaciuto, neanche il Profumo che parla di politica e di Etica.

– Quello che fa la prefazione ad un saggio dal titolo “Spiriti Animali” uscito nel 2007, dove si beatificano le lodi della finanza e del libero mercato, in quel saggio anche l’Antitrust viene vista come un orpello che blocca la libera iniziativa, e si elogia il dinamismo di paesi Asiatici e dell’est Europa come motore di crescita economica (si fa presto a passare da una società contadina o senza Welfare ad una società industriale, il difficile viene dopo, quando devi mantenere il benessere acquisito con la società industriale).

– Come non mi piace il Profumo che parla al Meeting di Rimini con Bersani e dice “ io devo vedere gli utili che fa il mio concorrente” o che dice “ che per lui conta solo l’interesse dell’azionista”.

Ma afferma anche: che questo è il pensiero del Profumo Banchiere, l’uomo Profumo la può pensare anche diversamente. E’ evidente che ci sono delle cose che non tornano, se guardo gli utili del mio concorrente mi riduco a dover agire come lui per avere le solite performans economiche.

Inoltre, quando un uomo entra da una porta entra il tutto, l’uomo non può dividersi dalla sua visione delle cose, perché è da quella visione che è guidato, ed è da li che trova la forza per agire sulle cose stesse.

Quando Milton Friedman ha scritto nel 1970 “La responsabilità sociale delle imprese consiste nell’aumentare i profitti” non ha scritto da nessuna parte che questo doveva essere fatto in barba alle regole condivise dalla comunità e dal buon senso.

Nelle società dove un nocciolo duro di azionisti prende la guida del CDA con il 20% del capitale, chi dice, che l’altro 80% di cittadini democratici siano d’accordo ad aumentare i profitti in barba alle regole e ai costumi della comunità?

MI PIACE INVECE IL PROFUMO CHE AMMETTE DI AVERE SBAGLIATO.

Il Profumo che investe lui in prima persona nella società che dirige, mi piace e gli do fiducia, se lui ha investito in Unicredit il 5% della sua retribuzione annua, io stamani dopo aver letto l’articolo ho investito in Unicredit il 10% della mia.

Certo i numeri cambiano e di molto, ma in termini di fiducia nei confronti della società Unicredit e nel suo Management questo non cambia perché l’indice di fiducia non è una questine di quantità monetaria, ma è una % di quantità sulla disponibilità monetaria personale.

Auguri Profumo, per me, per lei e per l’Italia.

Approfondimenti:

Unicredit, 3 mosse e un insegnamento

Profumo: «E’ una crisi senza precedenti dal 1929»

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