Archivio per la categoria 'Focus Economia Circolo'

Crisi:Fmi,i problemi dell’Italia vanno ben oltre questa recessione attuale.

 

disoccupazione OCSE

Fmi, l’allarme: i problemi per l’Italia vanno ben oltre questa recessione.

«I problemi dell’Italia vanno ben oltre questa recessione» e dipendono dal «basso potenziale di crescita» dell’economia. La diagnosi è di Ajai Chopra, vice direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale.

Debito PIL

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Rapporto regionale sull’Europa, l’economista ha osservato che «nel corso dell’ultimo decennio» l’Italia ha visto «declinare la produttività, ristagnare i redditi e allargarsi ulteriormente il gap di competitività».

Per questo, ha aggiunto, «bisogna agire con molta più forza per affrontare gli impedimenti strutturali alla crescita» che gravano sull’economia italiana.

IT 4

«RIPRESA SARA’ LENTA» Per quanto riguarda l’Europa, il Rapporto dell’Fmi sottolinea che «la recessione mostra segni di aver toccato il fondo». Ma, aggiunge, la ripresa rimarrà «lenta e fragile».

In particolare, le economie avanzate del vecchio continente segneranno quest’anno un calo del Pil pari al 4% per poi tornare a crescere dello 0,5% il prossimo, quelle emergenti perderanno invece il 6,6% nel corso del 2009 per risalire dell’1,7% nel 2010.

Tutto ciò a fronte di un Pil italiano stimato in calo del 5,1% quest’anno e in aumento dello 0,2% il prossimo. L’attività economica europea, rileva il Fondo, non potrà far conto sulle esportazioni per rilanciarsi, visto che i consumi americani resteranno stagnanti e l’Asia, seppure in crescita, non colmerà tale gap. E allo stesso tempo bisognerà far fronte alla crescente disoccupazione e alla scarsità di credito.

Prestiti alle famiglie

LE BANCHE E LA POLITICA – Per questo, prosegue l’analisi degli economisti dell’Fmi, «le autorità dovranno concentrare la loro attenzione sulle politiche necessarie ad assicurare una ripresa forte e duratura».

Il Fondo invita a proseguire senza indugi la pulizia dei bilanci delle banche: dovrà essere assicurata un’adeguata ricapitalizzazione degli istituti sani e la chiusura di quelli non più recuperabili, avverte il Rapporto. Contemporaneamente «le politiche fiscali e monetarie dovranno sostenere attentamente l’inversione del ciclo senza dimenticare di preparare l’uscita dalle misure straordinarie» messe in campo nel corso della crisi.

IT 2

«Ma in definitiva», conclude il Fondo, «muoversi rapidamente per riparare il danno causato dalla crisi al potenziale di crescita europeo è la cosa più importante. Solo alzando il potenziale di crescita dell’Europa nel lungo periodo potremo metterci per bene la crisi alle spalle».

Esportazioneextra UE

Inps: boom della cassa integrazione, assegni di disoccupazione su del 52 per cento.

Fonte: Italia Lavoro

Domande di disoccupazione in salita del 52,2%: con le pratiche accolte dall’Inps che si avvicinano al milione (984.286) tra l’inizio di agosto 2008 e la fine di luglio 2009.

Crescita vertiginosa per le ore di cassa integrazione ordinaria, che registrano un +409,4% tra il primo settembre 2008 e il 31 agosto 2009.

Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione di Antonio Mastrapasqua, presidente e commissario straordinario dell’Istituto di previdenza, resi noti in occasione della presentazione dell’attività e dei risultati dell’Inps.

Sempre tra il primo settembre 2008 e il 31 agosto 2009, le ore di cassa integrazione straordinaria sono invece aumentate dell’86,7%. Le ore autorizzate di Cig hanno superato quota 615,5 milioni, per una crescita complessiva del 222,3%.

Per il 2010 si prevede che gli aventi diritto alle pensioni di anzianità siano destinati a salire a 176 mila unità, con un incremento pari al 49% rispetto ai 118 mila che possedevano tali requisiti nel 2009.

Approfondimenti:

Marcegaglia, tagliare le tasse alle imprese come in Francia

Auto, vendite in crescita in Francia.

Auto: a settembre vendite in crescita del 6,7%

IL MERCATO ITALIANO DELLE AUTOVETTURE PER MARCA E GRUPPO A  SETTEMBRE 2009

IMMATRICOLAZIONI IN ITALIA DI AUTOVETTURE E FUORISTRADA TOP TEN – SETTEMBRE 2009

Crisi: Report del Circolo

copertina-report-marzo-2009

Report Economico – file pdf – pagine n.41

Indice:

Premessa.
Una Riflessione sulla crisi
Crisi, rivisto al ribasso il calo del PIL . Mai così male dal 1980.
Ocse: Produttività troppo bassa, l’economia italiana perde posizioni
Bankitalia: debito pubblico record.
Confcommercio: più tasse ai ricchi.
IL GOVERNO MINIMIZZA LA CRISI:
Crisi: Sacconi: In un decennio tasso occupazione più alto 7 punti.
Sacconi: difficoltà’ ma dati non drammatici.
Italia: sale la disoccupazione, nel 2009 persi 370mila posti.
Italia: Commercio estero e ordini in picchiata.
CGIL, I DATI SULLA DISOCCUPAZIONE FANNO PAURA.
ITALIA E LA QUESTIONE RETRIBUTIVA.
Credito al sistema produttivo
Unioncamere: Nel 2008 36 Mila Imprese In Più, Peggior Saldo Da 2003.
INFLAZIONE
La proposta del PD della tassa di Solidarietà, quanto incide nelle tasche dei ricchi?
UE, LA CRISI METTE A NUDO IL DELICATO EQUILIBRIO DELL’EUROPA SOLO MONETARIA.
FMI, NEL 2009 CRESCITA NEGATIVA.
Usa: crolla il Pil, sempre più ampi gli interventi pubblici.
Le parole per capire la crisi
Il costo della disoccupazione
Perché bisogna puntare alla piena occupazione?
Fonti.
Avvertenze

Crisi:PD, La crisi c’è e il governo?

PD Bientina:Idee e contributi 2008

copertina

Idee e contributi 2008 del Circolo territoriali di Bientina.

Scarica l’ebook – File pdf. pag.94

L’ebook dei contributi 2008 è stato distribuito in forma cartacea agli intervenuti della cena del PD del 13 Dicembre 2008.

L’ebook è andato in tipografia per la stampa alla fine di novembre, quindi i dati riportati sono aggiornati fino a quel periodo.

Il Circolo dispone ancora di alcune copie cartacee che saranno distribuite fino ad esaurimento.

Inflazione in calo, cresce la disoccupazione,salari in perdita

In Sintesi:

L’inflazione armonizzata in Italia si è portata a settembre al 3,7%, dal 4,2% di agosto, sostanzialmente in linea con l’area dell’euro (3,6%). Il livello risulta ancora più che doppio rispetto a quello di un anno prima (1,7% a settembre 2007).

L’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale (NIC) ha segnato una variazione positiva su base annua del 3,8%.

I capitoli di spesa relativi all’abitazione, ai trasporti e ai prodotti alimentari sono responsabili di oltre il 70% dell’inflazione complessiva.

Ad agosto, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,2% rispetto a luglio e dell’8,2% nei confronti dello stesso mese di un anno prima.

Al netto del comparto energia, la crescita dei listini industriali si è attestata al 4,2%.

L’indice delle retribuzioni orarie contrattuali ha registrato ad agosto una variazione positiva dello 0,1% rispetto al mese precedente, con un incremento del 4,2% nei confronti dello stesso mese del 2007.

L’aumento registrato nel periodo gennaio-agosto 2008 rispetto al corrispondente periodo dell’anno prima è stato del 3,3%, inferiore a quello dell’inflazione.

Rispetto ad agosto del 2007, è nettamente diminuita la quota dei dipendenti in attesa di rinnovi contrattuali.

Tra aprile e giugno 2008 è cresciuto per il quarto trimestre consecutivo il numero di persone in cerca di occupazione.

Il tasso di disoccupazione è salito al 6,7%, dal 5,7% del secondo trimestre del 2007. E’ cresciuto lievemente il tasso di attività, mentre è rimasto stabile il tasso di occupazione.

In Dettaglio:

Continua a leggere ‘Inflazione in calo, cresce la disoccupazione,salari in perdita’

Focus Economico Settembre 2008

FOCUS SUI ALCUNI FATTI ECONOMICI DELL’ITALIA.

Indice Report:

Salari, l’Italia lontana dall’Europa

Disoccupati, quanto i sussidi e il welfare integrano i salari

Redditi, una famiglia su 2 vive con meno di 1.900 euro

Il credito in tempi di crisi.

Report Settembre 2008 – file pdf pag.7

Prezzi alla produzione ai massimi dal 1995 “l’andamento sulla natalità delle imprese è al lumicino”

Purtroppo le indicazione economiche prevedono quanto già affermato con il nostro Post del 14/08/2008 siamo in fase di stagflazione, e non sarà certo l’ottimismo di Berlusconi a farci uscire da questa crisi che si prevede lunga e tortuosa.

Un dato che i giornali di oggi non riportano, ma che è un segnale importante per capire cosa sta succedendo, è il dato sulla mortalita e natalità delle imprese che per la prima volta i sei anni nelle rivelazioni ISTAT segna un andamento negativo.

Va detto però che il dato dell’ISTAT si riferisce al 2006, di fatto l’ultima rivelazione di Unicamere conferma un  Trend più ottimistico ma logoro, segnale di un paese fiacco che non sarà certo con l’ottimismo che risolverà i suoi problemi. Le famiglie sono sempre più indebitate per far fronte agli impegni giornalieri, le imprese pagano costi superiori rispetto ai loro competitori sia UE che estra UE, la politica economica non è degna di questo nome, visto i tagli fatti con laccetta senza nessun criterio di priorità sociale.

E non sarà certo con il richiamo morale alla responsabilità sociale dell’impresa che i problemi strutturali verranno risolti.

Nella situazione attuale, occorrono responsabilità democratiche a tutti i livelli produttivi e di conoscenza, ognuno deve fare la sua parte per far funzionare il sistema Italia.

Ma va detto forte e chiaro che: chi chiede sacrifici “deve dare il buon esempio” e qui purtroppo la nostra classe dirigente non è delle più presentabilie, e delle più lungimiranti e priva del concetto di responsabilità democratica e quindi non concepisce la gestione delle risorse come ” scarse e poco riproducibili”.

In conclusione, leggiamoci i dati e sperate che io mi sbagli, anche perchè sarei contento di essermi sbagliato nelle mie piccole e dilettantistiche previsioni economiche.

Rivelazione Unicamere :

Aumentano le imprese in Italia, ma con sempre meno vitalità.

E’ quanto emerge dai dati elaborati da Unioncamere sulla base di Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta sul registro delle imprese da InfoCamere, la società consortile di informatica delle Camere di commercio italiane (i dati completi sono disponibili sul sito www.infocamere.it). Secondo la rilevazione, il tasso di crescita trimestrale si è fermato allo 0,61%, il valore più contenuto degli ultimi sei anni e in ulteriore diminuzione rispetto allo 0,66% rilevato nello stesso trimestre del 2007. Tra aprile e giugno scorsi, è stato registrato un bilancio positivo per 36.869 unità tra ‘nascite’ e ‘morti’, come risultato del saldo tra le 112.550 imprese create e le 75.681 che invece hanno cessato l’attività. A determinare l’andamento del trimestre è stata la ridotta natalità, con le iscrizioni diminuite di poco meno di 4mila unità rispetto al corrispondente trimestre dell’anno precedente, mentre il numero di cancellazioni si è mantenuto sostanzialmente stabile (360 in meno rispetto allo scorso anno).

A determinare la minore vitalità del sistema anche la conferma che, dopo quasi due anni di spinta ininterrotta, le costruzioni non sono più il settore guida della crescita del tessuto imprenditoriale. Sono state infatti superate dall’area dei servizi alle imprese. Inoltre, si è registrata la frenata nella spinta delle società di capitale che, pur confermandosi la forma giuridica più vitale (+1,21% la crescita nel trimestre), perdono punti di crescita rispetto all’anno passato. A livello territoriale, le regioni del Centro Italia (del Lazio in particolare) si sono attestate su valori di crescita intorno alla media nazionale, dopo circa due anni di trimestri-record. Il totale delle imprese italiane registrate alle Camere di commercio, che include tutte le attività economiche sia attive sia inattive, con e senza addetti, a fine giugno 2008 si è attestato al valore di 6.101.110 unità.

Rispetto al totale delle imprese, il comparto artigiano mostra un andamento lievemente migliore nel trimestre, con un tasso di crescita complessivo pari allo 0,68%, pur arretrando più della media rispetto al risultato del corrispondente trimestre 2007, quando la crescita fu dell’1,07%. Alla ridotta crescita hanno contribuito sia le iscrizioni (quasi 5mila in meno rispetto a un anno fa) sia le cessazioni (cresciute di 600 unità rispetto al secondo trimestre 2007), con il saldo più basso degli ultimi sei anni.
Dalla rilevazione è emerso che sono 7 le regioni cresciute più della media nazionale: Lombardia (0,71%), Liguria (0,70%) e Piemonte (0,66%) nel Nord-Ovest, Toscana (0,70%) e Lazio (0,68%) nel Centro, Puglia (0,64%) e Calabria (0,69%) nel Mezzogiorno. Tutte le regioni del Nord-Est hanno fatto registrare un tasso minore o uguale alla media nazionale (0,61%), mentre le regioni delle circoscrizioni settentrionali (ad eccezione del Friuli Venezia Giulia) hanno fatto registrare tassi di crescita inferiori a quello dello stesso periodo dello scorso anno. Ruoli invertiti con le regioni del Mezzogiorno, che migliora la performance rispetto al 2007 da 0,45 a 0,53%. Lo scorso anno tutte le regioni del Sud erano al di sotto o al livello della media nazionale, mentre quest’anno cinque su otto hanno fatto registrare un tasso di crescita migliore di quello dell’anno precedente. Ciononostante, nel complesso la circoscrizione meridionale rimane quella con il tasso di crescita più basso del trimestre.

Istat, prezzi produzione a Luglio +8,3%, top dal 1995.

L’indice dei costi all’industria è salito oltre il livello massimo raggiunto 13 anni fa.

E’ il settore energia – petrolio, gas, elettricità – ad incidere maggiormente sulla variazione.
Balzo dei prezzi alla produzione. A Luglio – secondo i dati dell’Istat – l’indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali registra una crescita dell’8,3%, rispetto allo stesso mese del 2007, il livello più alto dal mese di settembre del 1995 quando la crescita si era attestata all’8,7%. L’indice tendenziale è stato del +4,1%.

Resta ancora il settore energia ad incidere negativamente sulla variazione dei prezzi alla produzione dell’industria italiana.

Il raggruppamento energia su base annua ha infatti registrato un aumento del 25%, il più alto dal novembre 2000 (+26,3%). Lo precisano i tecnici dell’Istat, evidenziando che al netto dell’energia si ha infatti un rallentamento dell’indice, al +4,1% dal +4,2% del mese precedente.

La variazione tendenziale dei prezzi alla produzione è dovuta, a livello di raggruppamenti, per il 60% all’energia (prodotti petroliferi raffinati, energia elettrica, gas e acqua) e per il circa il 20% ai prodotti intermedi. Il prezzo del petrolio oggi è in lieve rialzo sul mercato after hours di New York. Dopo il rally di ieri, il greggio ha guadagnato 63 centesimi portandosi a 118,78 dollari al barile.

Bankitalia: “Scende Pil area euro, segno di scarsa fiducia delle imprese”La notizia giunge insieme alla rilevazione di Bankitalia sul Pil nell’area euro.

Eurocoin, che fornisce ogni mese una stima della crescita di medio-lungo periodo del PIL nell’area dell’euro, è ulteriormente sceso in agosto, dallo 0,34% allo 0,17, il valore più basso dalla metà del 2003. Il risultato conferma la debolezza della crescita di fondo dell’area dell’euro. Il dato di agosto è stato influenzato negativamente soprattutto dalla pubblicazione

delle stime preliminari sulla crescita del PIL dell’area nel secondo trimestre (-0,2% sul periodo precedente) e, in misura minore, dal deterioramento del clima di fiducia delle imprese registrato dalle ultime inchieste congiunturali. Lo comunica il Servizio segreteria particolare della Banca d’Italia.

La nuova versione di €-coin – sviluppata dalla Banca d’Italia – mira a fornire una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. €-coin fornisce tale indicazione in tempo reale e la esprime in termini di tasso di crescita trimestrale del PIL depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo). €-coin è pubblicato mensilmente dalla Banca d’Italia e dal CEPR.

La stima di €-coin è ottenuta sfruttando un vasto insieme di serie storiche macroeconomiche (quali, ad esempio, gli indici di produzione industriale, i sondaggi congiunturali, gli indicatori di domanda e gli indici di borsa) da cui viene estratta l’informazione rilevante per la previsione della dinamica del prodotto nell’area.

Data la sua tempestività, la stima di €-coin per un particolare periodo precede di alcuni mesi l’uscita del dato ufficiale sulla crescita del PIL nell’area rilasciata dall’Eurostat. €-coin si caratterizza per le sue buone proprietà anticipatrici del tasso di crescita del PIL trimestrale.
La natalità e la mortalità delle imprese.

Nel 2006 nascono poco più di 284 mila imprese, circa 24 mila in meno rispetto all’anno precedente, con un tasso di variazione relativa, tra il 2005 e il 2006, pari a -7,8 per cento.

Il Tasso di natalità per l’anno 2006, pari al 7,1%, mostra un’inversione di tendenza nel fenomeno di entrata sul mercato da parte di nuove imprese, e registra il valore più basso degli ultimi 6 anni.

In particolare, sono i settori degli altri servizi e delle Costruzioni, da sempre caratterizzati da tassi superiori alla media generale, a segnare una marcata diminuzione rispetto al 2005 (rispettivamente di 1,4 punti percentuali il primo e di 0,7 il secondo).

I settori dell’Industria in senso stretto e del Commercio presentano, invece, una natalità pari a quella dell’anno precedente.

Nel 2005 cessano circa 298 mila imprese, 16.000 unità in più rispetto al 2004, con un tasso di mortalità medio annuo del 7,5 per cento (era 7,3 per cento nel 2004).

Particolarmente elevato il dato per i settori delle Costruzioni (9,1 per cento) e del Commercio (7,7 per cento), che presentano un tasso di mortalità al di sopra della media annua, mentre nei settori dell’Industria in senso stretto e degli altri servizi il tasso di mortalità rimane sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente.

Approfondimenti:

ISTAT: La natalità e la mortalità delle imprese 2001/ 2006

ISTAT: Indice dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali

Banca D’Italia: L’economia italiana in breve 16/08/2008

Banca D’Italia: In agosto €-coin indica un ulteriore indebolimento della fase congiunturale

Ormai è stagflazione in Europa “non illudiamoci”

INFLAZIONE: BCE, NEL 2008 IN EUROLANDIA SALIRA’ AL 3,6%

Eurostat: nel secondo trimestre Pil a -0,2%. E’ la prima volta negli ultimi quindici anni

Zapatero interrompe le ferie e vara un pacchetto d’emergenza.

”Le aspettative di inflazione per il 2008 e il 2009 si sono spostate verso l’alto. Per il 2008 le stime si sono collocate su una media 3,6%, 0,6 punti più elevate rispetto alla precedente indagine. Il tasso di inflazione atteso per il 2009 e’ stato rivisto al rialzo di 0,4 punti percentuali, al 2,6%”.

E’ quanto si legge nel bollettino di agosto della Banca Centrale Europea.

Nessuna sorpresa, purtroppo. I dati dell’Eurostat, pubblicati ieri, fotografano l’economia dell’Eurozona col freno tirato (il Pil lascia per strada lo 0,2%), per la prima volta nella sua storia, e giustificano l’uso del termine recessione. Nonostante l’affrettarsi del commissario europeo a gettare acqua sul fuoco e a definire il termine «esagerato».

Se poi si aggiungono le previsioni della Bce sulla crescita 2009, meno 0,3%, il quadro generale assume tinte sempre più che fosche.

Del resto era prevedibile, leggendo il nostro Report del 12 Agosto 2008 dove ci siamo limitati ad una fotografia riportando quanto emergeva da centri studi qualificati. E’ ormai da diversi mesi che pubblichiamo periodicamente POST economici che indicavano chiaramente quanto sta accadendo oggi.

Come è convinzione di chi scrive, ( ma non è un mistero visto i post precedenti in merito) che la politica monetaria restrittiva perseguita dalla BCE, con l’avvallo dei cortigiani delle banche centrali Nazionali e il nostro governatore non fa eccezione in merito. Sia solo frutto dei Ragionieri di stato miopi come diceva J.K.Galbraith.

Galbraith nella buona società scrive “la politica monetaria al contrario di quanto pensino molti dogmatici della moneta, non è l’unica via  per sconfiggere l’inflazione, azi è quella meno efficace e spesso ha creato più danni che guadagni. Nessuno fino ad oggi a mai dimostrato il contrario”.

In un momento di stagflazione dove c’è necessità di consumi interni, l’aumento dei tassi imposti dalla BCE fanno svanire quel minimo di aiuti che gli stati nazionali varano con la loro politica economica. Oggi quasi tutti in  europa sono indebitati, l’aumento dei tassi diventa un ulteriore prelievo sulle disponibilità dei cittadini Eurpopei a discapito dei consumi. Questo prelievo imposto unilateralmente dalla BCE a carico delle famiglie consumatrici non sta dando i frutti che la stessa BCE si era prefissa. In una società responsabile chi sbaglia paga, ma Trichet è li ben saldo al comando della BCE e convinto nella bontà delle  sue Utopie.

Purtroppo per noi, le convinzioni di Trichet nulla possono di fronte a questo tipo di fenomeno che combina insieme inflazione e stagnazione (inflazione + mancata crescita in termini reali, crea la stagflazione ) dovuta da una concomitanza di shock economici.

E’ giunta l’ora di mandare in pensione Trichet, vista l’età, lui sarebbe in condizioni di godersi il meritato riposo, e noi eviteremo altri danni.

Sintesi dei dati di Eurostat:

La produttività cala
Il dato per i 15 paesi dell’Eurozona fornito da Eurostat registra nel secondo trimestre del 2008 un calo del pil dello 0,2%, rispetto al trimestre precedente (quando si era registrata una crescita dello 0,7%). Si tratta della prima contrazione dal 1999, da quando ha innestato la marcia l’Unione: finora, infatti, il dato era stato sempre positivo su base congiunturale, ad eccezione del secondo trimestre 2003, quando il pil era rimasto invariato; l’unico precedente negativo risale a 15 anni fa, al 1993. Il calo riguarda anche l’Ue a 27, che fa registrare un -0,1% (era un +0,7% nei primi tre mesi).

L’Italia maglia nera
Si conferma anche la contrazione dell’Italia: -0,3% da aprile a giugno. Peggio di noi, nell’Ue, fa solo l’Estonia, con -0,9% sul trimestre. Ma anche gli altri paesi partner non vanno tanto meglio: la Germania ha comunicato un dato sulla crescita meno «brutto» delle attese, ma comunque con un segno meno (-0,5%). Stessa situazione in Francia dove la contrazione è stata dello 0,3%. Tiene, invece, la Spagna, ma di pochissimo (+0,1%). Si salva il Portogallo con un +0,4%.

Consumi ridotti
La frenata si spiega con la riduzione dei consumi, in calo dello 0,9% in termini reali nel secondo trimestre (-4% il settore automobilistico), che va a sposarsi con salari e retribuzioni ferme e ad una disoccupazione che è tornata a correre. La produzione industriale è così diminuita (-0,6%), trascinando verso il basso gli investimenti.

I prezzi al ribasso
L’unica nota confortante arriva sul fronte prezzi, la cui accelerazione in Europa sembra essersi arrestata. L’Eurostat ha rivisto al ribasso l’aumento dell’inflazione a luglio nell’Eurozona, indicandola al 4% (contro il 4,1% delle prime stime), stabile rispetto a giugno. Su base mensile, l’inversione di tendenza è ancora più evidente, con un calo dei prezzi dello 0,2%. A luglio un 4% stabile anche per l’Italia.

Petrolio e alimentari. La Bce vigila sull’inflazione ma, avverte, esistono rischi di “ulteriori rincari imprevisti di prodotti energetici e alimentari”. “C’è il rischio – si legge ancora nel bollettino – che le tensioni sui mercati finanziari abbiano sull’economia reale ricadute più negative di quanto anticipato”. A causare l’inflazione potrebbe essere anche “la minore espansione a livello mondiale”.

Disoccupazione. “Le aspettative per il tasso di disoccupazione si collocano al 7,2% nel 2008 e al 7,4% nel 2009″. Rispetto alla precedente indagine questo comporta una revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali per quest’anno e una di 0,3 punti percentuali per l’anno prossimo. Alla base di questo aumento ci sono “le prospettive di rallentamento economico nell’area, in particolare nel settore delle costruzioni”.

Riduzione delle spese per i bilanci a rischio. La Bce mette in guardia dal “rischio che quest’anno alcuni Paesi non raggiungano gli obiettivi di bilancio”. In questa situazione “è di importanza cruciale attuare in maniera rigorosa i piani di bilancio ed evitare sconfinamenti di spesa”. Gli Stati con disavanzi più elevati devono elaborare “piani di riduzione del deficit ambiziosi sostenuti da misure ben definite, preferibilmente dal lato della spesa”.

La sorpresa di Bruxelles
«Sarebbe esagerato parlare di recessione» ha commentato Amelia Torres, portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia. Bruxelles non è sorpresa dai dati Eurostat, «in parte conseguenza dell’aumento superiore alle aspettative registrato nel primo trimestre 2008», e sui quali «ha pesato il boom dei prezzi del petrolio tra aprile e giugno». Torres ha ammesso, però, che «sulla base degli indicatori sulla fiducia i segnali sono piuttosto negativi» per il futuro.

La Bce in allarme
Anche per Eurotower non si può parlare ancora di recessione. «A fine anno l’economia europea dovrebbe comunque risultare in crescita dell’1,6%» (ma l’ultimo Bollettino prevede per il 2009 una contrazione dello 0,3%, all’1,3%) ha spiegato Jean-Claude Trichet. Il governatore non nasconde però che l’area euro ha imboccato una fase di crescita economica «sensibilmente inferiore» rispetto ai primi tre mesi, e che tale rallentamento «peserà sulla parte centrale dell’anno». Francoforte continua ad insistere anche sul rischio inflazione, che – dice – per i prossimi mesi si manterrà ben al di sopra dei valori obiettivo, con rischio al rialzo almeno sino al 2009.

Approfondimenti:

I prezzi Usa aumentano il doppio del previsto: +0,8% in luglio

Europa, prove di recessione: lo conferma il Pil ZAPATERO: ”LA BCE TAGLI I TASSI”

Spagna, Zapatero: «25 punti per rilanciare l’economia spagnola»

Report Circolo – 12 Agosto 2008 – file pdf pag 12

Report Economico Marzo 2008

REPORT SUI PRINCIPALI FATTI ECONOMICI DELL’ITALIA

Scarica Report Economico Italia Marzo 2008 – file pdf pag.57

Il Presente documento è stato elaborato dal Circolo Territoriale di

Bientina.

Lo scopo del documento è quello di effettuare una fotografia reale  dei

maggiori fatti economici dell’Italia.

Il motivo per cui è stato elaborato è duplice:

- il primo è quello di avere uno strumento di controllo per verificare le cose prima, durante e a fine esercizio del governo.

- il secondo è quello di informare il cittadino sulle cose cosi come sono.

Nella elaborazione del documento si è previlegiato la forma grafica, al fine di rendere lo stesso sintetico e di facile comprensione.

In breve vi sono riportati i maggiori fatti Italiani,evitando di dare a essi giudizio di valore in merito.

INDICE:

Continua a leggere ‘Report Economico Marzo 2008′


 

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