Il 25 Aprile per non dimenticare

Oggi nel giorno della festa per la Liberazione dell’Italia non  avrei voluto sentire nell’aula consiliare del nostro Comune alcuni interventi fatti da esponenti del PDL del tipo:

- Finalmente i comunisti non sono più in parlamento,

- Ringraziamo De Gasperi per averci tenuto sotto il patto Atlantico,

- La Democrazia Italiana è stata per anni a rischio,

Nel contempo i soliti relatori ( entrambi nei loro interventi) ringraziavano i Partigiani per averci Liberato.

QUEGLI INTERVENTI SONO UN ESEMPIO,PER AFFERMARE CHE “LIGNORANZA NON A PUDORE”

Naturalmente con il termine ignoranza,intendo dire che il relatore ignora “il fatto in se, cioè l’oggetto di cui parla”

Aggiungo che l’intelligenza dovrebbe far riflettere…… al fine di evitare,di parlare di cose che non si conocono in un luogo pubblico davanti ad una scolaresca. Di fatto questo atteggiamento è diseducativo,perchè diffonde il non sapere ( la non verità oggettiva).

Di fatto colui che parla di cio che non sa in quel contesto,senza possibilità di replica,viene percepito come colui che è detentore del sapere (la verità).

Ora visto la provenienza politica dei relatori, e senza scomodare Benedetto Croce che diceva ” la filosofia è la cosa nella stessa” nel senso che l’indagine filosofica entra nell’oggetto e lo scompone in ogni sua piccola parte per analizzarlo al fine di comprenderlo ( il metodo per la verità è suggerito da Aristotele libro primo della politica), e bene chiarire alcuni punti fondamentali:

- Cosa é la Democrazia?

Il termine democrazia deriva dal greco demos: popolo e cratos: potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. La democrazia non è un concetto cristallizzato, ma può trovare una sua espressione storica nella ricerca continuata per dare al popolo la capacità di governare effettivamente.

- Qual’è il vero atteggiamento nei confronti del pensiero diverso,dell’uomo Democratico?

L’essenza  del vero atteggiamento dell’uomo democratico, nei confronti di chi la pensa diversamente da lui è racchiusa in una frase di un grande illuminista Francese “Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”Francois Marie Arouet (Voltaire).

Quindi il vero Democratico, accetta il pensiero diverso dal suo,purchè sia rispettoso delle regole Democratiche. Con un simìle atteggiamento si alimenta la Democrazia e si favorisce la pluralità di opinioni, realizzando  il primo punto sopra scritto.

- Qual’è il documento fondamentale delle regole Democratiche?

Il documento fondamentale,da cui scaturscono tutte le regole di convivenza democratica ( perchè Democrazia è sostanzialmente, un contratto di convivenza fra individui con valori diversi) è la Costituzione.

L’articolo tre della costituzione Italiana recita:

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

In sintesi, la  Costituzione Italiana esprime i valori fondamentali della società civile.

La Costitiziuone è ul testo della Legge Fondamentale della Repubblica Italiana.

Il Testo della Costituzione Italiana

- I Comunisti in Italia erano contro la Democrazia?

Dare a Cesare ciò che è di Cesare, è sempre una buona regola, e i Comunisti in Italia sono a pieno titolo fra i Padri Fondatori della Patria.

Le immagini che seguono, non lasciano dubbi e sono inequivocabili in merito.

Come si può ben vedere, i Comunisti Italiani non solo furono fra le formazioni partigiane che combatterono per la Liberazione dell’Italia, ma parteciparono attivamente affichè si realizzasse materialmente la Democrazia in Italia.

Senza tanti eufemismi, possiamo definirli dei Patrioti Responsabili, a sancire questo, c’è di fatto un evento particolare che va richiamato all’attenzione ” L’attentato a Palmiro Togliatti” del 14 Luglio 1948.

In quei giorni in Italia c’è il rischio di una guerra civile.

A Mirafiori gli operai occupano gli stabilimenti e prendono sedici ostaggi tra i quali l’amministratore delegato Valletta. Dichiarano che la FIAT è occupata dagli operai scesi in sciopero generale.

Estratto: La Storia Siamo Noi.

Si susseguono tre giorni di barricate, occupazioni di fabbriche e scontri tra manifestanti e polizia che fanno intravedere a molti, sia a destra che a sinistra, lo spettro di una lacerante guerra civile. L’attentato a Palmiro Togliatti rappresenta quindi il momento di definitiva “resa dei conti” cui vogliono giungere, per interessi contrapposti, sia i settori più conservatori della compagine governativa, sia le frange più marcatamente rivoluzionarie interne alla sinistra.

L’operazione chirurgica di Togliatti va a buon fine: ancora in gravi condizioni, viene costantemente informato dal medico circa l’evolversi dei disordini. Appena uscito dall’anestesia il segretario del PCI ripete il suo invito alla calma (“Scellerati… che non facciano fesserie”) ed impone ai luogotenenti Secchia e Longo, che dirigono il partito in un momento così drammatico, di fermare la rivolta.

L’insurrezione di massa delle organizzazioni militanti comuniste si arresta perciò davanti all’ordine di Togliatti: il passaparola che si rincorre attraverso la rete delle sezioni di partito è “Non perdete la testa”.

Alcuni sostengono che anche le imprese di Gino Bartali al Tour de France abbiano contribuito a moderare gli animi: probabilmente lo stesso De Gasperi si preoccupa di incoraggiare personalmente Bartali, prima della gara, convinto che una sua vittoria avrebbe ricondotto gli italiani ad un sentimento di unità nazionale. Il 16 luglio il clima di rivolta sembra essersi ormai placato e il 19 luglio Togliatti, ancora dal letto d’ospedale, rivolge al Paese parole tranquillizzanti: “Le mie forze non sono ancora molto grandi, però sono fuori pericolo e assicuro tutti i compagni che a suo tempo saprò essere al mio posto di lavoro”.

La ribellione lascia sul terreno una ventina di morti e decine di feriti. Nei giorni successivi all’attentato il Paese ritorna alla normalità e i vertici comunisti riescono finalmente, dopo tanto adoperarsi, a recuperare il controllo della base.

IO HO CONCLUSO.

Vi LASCIO ALLA RIFLESSIONE IN MERITO,CONSAPEVOLE CHE C’E’ CHI PUR IN CONTRADDIZIONE HA LAVORATO PER REALIZZARLA LA DEMOCRAZIA,E CHI INVECE LA DEMOCRAZIA NON LA DIGERISCE ANCORA….

FACCIO NOTARE, CHE IN ITALIA E’ PROIBITO SOLO L’APOLOGIA DI FASCISMO E NON QUELLA DI COMUNISMO, CI SARA’ UN MOTIVO PER QUESTO?


 

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