Alitalia un caso da manuale di economia

Il Caso Alitalia se non esistesse bisognerebbe inventarlo, per insegnare nei corsi di Economia Politica che cosa non si dovrebbe mai fare!!!!!!!

La vicenda di Alitalia mette a nudo quanta poca cultura di mercato ci sia in Italia, DOVE SI E’ MAI VISTO, CHE UNA AZIENDA CHE PERDE SOLDI DEBBA ESSERE TENUTA IN PIEDI….E’ CONTRARIO A OGNI LOGICA DI EFFICIENZA DELL’ALLOCAZIONE DELLE RISORSE ECONOMICHE.

Alitalia è una compagnia che perde 1 milione di euro al giorno, è una compagnia quotata in borsa con un Flottante del 47% ( la quota di azioni che vengono movimentate in borsa) a dimostrazione se ce ne fosse bisogno ( di solito no in un sistema che sa cosa è il mercato) che il Ministero del Tesoro è un socio di minoranza con il suo 49,99% di azioni.

Sono mesi che questa trattativa va avanti, come è possibile, che per pura propaganda elettorale, si abbia cosi poco rispetto per i cittadini che fanno parte dell’azionariato di Alitalia.

COME PUO’ UN SIGNORE, DI NOME SILVIO BERLUSCONI, CHE SI DICHIARA LIBERALISTA E LIBERALE NON CONOSCERE LE REGOLE DEL BUON SENSO E DI RISPETTO DEL MERCATO.

COME SI PUO’ CONCEPIRE! IN UNA DEMOCRAZIA EVOLUTA E PLURALISTA, CHE CI SIA UN POLITICO CHE PENSA DI RISOLVERE I PROBLEMI DELL’ITALIA FACENDO RICORSO ALLA SUA FAMIGLIA, O AI SUOI RAPPORTI DI CONOSCENZA PERSONALE…….

L’Italia di Berlusconi sembra più un feudo monarchino comandata da un signore, invece di essere quel che dovrebbe essere!!!! una Repubblica Democratica.

Ma In fondo cosa ci si può aspettare da una classe dirigente che fa delle leggi che dopo definisce delle PORCATE……quale senso di responsabilità pubblica può avere un atteggiamento del genere, che ha come conseguenza il solo fine di recare danno all’Italia e a tutti i cittadini Italiani.

Inoltre va detto che sul caso Alitalia anche i sindacati dovono giocare un ruolo intelligente, nel rispetto degli interessi legittimi, ma particolari, dei quali loro sono preposti a tutelare, ma lo devono fare guardando alla realtà dei fatti. Perchè una cosa è la battaglia politica per rivedere gli ammortizzatori sociali nel solco della flessicurezza, proprio in virtù di un mercato aperto e globalizzato, altra cosa è, tenere in piedi le imprese ad ogni costo per essere un surrogato ad un welfare che non c’è.

Di seguito riporto una sintesi degli ultimi fatti e commenti su Alitalia.

In fondo al POST negli Approfondimenti, trovate alcuni articoli che parlano di Alitalia, e provengono dal WEB (da siti della società civile).

Inoltre inserisco un Link che conduce a una serie di manuali forniti dalla Borsa Italiana, che servono per verificare il “ Valore di una società”, in modo che chiunque voglia cimentarsi a livello amatoriale, nella valutazione economica di Alitalia può farlo.

Alitalia ha ormai un’autonomia di sole poche settimane prima di dichiarare fallimento.

A dirlo in una intervista al Financial Times è il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa.

“Quello che stiamo osservando è una sorprendente ed estremamente drammatica perdita del senso della realtà”, ha detto il ministro.

“La gente sogna che ci siano più tempo, acquirenti alternativi, soluzioni alternative. Alitalia ha ossigeno per qualche settimana”, ha aggiunto, ammonendo che nessuno può fissare una data precisa per quando il cda potrebbe essere costretto ad aprire la procedura di fallimento.

Il ministero delle Finanze era già d’accordo per vendere il suo 49,9% di Alitalia ad Air France-Klm, che ha condizionato l’acquisto all’approvazione del suo piano da parte dei sindacati e del prossimo governo.

Il candidato premier del Pdl Silvio Berlusconi ha detto che il futuro presidente del Consiglio dirà no all’offerta di Air France, definita irricevibile, aggiungendo che nel giro di tre o quattro settimane sarà presentata una proposta di una cordata composta da imprenditori italiani.

“Le scadenze sono dettate dalle condizioni delle compagnia, qualsiasi cosa pensino i politici”, ha sottolineato il ministro.

“Non siamo nel campo delle discrezione politica, ma in quello delle dinamiche di una crisi economica e finanziaria. Tutti si divertono a ballare sull’orlo del baratro. Il centro di gravità della compagnia è stato irresponsabilmente spostato oltre il limite”.

Jean-Cyril Spinetta AD di Air France-Klm ”non molla”.

Da Parigi trapela che il numero uno di Air France-Klm sta preparando con ”serieta’, buona volonta’, grande scrupolo” l’incontro di martedì prossimo con i sindacati italiani: e’ convinto che la proposta per l’integrazione di Alitalia nel gruppo franco-olandese sia ”solida, concreta, fondata”, ed e’ certo di avere ”interlocutori attenti”.

La pressione politica accesa da Silvio Berlusconi dà più forza al fronte del no nel confronto sindacale, per i francesi ottenere il via libera del prossimo governo resta una condizione necessaria.

Mentre l’eventuale progetto alternativo di una cordata italiana non appare tanto dietro l’angolo da impensierire. Così Spinetta vuole andare avanti, consapevole delle difficoltà, ma ancora con fiducia.

Una scelta che Air France vuole anche per ”rispetto” per gli interlocutori con cui ha lavorato fino ad oggi, dal governo ai manager di Alitalia ed ai sindacati, e per la soddisfazione per i risultati raggiunti: un piano che prevede prospettive di sviluppo, di cui i francesi sono convinti, e di grande attenzione a mitigare il più possibile i suoi impatti sociali, attraverso misure e garanzie volte a ”non lasciare nessun lavoratore per strada”.

Martedì pomeriggio l’incontro tra Spinetta ed i sindacati, che tornano a ribadire l’indisponibilità a sottoscrivere un accordo se non ci saranno margini di modifica dei contenuti dell’offerta del gruppo franco-olandese.

Due i temi più spinosi:

  • l’impatto sugli esuberi previsti per i piloti della decisione di dismettere gradualmente i 5 aerei full cargo, ed il futuro dei lavoratori di Az Servizi, (manutenzione, handling, informatica, call center,
  • amministrazione: attivita’ deconsolidate sotto il controllo della finanziaria del Tesoro Fintecna che solo in parte rientrano nel perimetro dell’offerta dei francesi).

Il clima pesa, ma la politica resta formalmente fuori dalla trattativa tra Air France, Alitalia e i sindacati.

L’offerta sul tavolo ”resta una sola”, perché le cordate ”strillate” non si sono mai fatte avanti con una proposta al consiglio di amministrazione, e perché con il rischio incalzante di una crisi di liquidità non c’è più il tempo di sondare altre strade: è una posizione ferma quella dei vertici di Alitalia.

Mentre il direttore commerciale di Air-France-Klm, Christian Boireau ha ribadito l’obiettivo di arrivare al più presto a un accordo con Alitalia cui il gruppo franco-olandese propone ”un futuro positivo a medio termine”.

Alla compagnia italiana, dice il manager di Air France, chiediamo ”di fare i risanamenti necessari per poterle garantire questo avvenire. Noi sappiamo ciò che possiamo fare e bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra due mesi o un mese’‘.

Approfondimenti:

All’offerta per Alitalia , c’è un nano che crede di essere un gigante!

Alitalia: Ministri e sindacalisti, fanno scuola di mala economia, a spese degli Italiani 

Alitalia “un caso da manuale di economia”

Borsa Italiana:

Guida alla Valutazione di una società

Guida al Piano Industriale

Guida al Sistema di Controllo di Gestione 

Documenti sul sito di Alitalia- Comunicati, Delibere e Bilanci 

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