Archivio per 25 Marzo 2008

WALL STREET JOURNAL: PERCHE’ BERLUSCONI NON HA VENDUTO ALITALIA?

 

25 mar. – Duro colpo a Silvio Berlusconi dall’americano Wall Street Journal.

Il quotidiano Usa dedica stamattina al Cavaliere un lungo editoriale, titolato

“Silvio e l’Alitalia”, in cui accusa l’ex premier di aver deluso da capo del Governo sul fronte liberalizzazioni e di non aver venduto (e salvato) la compagnia di bandiera quando le azioni valevano ancora qualcosa.”

Sul fronte economico – scrive il giornale UsaBerlusconi ha deluso nella sua ultima performance da capo del governo. Giudicando dalle sue promesse prima delle elezioni-lampo indette per il mese prossimo in Italia, nelle quali è il favorito, un suo terzo mandato come premier non sarà una meraviglia”.

Ma in particolare il prestigioso foglio economico attacca il Cavaliere sul caso Alitalia.

“La scorsa settimana – afferma – Berlusconi ha fatto una sortita contro la proposta vendita dell’Alitalia. I suoi vagheggiamenti potrebbero ben presto corrispondere a scelte di governo ufficiali e mandare a monte l’unica cosa che ancora si frappone alla compagnia di bandiera e alla sua bancarotta. Non solo: sono anche un segnale della sua mancanza di impegno per realizzare le riforme economiche”.

Il WSJ ripercorre la storia della compagnia italiana che ha portato Prodi a scegliere AirFrance e attacca ancora il capo del PdL:

“Nell’ultima parte del suo governo tra il 2001 e il 2006 – afferma l’editoriale – Berlusconi non trovò alcun salvatore per l’Alitalia. Al contrario, si mostrò irresoluto mentre il debito della compagnia cresceva, raggiungendo qualcosa come 1,3 miliardi di euro a gennaio scorso. Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perché non ha venduto le azioni Alitalia mentre ancora valevano qualcosa. Negli ultimi due anni il valore della campagnia sul mercato azionario si e’ ridotto del 70 per cento”.

Il giornale Usa cita anche il leader del Pd:

“Il leader del partito di centro sinistra, l’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, accusa Berlusconi di fare della retorica populista in funzione elettorale”, ma l’ex premier potrebbe essere attaccato ancor più duramente “per la sua incapacità di sistemare l’economia italiana quando ne aveva la possibilità”.

Il Cavaliere infatti “aveva promesso riduzioni fiscali, riforme nel mercato del lavoro e liberalizzazioni, mancando gran parte degli obiettivi. Il Pil è cresciuto complessivamente del 3,6 per cento nei cinque anni del suo governo; peggio dell’8,6 per cento della Francia e persino del 4,5 per cento della Germania nello stesso periodo, ben al di sotto del 17,7 per cento del pil spagnolo o del 13,4 per cento di quello britannico”.

Il Wall Street Journal attacca anche i sindacati italiani, perché“opponendosi sistematicamente con scioperi continuati e impedendo le ristrutturazioni hanno contribuito a creare le disgrazie della compagnia”, mentre “farebbero bene a ricordare la fine della compagnia di bandiera belga Sabena, che per il rifiuto continuato di fare qualsiasi concessione da parte delle maestranze alla fine è finita in bancarotta”.
“I sindacati italiani avrebbero vita molto più difficile nel perseguire la loro linea dura se non avessero dalla loro la copertura politica di Berlusconi”.

Insomma, conclude il quotidiano Usa, “questa vicenda mostra che Berlusconi ha mostrato molto di piu’ uno spirito corporativista avverso alla libera concorrenza di mercato di quanto si sia rivelato un liberale in economia disposto ad adottare le misure di cui l’Italia ha bisogno per far riprendere la sua barcollante economia”.

Berlusconi,“è un politico disposto a qualsiasi cosa pur di riprendere il potere. E questa è tutt’altro che una bella notizia per l’Alitalia, oltre che per l’Italia intera”.

Sprecopoli

Welfare in Europa

 Logo Rapporto Cefass 2005

Rapporto Cefass 2005 – file pdf pag 176

Ecco i principali fattori di crisi e alcune indicazioni per gestirla.

Il secondo Rapporto CEFASS sul Welfare in Europa.

A rischio la sostenibilità finanziaria dei sistemi di protezione sociale europei, se i Paesi non saranno capaci di introdurre cambiamenti efficaci, se si vuole seguire la Strategia di Lisbona, che prevede lo sviluppo dell’Europa basato sulla competitività di una società della conoscenza e sul mantenimento del livello di protezione sociale raggiunto.

Cresce il bisogno di assistenza a lungo termine, che va di pari passo con l’aumento dell’invecchiamento della popolazione.

C’è un passaggio importante contenuto nel Secondo Rapporto CEFASS sul welfare in Europa.

Vi si legge che “non sarà facile per i cittadini europei comprendere che il benessere raggiunto deve essere riguadagnato; la ricchezza per espandersi non può essere accumulata, deve essere investita e spesa”.

Logo Cefass

Sondaggio Piepoli: I giovani parola chiave «merito»

 Sondaggio Piepoli Marzo 2008

In Estratto dal sole24ore.it

Se ci fosse il «partito del migliore», con un candidato premier impegnato a garantire misure rigorose per introdurre criteri meritocratici nelle scuole, nelle università, nella pubblica amministrazione e casomai anche incentivi alle aziende private che selezionino sulla base del merito i propri dipendenti, allora non ci sarebbe alcun dubbio.

I giovani lo voterebbero in massa.

Il risultato più interessante del sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli per Il Sole-24Ore , racconta di una voglia assoluta di meritocrazia tra gli elettori con meno di 34 anni. L’88%, secondo lo spaccato del campione dei mille intervistati, dichiara che nella determinazione del suo voto conterà «molto o abbastanza» una politica orientata al merito.

E il gradimento per una politica orientata a una maggiore severità nei sistemi di valutazione è all’85%.

Il dato non cambia se incrociato con le altre classi d’età o le intenzioni di voto dichiarate per i partiti veri: il desiderio di un Paese in cui conta il merito oscilla tra l’86% degli elettori del Pd al 90% di quelli della Sinistra Arcobaleno, dall’86% dell’Udc all’88% del Pdl. «Il merito è sentito come una necessità assoluta.

Leggi articolo completo di grafici 

Sondaggio piepoli marzo 2008 n 2


 

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