Stare a filosofeggiare, non disturbare il manovratore e cose simili, porta poco lontano.
La politica è ascolto delle istanze che solleva la comunità. Con il senno del poi siamo tutti bravi,ma nella delega politica al politico è implicito anche la sua lungimiranza.
La lungimiranza deve essere una dote naturale del politico, come sosteneva Max Weber in “scienza come professione, la politica come profesione”.
Per questo l’intervista pubblicata oggi sul Tirreno (qui sotto riportata) del nostro Segretario Regionale lascia l’amaro in bocca, e una rilettura degli articoli durante le primarie e sulle candidature dall’alto dovrebbe far riflettere e non poco.
La politologa Nadia Urbinati, sul numero in edicola del Mulino scrive un interessante articolo dal titolo “ Democrazia depoliticizzata, tra impolitica e antipolitica”, dove rispolvera il termine ” Poliarchia”coniato da R.Dhal. L’articolo è interessante anche alla luce di quanto affermava Ieri sera a porta a porta il senatore La Torre ” non solo siamo il partito democratico nel nome, ma siamo democratici anche nella gestione del partito”.
Mi dispiace per il Senatore la Torre ma credo che molti oggettivamente non se ne siano accorti di tutta questa democrazia interna al partito,che di sicuro avrebbe premiato di più, se non altro, il partito in quanto tale avrebbe agito secondo il volere dei suoi sostenitori, ed oggi non assisteremo a quelle lacrime di coccodrillo che ormai non fanno più presa fin dai tempi dell’indulto.
IN UNA COSA SIAMO STATI BRAVI E DEMOCRATICI,LO SIAMO STATI NELL’ AVERE LEGITTIMATO LA DESTRA EX FASCISTA COME SOGGETTO IDONEO GOVERNARE LA COSA PUBBLICA.
INFATTI, QUESTA TORNATA ELETTORALE DEGLI ENTI LOCALI, COMPLETA LA TRIADE DEL DOPO VOTO; SUCCESSO DEL PDL, SUCCESSO DELLA LEGA, SECCESSO DI AN.
A noi non ci riamane che continuare a filosofeggiare, portandoci addosso la fama di ex Comunisti, come se fosse un disonore esserlo stato, perchè oggi nessuno dei nostri leader ha il coraggio di dire:
“che le più grandi conquiste sociali nel nostro paese sono state conseguite anche con il supporto di quei tanto deprecati ex Comunisti, e che a loro non è concesso ciò che è stato concesso alla destra ex fascista.
Addossare le colpe del terremoto del voto a Veltroni, non solo non sarebbe corretto, ma non sarebbe prima di tutto veritiero, noi democratici paghiamo oggi il nostro atteggiamento egemone nei confronti della leaderschip che di fatto è la solita da oltre 25 anni, continuamo a nutrire un forte sentimento politico verso il partito a prescindere dai leader.
Questo sentimento, è frutto di un insegnamento del passato dove il “sol dell’avvenire” era un sogno talmente grande da far passare in secondo piano le doti personali del leader di turno, che ci veniva proposto di votare come candidato.
Queste elezioni hanno domostrato che non è più la società del domani che prevale sulle selte, ma è la società del reale e del presente “ qui e ora” è l’essenziale.
Il domani è importante ma a due condizioni, si deve vivere in maniera accettabile secondo i costumi della comunità di cui facciamo parte, quando pensiamo al domani dobbiamo vedere in quel futuro i nostri eredi (il legame storico con la comunità) per non sentire il peso del sacrificio da fare.
Per l’estraneo da me, siamo disposti ad occuparci dei suoi problemi, solo dopo aver soddisfatto le altre due esigenze per noi primarie rispetto alle altre istanze.
Questa è la società attuale, ed è con questa società che noi dobbiamo confrontarci, ci piaccia o non ci piaccia ” questo è l’attuale”.
PS: Questo Post, è stato scritto dall’amministratore del sito, che se ne assume la responsabilità, quindi non è da ritenersi l’espressione del circolo di Bientina.
L’INTERVISTA DEL TIRRENO A ANDREA MANCIULLI
“Manciulli: litigi e primarie non fatte sono errori gravi”
Viareggio è un caso a parte: già 5 anni fa avevamo avuto troppe incertezze. Per il resto reggiamo, ma le criticità ci sono.


















































































