L’Europa trema: è la caduta degli dei

Fortis, i Governi del Benelux iniettano 11 miliardi di euro.

Il gruppo bancario belga-olandese Fortis sarà parzialmente nazionalizzato.

Prevede questo il piano di salvataggio approvato dal consiglio dei ministri belga dopo una riunione fiume alla quale hanno partecipato al massimo livello tutte le autorità politiche e bancarie interessate alla vicenda, compreso il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Fortis è dunque la prima banca di Eurolandia sulla quale si interviene per sottrarla dai colpi della crisi dei mercati internazionali.

Alla Borsa di Amsterdam lunedì mattina 29 settembre Fortis inverte la rotta e perde quasi il 19%, dopo aver aperto in forte rialzo (+14,5%).

I governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo iniettano 11 miliardi di euro nel colosso assicurativo Fortis.

«La mossa – spiega il premier belga Yves Leterme – fa parte di un’azione concordata dei tre governi e delle rispettive autorità di supervisione per aiutare Fortis».

Un’eventuale crack di Fortis avrebbe avuto pesanti ripercussioni sull’intero sistema bancario europeo.

Con un effetto-contagio che rischierebbe di estendersi rapidamente a Dexia, l’altra grande banca belga già colpita dai subprime e da Lehman.

Il gruppo bancario e assicurativo belga-olandese Fortis, con un totale di 85.000 dipendenti, secondo la classifica della rivista Forbes è uno dei primi venti istituti del mondo in termini di attivi in gestione, pari a 445 miliardi di euro, e di ricavi, pari a 120,5 miliardi. Fortis è inoltre la prima istituzione finanziaria del Belgio e la seconda dell’Olanda, dopo l’acquisizone del gruppo olandese Abn Amro nell’autunno 2007, che ha consentito in particolare di recuperare le attività di gestione di attivi, di private banking, di retail e di banca d’affari.

Degli 85.000 dipendenti Fortis in tutto il mondo, 65.000 sono a tempo pieno e più di un terzo sono nei paesi del Benelux.

Fortis offre inoltre prodotti e servizi finanziari alle piccole e medie imprese, alle multinazionali e ai clienti istituzionali nel Benelux e altrove in Europa, così come in nord America e in Asia. Il gruppo belga-olandese è leader sul mercato delle assicurazioni in Benelux ed è tra i primi dieci assicuratori europei.

La crisi si estende a macchia d’olio.

Gli investitori si erano svegliati ieri mattina con la convinzione che in America il Congresso avrebbe approvato il piano di salvataggio proposto dal segretario Paulson.

La doccia fredda è arrivata in serata, quando il Congresso Usa ha bocciato il maxi-piano di salvataggio per le banche americane. Wall Street è tracollata dell’8,73%, registrando il tonfo peggiore dal 1987.

E mandando in fumo 1.100 miliardi di dollari. I titoli di Stato americani, su cui si sono concentrati gli acquisti-rifugio, hanno ridotto i rendimenti di quasi lo 0,4% in un colpo solo.

Il mercato interbancario è andato letteralmente in tilt, con il tasso Euribor al record dal 1995. E il petrolio, in calo del 9,8%, ha registrato il crollo più violento della storia. Ormai la crisi si respira ovunque: non esiste settore dei mercati finanziari che non stia raggiungendo livelli storici di stress. In Europa si teme che la crisi faccia nuove vittime bancarie, negli Stati Uniti che la mancanza di un piano di salvataggio pubblico produca un effetto a catena inimmaginabile.

Ormai sui mercati finanziari tutti si pongono una sola domanda: quale sarà la prossima banca a saltare o a costringere il suo Paese a un salvataggio miliardario?

La sensazione è che la situazione sia sfuggita ad ogni controllo. E questo sta creando un effetto domino su tutti i settori: dalle azioni ai bond, dalle valute alle materie prime. Fino ai Paesi emergenti: la Borsa del Brasile ha perso il 9,36%.

I listini in caduta.

Non hanno risparmiato nemmeno Tokyo il tracollo che ha investito le Borse mondiali, dopo la bocciatura da parte del Congresso di Washington del piano governativo statunitense da 700 miliardi di dollari per il salvataggio del settore finanziario in profonda crisi: il panico che si è diffuso tra gli investitori nipponici ha infatti portato la piazza di scambi del Giappone a precipitare ai nuovi minimi da oltre tre anni.

L’intervento della BCE è una goccia d’acqua in mezzo al mare.

La Bce immette 120 miliardi di euro con un’asta straordinaria a 38 giorni per assicurare liquidità alle banche europee. I termini dell’operazione di rifinanziamento andranno oltre la fine dell’anno. L’operazione scade il 7 novembre, ma potrà essere rinnovata e protrarsi nel 2009.

In precedenza la Bce aveva annunciato un’asta a un giorno da 30 miliardi di dollari, nell’ambito dell’azione coordinata con la Fed.

La situazione in Italia.

Questa situazione preoccupa anche i banchieri italiani e le Autorità di Vigilanza.

Sia Fortis che Dexia hanno collocato in Italia ingenti quantità di obbligazioni, finite non solo nei portafogli delle banche ma anche e soprattutto in quelli dei risparmiatori.

Unicredit, ancora una seduta di sospensioni a singhiozzo.

A Piazza Affari si prospetta un’altra giornata difficile per Unicredit, che è stata riammessa alle contrattazioni dopo essere stata sospesa al ribasso subito dopo l’apertura di Borsa, quando perdeva il 9,50% a 2,69 euro. Ora il titolo perde il 7,7% a quota 2,75 euro.

Questo nonostante la lettera di rassicurazioni inviata ieri dall’ad Alessandro Profumo ai dipendenti della banca: Profumo aveva spiegato che il gruppo è solido e di essere «assolutamente fiduciosi». Sempre nella giornata di lunedì il titolo della banca aveva chiuso a -10,23%, dopo una seduta oscillante fra sospensioni e rientri nel listino.

Draghi: «Forti e articolate le risposte di authority e governi»

«La determinazione e la volontà che le nostre autorità hanno di vincere la battaglia contro la crisi è di ristabilire la stabilità sui mercati».

Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia e presidente del Financial Stability Forum, Mario Draghi, a margine di una riunione ad Amsterdam.

Secondo Draghi, le autorità stanno reagendo alla crisi dei mercati in maniera «ampia, articolata e piuttosto forte».

Draghi ha sottolineato che il Fsf «dà il benvenuto a tutte le misure che sono in corso di adozione», riferendosi in particolare al piano Paulson che «sta per essere approvato» e alle decisioni «prese in Germania e in Gran Bretagna». ( questa affermazione e del 29/09/2008 ed è stata subito smentita dal congresso USA)

Quanto alla decisione dei governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo di intervenire in soccorso di Fortis, ha sottolineato che si tratta di «nazioni forti che hanno coordinato la loro azione».

Tremonti convoca il Comitato per la stabilità finanziaria.

Nuova riunione oggi, martedì 30 settembre, al Ministero dell’Economia e delle Finanze del Comitato per la salvaguardia e la stabilità finanziaria.

Il ministro Giulio Tremonti ha convocato il Comitato per domani alle 9 presso la sede del ministero.

Al comitato partecipano, il direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli, il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, il presidente della Consob, Lamberto Cardia, e il presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini.

GLI DEI SONO CDUTI DALL’OLIMPO, E SI SONO DIMOSTRATI PER QUEL CHE SONO, COMUNI ESSERE UMANI DELLA PEGGIORE SPECIE, AVIDI E INTERESSATI SOLO A RIEMPIRE IL LORO PORTAFOGLIO PERSONALE.

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