Veltroni: Con Berlusconi Democrazia Stile Putin

In estratto dal Corriere della Sera:

“Se non ci sara’ una sufficiente controreazione rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. E’ il rischio di tutto l’Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata, una struttura di organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria”. Lo dice il leader del Pd, Walter Veltroni, dalle colonne del Corriere della Sera, dove critica la maggioranza, parlando del pericolo del “bullismo al governo”. “Vedo un cambio di passo in questa legislatura – ha sottolineato il leader Pd – uno scarto rispetto ai governi della storia repubblicana. La societa’ italiana e occidentale vive in uno stato di angoscia che non ho mai visto da quando sto al mondo”.

Secondo Veltroni la maggioranza si comporta “come gente che ha preso il potere:

il capo del governo oscilla dal discorso alla Adenauer del primo giorno a una quotidianita’ in cui il capo dell’opposizione e’ definito ora un fallito ora un funanbolo, ora inesistente. L’hanno fatto con Rutelli, con Prodi, ora con me: una cosa che non avviene in nessun paese al mondo”. Secondo Veltroni: “Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di tempo, una rottura di scatole, un impedimento. Ora, e’ evidente la lentezza dei lavori parlamentari, ma il rimedio e’ ridurre le Camere a una e i parlamentari alla meta’, non impedire di discutere e migliorare leggi che sono discutibili e migliorabili”.

Leggi l’articolo per intero sul sito del Corriere della Sera.

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Alexis de Tocqueville

RIFLESSIONE SULLA DITTATURA DELLA MAGGIORANZA.

Dove c’è un sistema democratico, la maggioranza “decide” e non tiene in considerazione la visione espressa dalla minoranza che può invece essere autorevole o talvolta più adeguata ad un determinato contesto. Questo in termini di “teoria politica”.

MA IL RISCHIO E’ SERIO?

Direi di si!.

In Italia chi governa sta demolendo la Democrazia e usa a piacimento il Parlamento e gli Italiani.

Ma quali sono i sintomi di questa deriva autoritaria e antidemocratica?:

1) Leggi “a personam” (in merito basta leggere l’articolo di E. Mauro in fondo al post);

2) La riduzione dei finanziamenti all’editoria che penalizza sopratutto i giornali di partito ( mentre lascia inalterata l’editoria amica), che non centra niente con gli sprechi e gli abbusi della legge sui finziamenti all’editoria che è ben altra cosa. Quindi si elimina uno strumento essenziale per la divulgazione delle opinioni pluraliste fondamentali per l’evoluzione della democrazia;

3) Si approvano leggi in Parlamento in nove minuti, visto la maggioranza dei seggi. Senza tenere conto che così si deprime la funzione del Parlamento che è quella di leggiferare sulle leggi, dando lapossibilità alla minoranza di poter intervenire in merito. Funzione che è di fatto un antidoto per una Democrazia moderna che cerca di evitare lo scontro sociale. Spesso chi non si può esprimere si sente oppresso, sopratutto nell’agire politico che è una funzione necesaria alla realizazzione di quella società ideale in cui l’uomo politco  crede ( almeno dovrebbe).

Come possono i liberali di casa nostra non notare la contraddizione con quanto gia aveva notato A. Tocqueville:

1) Le opinioni che si stabiliscono in America sotto l’impero della libertà di stampa sono spesso più tenaci di quelle che si formano altrove sotto il regime della censura.( A. Tocqueville).

2) Le due grandi armi impiegate dai partiti per riuscire sono i giornali e le associazioni.( A. Tocqueville)

3) Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla
vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del potere. Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o disattenta, che agiscono in mezzo all’universale immobilità disponendo a capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo. (citato in Umberto Eco, Considerazioni attuali, L’espresso, n. 20, anno LIV, 22 maggio 2008, p. 222)MA BERLUSCONI E’ LIBERALE?

Visto anche lo svolgimento della trattatva su Alitalia, dove a pagare saranno solo e soltato i contribuenti Italiani per una effimera Italianità di soli 5 anni ( dopo di chè liberi tutti di fare cassa), è chiaro che Berlusconi & Co non sanno neanche dove stia di casa il pensiero liberale.

COME SI DICE IN GERGO: SIAMO NELLE MANI DELL’ULTIMO PADRONE, MA QUESTA VOLTA I SERVI SE LO MERITANO QUESTO TIPO DI PADRONE.

ANCHE SE  NOI CON L’ESPERIENZA DEL GOVERNO DELL’UNIONE UNA BELLA MANO A FAR CRESCERE I BERLUSCONIANI L’ABBIAMO DATA.

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Da Repubblica del 15 dicembre 2004

Un paese ad personam

C’è un’emergenza crimine nel Paese che preoccupa i cittadini, e che dovrebbe impegnare in prima linea il governo, con la sua cultura propagandistica da “tolleranza zero”. No. In piena emergenza, Forza Italia si trasforma ancora una volta in un manipolo aziendale per la tutela degli interessi personali di Cesare Previti, che incatena ai suoi destini la decenza di un partito, di una maggioranza parlamentare, di una coalizione, del governo: e purtroppo dell’Italia.

La Casa delle Libertà oggi prova in Parlamento a liberare ad ogni costo Cesare Previti, già condannato due volte per corruzione. Non potendo più fermare i suoi giudici né camuffare il reato, si tenta di renderlo impunibile. Come? Semplice. Si costruisce un fittizio “pacchetto anticrimine” per fingere di legiferare nell’interesse del Paese, e nel pacchetto si inserisce una norma che abbatte i tempi di prescrizione per molti reati pesanti come l’usura, il furto aggravato, l’incendio doloso, ma soprattutto la corruzione. Consentendo a Previti di trovare la strada su misura per evitare il suo giudice, a Berlusconi e a Dell’Utri di non ricorrere nemmeno in appello.

Che dire? Due cose soltanto. Queste vicende possono compiersi solo in un Paese pronto a tutto, dove una vera e propria complicità intellettuale permette che il reato criminale riduca la politica a servaggio, per cambiare in Parlamento la sua natura. Un processo alchemico scellerato, che deforma lo Stato di diritto e dimostra la falsità del teorema che voleva Berlusconi “costretto” alle leggi ad personam. Ora che è stato prosciolto, le leggi ad personam continuano, per quei soci-padroni capaci di tenere in ostaggio il lato più oscuro di un uomo che dovrebbe governare l’Italia, e la umilia con un Parlamento asservito.

Ezio Mauro

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