Archivio per 17 luglio 2008

Immobiliare: compravendite in calo, ma i prezzi rimangono stabili per il 2008

II RAPPORTO 2008 – OSSERVATORIO SUL MERCATO IMMOBILIARE

Cala il numero di compravendite sul mercato: 845mila, 806mila, 726mila, questo il numero delle case rispettivamente comprate nel 2006, nel 2007 e la stima per il 2008.

Ma i dati più attesi presentati questa mattina dall’istituto di ricerca Nomisma a Bologna nel Rapporto sul mercato immobiliare 2008 riguardavano i prezzi, con molti potenziali acquirenti che si domandano se sia il caso di attendere una discesa dei prezzi o comprare subito: per Nomisma, vista la tendenza della prima parte dell’anno, i prezzi a fine 2008 anno dovrebbero segnare crescita nominale zero, ovvero una riduzione reale pari all’inflazione.

Nelle grandi aree urbane, nell’ultimo semestre, rispetto alla fine del 2007, il prezzo delle case è aumentato del +2,1%, del +3,0% per gli uffici e del +3,7% per i negozi.

Le variazioni medie annue dei prezzi si attestano sul +4,2% per le case, +5,8% per uffici, +6,2% per i negozi e +2,3% per i box e garage.

In quattro grandi città si registrano cali reali dei prezzi delle abitazioni nell’ultimo anno, con flessioni comprese fra il -0,5% e il -1%: si tratta di Milano, Bologna, Firenze e Venezia.

Gli sconti sui prezzi richiesti per le case crescono del 10% sull’anno e vanno al 12,2%.

Le 13 grandi aree urbane nazionali vedono inoltre una flessione delle transazioni del 9,3%, ma già avevano cominciato a perdere terreno nel 2006, diminuendo del 2,2%, mentre le intenzioni di acquisto di un’abitazione nel prossimo anno sono sui livelli più bassi dell’ultimo ciclo immobiliare (1,8%), quando erano al 7% all’inizio degli anni 2000.

I tempi medi di vendita degli immobili sono aumentati diffusamente e sono in media pari a 5,6 mesi per le abitazioni, 6,6 mesi per gli uffici, 6 mesi per i negozi e 3,6 mesi per i box auto.

Dopo decenni di corsa dei prezzi per la prima volta il mercato immobiliare ristagna.

Arriva quindi anche da noi l’onda lunga della crisi nelle compra-vendite che ha già colpito gli Stati Uniti e che ora si sta propagando in Europa?.

In Gran Bretagna, ad esempio, i prezzi delle case sono scesi, a giugno, ai minimi da trent’anni.

A provocare un disincentivo all’acquisto dei beni immobiliari l’aumento dell’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse sui mutui ipotecari.

Secondo il rapporto Nomisma, basato su 13 grandi aree urbane italiane, l’indebolimento della domanda è legato secondo il centro studi bolognese,  alla scarsa propensione all’acquisto delle famiglie italiane (l’intenzione di acquisto di un’abitazione per i prossimi 12 mesi è dell’1,8%), scoraggiate dall’aumento dei tassi di interessi dei mutui e da una diffusa stretta creditizia.

Rapporto Nomisma in sintesi – file pdf pag 70

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Rapporto ISAE PIL quasi fermo

Rapporto ISAE : “Le previsioni per l’economia italiana”

Sintesi del Raporto per la stampa file pdf pag.7

Introduzione e sintesi del Rapporto – file pdf pag.15

Isae: Pil +0,4% e deficit al 2,4% nel 2008 (+0,7% e 2,0% nel 2009).

L’Italia, nella parte centrale del 2008, si trova esposta in pieno ai venti di crisi della congiuntura mondiale.

Nel quadro di generalizzato indebolimento dell’attività produttiva e della domanda, gli andamenti delle principali variabili macroeconomiche appaiono, nel complesso, disomogenei:

– l’export che continua a tenere il passo,

– aumenta ulteriormente il divario di crescita rispetto agli altri paesi dell’area euro.

– continua il rallentamento interno,

– sul fronte dell’inflazione si registra un sensibile rialzo dei prezzi alla produzione e al consumo, che rimane tuttavia in linea con la media europea.

Sulla base di queste tendenze, l’Isae presenta il Rapporto di previsione per l’economia italiana, che illustra lo scenario macroeconomico 2008-2009, con particolare attenzione all’impatto del forte rialzo del prezzo del petrolio.

La crescita del Pil rallenta allo 0,4% nel 2008 per risalire allo 0,7% nel 2009, mentre accelera l’inflazione al 3,6% medio quest’anno (2,4% il prossimo). Il deficit pubblico si assesta al 2,4-2,0% del Pil nel biennio 2008-2009; il debito è in discesa verso il 102,9% nel 2009, ma la pressione fiscale resta pressoché stabile nel periodo al 43% del Pil.

L’inizio del 2008 è stato per l’economia italiana migliore delle attese.

Il Pil ha prontamente recuperato nel primo trimestre (+0,5%) la caduta dell’ultimo quarto del 2007 (-0,4%) riducendo il rischio di una nuova fase recessiva nel corso di quest’anno, la debolezza del ciclo congiunturale resta fuori discussione, soprattutto se l’andamento dell’attività produttiva e della domanda interna viene messo a confronto con l’insieme dell’area euro.

Il differenziale di crescita tra l’Italia ed Eurolandia, misurato attraverso i tassi di variazione tendenziale annua del Pil, è infatti salito da meno di un punto percentuale nella seconda metà del 2006 a quasi due punti nel primo trimestre 2008.

La crescita del Pil acquisita nel primo trimestre, anche se è decisamente contenuta (+0,3%), si avvicina a sua volta a quella prevista per l’intero 2008 nel Dpef, che non si discosta granché dai dati di consenso dei principali centri di previsione, mette in conto quindi un’evoluzione congiunturale pressoché stagnante.

La dinamica del Pil, in altre parole, dovrebbe andare a rilento anche nella seconda parte del 2008.

Il sensibile rallentamento della crescita economica e il rischio conseguente che il rapporto deficit/Pil (e quello connesso debito/Pil) torni a salire, compromettendo così il quadro dei conti pubblici, sono le principali preoccupazioni sul fronte congiunturale, che deve oggi misurarsi in primo luogo con il risveglio dell’inflazione, riportatasi nell’arco degli ultimi mesi su livelli non più toccati dalla metà degli anni 90.

L’aumento dei prezzi al consumo ha messo a segno, infatti, il 3,8-4% tendenziale annuo in giugno (indice nazionale e armonizzato),

La crisi dei consumi, per il calo del potere d’acquisto dei redditi, e ulteriore aumento della spesa per interessi sul debito pubblico, a causa dei tassi più elevati, rappresentano i principali fattori di rischio sull’economia reale della fiammata inflazionistica in atto.

Approfondimenti:

Fmi, allarme per l’economia mondiale. Pil, Italia fanalino di coda in Europa

Relazione sulla Stima del Fabbisogno di Cassa e Situazione di Cassa

Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza Pubblica

Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese

Manovra Finanziaria 2009-2011

DPEF – Documento di Programmazione Economico-Finanziaria

Audizione del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi sul DPEF per gli anni 2009-2013

Banca D’Italia: Bollettino Economico n. 53, luglio 2008

CNEL: RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO 2007 – 2008


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