Crollano le vendite al dettaglio – 3,4%

Vendite al dettaglio, crollo del 3,4%. Rallenta l’inflazione ad agosto 4%.

Purtroppo continua la serie negativa di segnalazioni che sempre di più ci portano ad essere pessimisti, e ci convincono che ormai la fase di stagflazione è in pieno atto.

Infatti l’istat, conferma che scendono ancora giù i consumi degli Italiani. Rispetto a giugno 2007 alimentari -2,3%, non alimentari -4,1%.

Siamo in una situazione, dove le  famiglie riducono il consumo di cibo, senza incrementare altri capitoli di spesa.

La capacità del risparmio è quasi azzerata.

Cresce la richiesta di piccoli finanziamenti a breve, con l’effetto perverso di erodere le risorse già scarse delle famiglie per far fronte al pagamento degli interessi sui prestiti.

La politica monetaria miope della BCE, erode ulteriori risorse a causa degli aumenti del costo del denaro, che dovrebbero essere ben meditati in una situazione come questa attuale dove l’inflazione è data da shok di sistema prevalentemente dovuti dal rincaro delle materie prime, e da una globalizzazione selvaggia che di fatto blocca o rende sempre più difficile l’aumento delle retribuzioni salariale a causa di una eccedenza di offerta di manodopera a basso costo.

Infatti siamo in presenza di vasi comunicanti sociali al ribasso, dove la concorrenza è al ribasso per via della diversa struttura sociale dei paesi scambisti.

Una diversa socializzazione dei diritti fa si che la concorrenza si giochi solo sul dumping sociale, come emerge chiaramente da questo articolo “India, fermi gli impianti Tata”, se Tata disloca in altra parte dell’India la fabbrica, l’obbiettivo di costruire una macchina da 1.600 euro diventa impossibile a causa di situazioni economiche e sociali meno favorevoli.

I dati ISTAT in dettaglio :

Calo più marcato da aprile 2005 (-3,9%). Migliora il carovita grazie a carburanti e alimentari.

Il collo delle vendite. L’istituto di statistica fa sapere che c’è una diminuzione dello 0,5 per cento rispetto a maggio e del 3,4 per cento rispetto a giugno 2007. Si tratta del calo tendenziale più significativo da aprile 2005 (-3,9 per cento).

La variazione tendenziale negativa deriva da una riduzione del 2,3 per cento delle vendite di prodotti alimentari e da un calo del 4,1 per cento dei prodotti non alimentari. Il dato congiunturale è invece la sintesi della diminuzione dello 0,2 per cento nel comparto alimentare e dello 0,7 per cento in quello non alimentare.

La variazione tendenziale negativa del 3,4 per cento relativa al valore del totale delle vendite, è dovuta alla flessione sia delle vendite della grande distribuzione (-1,5 per cento) sia di quelle delle imprese operanti su piccole superfici (-4,8 per cento): un dato che riguarda sia i prodotti alimentari (-1,6 per cento contro -5,5 per cento) sia i prodotti non alimentari (-1,7 per cento contro -4,7 per cento).

Nel primo semestre 2008, il valore del totale delle vendite ha registrato una variazione tendenziale negativa dello 0,5 per cento.

Le vendite della grande distribuzione sono cresciute dell’1,3 per cento mentre quelle delle imprese operanti su piccole superfici hanno segnato -1,8 per cento.

Con riferimento allo stesso periodo le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,7 per cento mentre le vendite di prodotti non alimentari sono scese dell’1,4 per cento.

Le flessioni più marcate nella grande distribuzione hanno riguardato gli hard discount (-2,3 per cento) e gli ipermercati (-1,7 per cento).

Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-giugno aumenta il valore delle vendite per tutti i tipi di grande distribuzione, con l’eccezione della componente non alimentare degli ipermercati che ha subito una flessione dello 0,3 per cento.

Gli aumenti di maggiore entità hanno riguardato i grandi magazzini (+1,9 per cento) ‘altri specializzati’ (+1,6 per cento) e gli hard discount (+1,5 per cento).

Inflazione. Il costo della vita, segnala sempre l’Istat, è cresciuto del 4% su base annua e dello 0,1% rispetto a luglio, quando il dato tendenziale aveva segnato un incremento del 4,1%, massimo da giugno 1996. Il risultato provvisorio comunicato dall’istituto beneficia di un rallentamento della corsa dei prezzi alimentari ed energetici.

L’Istat calcola che l’indice armonizzato agli altri paesi europei sia invece salito dal +4% di luglio al +4,2% di agosto, con una variazione nulla dei prezzi rispetto al mese precedente. L’istituto di statistica sottolinea che nei mesi estivi quest’indice, a differenza del Nic, cioè di quello dell’intera collettività, risente delle turbolenze dovute ai saldi che hanno avuto un effetto molto forte a luglio, che si è apparentemente attenuato, in base ai dati provvisori, ad agosto. Si tratta comunque di “fenomeni stagionali”, spiegano i tecnici, aggiungendo che per verificare l’effettivo andamento dell’indice armonizzato è opportuno aspettare settembre.

La decelerazione del Nic dal 4,1% al 4% si deve principalmente al rallentamento congiunturale dei prezzi dell’energia e a quello tendenziale dei prezzi degli alimentari, cioè dei due capitoli che finora hanno trascinato l’inflazione al rialzo.

Il capitolo energetico ha infatti registrato un calo mensile del 2,4%, mentre il tasso di inflazione tendenziale è passato dal +16,6% di luglio al +14,5% di agosto. Per quanto riguarda gli alimentari, il tasso di crescita tendenziale è invece passato dal 6,3% al 6,2%.

Guardando ai capitoli di spesa, rispetto a luglio i prezzi sono aumentati soprattutto per ricreazione, spettacoli e cultura (+0,7% dovuto essenzialmente a dinamiche stagionali), mobili, articoli e servizi per la casa (+0,2%) e trasporti (+0,2%). Tre capitoli hanno invece registrato variazioni negative: comunicazioni (-0,7%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,3%) e abbigliamento e calzature (-0,1%).

Rispetto ad agosto 2007 gli incrementi più elevati sono stati invece quelli di abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+8,2%), trasporti (+7,5%) e prodotti alimentari e bevante analcoliche (+6,2%). L’unica variazione negativa è stata quella del capitolo comunicazioni (-3,9%).

Pasta. Continua la corsa dei prezzi.
Ad agosto, secondo l’Istat, si registrano aumenti del 25,6% rispetto allo stesso mese del 2007, con un ulteriore aumento rispetto al +24,7% registrato a luglio.

Rispetto al mese di luglio, la pasta è cresciuta dell’1,1%. In particolare, per la semola di grano duro, la crescita registrata è del 35,2% annuo.

Resta alto, anche se in flessione, il prezzo del pane: ad agosto registra un +12,1% contro il 12,9% registrato a luglio.

Approfondimenti:

Rivelazione ISTAT 29 Agosto 2008

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