Archivio per 31 luglio 2008

Andamento infortunistico nel 2007, in calo gli infortuni mortali

Rapporto sull’andamento infortunistico nel 2007

Passiamo ad analizzare il trend del 2007 che, pur nella sua oggettiva drammaticità, è caratterizzato da positivi segnali di ulteriore riduzione del fenomeno infortunistico, pur consapevoli del fatto che dietro i numeri ci sono le persone e che ogni singola morte, ogni lesione all’integrità psicofisica di un lavoratore pesa non poco sulla coscienza sociale.

Il bilancio infortunistico dell’INAIL per l’anno 2007 si presenta – alla data di rilevazione ufficiale 30 aprile 2008 – più favorevole rispetto a quello del 2006, soprattutto per quel che riguarda gli infortuni mortali.

L’INAIL ha registrato, infatti, 912.615 denunce di infortuni avvenuti nel 2007: il che vuol dire 15.500 casi in meno rispetto al 2006, con una flessione dell’1,7 per cento.

In particolare, fra l’altro: il calo infortunistico è più consistente in Agricoltura (-9,4%), mentre per i Dipendenti dello Stato si è registrato un aumento dell’1,5%:

In crescita gli infortuni in itinere, dai 92.497 casi del 2006 ai 94.503 del 2007 (+2,2%); dal punto di vista territoriale la riduzione degli infortuni ha riguardato tutte le regioni italiane, ad esclusione della Sicilia (+4,1%), del Lazio, della Calabria e della Provincia autonoma di Bolzano;

In particolare: poco più del 50 per cento delle morti bianche sono state causate dalla circolazione stradale; gli infortuni mortali sul lavoro sono diminuiti del 18,1% rispetto al 2006; ma sono aumentati dell’8% gli infortuni mortali in itinere; i settori più rischiosi: quelli dell’Industria pesante, delle Costruzioni e dei Trasporti.

Infortuni sul lavoro In dettaglio:

• Infortuni sul lavoro denunciati: 912.615 (-1,7% rispetto al 2006)

• Ripartizione degli infortuni per gestione: 826.312 nell’Industria e Servizi (90,5%); 57.155 nell’Agricoltura (6,3%); 29.148 fra i dipendenti dello Stato (3,2%)

• Infortuni ai lavoratori atipici: parasubordinati +5,7% e interinali +13,6%
rispetto al 2006

• Oltre il 60% degli infortuni sono concentrati nel Nord industrializzato

• L’Umbria si conferma al primo posto per indice di frequenza infortunistica

• Infortuni nel periodo 2001-2007: -10,8%

• Infortuni occorsi a lavoratori stranieri: 140mila (+8,7% rispetto al 2006)

• I lavoratori stranieri hanno un’incidenza infortunistica più elevata rispetto a quella degli italiani (47 infortuni denunciati ogni 1.000 occupati contro 41)

Morti bianche

• Casi mortali nel 2007 (dato provvisorio, denunce pervenute al 30 aprile 2008): 1.170 (-12,8% rispetto al 2006)

• Casi mortali nel 2007 (stima dato consolidato): 1.210 (-9,8% rispetto al
2006)

Approfondimenti:

Relazione del Presidente INAIL Vincenzo Mungari

I DATI DEL RAPPORTO ANNUALE 2007 IN PILLOLE

Scarica Rapporto Annuale 2007 Completo file pdf pag.88

Indice andamento Infortunistico 2007 Consultabile per Capitoli

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Inflazione Eurolandia: accelera a +4,1% annuo nuovo record storico dal 1999

Prezzi al consumo ancora in rialzo rispetto a giugno (+4,0% annuo), secondo la stima preliminare di Eurostat.

La stima provvisoria dell’Istat: è pari a +0,5% la variazione mensile dei prezzi al consumo e al 4,1% quella tendenziale in luglio (la più alta da giugno 1996), che consolida la forte risalita dai livelli minimi (1,5-1,7%) dei trimestri centrali del 2007.

I rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas), dei carburanti e di alcune categorie di servizi (turismo e tempo libero) si accompagnano a un contesto di diffusa debolezza della domanda, mentre l’indice armonizzato (4,1% annuo) dell’Italia resta in linea alla media dei quindici paesi di Eurolandia (4,1%).

Le fluttuazioni dei prodotti petroliferi e delle derrate alimentari si riflettono sui listini al dettaglio; carburanti e altri prodotti energetici sono le componenti più volatili. Al netto di energia e alimentari la crescita dei prezzi è, tuttavia, più moderata (+2,5% a giugno).

La media annua del 2007 è stata pari al 2,1%, a fronte del 2,2% nel 2006 e nel 2005; un valore sensibilmente più elevato è previsto, invece, per il 2008 (poco sopra il 3,5% medio), anche se in contenuta discesa verso il 2,5% nell’orizzonte del 2009.

Alimentari, abitazione, trasporti, istruzione, alberghi e ristoranti, oltre all’energia, sono le voci che hanno mostrato gli incrementi più sensibili; in flessione le comunicazioni.

Inflazione l’opinione dell’Euroispes.

Dichiarazione del Presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara

«I dati diffusi 08/07/2008 dall’Istat confermano le analisi e le previsioni formulate dall’Eurispes nel corso degli ultimi anni.

Finalmente, obtorto collo, l’Istat certifica lo stallo della spesa alimentare delle famiglie italiane, nonostante l’abbassamento complessivo della qualità della spesa stessa.

Tuttavia, anche questi dati nascondono una verità che sarebbe ben più preoccupante se i calcoli fossero realizzati attribuendo, all’interno del paniere, il peso reale alle singole macrovoci.

Infatti, il peso attribuito alla voce “alimentari” è largamente sottostimato considerando che le famiglie dedicano a tale spesa almeno il 30% del loro reddito medio mensile.

Se il calcolo fosse realizzato in modo corretto già da solo costringerebbe l’Istat a modificare quello dell’inflazione complessiva.

Se a ciò si aggiunge il fatto che il nostro Istituto di statistica continua ad attribuire alle spese per la casa (abitazione, acqua, elettricità, combustibili) una quota ben lontana dalla realtà si capisce come, nonostante le progressive correzioni, il calcolo dell’inflazione sia del tutto inattendibile.

Sta succedendo tutto ciò che avevamo previsto. Le famiglie fronteggiano la crisi, nella prima fase, riducendo o eliminando le spese per i consumi culturali, per leisure, il tempo libero. Nella seconda fase si riducono i consumi per l’abbigliamento, calzature, arredamento ecc. Nella terza fase si riducono i consumi alimentari cercando di gestire al meglio la spesa ed evitando gli sprechi, ma anche e soprattutto accontentandosi di una qualità più bassa dei prodotti acquistati, e ciò spiega l’affluenza sempre più massiccia nei discount.

Stiamo, insomma, assistendo alla progressiva proletarizzazione del ceto medio, mentre le famiglie più povere faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.

Altro dato preoccupante è quello relativo alla progressiva invasione di prodotti a basso costo ma di scarsissima qualità – di difficile tracciabilità e senza alcuna garanzia di genuinità – provenienti dai paesi extraeuropei».

Approfondimenti:

L`INFLAZIONE PERCEPITA E` SEMPRE PIU` ALTA DEI DATI ISTAT.

Istat: Indice dei prezzi al consumo Luglio 2008 – file pdf pag.2

Istat: nuovo paniere prezzi 2008

INFLAZIONE PROGRAMMATA, INFLAZIONE IMPORTATA E INFLAZIONE EFFETTIVA: QUALE CRESCITA – di Agostino Megale

LA STAGFLAZIONE COLPISCE ANCORA. CHI? – di Roberto Tamborini

SE L’INFLAZIONE DRENA IL REDDITO – di Massimo Baldini


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