Archivio per Ottobre 2009

Crisi:In Italia c’è chi produce ricchezza e benessere sociale, e c’è chi evade.

La mappa dei super-ricchi italiani: concentrati in 5 regioni.

Più dei due terzi della ricchezza totale dei paperoni italiani, quelli con portafogli finanziari di almeno 500mila euro, si concentra in cinque regioni.

Continua a leggere l’articolo sul sito del sole24ore.it

Le tabelle con le classifiche della ricchezza nelle regioni e nelle province

******

In Italia, c’è chi produce richezza e lavoro e chi invece evade costantemente e continuamente ingenti somme di denaro.

Purtroppo spesso la politica miope e prigioniera delle narrazioni del 900 tende a vedere nel piccolo imprenditore il male e la causa dei problemi Italici. E’ un vecchio problema della sinistra Italiana, anche di quella parte che oggi dice di chiamarsi riformista ma è erede di una forma-mentis del passato.Un passato fatto di retorica dove era molto più facile fare accordi consociativi con la grande impresa lasciando nel tritacarne sociale il piccolo imprenditore, alimentando cosi l’illusione del perseguimento delle narrazioni politiche dell’epoca.

Questa crisi sta dimostrato che il valore della piccola e micro impresa è fondamentale per la tenuta sociale del territorio, in un mondo sempre più globalizzato, dove la grande industria tende a ricollocarsi in quelle aree gegrafiche dove il costo della manodopera e a livelli da fame e dove il sindacato è inesistente.

La trasormazione sociale in atto, porterà sempre di più l’individuo espulso dalla grande industria a dover essere imprenditore di se stesso, di conseguenza è già in atto da tempo una trasformazione delle vecchie categorie sociali del novecento che di fatto non sono più idonee per leggere la società moderna.

Da questa presa di coscienza nasce la prima vera rivoluzione della politica riformista di centro sinistra.

Una rivoluzione culturale e di linguaggio che deve vedere i componenti della comunità come individui associati per valori e non per classe, l’asssociazioni per valori è di fatto una associazione che crea una nuova generazione politica che include in essa individui di età diverse, con redditi diversi ma con valori condivisi e con una narrazzione comune del mondo in cui vorrebbero vivere.

Un mondo, che di fatto non può che  essere per il centro sinistra riformista, equo, solidale, democratico, liberale, individualista ma profondamente sociale.

L’evasione quando è fatta per il solo scopo dell’arricchimento oltre ogni limite di esigenza umana è asociale, ma l’evasione fatta per “sopravvivere economicamente”, è di fatto la conseguenza di una politica economica miope ed errata; una politica che costringe il cittadino medio ad essere in conflitto con la comunità e a dever decidere fra l’etica e la sua “sopravvivenza economica”. Di conseguenza per la comunità diventa una battaglia persa, in quanto il nostro istinto naturale tende a scegliere per la “sopravvivenza economica” che è essenziale e che deve essere adeguata agli standards sociali.

La responsabilità sociale dell’individuo che vive in comunità, non può mai essere messa in conflitto con la sua “sopravvivenza economica”, la politica del grimardello morale attuata dalla sinistra nel 900 è una delle cause per cui il riformismo di sinistra non è mai stato una visione comune e condivisa nel nostro paese; Un paese (che è bene ricordare) il cui motore produttivo è  fatto prevalentemente da piccoli imprenditori.

Pagare tutti per pagare meno tutti è un obbiettivo fondamentale, ma è altrettanto fondamentale:

- il riconoscimento del valore lavoro, ma del lavoro in quanto tale e indipendentemente dalla categoria o tipologia contrattuale, di fatto il lavoro umano assume valore sociale perchè è fondamentale per il  progresso dell’intera comunità (1),

- il riconoscimento dell’equità fiscale verso chi lavora e produce ricchezza, richezza che è di  fatto la benziana che serve per tenere  acceso il motore dei servizi  sociali,

- l’equità fiscale è un concetto flessibile ed è espandibile verso l’alto solo e soltanto se il contribuente ( il cittadino) si sente integrato rispettato e gratificato socialmente,

-l’espansione verso l’alto del concetto di equità fiscale è imprescindibile dal riscontro dell’equità nella gestione delle risorse. E’ bene ricordare che in questo caso le risorse sono frutto del lavoro umano, e quindi da considerare scarse per loro natura. Di conseguenza diventa necessario e imprescindibile da parte di chi fornisce quelle risorse una verifica sulla loro gestione.

Nota:

1) Nelle società primitive, i cacciatori dividevano la cacciagione con l’intero villaggio, magari riservandosi una parte maggiore per loro e per il capo tribù. Il concetto fonadmentale di questa regola, era che il lavoro serviva per il sostentamento e la sopravvivenza dell’intera tribù. Non c’era la ricerca dell’equità e dell’uguaglianza, ma c’era un compromesso fra premio individuale, rispetto gerarchico ( l’autorità che mantenva l’ordine delle tradizioni frutto delle esperienze sociali) e socialità nella consapevolezza che solo l’unione sociale e condivisione di valori, aveva la meglio su una natura ostile ( chi in quel momento aveva fatto una buona caccia, poteva un domani non avere la solita fortuna, ma la regola condivisa frutto dell’esperienza sociale consentiva comunque la sua sopravvivenza fisica e della tribù), egoismo, capacità individuali e esperienza empirica, avevano trovato una soluzione frutto dell’intelligenza umana; Al fine di avere la meglio sulle avversità del vivere quotidiano in base alla situazione data.

CRISI: Spiriti Animali, come la natura umana può salvare l’economia

SPIRITI ANIMALI. Come la natura umana può salvare l’economia.

Editore: RIZZOLI – Pubblicazione: 05/2009-Numero di pagine: 312 -Prezzo: € 19,50

Autori: AKERLOF GEORGE – SHILLER ROBERT J.

Già all’indomani del crollo del 1929, John Maynard Keynes metteva in guardia contro la teoria classica secondo cui solo la perfetta razionalità guida il comportamento economico: al contrario, diceva, anche la natura umana, sotto forma di tendenze psicologiche, influenza le nostre azioni.

Sono gli “spiriti animali”, e da essi bisogna ripartire per comprendere la crisi in corso. Dalla fede cieca nel fatto che i prezzi delle case saliranno sempre, fino alla rassegnata sfiducia del risparmiatore di fronte alla corruzione nei mercati azionari, gli spiriti animali sono il vero motore dell’economia.

Su questa base, gli autori rispondono a una serie di domande fondamentali sul presente e soprattutto sul futuro:

- come mai ci sono persone che non trovano lavoro?

- Perché è così difficile risparmiare?

- Cosa determina le depressioni economiche e le oscillazioni dei mercati immobiliari?

Akerlof e Shiller sintetizzano il lavoro di anni in un’analisi limpida e autorevole che cambierà il modo di pensare alle recessioni, alla disoccupazione e alla povertà e ai mutui. Spiegano perché l’ignoranza del vero funzionamento dell’economia abbia condotto al crollo dei mercati del credito e la conseguente minaccia di un collasso economico globale. Ricordando che, per risollevarsi dalle sventure finanziarie, i governi dovranno avere la saggezza di sfruttare le forze potenti dell’emotività umana, anziché continuare a ignorarle.

******

I due autori sostengono, in polemica con l’economia classica, che le persone non si comportano solo razionalmente e i mercati non tendono automaticamante all’equilibrio.  E’ storia vecchia, che ha un impatto su come i governi (non) intervengono in economia, e che ha i suoi epigoni in Milton  Friedman e tutti i “liberisti puri”.

Le persone non agiscono solo con motivazioni economiche e in modo razionale. La crisi attuale, le bolle degli anni passati, e il buonsenso dovrebbero farci avvertiti. Il Che non vuol dire tornare al mondo in cui lo stato si sostituiva all’imprenditore.

I due annoverano tra gli spiriti animali la fiducia, il panico, il senso di equità, la malafede, l’illusione monetaria; ma soprattutto, scrivono, contano le “narrazioni”, le promesse di ricchezza, il sogno della crescita senza limiti.  E questo tira in ballo l’informazione.

In sostanza un buon libro da leggere, sopratutto per i neofiti che vogliono capire come l’economia guarda la società.  Mi ricorda per certi versi un’altro libro Il Mondo di Sofia , un Romanzo ma anche un piccolo trattato sulla storia della filosofia.

Crisi: La generazione Tuareg tradita dalla politica dei padri

“Viandante sono le tue impronte la via e nulla più: Viandante non c’e un cammino si fa il cammino camminando. Camminando si fa il cammino e girando indietro lo sguardo si vede il sentiero che mai si deve tornare a calpestare.Viandante non c’è un cammino ma le stelle nel mare …”

Caminante, no hay camino (Viandante non esiste cammino) di Antonio Machado

******

Il precario si traveste da autonomo. La ditta individuale è spesso l’ultima risorsa dopo aver perso il posto.

Un esercito a cui probabilmente andrebbero aggiunti i 29mila toscani il cui lavoro, secondo l’Irpet, passa attraverso le varie forme di collaborazione (coordinate e continuative, a progetto, occasionali). Un mondo collegato con un sistema di vasi comunicanti ad altre forme del lavoro flessibile involontario: quello dei contratti a termine da cui si approda alla partita Iva o da cui si ritorna, a seconda delle contingenze del mercato, a quello del lavoro a somministrazione.

Leggi l’articolo sul Tirreno.it

Storie dalla generazione perduta. “Ci avete traditi, restituiteci la vita”.

C’è collera e disincanto. Avvilimento e indignazione. Nelle ottocento email spedite dai giovani, in poco meno di quarantotto ore, a Repubblica.it, si sovrappongono parole rabbiose e spietate analisi. I ragazzi che sono stati mandati a casa con la crisi, sono mortificati per il lavoro che non c’è. Pentiti del tempo e della dedizione riservata agli studi. Arrabbiati per l’assenza di meritocrazia che li tiene ancora fuori da tutto. Nelle testimonianze arrivate da ogni parte d’Italia ci sono le peripezie quotidiane di quelli ingabbiati nella “trappola dello stage” e il disappunto degli eterni precari appesi alle promesse di un datore di lavoro.

Leggi L’articolo su Repubblica.it

Per la Cgil i disoccupati sono più di 3 milioni.

I disoccupati e gli inattivi che hanno rinunciato a cercare il lavoro sono 3milioni e 200mila, pari al 12,1% della popolazione in età lavorativa. La stima è della Cgil che insieme all’Ires ha rielaborato le ultime rilevazioni dell’Istat (del secondo trimestre) evidenziando come a fianco di un milione e 841mila disoccupati ufficiali, vi sia una platea composta da un milione e 363mila persone in età lavorativa (434mila in più rispetto al 2008) che ritenendo di non riuscire a trovare un’occupazione non la cercano più.

Si tratta di un aggregato a forte connotazione territoriale e di genere, visto che il 56,4% risiede nel Mezzogiorno e l’86% è donna. Considerando anche questi ultimi, definiti gli “scoraggiati”, il tasso di disoccupazione sarebbe ben più alto del 7,4% calcolato dall’Istat. Siamo ben oltre i parametri europei, sottolinea il segretario confederale Cgil, Fulvio Fammoni, per raggiungere la media del 9% delle altre nazioni, bisogna riuscire a far emergere almeno il 50% dei lavoratori “scoraggiati”, attraverso l’iscrizione al collocamento.

Nel secondo trimestre 2009 l’Istat ha evidenziato una diminuzione dell’occupazione dell’1,6% rispetto al 2008, pari a 378mila persone in meno. L’emorragia di lavoro nel secondo trimestre è legata alla caduta dei dipendenti a termine di 229mila unità (-9,4%), dei collaboratori (-65mila) e degli autonomi (-210mila), «caduta che risulta assai più marcata se riferita alla sola componente italiana». La diminuzione dei dipendenti temporanei ha interessato per tre quarti i giovani fino a 34 anni di età.

Leggi l’articolo sul sole24ore.it

Approfondimenti:

ISTAT : Lavoro e retribuzioni nelle grandi imprese

In un anno nella Ue 5 milioni di disoccupati in più

Strauss-Kahn: nel 2010 si perderanno altri posti di lavoro

Bini Smaghi: «Ridurre le tasse e avviare riforme strutturali»

Crisi: Tremonti non riesce a mettere a fuoco i fatti….

In tempi di crisi economica occorrono buone lenti per guardare le cose per come sono. Quelle di Tremonti sembrano piuttosto appannate.

Tremonti: «La crisi si è bloccata, ma è come un videogame»

«La fenomenologia della crisi, la patologia sono in continuo divenire come in un videogame». È l’immagine usata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio. «La crisi si è bloccata è vero – aggiunge Tremonti – ma solo per l’intervento degli Stati che ha trasmesso un messaggio di fiducia».

Il Tesoro lavora su fondi a sostegno delle Pmi. Il Tesoro sta lavorando con le banche per mettere a punto un sistema di uno o più fondi per assistere le piccole e medie imprese sul territorio, ha annunciato Tremonti, sottolineando che «occorre fare di più sull’economia reale». Si tratterà, ha spiegato il ministro, di uno o più fondi per i quali «avremo fra due-tre settimane un primo schema di lavoro. Che dovrà essere una struttura compatibile con il mercato.

Continua a leggere l’articolo sul sito del sole24ore.it

Berlusconi: la ripresa è iniziata. Draghi: ora costruire la crescita.

La caduta delle economie in tutti i Paesi del mondo si è fermata, la fase acuta è superata ma la ripresa è debole. Questo il monito lanciato dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel suo intervento alla Giornata mondiale del risparmio. «La caduta in cui le nostre economie si stavano avvitando, tra la fine del 2008 e l’inizio di quest’anno – ha detto Draghi – si è fermata. Siamo meno sicuri che si stia effettivamente avviando una ripresa duratura, che non poggi solo sul sostegno straordinario delle politiche economiche». Le banche italiane, per il Governatore, non devono abbassare la guardia «perché la situazione resta esposta a fragilità». Non sono da sottovalutare «i pericoli insiti in una situazione economica ancora delicata. La qualità del credito é in forte deterioramento».

Continua a leggere l’articolo sul sito del sole24ore.it

Fmi: Asia locomotiva mondiale. Rivisto al rialzo il Pil cinese.

Le economie asiatiche «stanno rimbalzando velocemente» dai minimi toccati durante la crisi globale e, dopo aver subito un tracollo congiunturale in alcuni casi più pesante di quello di Paesi all’epicentro della crisi, «sta guidando il mondo intero al di fuori dalla crisi». Il giudizio è del Fondo monetario internazionale che, nel suo ultimo Rapporto regionale economico sull’area dell’Asia e Pacifico, sottolinea che la ripresa, tuttavia, porterà questa regione in un «nuovo mondo»: nel lungo termine la capacità di crescere delle economie asiatiche dipenderà da una serie di riforme strutturali per dare più peso ai motori interni di crescita.

I germogli di ripresa emersi in tutta la congiuntura globale «sembrano più radicati in Asia che in altre parti del mondo» e per questo l’Fmi ha nettamente riveduto al rialzo le stime di crescita per la regione e per le sue principali economie, Cina e India, nel 2009 e nel 2010.

Continua a leggere l’articolo sul sito del sole24ore.it

FMI:  Regional Economic Outlook

Germania, cala a sorpresa la disoccupazione.

Il tasso di disoccupazione in Germania é sceso all’8,1% (dato destagionalizzato) in ottobre dall’8,2% di settembre. Il dato è nettamente migliore delle attese degli analisti che si attendevano un rialzo all’8,3%. Secondo i dati del governo tedesco, nel mese il numero dei disoccupati è calato di 26.000 unità mentre le attese erano per un incremento di 15.000 unità.

Il Pil Usa va oltre le attese: +3,5% nel terzo trimestre.

Il pil degli Stati Uniti è cresciuto del 3,5% nel terzo trimestre dell’anno. Il dato reso noto oggi dal governo è migliore delle stime degli analisti che avevano previsto una crescita del 3,2% rispetto ai tre mesi precedenti, quando il pil era calato dello 0,7%. Con il ritorno alla crescita si è interrotta la serie di quattro trimestri consecutivi di calo del pil: non era mai avvenuto da quando il governo aveva iniziato a pubblicare la statistica nel 1947.

Continua a leggere l’articolo sul sito del sole24ore.it

Crisi: Anche Versace colpito dalla crisi,taglierà un quarto della forza lavoro.

Anche Versace colpito dalla crisi,taglierà un quarto della forza lavoro.

Presentato il piano: a casa 350 dipendenti nel mondo. L’ad Ferraris: “Chiuderemo l’anno in perdita”.

La crisi economica non risparmia i grandi nomi della moda italiana. A essere in difficoltà è il gruppo Versace, che per uscire dalla situazione di stallo, ha deciso di tagliare di un quarto la sua forza lavoro, lasciando a casa 350 dipendenti in tutto il mondo.

“Il piano di riorganizzazione aziendale – informa una nota – è finalizzato ad aumentare l’efficienza, ritornare alla redditività nel 2011 e assicurare solide prospettive di crescita per il marchio”. Si prevede “la razionalizzazione dell’assetto organizzativo, la revisione della rete di negozi diretti, la riduzione degli investimenti in conto capitale nel 2010 e il taglio dei costi. Queste misure saranno implementate entro la metà del prossimo anno e porteranno a una riduzione di circa 350 dipendenti a livello mondiale”.

“L’andamento delle vendite – commenta l’amministratore delegato Gian Giacomo Ferraris – ha risentito della crisi finanziaria globale e l’azienda prevede di chiudere l’anno in perdita. Nessuna organizzazione può permettere il protrarsi di una situazione come questa, soprattutto considerato che per il 2010 non si prevede una ripresa del settore. La riorganizzazione che presentiamo oggi ci garantirà una solida piattaforma su cui riprendere la crescita. Non dobbiamo dimenticare che Versace è uno dei marchi più forti a livello mondiale nell’industria della moda di lusso ed è sinonimo di creatività, come ha confermato la reazione della stampa e dei buyer alla sfilata Primavera/Estate 2010 presentata da Donatella all’ultima settimana della moda di Milano”.

Riflessione:

Che dire…..la crisi c’è ora tutti la vedono ad eccezione di Berlusconi.

Ma il problema è e rimane il gioco d’anticipo, purtroppo qui non c’è nessuno che sembra abbia voglia di giocare sul serio questa partita.

Vanno bene le partecipazioni alle manifestazioni di solidarietà…..ma andrebbe meglio se si guardasse alla crisi nel suo contesto complesivo, e non solo a quei luoghi dove si possono contare molte teste.

Oltre tremila piccole imprese del NordEst hanno chiuso dall’inizio dell’anno ad oggi (e non solo nel NordEst), anche se vavevano un dipendente ciascuna sono tremila lavoratori a casa e tremila piccoli artigiani senza lavoro per un totale di seimila persone. Gente in carne ed ossa che non avrà nessun ammortizzatore sociale.

Per ora nei vari siti, leggo solo di iniziative di solidarietà, e del sole che c’era ieri in Piazza Navona.

Un po poco per la verità, certo fino al 2007 molti solidaristi attuali elogiavano il dragone Cinese, quindi è ovvio che oggi abbiano difficoltà a capire cosa sta succedendo.  Basta leggere i loro articoli c’è sempre una nota sull’impresa egoista brutta sporca e cattiva.

L’impresa è una istituzione sociale che si muove nella società in base alle regole democraticamente condivise, la filantropia solidaristica è altra cosa.

Il compito della politica economica è guardare ai fatti reali ed agire in conseguenza a quelli per invertire il ciclo. Tutto il resto è solo e soltanto retorica a buon mercato che non risolverà i problemi, ma avarà solo e soltanto l’effetto  illusorio nel creare la speranza di ultima istanza in quei soggetti economicamente più deboli.

I problemi di questa crisi  sono seri! A partire da L’ Europa che non può essere non solo monetaria e da una economia Mondo che deve essere più Democratica.

Se per il momento non c’è stato l’effetto della Crisi del 29, lo dobbiamo solo e soltanto al fatto che c’è già stata quella e da quella abbiamo imparato qualcosa, come ad esempio immettere denaro nel sistema per non farlo andare in default. Inoltre lo stato sociale in qualche maniera a retto ed ha attutito l’effetto povertà.

Ma entrambi questi interventi non possono essere protratti all’infinito, sono interventi finanziati con le imposte che paghiamo tutti.  Se perdiamo PIL per lungo tempo avremmo anche una perdita proporzionale di imposte, di conseguenza ci sarà una maggiore difficolta ad intervenire con manovre sociali di sostegno alle famiglie, e di agevolazione per le imprese al fine di invertire il  ciclo ( più che invertire il ciclo per alcuni anni si tratterrà di non perdere ulteriori quote di mercato come sistema Paese).

Domande:

- Se le famiglie Americane da oggi risparmiano invece di indebitarsi, a chi vendiamo i nostri prodotti visto che i Cinesi risparmiano il 40% del loro reddito?

- Quale effetto produce l’ecceso di consumo del paese X sull’ economia del Paese Y che è esportatore?

Una volta risposto alle domande sorgono due problemi:

- Se produzione e occupazione sono correlate, quando ritorneremo all’occupazione ante crisi se nesuno alimenta i consumi?

- Se i salari sono bassi sarà bassa la possibilità di spesa, chi produrrà ciò che richiede il mercato cosi trasformato?

- Quali strategie deve adottare un pese per  essere competitivo in un mercato dai bassi prezzi e di conseguenza dai passi profitti?

La mia impressione è che avremo milioni di disoccupati volontari, anche se non avranno deciso loro di essere permanemntemente senza lavoro.

Che cos’è la politica? – Che cos’è un partito?

Aristotele – Wikipedia

Gennaro Sasso – Che cos’è la politica?

19/01/1998

Sasso: Mi chiamo Gennaro Sasso, sono professore di Filosofia teoretica all’Università La Sapienza di Roma, sono anche direttore dell’Istituto di Studi Storici di Napoli. Mi sono occupato di storia del pensiero politico, soprattutto di Machiavelli e di autori connessi e poi di filosofia in senso più stretto. Oggi parleremo della questione della politica. Risponderemo – cercheremo di rispondere – alla domanda: “che cos’è la politica”.

Vai alla Lezione.

******

Che cos’è un partito?

Il partito è un attore chiave dei regimi politici moderni.

Può essere definito sulla base di diversi fattori quali l’ideologia, l’organizzazione, la mobilitazione elettorale, la rappresentanza sociale, la composizione dell’elite.

Il partito politico: un fenomeno complesso. Pur limitando l’attenzione alle democrazie occidentali, si può notare una grande diversità dei partiti in termini di organizzazione, finalità politiche e strategie del consenso.

Le tendenze recenti fanno riscontrare partiti sempre più con leadership personalizzate, con organizzazioni snelle e che ricorrono in modo massiccio agli strumenti mediali e sondaggistici.

Matrice party – file pdf pag.5

Bersani a Prato, Il PD entra nei luoghi di produzione.

Pronti a fare la nostra parte contro la crisi, cosi esordisce il neo segretario del PD.

Per la sua prima uscita da Segratario del PD Pierluigi Bersani sceglie un capannone tessile e sale sulla sedia per tenere il comizio a operai e artigiani. Non poteva fare scelta migliore per inagurare il suo primo giorno da segretario.

Bersani entra nella fossa dei leoni, va nella periferia laboriosa della provincia Toscana fatta di piccole fabbriche una dietro l’altra, artigiani alle prese con la crisi e con l’“invasione cinese” che li atterrisce al punto che il sindaco dopo sessant’anni di sinistra è finito al centrodestra.

L’obbiettivo riconquistarla come Bologna l’avevamo persa, ma poi l’abbiamo ripresa, ricorda il neo segretario completamente a suo agio tra lavoratori e artigiani.

Il neo leader del Pd ha scelto capannoni, fabbriche, terziario avanzato per inaugurare la sua leadership. Dalla sovrastruttura alla struttura. «Stiamo costruendo un partito, e mi sono chiesto: dove porto questi tre milioni di persone che ci han votato? E ho pensato di fargli fare un giro nell’Italia che produce, che investe ma che è morsa dalla crisi senza che il governo faccia nulla».

Sulla crisi e sulle mancate manovre economiche del governo Bersani batte e ribatte. E in equilibrio sulla seggiola ma il suo primo messaggio politico  è  riassumibile in questo concetto: il Pd è pronto a fare la propria parte per affrontare la crisi, non si tira indietro, ma anzi! incalza il governo a presentare proposte.

«Berlusconi e Tremonti devono scendere dalle nuvolette, la smettano di dire che la crisi non c’è o che è psicologica, presentino misure e noi non ci tireremo indietro, se c’è da fare qualche sforzo lo faremo».

Riprende il dialogo? «Dialogo è una parola malata, preferisco confronto, c’è il Parlamento, vengano lì alla luce del sole e vediamo, bisogna risolvere i problemi di chi soffre i morsi della crisi con i fatti e non a parole».

E’ il momento di ascoltare i ”terzisti”, come qui chiamano gli artigiani, e ne hanno di lamentele e di richieste.
«Io mi dissanguo prima di licenziare un operaio, ma così non ce la facciamo più, anzi, sono più protetti loro che noi, gli operai qualche ammortizzatore ce l’hanno, noi abbiamo le banche che non fanno credito e gli enti che non pagano i loro debiti, finanche chiudere l’attività costa un occhio», spiega un padroncino del tessile».

Bersani ascolta, si informa, annuisce, chiede delle banche, si vede che parla di cose che conosce, incoraggia ma anche sprona: «Anche quelli che hanno votato centrodestra sono popolo e io li chiamo a superare insieme i muri delle istituzioni, delle banche, della finanza, dei media, per affrontare insieme la crisi».

Pragmatismo. Dal dizionario Devoto-Oli: “Corrente di pensiero che afferma la preminenza dello sperimentare e dell’azione pratica rispetto alla ricerca teorica di una verità astratta”. Da sempre il pragmatismo è una delle qualità che amici e avversari riconoscono a Pierluigi Bersani.

Luigi Einaudi:Teoria economica e legislazione sociale

Luigi Einaudi

Luigi Einaudi: teoria economica e legislazione sociale nel testo delle Lezioni.

Questo saggio si concentra sul nesso tra teoria economica e legislazione sociale, quale emerge nelle pagine delle Lezioni di politica sociale di Luigi Einaudi (1942).

A questo scopo viene identificato il modello concettuale e analitico utilizzato in quel volume, il quale poggia su tre premesse fondamentali:

1) la visione del mondo liberale;

2) l’epistemologia pragmatista derivata dal pensiero dell’amico Giovanni Vailati;

3) la teoria economica di origine paretiana che darà origine alla new welfare economics.

Secondo Einaudi la produzione e la distribuzione appartengono a due sfere distinte.

Il sistema economico di mercato conduce a un equilibrio efficiente, data un’iniziale distribuzione delle risorse. Se tale distribuzione non soddisfa determinati criteri di giustizia sociale, allora si apre lo spazio per l’intervento statale, per le politiche sociali.

Nella prospettiva liberale riformista che anima Einaudi, la giustizia sociale coincide con l’uguaglianza dei punti di partenza.

La libertà non è il motore metafisico della storia e il liberale non può disgiungere questo obiettivo etico-politico dalle tecniche volte a perseguirlo.

La legislazione sociale è costituita dagli strumenti mediante i quali l’ideale liberale può essere realizzato. È qui che emerge il ruolo della teoria economica, quale astrazione utile che illumina la complessa realtà sociale nella quale vengono attuate le politiche.

Fonte: Quaderni di Storia economica Banca D’Italia – file pdf.pag.44

Approfondimenti:

Luigi Einaudi – LEZIONI DI POLITICA SOCIALE – Einaudi Editore -

Nota introduttiva di Federico Caffè

PREFAZIONE di Luigi Einaudi

Il presente volume fu dettato nell’anno 1944 quando l’Autore dimorava in Svizzera ed è il risultato dell’insegnamento da lui tenuto in quel paese.

Continua a leggere ‘Luigi Einaudi:Teoria economica e legislazione sociale’

PD: una prima riflessione sulle primarie.

Prima che i vari quotidiani pubblichino le varie analisi dei politologi di professione mi piace fare una prima riflessione a caldo:

- In primo luogo ha vinto il PD, un partito che è stato premiato dai suoi elettori con una affluenza alle urne di circa tre milioni di simpatizzanti. Questo risultato non era dato per scontato e sostanzialmente ha mantenuto la solita affluenza che c’è stata alle primarie del 2007. MA QUESTE PRIMARIE SONO DIVERSE E VA DETTO A CHIARE LETTERE!
Sono sicuramente le prime vere primarie del PD, nel senso che non c’è stato nessun indirizzo di voto da parte dei circoli. Il Popolo del PD è stato libero di esprimersi ed ha scelto il proprio leader. Come direbbe sicuramente la politologa Nadia Urbinati questa è la vera “Vox populi, vox Dei “, perché il  leader viene scelto dai propri elettori all’interno dell’urna elettorale da un popolo libero di esprimersi senza interferenze e pressioni.

- La seconda è che questo risultato dovrebbe far cadere ogni dubbio sulla scelta delle Primarie come strumento di partecipazione e decisione del PD.  Queste Primarie  hanno dimostrato, che i dubbi posti anche dallo stesso Bersani su ipotetiche infiltrazioni di destra si sono rivelate infondate. Credo che questo dovrebbe far riflettere chi fino ad ieri avanzava dubbi sullo strumento primarie si primarie no o primarie col bollino certificato. La democrazia è apertura,di conseguenza è soggetta a rischi, ma quando vince le sue battaglie queste diventano solide in quanto: legittime, legittimate e condivise.

- La terza ci dice che c’è un popolo interno al PD di circa il 14% che è insoffrente ad un modo di concepire la politica, è senza dubbio quello meno politicizzato a livello di partito, ma è un mondo da guardare con attenzione. LA VITTORIA DELLE PRIMARIE NON E’ LA VITTORIA DELLE ELEZIONI POLITICHE, PER VINCERE QUELLE OCCORRE FARE POLITICA CHE COINVOLGA E CONVINCA UNA PLATEA PIU’ AMPIA DI ELETTORI. Da questa presa di coscienza nascerà la prima scelta politica. Io spero che non sia la proposta improponibile per una alleanza allargata come L’Unione che è stato un totale fallimento. Occorre fare scelte di campo più coraggiose e solide; o si va con L’UDC o si va con una base politica che è laica, moderata, liberale, solidale e  individualista allo stesso tempo, perché questo è il premio del merito “io competo con i miei simili ad armi pari nella società, ma voglio anche avere il contributo che mi spetta in base a quelle capacità che in quanto mie sono inevitabilmente individuali”.

- La quarta non è proprio una riflessione sulle primarie ma è una speranza personale. Io spero che Bersani che è da oggi legittimato a guidare politicamente il PD sia Bersaniano ( passatemi il termine) intendo con questo termine identificare una guida che ascolti le varie opinioni ma che mantenga equidistanza dalle varie influenze, anche da quelle di vecchi amici come M. D’Alema e V. Visco. La mia è una opinione personale ma la conccezione di fare Politica da parte di D’Alema e l’azione incisiva sulla società tramite la  Politica Economica da parte di Visco sono entrambe ormai logore e vecchie, sono fuori dai fatti sociali come questo “Famiglie, una vita a rate, l’emergenza ora è il debito”. Certo la Politica è anche indirizzo e trasformazione sociale, ma questo non può mai avvenire fuori dai fatti reali, perlomeno la Politica Riformista è una politica delle cose concrete da realizzarsi in più tempi per non creare rotture sociali difficilmente controllabili in quelli che sono poi le conseguenze inintezionali di azioni intenzionali.

In conclusione: Bersani è il nuovo Leader del PD ed è stato eletto democraticamente, da oggi tocca a lui dare indirizzi politici ed organizzare la politica del PD; indipendentemente dal metodo che come ha dichiarato, per lui il PD è una squadra e sarà il gioco di squadra che deve prevalere. Ma come ben sappiamo ogni squadra che si rispetti non solo deve avere buoni giocatori degni di questo nome, ma soprattutto deve avere un buon allenatore capace di individuare e utilizzare le risorse umane messe a disposizione per raggiungere l’obbiettivo.

AUGURI E BUON LAVORO SEGRETARIO.

PD: Primarie oltre tre milioni gli elettori, Pierluigi Bersani è il nuovo segratario eletto democraticamente

Fonte sito PD Nazionale

Pier Luigi Bersani è il nuovo segretario del Partito Democratico.

“Dentro la vittoria di tutti c’è anche la mia” ha commentato su Twitter.

Poco dopo nella sua prima conferenza stampa annuncia: “Costruirò il partito, sono orgoglioso di farlo. Questa è una grande vittoria di tutti, elettori e militanti e con Dario e Ignazio lavoreremo assieme (leggi qui i loro commenti sul voto delle primarie), un lavoro di squadra. Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto per Franceschini e Marino, lavoreremo insieme per il nostro partito. Voglio ringraziare Dario Franceschini che mi ha telefonato riconoscendo il risultato delle primarie”.

E a chi tra i giornalisti si chiede se sarà così solo fino al sette novembre, giorno dell’Assemblea del PD, sembra rispondere poco dopo: “Sarà partito senza padroni, non di un uomo solo, ma un collettivo di protagonisti, il Pd è un partito senza padrone. Farò il leader a modo mio, il PD non sarà di un uomo solo. Un grande partito popolare è un collettivo di protagonisti e questa sarà la chiave del mio lavoro”. Bersani sottolinea un passaggio importante che prefugura la sua linea: “Preferisco che il Pd si definisca un partito dell’alternativa piuttosto che dell’opposizione, perché l’alternativa comprende anche l’opposizione ma non sempre è vero il contrario, e stare in un angolo a urlare non porta a nulla”.

Il neo segretario a spoglio in corso riflette: “Voglio cominciare con l’orgoglio per quanto successo oggi. Tre milioni di persone sono una grande prova di democrazia. Tre milioni di persone che hanno pagato due euro a testa per partecipare alle primarie sono un grande risultato. Noi siamo orgogliosi di essere quelli che stanno costruendo un partito. Chi fa un partito realizza la costituzione repubblicana che parla di partiti e non di “popoli”. Questo mette l’Italia al pari delle altre democrazie mondiali che non hanno partiti con dei padroni. Spero che questo nostro esempio induca qualcuno a riflettere sull’assenza di trasparenza su altri soggetti politici. Noi siamo stati e siamo un libro aperto. Questo risultato mi consegna la responsabilità di guidare il Pd. Sopra o sotto il 50%? Vedremo, a noi risulta sopra il 50%. Ora collaborazione con tutte le opposizioni, ma io voglio il partito dell’alternativa”. E annuncia la sua prima iniziativa sul tema del lavoro: “Domani sarò a Prato, per incontrare gli artigiani che vivono la crisi, perché bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori”.


I Primi Commenti: Aggiornati al 27/10/2009:

Quel patrimonio di tre milioni di ILVO DIAMANTI 27/10/2009

Franceschini e Marino: Gli elettori hanno scelto Pier Luigi Bersani nuovo segretario del Pd

PD: Una prima riflessione sulle Primarie

Approfondimenti:

Primarie PD, i risultati delle elezioni del Segretario nazionale

I Risultati di Bientina

Primarie Nazionali

Primarie Regionali

Pagina Successiva »


 

Ottobre: 2009
L M M G V S D
« Set   Nov »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

Comune di Bientina

    Le Filo Diretto Con Il Sindaco

        • Corrado Guidi

      Visite Sito

  • free hit counter

Contattaci

Circolo Bientina

  • Primarie 2009

Varie Bientina

Dossier Crisi

Dossier Enciclica

  • Caritas in Veritates

    Articoli Enciclica Eletti PD

Dossier Articoli Crisi Economica

  • Pulsante keynesiano
  • Lezioni per il futuro

Documenti Crisi Economia Circolo

  • Crisi Globale
  • Focus Economia

Festa Nazionale PD 2008

Link Iniziative

  • sito unalegge per la musica
  • baranner eni

Web TV

Questo sito collabora con Arcoiris.TV

Libreria Circolo

Le Riviste Disponibili Nel Circolo

Libri Disponibili Nel Circolo

Documenti Vari

Documenti Esterni

  • Rapporti

Workig Papers

Link PD

Iniziative Nazionali

Documenti PD

Sito Nazionale

Gruppi Parlamentari

Unione Provinciale

Unione Regionale

Gruppi Regionali

Iniziative Locali

Link Vari Area PD

Deputati PD

    Eletti In Toscana

Partiti e Associazioni

Associazioni

Programmi

Programma PD

Programma Unione

  • Programma Unione

New Agenzie

New Google

  • New Google Birmania
      • Rasegna stampa pd
      • ANSA IT
      • ANSA Live UE
    • news google

    Sondaggi e Ricerche

    • ipr marketing

    citizen journal

    Link Vari

    Associazioni

      Osservatori

    Democratici Nel Mondo

    • Logo Democratic
    • Sito Barack Obama
    • Sito Hillary Clinton

    Iniziative Umanitarie



    Organismi – Istituti E Commissioni Di Ricerca

    • Unione Europea
    • censis
    • cnel
    • cnel commissione lavoro
    •  glocus logo
    • ISAE
    • ICE
    • Unicamere
    • logo Airi
    • Eurispes
    • Logo APAT
    • FMI
    • WTO
    • Banca Mondiale

      Commissioni

      • Logo Cefass

    Categorie

    Archivio Per Mese