Archivio per 11 settembre 2008

La mia ideologia si chiama Democrazia

“La storia fatta di silenzi, di falsificazioni, di mistificazioni, non è maestra di vita…”

Strano mondo quello dei politici Italiani, non gli è bastato che centinaia di miglia di esseri umani siano morti a causa della irresponsabilità di pochi.

Quei pochi che credevano di essere portatori dell’unica verità, e peraltro non concedevano neanche la  possibilità di contestazione, ed è per questo che N.Bobbio affermava che “la storia dell’Europa grondava si sangue”, e aveva ragione.

Purtroppo i carnefici erano di colore sia nero che rosso e in eugual misura.

Per anni i nostri ragazzi nelle scuole, sono rimasti nell’ignoranza, e non sapevano la storia delle Foibe.

Così va il mondo degli uomini, si muove su grandi figure sociopolitiche astratte che gli uomini cercano di realizzare, perchè in quel momento ritengono che sia il migliori dei mondi possibili. Questa continua ricerca di soluzioni, è la propulsione del mondo umano.

Purtroppo la costruzione di figure sociopolitiche da realizzare, dovrebbe seguire sempre come minimo le seguenti regole:  la verifica democratica,la verifica empirica e la condivisione dei più.

Ma tutto questo vale, in virtù di un agire a noi sconosciuto, serve per ridurre al minimo l’errore, e occorre che sia condiviso dai più per attuarlo.

Ma quando parliamo delle cose del passato, esse sono li, la verifica di ciò che è il risultato dell’azione umana è semplice, in quanto ne conosciamo il risultato che “è li sotto i nostri occhi, ed è evidente”.

Se per capire le cose che ci devono guidare nel quotidiano, gli uomini prima di prendere le loro decisioni come singoli, o come membri di un gruppo sociale, devono rivolgersi agli storici o creare codici etici, vuol dire che qualcosa non funziona, perchè significherebbe che non siamo dotati delle basi morali e etiche  necessarie per indirizzare il nostro agire verso il senso comune ( i valori condivisi dalla comunità).

Ma per fortuna non è cosi, solo chi è di parte, o in mala fede, mette in discussione la storia senza che siano state scoperte delle cose nuove, cose che possono mettere in discussione ciò che gli uomini hanno teorizzato fino a quel momento sui fatti storicosociali. Fatti che concorrono a creare quel senso comune condiviso dalla comunità, e che guida l’agire umano in quanto norma morale condivisa.

E’ ridicolo e fuorviante da parte di certi esponenti di destra, richiamare i libri di G. Pansa come tesi a supporto del loro rivisionismo, perchè Pansa non mette in discussione chi era dalla parte giusta, ma scrive storie di uomini che avevano subito enormi mostruosità e lutti, e che non hanno saputo perdonare, uomini che indipendentemente dal colore politico hanno sbagliato.

LE  COSE RACCONTATE DAI PANSA SONO STORIE DI SINGOLI UOMINI ITALIANI, E NON  E’ STORIA DI UNA DI UNA  STRATEGIA ORGANIZZATA DI MASSA E CONDIVISA DA MOLTI, O DA ALCUNI CHE LA IMPONEVANO CON LA FORZA AI MOLTI.

L’ORGANIZZAZIONE PER L’ATTUAZIONE DI UNA STRATEGIA SOCIOPOLITICA NELLE DUE FORME RICHIAMATE IN PRECEDENZA,RICHIEDE NECESSARIAMENTE  UN  CONSENSO SOCIALE  A LIVELLO DI COMUNITA’, O IL SUPPORTO DELL’APPARATO BURROCRATICO STATALE AL SERVIZIO DEI POCHI.

Quindi Pansa, riporta alla luce fatti accaduti in alcuni luoghi dell’Italia (peraltro spesso basati su racconti di singole persone), e non può neanche scalfire il valore e le motivazioni che animò la Resistenza Italiana, e che è ben altra cosa, rispetto a quei fatti singoli.

La Resistenza si è mossa e ha potuto operare,perchè sostenuta dalla comunità nei luoghi dove interveniva, e quindi ricade nel primo esempio fatto sopra ( poteva agire,perchè la comunità ne condivideva le motivazioni che ispiravano la lotta clandestina per la Liberazione dell’Italia)

In questi giorni come accade spesso ormai da diversi anni e a date alterne, ci sono polemiche di varia natura quando si devono commemorare date fondamentali per la storia della Repubblica Italiana.

La polemica della destra, sul revisionismo storico di chi stava dalla parte giusta, non solo è falsa e mitisficatrice, ma rischia di mettere in discussione, il fatto, che in Italia si sia tutti d’accordo che la democrazia è un bene da tutelare.

Perchè se la Democrazia è un bene condiviso, non ci deve essere alcun dubbio su chi era dalla parte giusta, se siamo tutti d’accordo che “la morale è il risultato delle azioni che noi facciamo”, sia singolarmente, che collettivamente se ci attiviamo materialmente per realizzarla la nostra morale, diventando di fatto “forsa attuatrice della visione del mondo in cui voremmo vivere”. Allora la risposta di chi era dalla parte giusta è semplice, e la trovate scritta qui sotto,  basta porsi le suegnti domande:

Chi ha lottato, per darci ciò che noi oggi abbiamo?

Perchè?

RESIDUI DI MEMORIA (1971 scuole medie G. Marconi di Livorno)

Ragazzi lo sapete che prima ancora che i vostri genitori vi diano un nome,voi avete un titolo?

Quale titolo professore, mica siamo nobili!

Pensateci bene ragazzi, perchè voi siete CITTADINI, questo è il vostro titolo, questo titolo lo avete perchè siete nati in una Repubblica Democratica, non è sempre stato così in Italia.

Ma questo titolo comporta delle regole, e queste regole sono i doveri che un cittadino deve assolvere.

E i doveri che un cittadino deve assolvere, sono scritti nella Costituzione.

Sappiate comunque che i Cittadini quando hanno assolto ai loro doveri, possono a pieno titolo chiedere i loro diritti, è dall’assolvimento dei loro doveri che i cittadini traggono la forza per chiedere i diritti che spetta a loro secondo la Costituzione, e le leggi emanate successivamente.

Domani in classe verrà un uomo a parlarvi, e vi dirà cosa è costato all’Italia darvi il titolo di cittadino.

Quell’uomo che verrà domani si chiama Giotto Ciardi, ed è una medaglia d’oro alla Resistenza Italiana.

“Giotto Ciardi, Nato a Lari nel 1921, Grande Invalido della Resistenza, è stato un carabiniere che si è particolarmente distinto nella Resistenza e nella Lotta di Liberazione, guadagnandosi una Medaglia d’Oro al Valor Militare, una Medaglia d’Oro della Liberazione jugoslava, ed una Medaglia di Bronzo degli Stati Uniti d’America”

Incontro con Il Comandante Ciardi:

Dopo una breve introduzione sull’azione condotta dai partigiani durante la resistenza e che per la verità non ricordo molto bene in quale luogo si svolse, il Comandante Ciardi si rivolse a noi dicendoci:

1. voi ragazzi avete libertà di stampa – noi non l’avevamo

2. voi ragazzi avete libertà di riunione – noi non l’avevamo

3. voi ragazzi avete libertà di pensiero e di parola – noi non l’avevamo

4. voi ragazzi avete la pluralità di voto – noi non l’avevamo

5. Nella speranza che nessuna generazione futura possa conoscere l’orrore delle leggi razziali che noi abbiamo subito

6. Voi siete uomini Liberi all’interno di una società Democratica – noi non lo eravamo

7. Ragazzi se voi ricorderete queste cose durante tutto l’arco della vostra vita, allora vorrà dire che il sacrificio mio e dei miei compagni non sarà stato un sacrificio vano.

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Renault, 6 mila esuberi in Europa

Renault 4mila esuberi in Francia. Previsti altri duemila in Europa.

I tagli della Reanaul saranno ufficializzati il 18 settembre.

Continua innarrestabile la crisi profonda del settore auto e anche il maggiore costruttore automobilistico francese, in difficoltà per i problemi che stanno colpendo il settore, spera di rilanciare il trend delle vendite con il nuovo modello di Megane e si appresta a cancellare – fino all’aprile 2009 – il 10% dei posti di lavoro della casa madre (41mila dipendenti in Francia).

Un piano a cui la Cgt, il sindacato più rappresentativo in Renault, ha risposto chiamando i lavoratori a uno sciopero per giovedì 11, per protestare contro il piano di licenziamenti.

Per la Cgt, «questi licenziamenti non sono giustificati: oggi sono i margini finanziari a determinare il livello di attività negli stabilimenti». Il piano, secondo il sindacato, rappresenta invece il «fallimento» delle scelte adottate dal numero uno dell’azienda francese, Carlos Ghosn.


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