Archivio per 18 marzo 2008

Grazie per avere dato un senso al nostro lavoro.

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Il comitato del circolo territoriale del partito democratico di Bientina,ringrazia vivamente tutti gli intervenuti alle iniziative di Sabato 15 Marzo 2008. Il sucesso dell’evento, ci incoraggia e ci lusinga, ci da forza per proseguire nel nostro intento che è quello di riportare la politica vicino alle persone,al fine di conoscerne i bisogni ed esserne promotore in merito.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI. 

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Assinform: mercato Ict in frenata.

Tlc in stallo, ma le famiglie consumano più tecnologia.

pdfAssiform Anteprima Rapporto 2008 – file pdf pag 32

pdfAssiform Sintesi Anteprima Rapporto 2008 – file pdf pag 6

pdfRapporto Assiform mercato ICT primo sem. 2007 – file pdf pag 28

Anticipazione Rapporto Assinform: nel 2007 It + 2%, Tlc + 0,4%, ma nel mondo gli investimenti It corrono a + 5,9% , le Tlc a +5,2%

INNOVAZIONE: AVANZA CON IMPRESE E FAMIGLIE, ARRETRA CON LA PA CHE FRENA E DISINVESTE

La domanda It sale per le imprese: +1,9% e vola per le famiglie: + 10,5%. Continua la discesa della Pa con – 0,6%. Oltre 50% dell’informatica pubblica va in house, il cui ricorso aumenta del 7% annuo.

Raddoppiati gli accessi in banda larga e l’uso di Internet per servizi on line, ma non per i siti pubblici sempre meno cliccati.

Riduzione degli investimenti in infrastrutture Tlc: – 4,7% nel 2007 rispetto al 2006, a fronte di un mercato mondiale che cresce del 4,1%.

Continua a leggere ‘Assinform: mercato Ict in frenata.’

E’ tempo di buona politica

Fonte: Sito Nazionale PD

E’ venuto il momento di fare un intervento straordinario per i salari e le pensioni.

Il Paese non può più andare avanti così. Il messaggio deve partire dalla politica, che deve ridurre i suoi costi”. Il “Giro dell’Italia nuova” fa il suo ingresso in Piemonte. Parte dalle rive del Lago Maggiore, da Verbania, per scendere verso la pianura, fare tappa a Novara e fermarsi poi ad Alessandria. Due i minimi comuni denominatori delle tre iniziative a cui ha partecipato Walter Veltroni: la partecipazione straordinaria di cittadini – in particolare se teniamo conto che si tratta di un lunedì – e l’appello del segretario del Pd per la una svolta nella politica che corrisponda alla richiesta del Paese.

“Quando leggo sul giornale che la gente fa la fila ai negozi del ‘compro oro’ perché non ce la fa più ad arrivare alla fine del mese, penso che non sia una cosa accettabile per un Paese civile”. Misure per l’innalzamento immediato dei salari, che avrebbero già potuto essere varate a camere sciolte ma che la destra ha bloccato. Proposte per l’adeguamento delle pensioni più basse, che il Pd presenterà immediatamente dopo Pasqua. Ma non solo, “dalla politica – scandisce Veltroni – deve venire un messaggio di sintonia con il Paese”.

Innanzi tutto, “non è giusto che l’Italia sia il Paese dove i salari sono i più bassi d’Europa e gli stipendi dei parlamentari i più alti. Non è giusto che si finanzino 31 giornali di partito. Non c’è nulla di demagogico in tutto questo, è una questione di rigore”, afferma il segretario del Pd. “Non c’è nulla di male – continua – se gli stipendi dei parlamentari italiani vengono portati a pari della media di quella dei loro colleghi europei”.

Dalla politica deve arrivare un messaggio nuovo. Una svolta che interpreti le necessità dei cittadini. “La politica deve essere agile, deve essere semplice”. A livello istituzionale, ricorda Veltroni, bisogna mettere mano a quelle riforme che il Partito democratico ha chiesto e sta chiedendo da mesi, e che, a causa dei continui “no” giunti dal centrodestra non si sono potute fare.

  • Riduzione del numero di parlamentari, da 1000 a 570,
  • Fine dei bicameralismo perfetto, introducendo una sola camera con potere legislativo,
  •  Più poteri al premier
  • Revisione dei regolamenti parlamentari per porre fine alle proliferazione di sigle diverse rispetto a quelle che si presentano alle elezioni.

Tutto questo si sarebbe potuto fare se solo per una volta il centrodestra avesse anteposto ai suoi interessi di parte, alla bramosia di potere, il bene del Paese. Il Partito democratico ha deciso di rompere questo giocattolo impazzito, quello che in quindici anni ha bloccato il Paese, soffocandone lo sviluppo. Ha deciso di rischiare, di andare da solo. “E’ solo grazie a noi – dice Veltroni – se nel prossimo parlamento non ci saranno più quaranta partiti. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che se si vota per un partito, il Pd, governerà un partito”.

E quella che, nei piani della destra “doveva essere una spampagnata” invece che una campagna elettorale, ora non lo è più.

“La voglia di gestire il potere – sottolinea il segretario del Pd – è diversa dalla voglia di cambiare le cose. Con la scelta che abbiamo fatto, siamo liberi di dire all’Italia che c’è una sfida riformista”.

Una sfida che “non prevede nemici, ma avversari”.

Una sfida che si propone di aprire un ciclo nuovo che, come avviene negli altri Paesi europei, “possa veramente cambiare il volto a questo nostro Paese”.

Una sfida che faccia rialzare la politica, che la rimetta al servizio dei cittadini, che consenta al Paese di ritornare a correre.

DONNE E GIOVANI IN PARLAMENTO?

Articolo in estratto dalla Voce info – dove puoi leggerlo per intero.

di Paolo Balduzzi e Massimo Bordignon 15.03.2008 

I due partiti principali si presentano come paladini dell’esigenza di un rinnovamento della rappresentanza politica. Cerchiamo allora di misurare il ricambio probabile nel prossimo Parlamento sulla base di due indicatori, l’età e il sesso. Notizie moderatamente buone per le donne, ma sarebbero ancora migliori se il Pd vincesse le elezioni. Per i giovani più facciata che sostanza. Scendono gli “over sixty” e raddoppiano gli “under forty”. Tuttavia l’età media degli eletti di Pd e Pdl resta ancora nettamente superiore a quella dell’elettore mediano.

Il tema del rinnovamento della rappresentanza politica è stato finora uno dei pochi elementi di novità di una campagna elettorale altrimenti priva di grandi spunti di rilievo. La questione è stata proposta con forza da Walter Veltroni, che ha pagato anche un prezzo in termini di personalità rilevanti non ripresentate nelle liste elettorali del Partito democratico. Ma anche il Partito della libertà ha sottolineato l’esigenza di un ricambio.

STIMARE IL RINNOVAMENTO

Ma è tutt’oro quello che luccica?

Le figure dimostrano che per quanto riguarda il genere, il Pd effettivamente modifica la propria composizione.

Se la percentuale di donne sui deputati dell’Ulivo e Rosa nel pugno era del 18 per cento nel 2006, diverrà del 28 per cento nel 2008, con un incremento del 10 per cento.

Quasi invariata invece la percentuale per il Pdl: 17 per cento erano le donne elette nei quattro partiti della coalizione nel 2006, e 19 per cento sarà la percentuale nel 2008.


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