Archivio per 19 Aprile 2008

Gli swap, gli enti pubblici e il debito nascosto

Enti locali, paura derivati

Report/Rai3 – di Stefania Rimini del 14.10.07

Immaginate una roulette che fa vincere sempre il banco grazie a un “gioco” appetitoso ma incomprensibile, e un croupier che suggerisce agli scommettitori il numero e il colore sui quali puntare, sapendo a priori che non vinceranno mai o quasi.

Il “gioco” è quello dei derivati, strumenti finanziari che le banche hanno proposto in questi anni a piccoli imprenditori ed enti locali, con il fine (apparente) di fornirgli una copertura dal caro-tassi, ma con l’effetto (concreto) di portarli a indebitarsi per milioni di euro.

E proprio ai derivati è stata dedicata una puntata su Rai Tre di Report, il settimanale di approfondimento curato da Milena Gabanelli. Eloquente il titolo: «Il banco vince sempre», un’inchiesta condotta da Stefania Rimini.

Si parte dalla bufera di Banca Italease, scoppiata tra luglio e agosto, con oltre 700 milioni di euro di perdite e 2.200 clienti coinvolti.

Per poi passare agli imprenditori che sono caduti nella trappola dei derivati. Rocco Ziino, per esempio, ha perso 2,5 milioni di euro e ha dovuto chiudere bottega.

Annalisa Faglioni racconta di essere arrivata al punto di pagare per uno swap 8-9mila euro di interessi a trimestre, mentre Vincenzo Manzini spiega di aver stipulato un contratto di copertura che l’avrebbe dovuto proteggere dalla crescita dei tassi in Europa.

I tassi sono cresciuti, «ma io intanto sto continuando a pagare e questa copertura proprio non la vedo».

Nel mirino di Report soprattutto una banca: UniCredit, con clienti che, secondo la Gabanelli, «stanno perdendo con i derivati un milione di euro». Tra le altre banche citate c’è anche Bnl.

Perché gli enti pubblici fanno i Derivati?

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Putin, è vero che divorzia? E Berlusconi fa il gesto del mitra

Fonte: in  Estratto La Repubblica.it

Putin, è vero che divorzia? domanda “scomoda” “Mi piacciono le donne, ma quello che hanno scritto i giornali è falso”.

La Fnsi: “Gesto imbarazzante. In Russia uccisi 200 giornalisti in 10 anni”

PORTO ROTONDO - La domanda è arrivata proprio da una giornalista russa. “E’ vero che lei vuole divorziare? Non pensa a sua figlia, che oltretutto vive all’estero?” Imbarazzo alla conferenza stampa congiunta Putin-Berlusconi a Villa Certosa, ma il presidente russo non ha eluso la domanda, mentre il Cavaliere faceva un gesto scherzoso verso la cronista, mimando un mitra.

A fine conferenza stampa, la cronista di Mosca scoppia in lacrime.

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Alitalia, Berlusconi: “Con Putin pensiamo a un tavolo con Aeroflot”

Stamane circolavano indiscrezioni, smentite da Palazzo Chigi, su un intervento
di ricapitalizzazione della compagnia da parte delle banche da 1-2 miliardi

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CHE DIRE……IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO, BERLUSCONI VINCE CHIAMANDO COMUNISTI GLI EX DS DEL PD…..MA POI L’UNICO VERO COMUNISTA A DENOMINAZIONE D’ORIGINE CERTIFICATA CHE CIRCOLA IN ITALIA E’ AMICO SUO.

A RIGUARDO, DELLA VENDITA DI ALITALIA AD AERFLOT SOCIETA’ DI BANDIERA RUSSA, CON AZIONISTA DI MAGGIORANZA LO STESSO STATO RUSSO (PUTIN)……QUI MI SEMBRA  CHE IL GESTO DI BERLUSCA SIA ABBASTANZA ELOQUENTE……. IN FONDO LE SOCIETA’ SI FANNO FRA PERSONE CHE LA PENSANO ALLA STESSA MANIERA, E HANNO GLI STESSI OBBIETTIVI.

Flussi Migratori

Flussi migratori e globalizzazione del mercato del lavoro.

L’Europa è stata a lungo un’area esportatrice di manodopera.

Oggi è invece una meta dei flussi di migrazione: il saldo netto tra il 2001 e il 2005 è positivo per quasi 9 milioni di persone.

Questo afflusso ha determinato una crescita annua della popolazione di circa lo 0,5%, superiore a quello verificabile nello stesso periodo negli Stati Uniti (0,4%).

Secondo recenti analisi, gli immigrati in Europa sarebbero 56 milioni, circa un terzo in più dei 40,8 milioni rilevati negli Stati Uniti.

Nell’insieme dei paesi Ocse, i residenti nati all’estero sono pari al 9% della popolazione con età superiore ai 15 anni.

Si tratta di un dato medio che riassume un campo di variazione piuttosto ampio che va dal 28% dell’Australia, al 22% del Canada, al 14,5% degli Stati Uniti, al 12,5% della Germania, all’11,7% della Francia, al 9,4% del Regno Unito.

Più contenuti, secondo l’Ocse, i dati relativi a Spagna (5,5%) e Italia (4,1%).

L’immigrazione può aiutare l’Europa a contrastare la flessione del tasso di fertilità e la conseguente tendenza all’invecchiamento.

La quota della popolazione europea in età inferiore ai 25 anni era pari al 40% nel 1950, si è posizionata al 30% nel 2000 ed è destinata a scendere sotto il 25% entro il 2025.

Attualmente l’età media della popolazione del vecchio continente è di dieci anni circa superiore a quella dell’America Latina e di 20 anni a quella dell’Africa.

Le recenti fasi di allargamento dell’Unione Europea hanno aumentato la popolazione ma non contribuito a contrastare l’invecchiamento perché nei paesi di più recente adesione questo fenomeno appare anche più marcato.

Un aspetto non favorevole dei flussi migratori diretti verso l’Europa è quello del livello di qualificazione professionale.

Secondo recenti stime (8), l’85% degli emigranti a più modesta qualificazione proveniente dai paesi emergenti approda in Europa, contro il 5% che si dirige verso gli Stati Uniti.

Viceversa, il 55% degli emigranti a più elevata qualificazione sceglie gli USA contro appena il 5% che sceglie l’Unione Europea.

I lavoratori stranieri a elevata qualificazione rappresentano l’1,7% di tutti i lavoratori della Ue, contro il 9,9% dell’Australia, il 7,3% del Canada, il 3,5% degli Stati Uniti.

Nell’ambito dei flussi migratori globali, gli studenti rappresentano una componente qualitativamente importante.

Nel 2005 oltre 2,7 milioni di studenti universitari erano iscritti in università straniere (9), con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente.

Di essi l’Italia ne accoglie meno del 2%, come la Spagna ma molto meno della Francia (8,7%), della Germania (9,5%), del Regno Unito (11,7%), degli Stati Uniti (21,6%).

Note:
8 ) Ne è autore il Centre for Migration Studies che ha sede presso la Yale University.
9) Dati tratti da Oecd, Education at a Glance, 2007.

Sito Web della UE, per L’integrazione tramite l’istruzione


 

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