Risposta alla Casa delle Libertà di Bientina

Riportiamo per intero quanto scritto dalla Casa delle Libertà sulla Nazione del 16/06/2008 riguardanti alcune questioni dell’Amministrazione Comunale di Bientina. Seguono alcune doverose riflessioni.

La Nazione – Lunedì 16 giugno 2008

«Sindaco bocciato al primo bilancio di legislatura»

“IL SINDACO Guidi amministra da un anno, è il momento di fare un primo bilancio. Le numerose critiche che si sono sollevate sul modo di gestire la vicenda della Tia ne sono un primo esempio.

Nessuna forma di tutela o di agevolazione è stata proposta per alleggerire le tasse imposte sui bientinesi.

Poi la proposta di installare nuove postazioni autovelox per aumentare il numero, già elevato, di multe.

Adesso le numerose richieste di pagamento dell’Ici per terreni che vengono considerati edificabili, ma che di fatto edificabili non lo sono, perché manca il regolamento urbanistico.

Viene perciò richiesto a tutti gli effetti il pagamento dell’Ici su terreni agricoli considerandoli immobili e creando dei danni economici non indifferenti.

E questo per colpa dell’amministrazione.

Eppure l’incarico dato al progettista esterno aveva termini ben precisi, che sono scaduti..

E un segnale di questo scontento si può leggere anche nei risultati delle ultime elezioni politiche. Bientina è stato un paese dove il voto ha fortemente penalizzato il centro-sinistra.

Molto più che in tutti gli altri comuni vicini della Valdera.

E questo è un fatto che dovrebbe far riflettere.

L’atteggiamento tenuto dal sindaco in alcune occasioni, e che diversi cittadini hanno riscontrato e ci hanno riportato, pare che non è quello di un sindaco che tiene al benessere della collettività che amministra.

La Casa delle Libertà Pietro Antonio De Vito”

Questa lettera, pubblicata sulla Nazione a firma del rappresentante della Casa delle Libertà (ma non era il Popolo delle Libertà???), evidenzia una ingenuità politica spaventosa (se non una ingiustificabile malafede), si appella ad un supposto e non dimostrato malcontento comune ed è priva di ogni senso di responsabilità civica.

Vediamo perché!

Gli Autovelox – sono strumenti di controllo della velocità sulle strade, un deterrente per invitare gli automobilisti a moderare l’andatura rispettando i limiti e prevenire così gli incidenti. Nelle parole di De Vito sembra si vuol far passare la multa per eccesso di velocità come un ulteriore balzello da parte dell’Amministrazione a carico del cittadino contribuente.

Purtroppo per la Casa delle Libertà (ma per fortuna per la Democrazia) i diritti dei cittadini sono duplici e in conflitto. Non dovrebbe dimenticare infatti il Signor De Vito che cittadino è sempre termine ambivalente: c’è un medesimo cittadino che diventa “automobilista” quando guida e “pedone” quando non guida. E gli Autovelox ci sono proprio per creare un equilibrio a questa ambivalenza.

Occorre maturità democratica per capire che non è sempre producente saltare a comodo fra le ambivalenze e difendere i diritti di un ipotetico cittadino “automobilista”, dimenticando che quello stesso cittadino, in altri momenti della giornata, è anche “pedone”.

In fondo se uno rispetta i limiti di velocità, non solo non infrange la legge, ma fa anche sì che l’equilibrio fra queste due facce della medaglia non venga meno e si crei l’equilibrio che è sempre sottostante ad una norma repressiva.

Ma ci auguriamo che il Signor De Vito non volesse mettere in dubbio l’utilità civica degli strumenti di deterrenza come gli Autovelox, innocui per coloro che guidano rispettando i codici della strada; piuttosto supponiamo che, in modo incerto e confuso, volesse dire che alcuni Comuni mettono in Bilancio preventivo una stima delle multe che verranno fatte per l’anno successivo.

Se fosse questo il senso della sibillina frase dell’articolo, allora entra in gioco il Bilancio previsionale 2008 dell’Amministrazione Comunale di Bientina, documento che De Vito dovrebbe conoscere bene essendo capo dell’opposizione, ma che forse ignora non essendo presente alla seduta del Consiglio Comunale che ne votò l’approvazione.

Dovrebbe comunque sapere che a Bilancio ci sono cifre dettate dalla statistica, non certamente dalla volontà di lucrare alle spalle degli onesti cittadini “automobilisti” (tra l’altro buona parte dei ricavati dalle multe per infrazione del codice della strada vengono per legge destinati all’aumento della sicurezza stradale stessa)

La Tia – Il passaggio da Tassa a Tariffa è l’evoluzione di un servizio. Che, è inutile nasconderlo, ha creato qualche difficoltà in molti comuni Italiani, indipendentemente dal colore della loro Amministrazione.

Tali difficoltà risiedono nell’individuare da parte degli enti locali il costo complessivo del servizio e determinarne quindi la tariffa (anche in relazione al piano finanziario degli interventi relativi al servizio e tenendo conto degli obiettivi di miglioramento della produttività e della qualità del servizio fornito e del tasso di inflazione programmato).

L’agire dovrebbe rispondere a tre principi fondamentali: sostenibilità ambientale, sostenibilità economica ed equità contributiva (si paga solo per il servizio effettivamente fornito).

Per raggiungere questi obiettivi, è stato stabilito un metodo unico a livello nazionale e sono state elaborate e definite tabelle da applicarsi per la determinazione dei rifiuti prodotti nelle abitazioni e nelle imprese. Ne consegue che lo spazio di manovra per un Amministratore diventa minimo per via dei parametri nazionali e per la novità del servizio che di fatto non consente analisi empiriche certe.

Ma il Comune di Bientina proprio per ovviare queste difficoltà iniziali ha adottato manovre straordinarie di ammortizzazione: 250.000€ stanziati per aiutare famiglie e piccole imprese ( All’incirca così suddivisi,70% per le famiglie, 30% per le imprese) oltre che l’ottenimento dal gestore del servizio (Geofor) della divisione in quattro tranches della fatturazione annuale.

Sostenere che nessuna forma di agevolazione è stata attivata da parte dell’Amministrazione Comunale è pura mistificazione della realtà.

ICI aree edificabili – Forse vale la pena ricordare al Signor De Vito che il passaggio da agricolo ad edificabile di un terreno è una vera e propria fortuna per il proprietario, dato l’incremento di valore vertiginoso di quello stesso terreno. Chi non potesse far fronte all’imposta comunale (a norma di legge, ovviamente) perché di fatto non ha ancora attuato la parte speculativa della sua fortuna, ha varie alternative davanti a sé:

La prima, è di rinunciare al titolo di edificabilità, (basta che il cittadino presenti osservazione in tal senso nel corso dell’iter di adozione/approvazione Piano Strutturale, in caso contrario la rinuncia al titolo di edificabilità non è detto che sia proprio automatica ma è sottoposta al parere della Amministrazione Comunale,). Ma è proprio per questi motivi che le procedure amministrative per l’approvazione di un PRG prevedono passaggi burocratici obbligatori di informazione al cittadino.

La seconda, se il proprietario non dispone di risorse personali ma vuole mantenere il titolo di edificabilità sul bene, consiste nel trovare un costruttore interessato che, previo un preliminare condizionato all’effettiva edificabilità dell’area, si prenda l’onere di pagare L’ICI per tutto il tempo necessario all’iter Amministrativo per essere effettivamente esecutivo.

Evitiamo però di dire che il passaggio da agricolo ad edificabile è un sacrificio. Si tratta, come già scritto, di un vero e proprio “13”!

Quanto poi all’approvazione del Regolamento Urbanistico, questo subisce un ritardo in linea con quello della grande maggioranza degli altri comuni, dovuto ad alcune con-cause di varia natura (dal cambio di amministrazione alle nuove normative nazionali antisismiche…). Non si tratta però di elemento eclatante e chi lavora nell’edilizia lo sa bene.

Piuttosto può sembrare, l’osservazione del Signo De Vito, dettata da motivi squisitamente personali, legati a propri terreni passati edificabili.

Ma qui, sul terreno delle facili illazioni e delle indimostrate supposizioni – tanto care al capogruppo Consiliare del CDX non proseguiamo oltre.

In fine la perdita di consenso dell’attuale Amministrazione.

Qui la mancanza di cultura politica tocca uno dei suoi apici. È infatti notorio e sostenuto da dati ormai più che storicizzati che le elezioni politiche Nazionali e le elezioni Comunali (territoriali) esprimono numeri e percentuali del tutto disomogenee.

In particolar modo nelle votazione tese a scegliere gli amministratori locali non è la coalizione politica a fare la differenza, quanto piuttosto le persone e i programmi, la loro credibilità e il loro trascorso civile.

Non si spiegano altrimenti i dati quasi plebiscitari che l’Unione ha riscosso alle Comunali del 2007. Elezioni da cui il Signor De Vito è uscito profondamente sconfitto.

Allora, anziché (farsi) scrivere articoli infondati, in cui si sostengono affermazioni false e in cui si accusa una Amministrazione e il suo Sindaco di non avere a cuore i Cittadini di Bientina (ma quanto qui scritto e quanto verrà scritto in futuro dimostra con i fatti l’esatto contrario), forse il Signor De Vito dovrebbe chiedersi come mai la sua coalizione (Casa delle Libertà, Popolo delle Libertà, Partito delle Libertà… faccia lui) prende circa mille voti in più di quanti non sia riuscito a prendere lui alle elezioni in cui era candidato.

Perché De Vito raccoglie neanche mille voti, mentre il PDL ne raccoglie quasi 2000?

Questa è una buona domanda. Per tutti quanti.

Circolo Territoriale del P.D. di Bientina

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