Archivio per Aprile 2008

Italianieuropei N.2/2008

Indice del numero: 2, marzo-aprile 2008

Agenda. La pubblica felicità

Introduzione

Della pubblica felicità, oggi di Carlo Ossola

Se la democrazia ha ancora un compito di Massimo Adinolfi

L’economia di Pollicino. L’Italia nell’economia globale di Luca De Benedictis

Tre dualismi di un’Italia forte e debole. Identità per internazionalizzarsi di Alberto Quadrio Curzio

Creatività e sviluppo in Italia Italianieuropei intervista Massimiliano Fuksas

Flessibilità, conciliazione e occupazione femminile di Giovanna Altieri

Obiettivi di welfare e compatibilità economica di Claudio De Vincenti

Industrie culturali, intervento pubblico e consumi culturali di Rita Borioni

La comunicazione nell’era digitale di Barbara Salabè

Focus. Laicità

Laicità, metodo comune di confronto di Giuliano Amato

Papato e Italia: una breve riflessione storica di Antonio Menniti Ippolito

Elezioni politiche e “correntizzazione” dei cattolici di Alberto Melloni

Per una comune costituente antropologica di Emma Fattorini

Per una laicità senza complessi di Stefano Levi Della Torre

Laicità e ragionare scientifico di Enrico Alleva e Daniela Santucci

Laici, laicità, laicismo di Giuseppe De Rosa

Fossili e angeli di Anna Meldolesi

Politica, religione, laicità dello Stato. Luci e ombre del caso italiano di Salvatore Prisco

Comunicazione politica

Che ne è del politichese? di Luca Serianni

Internet versus carta stampata di Jean-Marie Colombani

PD e PdL: il soggetto conta più della sceneggiatura? di Gianni Cuperlo

Elezioni sotto traccia di Marino Livolsi

La comunicazione politica oggi, tra retorica e provocazione di Giovanni Sasso

Versus: Democrazia industriale

Tra sviluppo sostenibile e responsabilità sociale di impresa di Nicoletta Rocchi

The business of business is business di Alessandro De Nicola

Archivi del riformismo

Giorgio Amendola e il caso FIAT di Roberto Gualtieri

I libri di Italianieuropei

Andrea Graziosi, L’URSS di Lenin e Stalin. Storia dell’Unione Sovietica, 1914-1945 di Elena Dundovich

Bibliografia

Link

Il PD e il distacco dal paese reale.

Stare a filosofeggiare, non disturbare il manovratore e cose simili, porta poco lontano.

La politica è ascolto delle istanze che solleva la comunità. Con il senno del poi siamo tutti bravi,ma nella delega politica al politico è implicito anche la sua lungimiranza.

La lungimiranza deve essere una dote naturale del politico, come sosteneva Max Weber in “scienza come professione, la politica come profesione”.

Per questo l’intervista pubblicata oggi sul Tirreno (qui sotto riportata) del nostro Segretario Regionale lascia l’amaro in bocca, e una rilettura degli articoli durante le primarie e sulle candidature dall’alto dovrebbe far riflettere e non poco.

La politologa Nadia Urbinati, sul numero in edicola del Mulino scrive un interessante articolo dal titolo “ Democrazia depoliticizzata, tra impolitica e antipolitica”, dove rispolvera il termine ” Poliarchia”coniato da R.Dhal. L’articolo è interessante anche alla luce di quanto affermava Ieri sera a porta a porta il senatore La Torre ” non solo siamo il partito democratico nel nome, ma siamo democratici anche nella gestione del partito”.

Mi dispiace per il Senatore la Torre ma credo che molti oggettivamente non se ne siano accorti di tutta questa democrazia interna al partito,che di sicuro avrebbe premiato di più, se non altro, il partito in quanto tale avrebbe agito secondo il volere dei suoi sostenitori, ed oggi non assisteremo a quelle lacrime di coccodrillo che ormai non fanno più presa fin dai tempi dell’indulto.

IN UNA COSA SIAMO STATI BRAVI E DEMOCRATICI,LO SIAMO STATI NELL’ AVERE LEGITTIMATO LA DESTRA EX FASCISTA COME SOGGETTO IDONEO GOVERNARE LA COSA PUBBLICA.

INFATTI, QUESTA TORNATA ELETTORALE DEGLI ENTI LOCALI, COMPLETA LA TRIADE DEL DOPO VOTO; SUCCESSO DEL PDL, SUCCESSO DELLA LEGA, SECCESSO DI AN.

A noi non ci riamane che continuare a filosofeggiare, portandoci addosso la fama di ex Comunisti, come se fosse un disonore esserlo stato, perchè oggi nessuno dei nostri leader ha il coraggio di dire:
“che le più grandi conquiste sociali nel nostro paese sono state conseguite anche con il supporto di quei tanto deprecati ex Comunisti, e che a loro non è concesso ciò che è stato concesso alla destra ex fascista.

Addossare le colpe del terremoto del voto a Veltroni, non solo non sarebbe corretto, ma non sarebbe prima di tutto veritiero, noi democratici paghiamo oggi  il nostro atteggiamento egemone nei confronti della leaderschip che di fatto è la solita da oltre 25 anni, continuamo a nutrire un forte sentimento politico verso il partito a prescindere dai leader.

Questo sentimento, è frutto di un insegnamento del passato dove il “sol dell’avvenire” era un sogno talmente grande da far passare in secondo piano le doti personali del leader di turno, che ci veniva proposto di votare come candidato.

Queste elezioni hanno domostrato che non è più la società del domani che prevale sulle selte, ma è la società del reale e del presente “ qui e ora” è l’essenziale.

Il domani è importante ma a due condizioni, si deve vivere   in maniera accettabile secondo i costumi della comunità di cui facciamo parte, quando pensiamo al domani dobbiamo vedere in quel futuro i nostri eredi (il legame storico con la comunità) per non sentire il peso del sacrificio da fare.

Per l’estraneo da me, siamo disposti ad occuparci dei suoi problemi, solo dopo aver soddisfatto le altre due esigenze per noi primarie rispetto alle altre istanze.

Questa è la società attuale, ed è con questa società che noi dobbiamo confrontarci, ci piaccia o non ci piaccia ” questo è l’attuale”.

PS: Questo Post, è stato scritto dall’amministratore del sito, che se ne assume la responsabilità, quindi non è da ritenersi l’espressione del circolo di Bientina.

L’INTERVISTA DEL TIRRENO A ANDREA MANCIULLI
“Manciulli: litigi e primarie non fatte sono errori gravi”

Viareggio è un caso a parte: già 5 anni fa avevamo avuto troppe incertezze. Per il resto reggiamo, ma le criticità ci sono.

Continua a leggere ‘Il PD e il distacco dal paese reale.’

Analisi del voto elezioni 2008

Giovedi 24 Aprile 2008, si è svolto presso il Circolo territoriale del PD di Bientina, la riunione per analizare il risultato delle elezioni politiche 2008.

Per l’occasione, il segretario del Pd di Bientina Dario Carmassi, ha elaborato una serie di slide interessanti che pubblichiamo al fine di renderle consultabili.

A breve il nostro segretario elaborerà anche una riflessione scritta in merito,che renderemo pubblica appena sarà conclusa.

Quanto stiamo facendo materialmente sul territorio e su questo sito,
vuole essere un avvicinamento fra i luoghi della politica e i cittadini, per riportare la politica democratica a quel che dove essere “lo strumento per far progredire la comunità nel rispetto delle regole condivise”

Se le istanze politiche devono giungere dal basso, occorre che la politica ritorni fra i cittadini che sono portatori di quelle istanze, ma occorre anche,che i cittadini partecipino all’attività politica e che siano informati dei fatti che riguardano la comunità Democratica.

Analisi Voto 2008 – file pdf pag.15

Amartya Sen:La fraternità è andata al diavolo

Amartya Kumar Sen (Santiniketan, 1933) è un economista indiano Premio Nobel per l’economia nel 1998, Lamont University Professor presso la Harvard University.

Per Approfondimenti sull’autore Fonte Wikipedia

Questo testo, che riprende la conferenza tenuta da Amartrya Sen nel luglio del 2000 al simposio della Fondazione Alfred Herrhausen di Berlino.

Primo Sommario
L’importanza del libero scambio per la vita moderna viene spesso data per scontata, ma basta che ne vengano minacciati i fondamenti per capirne l’assoluta necessità. Qualora venga a mancare la libertà di commercio si determina infatti un problema grave in sé.

Evidentemente l’etica pubblica americana sopporta senza difficoltà il fatto che chi vive in condizioni di ristrettezze e povertà riceva un grado di assistenza che al tipico europeo occidentale cresciuto in uno stato sociale appare praticamente inaccettabile.

Per quanto determinata da mercati e fatturati, l’economia della modernità deve la sua nascita non da ultimo a precisi progetti sociali cui la Rivoluzione Francese diede il contributo decisivo. L’odierna economia di mercato va pertanto valutata anche in base a tali progetti politici ed etici, con particolare riguardo allo slogan “Libertà, Uguaglianza, Fraternità”.

Secondo Adam Smith la libertà di scambio e commercio rientra tra le libertà fondamentali dell’uomo. L’importanza del libero scambio economico per la vita moderna viene spesso data per scontata, ma basta che ne vengano minacciati i fondamenti per capirne l’assoluta necessità. Qualora venga a mancare la libertà di commercio si determina infatti un problema grave in sé, del tutto a prescindere da ogni conseguenza economica.

Continua a leggere ‘Amartya Sen:La fraternità è andata al diavolo’

Da YouTube: W la Resistenza W la Liberazione

Il 25 Aprile per non dimenticare

Oggi nel giorno della festa per la Liberazione dell’Italia non  avrei voluto sentire nell’aula consiliare del nostro Comune alcuni interventi fatti da esponenti del PDL del tipo:

- Finalmente i comunisti non sono più in parlamento,

- Ringraziamo De Gasperi per averci tenuto sotto il patto Atlantico,

- La Democrazia Italiana è stata per anni a rischio,

Nel contempo i soliti relatori ( entrambi nei loro interventi) ringraziavano i Partigiani per averci Liberato.

QUEGLI INTERVENTI SONO UN ESEMPIO,PER AFFERMARE CHE “LIGNORANZA NON A PUDORE”

Naturalmente con il termine ignoranza,intendo dire che il relatore ignora “il fatto in se, cioè l’oggetto di cui parla”

Continua a leggere ‘Il 25 Aprile per non dimenticare’

Gli swap, gli enti pubblici e il debito nascosto

Enti locali, paura derivati

Report/Rai3 – di Stefania Rimini del 14.10.07

Immaginate una roulette che fa vincere sempre il banco grazie a un “gioco” appetitoso ma incomprensibile, e un croupier che suggerisce agli scommettitori il numero e il colore sui quali puntare, sapendo a priori che non vinceranno mai o quasi.

Il “gioco” è quello dei derivati, strumenti finanziari che le banche hanno proposto in questi anni a piccoli imprenditori ed enti locali, con il fine (apparente) di fornirgli una copertura dal caro-tassi, ma con l’effetto (concreto) di portarli a indebitarsi per milioni di euro.

E proprio ai derivati è stata dedicata una puntata su Rai Tre di Report, il settimanale di approfondimento curato da Milena Gabanelli. Eloquente il titolo: «Il banco vince sempre», un’inchiesta condotta da Stefania Rimini.

Si parte dalla bufera di Banca Italease, scoppiata tra luglio e agosto, con oltre 700 milioni di euro di perdite e 2.200 clienti coinvolti.

Per poi passare agli imprenditori che sono caduti nella trappola dei derivati. Rocco Ziino, per esempio, ha perso 2,5 milioni di euro e ha dovuto chiudere bottega.

Annalisa Faglioni racconta di essere arrivata al punto di pagare per uno swap 8-9mila euro di interessi a trimestre, mentre Vincenzo Manzini spiega di aver stipulato un contratto di copertura che l’avrebbe dovuto proteggere dalla crescita dei tassi in Europa.

I tassi sono cresciuti, «ma io intanto sto continuando a pagare e questa copertura proprio non la vedo».

Nel mirino di Report soprattutto una banca: UniCredit, con clienti che, secondo la Gabanelli, «stanno perdendo con i derivati un milione di euro». Tra le altre banche citate c’è anche Bnl.

Perché gli enti pubblici fanno i Derivati?

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Putin, è vero che divorzia? E Berlusconi fa il gesto del mitra

Fonte: in  Estratto La Repubblica.it

Putin, è vero che divorzia? domanda “scomoda” “Mi piacciono le donne, ma quello che hanno scritto i giornali è falso”.

La Fnsi: “Gesto imbarazzante. In Russia uccisi 200 giornalisti in 10 anni”

PORTO ROTONDO - La domanda è arrivata proprio da una giornalista russa. “E’ vero che lei vuole divorziare? Non pensa a sua figlia, che oltretutto vive all’estero?” Imbarazzo alla conferenza stampa congiunta Putin-Berlusconi a Villa Certosa, ma il presidente russo non ha eluso la domanda, mentre il Cavaliere faceva un gesto scherzoso verso la cronista, mimando un mitra.

A fine conferenza stampa, la cronista di Mosca scoppia in lacrime.

Continua a leggere l’articolo su Repubblica.it

Alitalia, Berlusconi: “Con Putin pensiamo a un tavolo con Aeroflot”

Stamane circolavano indiscrezioni, smentite da Palazzo Chigi, su un intervento
di ricapitalizzazione della compagnia da parte delle banche da 1-2 miliardi

Continua a leggere l’articolo su Repubblica.it

CHE DIRE……IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO, BERLUSCONI VINCE CHIAMANDO COMUNISTI GLI EX DS DEL PD…..MA POI L’UNICO VERO COMUNISTA A DENOMINAZIONE D’ORIGINE CERTIFICATA CHE CIRCOLA IN ITALIA E’ AMICO SUO.

A RIGUARDO, DELLA VENDITA DI ALITALIA AD AERFLOT SOCIETA’ DI BANDIERA RUSSA, CON AZIONISTA DI MAGGIORANZA LO STESSO STATO RUSSO (PUTIN)……QUI MI SEMBRA  CHE IL GESTO DI BERLUSCA SIA ABBASTANZA ELOQUENTE……. IN FONDO LE SOCIETA’ SI FANNO FRA PERSONE CHE LA PENSANO ALLA STESSA MANIERA, E HANNO GLI STESSI OBBIETTIVI.

Flussi Migratori

Flussi migratori e globalizzazione del mercato del lavoro.

L’Europa è stata a lungo un’area esportatrice di manodopera.

Oggi è invece una meta dei flussi di migrazione: il saldo netto tra il 2001 e il 2005 è positivo per quasi 9 milioni di persone.

Questo afflusso ha determinato una crescita annua della popolazione di circa lo 0,5%, superiore a quello verificabile nello stesso periodo negli Stati Uniti (0,4%).

Secondo recenti analisi, gli immigrati in Europa sarebbero 56 milioni, circa un terzo in più dei 40,8 milioni rilevati negli Stati Uniti.

Nell’insieme dei paesi Ocse, i residenti nati all’estero sono pari al 9% della popolazione con età superiore ai 15 anni.

Si tratta di un dato medio che riassume un campo di variazione piuttosto ampio che va dal 28% dell’Australia, al 22% del Canada, al 14,5% degli Stati Uniti, al 12,5% della Germania, all’11,7% della Francia, al 9,4% del Regno Unito.

Più contenuti, secondo l’Ocse, i dati relativi a Spagna (5,5%) e Italia (4,1%).

L’immigrazione può aiutare l’Europa a contrastare la flessione del tasso di fertilità e la conseguente tendenza all’invecchiamento.

La quota della popolazione europea in età inferiore ai 25 anni era pari al 40% nel 1950, si è posizionata al 30% nel 2000 ed è destinata a scendere sotto il 25% entro il 2025.

Attualmente l’età media della popolazione del vecchio continente è di dieci anni circa superiore a quella dell’America Latina e di 20 anni a quella dell’Africa.

Le recenti fasi di allargamento dell’Unione Europea hanno aumentato la popolazione ma non contribuito a contrastare l’invecchiamento perché nei paesi di più recente adesione questo fenomeno appare anche più marcato.

Un aspetto non favorevole dei flussi migratori diretti verso l’Europa è quello del livello di qualificazione professionale.

Secondo recenti stime (8), l’85% degli emigranti a più modesta qualificazione proveniente dai paesi emergenti approda in Europa, contro il 5% che si dirige verso gli Stati Uniti.

Viceversa, il 55% degli emigranti a più elevata qualificazione sceglie gli USA contro appena il 5% che sceglie l’Unione Europea.

I lavoratori stranieri a elevata qualificazione rappresentano l’1,7% di tutti i lavoratori della Ue, contro il 9,9% dell’Australia, il 7,3% del Canada, il 3,5% degli Stati Uniti.

Nell’ambito dei flussi migratori globali, gli studenti rappresentano una componente qualitativamente importante.

Nel 2005 oltre 2,7 milioni di studenti universitari erano iscritti in università straniere (9), con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente.

Di essi l’Italia ne accoglie meno del 2%, come la Spagna ma molto meno della Francia (8,7%), della Germania (9,5%), del Regno Unito (11,7%), degli Stati Uniti (21,6%).

Note:
8 ) Ne è autore il Centre for Migration Studies che ha sede presso la Yale University.
9) Dati tratti da Oecd, Education at a Glance, 2007.

Sito Web della UE, per L’integrazione tramite l’istruzione

La Democrazia in Trenta Lezioni

Giovanni Sartori, è il più noto politologo italiano, uno dei più autorevoli al mondo.

Professore emerito alla Columbia Univerisity e all’Università di Firenze, è accademico dei Lincei ed ha insegnato negli atenei più prestigiosi del mondo (Harvard, Yale, Stanford). Giovanni Sartori ha ora deciso di raccogliere trenta lezioni sulla democrazia, curate dalla giornalista Lorenza Foschini, in un libretto di poco meno di cento pagine, che si legge in poco più di due ore. Un piccolo classico, utile ad avere le idee più chiare su vizi e virtù del sistema di governo più amato (e contestato) dell’intero Occidente.

La democrazia in trenta lezioni, Mondadori, pp.110. euro 12

Contenuto:
Che cosa vuol dire, esattamente, “democrazia”? Quali sono le condizioni necessarie per renderla “possibile”? In quali e quanti modi può funzionare il processo che porta milioni di elettori a scegliersi poche decine di rappresentanti? Chi sono i filosofi che hanno formulato le grandi leggi della democrazia? In che cosa consistono la libertà politica e l’eguaglianza? Esistono diverse “gradazioni” di democrazia? Quali sono le differenze tra la democrazia dei moderni e quella degli antichi? Come si sono sviluppati i modelli politici del liberalismo e del socialismo? Perché dobbiamo preferire la democrazia? Che cosa distingue la “destra” dalla “sinistra”? La democrazia si può esportare? Tra l’Occidente e l’islam è in corso un conflitto di civiltà? Qual è il rapporto tra democrazia e sviluppo economico? La democrazia è in pericolo? E qual è il suo futuro?

A queste domande che, direttamente o indirettamente, toccano i punti più vivi dell’odierno dibattito politico, Giovanni Sartori, uno dei grandi studiosi del nostro tempo, risponde con trenta brevi lezioni di assoluta limpidezza, consegnando al semplice cittadino un prezioso strumento di conoscenza per la difesa dei propri diritti e, quindi, della propria libertà.

Partiamo dall’inizio, cercando di offrire una definizione della parola “democrazia.

Fonte: politica associazione. it

“La parola greca demokratia è composta da demos che vuol dire popolo e da kratos che vuol dire potere. Perciò, tradotta in italiano, essa significa potere del popolo. Se è cosi, le democrazie devono essere quel che la parola dice: sistemi e regimi politici nei quali è il popolo che comanda”(pag. 5).

Ma adesso addentriamoci nella etimologia e poniamoci il problema di chi sia il popolo, giungendo infine alla conclusione che è necessario oggi far riferimento a “due nozioni operative di democrazia (operative nel senso che guardano alla democrazia per come opera). In questo contesto troviamo il principio di maggioranza assoluta oppure relativa.

Il primo vuol dire: i più hanno tutti i diritti, mentre i meno, la minoranza, non hanno nessun diritto. Invece il principio di maggioranza relativa si esplica così: i più hanno diritto di comandare, ma nel rispetto dei diritti della minoranza. Quindi, da un punto di vista operativo, il demos è una maggioranza, o assoluta o moderata, e la dottrina è pressoché unanime nel sostenere che la democrazia si deve ispirare al principio di maggioranza limitata o moderata. Altrimenti vive per un giorno e comincia a morire il giorno dopo” (pag. 6-7)

Dopo questa definizione etimologica, doverosa, della parola ci si addentra nelle problematiche specifiche del tema in oggetto, primo fra tutte il “potere ed il suo esercizio”. “Ma per meglio chiarire il problema, occorre distinguere tra la titolarità e l’esercizio del potere. La titolarità dice: il potere mi spetta di diritto, e mio di diritto. Si, ma qui abbiamo soltanto un diritto. E quello che conta è l’esercizio. Il potere effettivo è di chi lo esercita. La domanda cruciale, allora, è : come si fa ad attribuire al popolo, titolare del diritto, il diritto-potere di esercitarlo? La risposta è, in breve, che la soluzione di questo problema viene cercata, in una democrazia rappresentativa, nella trasmissione rappresentativa del potere” (pag. 9 – 10)

Ma a questo punto, prima di proseguire sulla democrazia “dobbiamo accertare che cosa sia oppure che cosa dovrebbe essere.

Continua a leggere ‘La Democrazia in Trenta Lezioni’

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