Le Pmi italiane pagano lenergia il 52% in più del resto d’Europa

Le Pmi italiane pagano il prezzo dell’energia il 52% in più rispetto alle altre azionde europee, mentre, da luglio 2007 ad oggi, il costo dell’energia elettrica per le piccole imprese é aumentato del 14,9%.

I piccoli imprenditori hanno dovuto spendere circa 505,1 milioni di euro in più.

Lo afferma la Confartigianato in uno studio curato dal suo centro studi e inviato al presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Alessandro Ortis.

Dall’anno prossimo poi, secondo il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, «le cose potrebbero peggiorare».

A partire dal 1 gennaio 2009 infatti, entrerà in vigore il nuovo sistema di pagamento, che avrà tariffe diverse a seconda delle fasce orarie in cui si consuma.

Questo, secondo l’associazione, rischia di generare «un ulteriore aumento di 384 milioni di euro, equivalente a 120,7 euro in più per ciascuna impresa».

Pur rendendo i prezzi dell’energia elettrica più aderenti ai reali costi di produzione, il nuovo sistema potrebbe determinare aggravi di spesa per chi consuma nelle ore diurne dei giorni feriali, cioè proprio quelle in cui si concentra il 91,3% dei consumi di energia del campione di piccole imprese esaminato.

Gli imprenditori – come emerge dal Rapporto di Confartigianato che contiene un sondaggio ad un campione di 4.200 imprese con meno di 20 addetti – sono diffidenti circa la convenienza economica e la qualità delle offerte di energia sul mercato libero.

Risultato: nonostante siano passati 4 anni dall’apertura del mercato dell’energia, soltanto il 18,1% delle piccole imprese (pari a 475.472 aziende) oggi si approvvigiona di elettricità sul mercato libero.

Il restante 81,9% di piccole imprese (3.180.465 aziende) opera nel cosiddetto mercato di maggior tutela nel quale i prezzi vengono aggiornati ogni trimestre dall’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.

Il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas Alessandro Ortis, secondo Confartigianato, «ha assicurato l’impegno, già da settembre, per possibili specifiche iniziative regolatorie, oltre a proseguire il lavoro per promuovere una sempre più effettiva concorrenza nel mercato dell’energia».

Osservazioni:

Il prezzo al consumo del gasolio industriale è in rialzo dall’inizio del 2007 con una forte accelerazione da marzo 2008. In Italia, da gennaio 2007, il diesel è passato, da 1,093 a 1,526 €/litro.

La media, aggiornata a metà luglio, presenta un prezzo medio Italiano inferiore di 14 centesimi a quello praticato nel Regno Unito, allineato a quello della Germania, ma superiore di circa 9 centesimi rispetto alla Francia ed alla media europea.

La componente fiscale del gasolio in Italia è in linea con la media dei 15 paesi europei, più bassa di quella di quella di Regno Unito e Germania e più alta rispetto a Spagna e Francia.

grafico storico del prezzo del petrolio, dal 1999 al 30 Giugno 2008.

Che un barile di petrolio sia arrivato a costare 150 $ non può non impressionare, soprattutto se si ricorda che ai tempi della prima crisi petrolifera, che ci mise in ginocchio, il prezzo che allora ci sembrava spaventoso era intorno ai 13 dollari .

Ricapitoliamo:

Il prezzo del gasolio industriale in Italia è in linea con il resto D’Europa, ma la bolletta energetica costa il 52% in più, perché?.

L’Italia, ha consumato nel 2007 circa 360.170 GWh (Gigawattora) di energia elettrica.

Tale dato è il cosiddetto “consumo o fabbisogno nazionale lordo” e indica l’energia di cui ha bisogno il Paese “tutto” per far “funzionare” qualsiasi impianto o mezzo che abbisogni di energia elettrica.

Tale dato è ricavato come somma dei valori indicati ai morsetti dei generatori elettrici di ogni singolo impianto di produzione.

Tale misura è effettuata prima di una eventuale detrazione di energia per alimentare le stazioni di pompaggio e non considerando gli “autoconsumi” delle centrali (ovvero l’energia che la centrale usa per il suo funzionamento).

Se si escludono tali “consumi imposti” (servizi ausiliari, perdite nei trasformatori di centrale e l’energia elettrica per immagazzinare energia durante la notte attraverso le stazioni di pompaggio), abbiamo un “consumo nazionale netto” o “richiesta nazionale di energia elettrica”, che nel 2007 è stato di 339.927 GWh, con un incremento del 0,73% rispetto all’anno precedente e del 2,45% medio negli ultimi venti anni.

Tale valore comprende anche le perdite di rete, calcolate intorno ai 20.957 GWh circa.

La parte rimanente (318.952 GWh) rappresenta il consumo di energia degli utenti finali.

L’Italia è il secondo paese al mondo per importazione di energia elettrica , il primo se invece si considera il saldo con l’estero.

Il Costo:

Il risultato del “mix” di fonti italiane è che la corrente elettrica in Italia costa mediamente di più che nel resto d’Europa.

Costa ad esempio, al netto della tassazione, circa il doppio di quella prodotta in Francia (con una forte componente di energia nucleare) o di quella prodotta in Svezia (in gran parte idroelettrico).

Un costo così elevato è dovuto ad un mix di centrali elettriche ancora sbilanciato verso l’utilizzo di risorse di provenienza estera e/o costose (come il petrolio ed il gas naturale), nonché alla resistenza verso l’uso di fonti considerate (pur se con diverse sfumature) ad alto impatto ambientale come il nucleare, il carbone o la termovalorizzazione.

Dipendenza:

Considerando sia i combustibili che l’energia elettrica importata, l’Italia dipende dall’estero per circa l’84% della propria energia elettrica.

Tale valore viene dato dalla quota di generazione termoelettrica (fatto salvo i contributi relativi a combustibile nazionale, combustione di biomasse e rifiuti), più gli scambi di energia con l’estero.

Questo genera un settore produttivo instabile, soggetto in particolare a forti variazioni del costo per chilowatt a causa delle variazioni del costo del combustibile (petrolio e gas naturale).

Ovviamente ciò è un pericolo per il Paese; un’improvvisa penuria del combustibile o un improvviso aumento dei prezzi potrebbe rendere problematica la produzione di energia elettrica paralizzando il Paese.

Approfondimenti:

Terna: Comunicato stampa file pdf paf pag 6

Dati statistici sull’energia elettrica in italia nel 2007

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