Prezzi alla produzione ai massimi dal 1995 “l’andamento sulla natalità delle imprese è al lumicino”

Purtroppo le indicazione economiche prevedono quanto già affermato con il nostro Post del 14/08/2008 siamo in fase di stagflazione, e non sarà certo l’ottimismo di Berlusconi a farci uscire da questa crisi che si prevede lunga e tortuosa.

Un dato che i giornali di oggi non riportano, ma che è un segnale importante per capire cosa sta succedendo, è il dato sulla mortalita e natalità delle imprese che per la prima volta i sei anni nelle rivelazioni ISTAT segna un andamento negativo.

Va detto però che il dato dell’ISTAT si riferisce al 2006, di fatto l’ultima rivelazione di Unicamere conferma un  Trend più ottimistico ma logoro, segnale di un paese fiacco che non sarà certo con l’ottimismo che risolverà i suoi problemi. Le famiglie sono sempre più indebitate per far fronte agli impegni giornalieri, le imprese pagano costi superiori rispetto ai loro competitori sia UE che estra UE, la politica economica non è degna di questo nome, visto i tagli fatti con laccetta senza nessun criterio di priorità sociale.

E non sarà certo con il richiamo morale alla responsabilità sociale dell’impresa che i problemi strutturali verranno risolti.

Nella situazione attuale, occorrono responsabilità democratiche a tutti i livelli produttivi e di conoscenza, ognuno deve fare la sua parte per far funzionare il sistema Italia.

Ma va detto forte e chiaro che: chi chiede sacrifici “deve dare il buon esempio” e qui purtroppo la nostra classe dirigente non è delle più presentabilie, e delle più lungimiranti e priva del concetto di responsabilità democratica e quindi non concepisce la gestione delle risorse come ” scarse e poco riproducibili”.

In conclusione, leggiamoci i dati e sperate che io mi sbagli, anche perchè sarei contento di essermi sbagliato nelle mie piccole e dilettantistiche previsioni economiche.

Rivelazione Unicamere :

Aumentano le imprese in Italia, ma con sempre meno vitalità.

E’ quanto emerge dai dati elaborati da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta sul registro delle imprese da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di commercio italiane (i dati completi sono disponibili sul sito http://www.infocamere.it). Secondo la rilevazione, il tasso di crescita trimestrale si è fermato allo 0,61%, il valore più contenuto degli ultimi sei anni e in ulteriore diminuzione rispetto allo 0,66% rilevato nello stesso trimestre del 2007. Tra aprile e giugno scorsi, è stato registrato un bilancio positivo per 36.869 unità tra ‘nascite’ e ‘morti’, come risultato del saldo tra le 112.550 imprese create e le 75.681 che invece hanno cessato l’attività. A determinare l’andamento del trimestre è stata la ridotta natalità, con le iscrizioni diminuite di poco meno di 4mila unità rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, mentre il numero di cancellazioni si è mantenuto sostanzialmente stabile (360 in meno rispetto allo scorso anno).

A determinare la minore vitalità del sistema anche la conferma che, dopo quasi due anni di spinta ininterrotta, le costruzioni non sono più il settore guida della crescita del tessuto imprenditoriale. Sono state infatti superate dall’area dei servizi alle imprese. Inoltre, si è registrata la frenata nella spinta delle società di capitale che, pur confermandosi la forma giuridica più vitale (+1,21% la crescita nel trimestre), perdono punti di crescita rispetto all’anno passato. A livello territoriale, le regioni del Centro Italia (del Lazio in particolare) si sono attestate su valori di crescita intorno alla media nazionale, dopo circa due anni di trimestri-record. Il totale delle imprese italiane registrate alle Camere di commercio, che include tutte le attività economiche sia attive sia inattive, con e senza addetti, a fine giugno 2008 si è attestato al valore di 6.101.110 unità.

Rispetto al totale delle imprese, il comparto artigiano mostra un andamento lievemente migliore nel trimestre, con un tasso di crescita complessivo pari allo 0,68%, pur arretrando più della media rispetto al risultato del corrispondente trimestre 2007, quando la crescita fu dell’1,07%. Alla ridotta crescita hanno contribuito sia le iscrizioni (quasi 5mila in meno rispetto a un anno fa) sia le cessazioni (cresciute di 600 unità rispetto al secondo trimestre 2007), con il saldo più basso degli ultimi sei anni.
Dalla rilevazione è emerso che sono 7 le regioni cresciute più della media nazionale: Lombardia (0,71%), Liguria (0,70%) e Piemonte (0,66%) nel Nord-Ovest, Toscana (0,70%) e Lazio (0,68%) nel Centro, Puglia (0,64%) e Calabria (0,69%) nel Mezzogiorno. Tutte le regioni del Nord-Est hanno fatto registrare un tasso minore o uguale alla media nazionale (0,61%), mentre le regioni delle circoscrizioni settentrionali (ad eccezione del Friuli Venezia Giulia) hanno fatto registrare tassi di crescita inferiori a quello dello stesso periodo dello scorso anno. Ruoli invertiti con le regioni del Mezzogiorno, che migliora la performance rispetto al 2007 da 0,45 a 0,53%. Lo scorso anno tutte le regioni del Sud erano al di sotto o al livello della media nazionale, mentre quest’anno cinque su otto hanno fatto registrare un tasso di crescita migliore di quello dell’anno precedente. Ciononostante, nel complesso la circoscrizione meridionale rimane quella con il tasso di crescita più basso del trimestre.

Istat, prezzi produzione a Luglio +8,3%, top dal 1995.

L’indice dei costi all’industria è salito oltre il livello massimo raggiunto 13 anni fa.

E’ il settore energia – petrolio, gas, elettricità – ad incidere maggiormente sulla variazione.
Balzo dei prezzi alla produzione. A Luglio – secondo i dati dell’Istat – l’indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali registra una crescita dell’8,3%, rispetto allo stesso mese del 2007, il livello più alto dal mese di settembre del 1995 quando la crescita si era attestata all’8,7%. L’indice tendenziale è stato del +4,1%.

Resta ancora il settore energia ad incidere negativamente sulla variazione dei prezzi alla produzione dell’industria italiana.

Il raggruppamento energia su base annua ha infatti registrato un aumento del 25%, il più alto dal novembre 2000 (+26,3%). Lo precisano i tecnici dell’Istat, evidenziando che al netto dell’energia si ha infatti un rallentamento dell’indice, al +4,1% dal +4,2% del mese precedente.

La variazione tendenziale dei prezzi alla produzione è dovuta, a livello di raggruppamenti, per il 60% all’energia (prodotti petroliferi raffinati, energia elettrica, gas e acqua) e per il circa il 20% ai prodotti intermedi. Il prezzo del petrolio oggi è in lieve rialzo sul mercato after hours di New York. Dopo il rally di ieri, il greggio ha guadagnato 63 centesimi portandosi a 118,78 dollari al barile.

Bankitalia: “Scende Pil area euro, segno di scarsa fiducia delle imprese”La notizia giunge insieme alla rilevazione di Bankitalia sul Pil nell’area euro.

Eurocoin, che fornisce ogni mese una stima della crescita di medio-lungo periodo del PIL nell’area dell’euro, è ulteriormente sceso in agosto, dallo 0,34% allo 0,17, il valore più basso dalla metà del 2003. Il risultato conferma la debolezza della crescita di fondo dell’area dell’euro. Il dato di agosto è stato influenzato negativamente soprattutto dalla pubblicazione

delle stime preliminari sulla crescita del PIL dell’area nel secondo trimestre (-0,2% sul periodo precedente) e, in misura minore, dal deterioramento del clima di fiducia delle imprese registrato dalle ultime inchieste congiunturali. Lo comunica il Servizio segreteria particolare della Banca d’Italia.

La nuova versione di €-coin – sviluppata dalla Banca d’Italia – mira a fornire una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. €-coin fornisce tale indicazione in tempo reale e la esprime in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). €-coin è pubblicato mensilmente dalla Banca d’Italia e dal CEPR.

La stima di €-coin è ottenuta sfruttando un vasto insieme di serie storiche macroeconomiche (quali, ad esempio, gli indici di produzione industriale, i sondaggi congiunturali, gli indicatori di domanda e gli indici di borsa) da cui viene estratta l’informazione rilevante per la previsione della dinamica del prodotto nell’area.

Data la sua tempestività, la stima di €-coin per un particolare periodo precede di alcuni mesi l’uscita del dato ufficiale sulla crescita del PIL nell’area rilasciata dall’Eurostat. €-coin si caratterizza per le sue buone proprietà anticipatrici del tasso di crescita del PIL trimestrale.
La natalità e la mortalità delle imprese.

Nel 2006 nascono poco più di 284 mila imprese, circa 24 mila in meno rispetto all’anno precedente, con un tasso di variazione relativa, tra il 2005 e il 2006, pari a -7,8 per cento.

Il Tasso di natalità per l’anno 2006, pari al 7,1%, mostra un’inversione di tendenza nel fenomeno di entrata sul mercato da parte di nuove imprese, e registra il valore più basso degli ultimi 6 anni.

In particolare, sono i settori degli altri servizi e delle Costruzioni, da sempre caratterizzati da tassi superiori alla media generale, a segnare una marcata diminuzione rispetto al 2005 (rispettivamente di 1,4 punti percentuali il primo e di 0,7 il secondo).

I settori dell’Industria in senso stretto e del Commercio presentano, invece, una natalità pari a quella dell’anno precedente.

Nel 2005 cessano circa 298 mila imprese, 16.000 unità in più rispetto al 2004, con un tasso di mortalità medio annuo del 7,5 per cento (era 7,3 per cento nel 2004).

Particolarmente elevato il dato per i settori delle Costruzioni (9,1 per cento) e del Commercio (7,7 per cento), che presentano un tasso di mortalità al di sopra della media annua, mentre nei settori dell’Industria in senso stretto e degli altri servizi il tasso di mortalità rimane sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente.

Approfondimenti:

ISTAT: La natalità e la mortalità delle imprese 2001/ 2006

ISTAT: Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali

Banca D’Italia: L’economia italiana in breve 16/08/2008

Banca D’Italia: In agosto €-coin indica un ulteriore indebolimento della fase congiunturale

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