Record del debito pubblico, ad aprile 1.661 miliardi di euro

Nuovo record del debito pubblico ad aprile.

Il dato (al lordo delle disponibilità di tesoreria), informa la Banca d’Italia, si è attestato a quota 1.661,486 miliardi di euro, in crescita dell’1,1% rispetto ai 1.646,811 miliardi di marzo, precedente massimo storico.

In termini assoluti, la differenza è pari a 14,675 miliardi. Il debito sale del 4,05%, pari a 64,781 miliardi, rispetto a dicembre 2007 quando si è era collocato a 1.596,705 miliardi.

L’incremento è invece del 3,228%, pari a 51,984 miliardi, rispetto a maggio dell’anno scorso, quando il dato era risultato pari a 1609,952 miliardi.

Le entrate tributarie nei primi cinque mesi del 2008, rivela il Bollettino statistico di Bankitalia, sono risultate pari a 140,333 miliardi di euro, in crescita del 6,1% rispetto ai 132,178 miliardi di euro dei primi 5 mesi dell’anno precedente.

A maggio le entrate sono ammontate a 28,940 miliardi, contro i 28,363 miliardi dello stesso mese del 2007, per un aumento del 2,03%.

Riflessione minima e forse un pò populista:

Quasi 28 mila euro ad Italiano ripartiti su 60 milioni di Italiani, dai neonati ai nonni, o se volete 112 mila euro per ogni famiglia di 4 persone.

Il doppio dei nostri patner Europei.

Insomma L’Italia è un paese industrializzato che fa parte del G8 ma il suo debito pubblico  e da terzo mondo.

In economia,le regole sono semplici percé il mondo gira con il concetto di capitale.

Oggi paghiamo un costo troppo alto per gli errori fatti in passato, rischiamo di lasciare una brutta eredità alle generazioni future.

Debito Pubblico Italia U.E.

Di fatto, se non troviamo la forza di invertire la tendenza del debito pubblico, facendolo rientrare nei parametri dei nostri patner Europei, non solo sarà sempre più difficile favorire gli investimenti per far crescere il PIL, ma lasceremo ai nostri figli una zavorra che allo stato attuale brucia 70 miliardi di interessi l’anno.

Il rientro del 50% del debito pubblico libererebbe risorse pari a 35 miliardi di euro che potrebbero essee investiti in R&S, nel sociale e nel welfare in generale.

Pressione Fiscale in Italia

Per imboccare la strada graduale del rietro del debito,oggi non è più possibile azionare la leva fiscale, la competizione mondiale e globalizzata non lo consente, ed il solo tentativo di reprimere l’evasione fiscale aiuta è giusto e doveroso perseguirla, ma da sola non basta.

Oggi occorre una nuova classe dirigente, che sia capace di:

– rimodernare il paese ristrutturando le infrastrutture,

– riformare la Pubblica Amministrazione,

– razionalizzare la spesa corrente,

– creare un clima politico e sociale, basato su valori comunitari e di responsabilità sociale diffusa.

In sintesi, occorre una classe dirigente nuova e capace di affrontare le sfide del XXI secolo, una classe dirigente che non sia prigioniera di schemi mentali e comportamentali che erano validi all’inizio del secolo precedente.

Purtroppo per noi, l’attuale classe dirigente è portatrice di metodi e comportamenti ormai fuori uso per interpretare le cose del mondo, lo dimostra il fatto che:

– Berlusconi pensa agli affari sua e alla robba sua,

– La sinistra radicale è incapace di avere responsabilità di governo, e non consente le sfumature dell’anima,

– Il PD sta attraversando un brutto momento, in parte voluto perchè ha acconsentito all’accorpamento del partito di Di Pietro (Parliamoci chiaro, Di Pietro non lo sa neanche lui “cosa è politcamente” ).

Ma quello che lascia sconvolti è il proliferare come i funghi di fondazioni e associazioni all’interno del PD.

Associazioni e fondazioni volute dalla vecchia classe dirigente, una classe dirigente che  ulula ai quattro venti che lo agiscino  per il bene del PD stesso.

Cari compagni e Amici, il bene del PD lo fate se fate spazio alle nuove leve, visto che occupate i luoghi della politica ormai divesi lustri, se l’Italia va male forse è perchè voi siete ormai logori e stanchi, siete privi di motivazioni, vi mancano gli strumenti idonei per formulare nuovi progetti politici.

E poi, in questo animarvi nel creare la vostra piccola struttura personale, vi siete dimenticati cosa pensava di tutto ciò uno dei più grandi leader politici Italiani, che nel 1981 diceva:

“……..i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi………….”

Il Popolo del PD il suo leader lo ha già scelto con le primarie, Veltroni nella situzione data ha fatto ciò che poteva fare, inoltre ha il merito di avere tenuto insieme ciò che altri avevano distrutto ( leggete i dati ellettorali degli ultimi 20 anni e poi ne discutiamo, di chi poteva fare meglio di Veltroni).

E’ chiaro che nessuno è imperatore a vita, ma democraticamente se permettete il leader c’è lo voremmo scegliere da noi.

Nota grafico impieghi e moneta:

Gli impieghi bancari includono i finanziamenti in euro alla clientela ordinaria nelle sue diverse forme tecniche. La massa monetaria M3 è un indicatore allargato che comprende altri due indicatori, M1 e M2. Il primo (aggregato ristretto) si compone del denaro circolante e dei depositi a vista. Il secondo (aggregato intermedio) risulta dalla somma di M1 e dei depositi a scadenza fissa. Sommando a M2 i pronti contro termine, i titoli del mercato monetario e quelli a scadenza fino a due anni, si ottiene l’aggregato M3, primo pilastro della politica monetaria della Bce (il secondo pilastro è, invece, rappresentato dall’andamento dei prezzi al consumo).

Approfondimenti:

Finanza pubblica

Supplementi al Bollettino Statistico,Indicatori monetari e finanziari .

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