Unicamere Toscana: La Sesta Giornata dell’Economia

Il 9 maggio 2008, si è svolta  la Sesta Giornata dell’Economia, un evento nazionale durante il quale le Camere di Commercio presentano il quadro dell’andamento dell’economia provinciale,

Questo evento, giunto ormai alla sesta edizione, rappresenta un importante momento per le Camere di Commercio italiane da due punti di vista: da un lato infatti consente di valorizzare il lavoro che i nostri uffici studi e statistica svolgono attraverso l’organizzazione di un momento di lettura congiunta delle situazioni economiche provinciali. Dall’altro costituisce per gli amministratori locali un momento di riflessione e di condivisione delle linee strategiche e delle linee d’azione che le Camere di Commercio intendono promuovere in funzione dello sviluppo economico del territorio.

In questo contesto Pierfrancesco Pacini – Presidente di Unioncamere Toscana – è intervenuto nell’ambito dell’evento organizzato dalla Camera di Commercio di Firenze nell’Aula Magna dell’Università di Firenze.

La Giornata dell’Economia, giunta ormai alla sesta edizione, rappresenta un importante momento per le Camere di Commercio italiane da due punti di vista: da un lato infatti consente di valorizzare il lavoro che i nostri uffici studi e statistica svolgono attraverso l’organizzazione di un momento di lettura congiunta delle situazioni economiche provinciali. Dall’altro costituisce per gli amministratori locali un momento di riflessione e di condivisione delle linee strategiche e delle linee d’azione che le Camere di Commercio intendono promuovere in funzione dello sviluppo economico del territorio.

In qualità di Presidente di Unioncamere Toscana è mio compito, dopo aver illustrato brevemente il quadro economico generale dell’economia regionale, passare alla citazione delle principali linee d’azione che il sistema camerale sta portando avanti e intende porre in essere nei prossimi anni.
L’ECONOMIA
L’aggiornamento delle previsioni del Fondo Monetario Internazionale ad aprile 2008 evidenzia, come era nei timori degli operatori economici, una forte riduzione delle previsioni di crescita del prodotto mondiale, come conseguenza di un ulteriore e marcato rallentamento nell’ultimo trimestre 2007.

Rispetto ad una crescita mondiale per il 2007 prevista al +4,9% le stime per il 2008 sono state dunque riviste al ribasso rispetto a gennaio di un ulteriore mezzo punto percentuale (+3,7%), e non evidenziano per il 2009 tendenze diverse (+3,8). La revisione continua delle stime indica come la congiuntura mondiale sia fortemente condizionata dall’aumento dell’incertezza, dovuto alle tensioni originatesi sui mercati finanziari e all’accelerazione dell’inflazione a seguito dei rincari delle materie prime energetiche ed alimentari.

La politica di invarianza dei tassi condotta dalla BCE ha piuttosto avuto come ulteriore effetto l’apprezzamento dell’Euro sul dollaro, fattore che ha contribuito ad accentuare il rallentamento economico già in atto.

I dati di contabilità nazionale di fonte ISTAT, segnalano una stagnazione dei consumi ed un indebolimento degli investimenti in macchinari come effetto legato da un lato alla riduzione del potere d’acquisto ed all’incremento delle aspettative di inflazione, dall’altro alla revisione delle aspettative delle imprese, legato all’aumento dell’incertezza sui mercati mondiali.

In un contesto come quello delineato di forte incertezza sulla crescita dell’economia nazionale ed all’interno di un quadro economico internazionale in peggioramento, l’economia toscana, pur riportando nella seconda metà del 2007 un marcato rallentamento, mostra ancora degli elementi di tenuta. Sebbene il ciclo economico regionale abbia sempre assunto caratteristiche pro-cicliche rispetto all’andamento nazionale considerando la forte apertura alle esportazioni di gran parte dei settori della nostra economia, si osserva nell’andamento della produzione industriale toscana degli ultimi trimestri una sfasatura in termini di ritardo rispetto all’andamento nazionale.

Si ha in altri termini l’impressione che rispetto alla media nazionale la Toscana si sia “difesa un po’ meglio” dal peggioramento della congiuntura economica.

L’andamento della produzione industriale rimane ancora in terreno di crescita e la variazione tendenziale annua si assesta su un +2,2%.

Il bilancio su produzione e fatturato rimane quindi ancora positivo, andando a considerare che gli ultimi due anni forniscono comunque andamenti in crescita dopo un quinquennio di flessione generalizzata del volume di affari. A livello settoriale si osservano segnali di forti difficoltà per i settori tradizionali della Toscana (ed in particolare il tessile-abbigliamento, con una flessione annuale della produzione industriale pari al -1,5%), mentre continuano a fare da traino per la crescita regionale i settori meccanica (+5,6%) ed elettronica-mezzi di trasporto (+7,7%).

I dati relativi al commercio estero mostrano un incremento delle vendite delle imprese toscane pari al 6,9% – contro un 8,0% a livello nazionale – rispetto ad un anno, il 2006, di crescita sostenuta (+12,0% contro il +9,0% a livello nazionale). Il generale rallentamento delle vendite all’estero, dovuto ad una fase congiunturale caratterizzata da instabilità sui mercati mondiali, pressioni sui prezzi delle materie prime e apprezzamento della nostra moneta sul dollaro, si fa dunque più evidente per la Toscana rispetto alla media nazionale.

L’andamento negativo del fatturato delle imprese artigiane nell’anno 2007 (-1,4%) raffredda il moderato ottimismo registrato nell’anno precedente, manifestando peraltro rispetto all’andamento complessivo del resto dell’economia regionale un tono decisamente peggiore e sempre meno correlato con l’andamento del commercio estero, come invece si era verificato fino al 2006.

Sul fronte della domanda interna e con riferimento al commercio i dati sulle vendite al dettaglio in Toscana mostrano per il 2007 una situazione complessiva di timida crescita, ma su livelli inferiori a quelli dell’anno precedente (+0,3%).

A fine 2007 i dati della demografia imprenditoriale il bilancio risulta, al netto delle quasi 5.000 cessazioni d’ufficio intervenute nel corso del 2007 positivo con un conseguente tasso di crescita del +1,0%.
I dati medi annui sulle forze lavoro a livello regionale e settoriale confermano la tendenza evidenziata con riferimento alla demografia imprenditoriale. Il numero complessivo di occupati cresce rispetto al 2006 dello 0,3%, ben al di sotto dei ritmi osservati negli anni precedenti.

L’industria mostra finalmente nel 2007 un andamento positivo dell’occupazione e pari al +6,1% dovuto in grande parte allo straordinario incremento legato al settore edilizio (+12,5%): il manifatturiero nel suo complesso comunque mostra un tasso di crescita medio annuo pari al 3,7%.

La rete infrastrutturale regionale Toscana, pur presentando un indice di dotazione superiore all’indice medio nazionale, si mostra in linea soltanto con quello relativo alle regioni del Nord Est, mentre scende sotto la media dello stesso aggregato di riferimento (l’indice di dotazione infrastrutturale 2007 elaborato dall’istituto Tagliacarne mostra un valore per la Toscana pari a 103,4; e per il Centro 120,1).

La situazione all’interno della regione è assai differenziata. La Toscana costiera sembra risentire della mancanza del collegamento autostradale Civitavecchia- Rosignano Marittimo che incide pesantemente sulla situazioni di Pisa, Grosseto e Livorno portando l’indicatore di dotazione relativo alla rete stradale rispettivamente a 59,8, 48,7 e 96,3, fatto 100 il totale nazionale. Insieme a queste province anche Prato mostra un deficit relativo alla rete stradale (con un indicatore molto basso e pari a 41,4) che probabilmente è maggiormente collegato al livello di congestionamento delle strutture esistenti. Per la rete ferroviaria il quadro, che mostra situazioni molto al di sopra della media nazionale e regionale per le province di Firenze (185), Arezzo (179,4), Livorno (154,4) e Prato (133,9) dovrebbe cambiare grazie agli investimenti in corso ed a quelli previsti per il potenziamento sia infrastrutturale sia tecnologico.

LE PRINCIPALI POLITICHE DELL’UNIONE REGIONALE

In considerazione del ruolo svolto dall’Unione regionale nei confronti della Regione e come soggetto di promozione e coordinamento dell’azione delle Camere associate si presentano le principali politiche in corso di realizzazione.
SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA

La semplificazione degli iter amministrativi e burocratici rappresenta senza dubbio uno degli obiettivi che il Sistema camerale regionale si è da tempo posto. Insieme alla Regione Toscana l’Unione Regionale ha costituito un osservatorio (Osservatorio Regionale sulla Semplificazione) con lo scopo di monitorare, ricercare, estendere e generalizzare le “best practies” individuate a livello locale in modo da ridurre le incertezze e le diversità nella interpretazione delle normative e per omogeneizzare i procedimenti sul territorio.
Il primo periodo di attività dell’Osservatorio ha portato alla luce una serie di criticità di natura normativo – procedimentale che dovranno essere risolte nel breve periodo. Tra queste vale la pena di segnalare::
il rilevante numero di adempimenti amministrativi previsti dalle norme;
la pluralità delle Amministrazioni coinvolte nell’ambito dei singoli procedimenti;
la disomogeneità degli strumenti di semplificazione messi in atto (p.e. Dichiarazione di inizio attività – DIA, autocertificazioni, silenzio assenso);
la carenza di dettagliate informazioni/spiegazioni sulle norme tecniche che ostacola l’applicazione dell’autocertificazione e provoca numerose richieste da parte della PA di integrazione alla documentazione;
la disomogeneità delle modalità di presentazione delle istanze (modulistica non omogenea) sul territorio regionale anche sotto il profilo della informatizzazione e della telematica;
un insoddisfacente utilizzo di soluzioni di amministrazione digitale in grado di migliorare i livelli di servizio.

L’azione dell’Osservatorio è finalizzata a:
Omogeneizzare e semplificare l’attività degli Sportelli Unici alle Attività Produttive;
Intervenire sulle leggi regionali di settore per semplificare le procedure riguardanti la vita delle imprese;
Scrivere una legge di semplificazione regionale, che sia coerente con quella nazionale e la integri con le specificità regionali.
In tale direzione il Sistema Camerale toscano ha provveduto ad effettuare al suo interno una analisi degli endoprocedimenti di propria competenza, in modo da redigere un elenco nel quale i diversi procedimenti vengano identificati con definizioni di facile comprensione sia per gli addetti che per gli utenti. L’auspicio è che tale elenco contribuisca a formare, insieme agli elenchi forniti dagli Enti locali e da altri Enti terzi, un “Dizionario Regionale dei procedimenti”, da mettere a disposizione degli utenti attraverso la piattaforma della Rete degli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP).

RETE DELLE CAMERE DI COMMERCIO PER L’INNOVAZIONE

Unioncamere Toscana ed il Sistema camerale regionale sono impegnati già da alcuni anni sui temi dell’innovazione e del trasferimento tecnologico alle PMI nella consapevolezza che per sostenere la competitività dei sistemi economici è necessario “fare” di queste tematiche le linee operative prioritarie.
L’azione del Sistema camerale in questo campo ha portato a definire specifici progetti, fra i quali merita di essere ricordato “ReCaTI – la Rete Camerale per il Trasferimento dell’Innovazione “.
Il Progetto, cofinanziato dalla Regione Toscana, è l’occasione per sperimentare un modello di organizzazione camerale per il trasferimento di innovazione tecnologica alle imprese teso a valorizzare le competenze delle Camere di Commercio e delle proprie Aziende Speciali in una logica di collaborazione con

i Centri di servizio e di ricerca sia toscani che operanti fuori della regione.

Si sono volute gettare le basi per la creazione di un sistema reticolare dove i nodi sono rappresentati dagli Sportelli (aperti presso le Camere o Aziende Speciali) ed i Centri di competenza regionali. La rete dovrà interfacciarsi quindi con i diversi soggetti “produttori di innovazione” (Centri di ricerca, Università, ecc.), stakeholder (Enti finanziatori, Associazioni di Categoria) e Micro, Piccole e Medie Imprese al fine di favorire:
azioni di incrocio dell’offerta dei centri di ricerca con la domanda delle imprese toscane;
l’introduzione di innovazione di processo e prodotto delle imprese operanti nei settori “tradizionali”;
la crescita culturale delle imprese verso i temi dell’innovazione.

FONDO ROTATIVO DELLE CAMERE DI COMEMRCIO TOSCANE PER L’INNOVAZIONE

Come confermato dalle analisi economiche condotte in questi ultimi anni, le imprese toscane hanno difficoltà ad innovare i propri processi e prodotti nonostante la presenza sul territorio di un sistema di Centri di ricerca pubblici e privati, articolato e di elevato livello, anche per motivi strettamente legati al finanziamento di tali attività.

Tra le linee strategiche di attività del Sistema camerale regionale è da tempo presente l’obiettivo di mettere a punto uno strumento per sostenere sotto il profilo finanziario le imprese innovative, estendendo a livello regionale la positiva esperienza messa a punto dalla Camera di Commercio di Pisa.

Lo strumento in questione è il Fondo rotativo per l’innovazione che vuole offrire una fonte di finanziamento ad imprese innovative attraverso la partecipazione nella loro compagine sociale, soprattutto nella fase di start up, che rappresenta una delle principali criticità di tutte le nuove imprese (criticità che si accentua in modo allarmante nel caso di imprese votate all’innovazione).

I principali obiettivi che la creazione del Fondo intende conseguire sono quello di
sostenere la nascita di nuove imprese innovative in Toscana;
supportare quelle esistenti nel momento dello sviluppo di nuovi prodotti e/o processi;
sostenere imprese che presentino un alto potenziale di crescita in settori ad alta concentrazione di innovatività.

Il Fondo delle Camere di Commercio toscane si propone di operare nei confronti di imprese che dovranno dimostrare la loro “innovatività” attraverso la presentazione di precisi requisiti, come ad esempio:
il possesso documentato di nuova tecnologia (di prodotto, di processo o un nuovo servizio);
la provenienza del nucleo imprenditoriale da Università e/o dal mondo della ricerca pubblica e/o privata (impresa in spin-off).

Lo strumento è stato pensato per mettere in rete tutte le attività di sostegno alle imprese innovative del Sistema camerale regionale e presenta, al fine della diminuzione dei costi derivanti da economie di scala, le seguenti principali caratteristiche: gestione operativa a livello regionale delle partecipazioni finanziarie nel capitale delle imprese; gestione a livello regionale dell’organizzazione di specifiche attività di animazione e promozione sul territorio delle possibilità offerte; coordinamento delle attività di scouting, di ricerca cioè delle imprese potenzialmente interessate al servizio.

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