
II RAPPORTO 2008 – OSSERVATORIO SUL MERCATO IMMOBILIARE
Cala il numero di compravendite sul mercato: 845mila, 806mila, 726mila, questo il numero delle case rispettivamente comprate nel 2006, nel 2007 e la stima per il 2008.
Ma i dati più attesi presentati questa mattina dall’istituto di ricerca Nomisma a Bologna nel Rapporto sul mercato immobiliare 2008 riguardavano i prezzi, con molti potenziali acquirenti che si domandano se sia il caso di attendere una discesa dei prezzi o comprare subito: per Nomisma, vista la tendenza della prima parte dell’anno, i prezzi a fine 2008 anno dovrebbero segnare crescita nominale zero, ovvero una riduzione reale pari all’inflazione.
Nelle grandi aree urbane, nell’ultimo semestre, rispetto alla fine del 2007, il prezzo delle case è aumentato del +2,1%, del +3,0% per gli uffici e del +3,7% per i negozi.
Le variazioni medie annue dei prezzi si attestano sul +4,2% per le case, +5,8% per uffici, +6,2% per i negozi e +2,3% per i box e garage.
In quattro grandi città si registrano cali reali dei prezzi delle abitazioni nell’ultimo anno, con flessioni comprese fra il -0,5% e il -1%: si tratta di Milano, Bologna, Firenze e Venezia.
Gli sconti sui prezzi richiesti per le case crescono del 10% sull’anno e vanno al 12,2%.
Le 13 grandi aree urbane nazionali vedono inoltre una flessione delle transazioni del 9,3%, ma già avevano cominciato a perdere terreno nel 2006, diminuendo del 2,2%, mentre le intenzioni di acquisto di un’abitazione nel prossimo anno sono sui livelli più bassi dell’ultimo ciclo immobiliare (1,8%), quando erano al 7% all’inizio degli anni 2000.
I tempi medi di vendita degli immobili sono aumentati diffusamente e sono in media pari a 5,6 mesi per le abitazioni, 6,6 mesi per gli uffici, 6 mesi per i negozi e 3,6 mesi per i box auto.
Dopo decenni di corsa dei prezzi per la prima volta il mercato immobiliare ristagna.
Arriva quindi anche da noi l’onda lunga della crisi nelle compra-vendite che ha già colpito gli Stati Uniti e che ora si sta propagando in Europa?.
In Gran Bretagna, ad esempio, i prezzi delle case sono scesi, a giugno, ai minimi da trent’anni.
A provocare un disincentivo all’acquisto dei beni immobiliari l’aumento dell’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse sui mutui ipotecari.
Secondo il rapporto Nomisma, basato su 13 grandi aree urbane italiane, l’indebolimento della domanda è legato secondo il centro studi bolognese, alla scarsa propensione all’acquisto delle famiglie italiane (l’intenzione di acquisto di un’abitazione per i prossimi 12 mesi è dell’1,8%), scoraggiate dall’aumento dei tassi di interessi dei mutui e da una diffusa stretta creditizia.




















































































