
La produzione industriale a maggio è diminuita del 6,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.
Lo comunica l’Istat, aggiungendo che l’indice della produzione corretto per i giorni lavorativi ha registrato un calo, sempre su base tendenziale, del 4,1% (i giorni lavorativi sono stati 21 contro i 22 di maggio 2007).
L’indice ha invece segnato una flessione dell’1,4% rispetto ad aprile 2008; quest’ultimo è il dato peggiore da settembre 2007. Su base annua, l’indice grezzo aveva registrato a marzo scorso una diminuzione del 7,6%, che risentiva delle festività pasquali.
Sui dati negativi della produzione industriale registrati a maggio pesa soprattutto l’energia.
L’indice corretto per i giorni lavorativi ha infatti segnato, nel confronto con maggio 2007, una diminuzione per il raggruppamento dell’energia del 6,9%. L’indice destagionalizzato, rispetto ad aprile 2008, è invece diminuito del 3,7%, sempre per l’energia.
Il dato è in linea con quanto confermato dall’Isae a febbraio, evidenziando che la fiducia delle imprese era ai minimi del 2005.
Per l’Isae l’indice al netto dei fattori stagionali si era attestato a 89,8 dal 91,3 di gennaio, toccando i minimi da ottobre 2005. Il calo, spiegava la nota, era dovuto «soprattutto alla contrazione del portafoglio ordini, comune sia ai mercati interni sia a quelli esteri; si stabilizzano invece il livello delle scorte di magazzino e le aspettative di produzione».
Gli andamenti erano invece in parte divergenti guardando al dettaglio territoriale: l’indice cala infatti nettamente nel Nord Ovest (da 92,4 a 89,7), scende leggermente nel Nord Est e nel Centro (rispettivamente, da 87,4 a 87 e da 93,7 a 93,2), ma è in lieve miglioramento nel Mezzogiorno (da 93,3 a 93,6).
Secondo l’usuale focus trimestrale relativo ai dati per dimensione d’impresa, il calo della fiducia registrato tra novembre e febbraio nei dati aggregati (oltre due punti) è stato particolarmente marcato per le grandi imprese (oltre i 500 addetti), per le quali l’indicatore è sceso gradualmente da 92,2 di novembre a 88 di febbraio; il peggioramento è stato invece meno marcato per le imprese piccole (con meno di 100 addetti), per le quali l’indicatore è sceso sempre tra novembre e febbraio da 92,7 a 90,2.
Nelle medie imprese la fiducia infine è rimasta pressochè stazionaria (collocandosi oggi a 90,2 da 90,4 di novembre), pur registrando modeste oscillazioni su base mensile (un lieve calo a dicembre seguito da un recupero a gennaio e una nuova diminuzione a febbraio).
Il Monte ore lavorate non aumenta la produttività e il PIl resta al palo:
La stima delle ore lavorate dal 1993 al 2007

L’analisi dei dati dal 1993 al 2007 evidenzia tre distinti periodi in cui la dinamica del monte ore lavorate presenta andamenti differenziati (Grafico 1).
Il primo periodo, che va dal 1993 al 1995, si caratterizza per la tendenziale contrazione delle ore lavorate; in questa fase l’occupazione, misurata in termini di posizioni lavorative, registra una caduta senza eguali rispetto alla dinamica del decennio precedente.
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