Archivio per 21 Marzo 2008

Infortuni sul lavoro, diminuiscono le morti bianche: 1260 nel 2007

Infortuni e morti bianche nel 2007. Presentate oggi le prime stime dell’INAIL

Sono state 1.260 le vittime sul lavoro in Italia contro le 1.341 dell’anno precedente, per una diminuzione del 6%.

La ha reso il ministro del lavoro, Cesare Damiano, intervenendo a Torino alla presentazione delle prime stime dell’Inail su infortuni e morti bianche sul lavoro.

Gli infortuni sono scesi da 928.158 a 913.500, per un calo dell’1,5%.

I SETTORI A RISCHIO INFORTUNI IN COMPLESSO
Indici di frequenza (*)

Infortuni Complessivi
(*) Infortuni indennizzati x 1.000 addetti/anno
INAIL, esclusi i casi in itinere.
 Media ultimo triennio consolidato

Dati Inail, sono 1.130 i morti bianche nell’industria e servizi, 115 nell’agricoltura, 15 tra i dipendenti in conto Stato.

295 hanno riguardato il settore delle costruzioni, mentre sono 260 i casi in cui i decessi non sono avvenuti sul luogo di lavoro, ma sulla strada da o verso casa. “C’è un’inversione di tendenza, anche se la riduzione è ancora modesta ha commentato Damiano”, aggiungendo:

“Dobbiamo proseguire con forza sulla strada presa negli ultimi tempi per ridurre drasticamente il numero degli incidenti sul lavoro e per adeguarci a quanto ci chiede l’Unione Europea”.

“Le prime stime dell’Inail sulle morti bianche per l’anno 2007 parlano di circa 1.260 morti sul lavoro a fronte dei 1.341 dell’anno precedente. Si tratta di numeri stimati ma attendibili e semmai approssimati per eccesso”, si legge in una nota dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

L’INAIL spiega che in base ai dati attualmente disponibili e secondo calcoli statistici, gli infortuni mortali sul lavoro nel 2007 sono compresi “in un range tra 1.240 e 1.260 casi”.

La maggior parte delle “morti bianche” oltre 1.100 riguardano il settore dell’industria a dei servizi.

Casi Mortali Per Tipologia Di Avvenimento

Casi Mortali per tipologia di avvenimento

Quasi 300 persone hanno perso la vita nell’edilizia. Un quinto di questi infortuni, rileva poi l’Inail, è avvenuto nel tragitto tra casa e il luogo di lavoro.

Sempre secondo le stime, gli infortuni sono stati oltre 900.000 nel 2007. Anche qui si registra un calo rispetto al 2006, quando erano stati 928.158.

Negli ultimi cinquanta anni le morti bianche in Italia sono comunque notevolmente diminuite. Nel 1956 i morti del lavoro erano 3.900 per salire a 4.644 nel 1963, anno di massimo storico per gli infortuni mortali ma anche di forte sviluppo industriale”, precisa la nota.

Nel 1966 è iniziato invece un lento ma costante calo degli incidenti mortali e degli infortuni in genere  che nel ‘56 erano stati un milione 150.354 – sul lavoro.

ALMENO UN INCIDENTE IN QUASI 8 AZIENDE SU 100

Nel 2006 “le aziende dove si è verificato almeno un incidente sono il 7,6% (280mila) del totale nazionale e appena lo 0,48% (circa 18mila aziende) quelle che hanno registrato 5 o più infortuni”, precisa la nota.

Il settore più a rischio nell’ultimo triennio risulta quello della lavorazione dei metalli, con oltre 6 infortuni su 100, anche se gli infortuni più gravi – che provocano un’invalidità permanente – sono più frequenti nell’edilizia.

Maglia nera per gli incidenti mortali, invece, al settore estrattivo, con 3,7 casi ogni 10.000 addetti sempre nell’ultimo triennio.

Il costo sociale degli infortuni sul lavoro in Italia, secondo i calcoli dell’istituto, ammonta a 45 miliardi e mezzo di euro per il 2005.

Lo scorso 6 marzo il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo attuativo della legge del 2007 che riordina l’intera materia della sicurezza sui luoghi di lavoro.


Casi Mortali Per Gestione
Casi Mortali per gestione

Occupati +1% nel 2007, disoccupati ai minimi dal ‘93

 Tasso do sisoccupazione

I dati Istat indicano che il tasso di disoccupazione nel 2007 è sceso al 6,1% dal 6,8% del 2006.

La riduzione ha riguardato soprattutto il Mezzogiorno dove ha interessato sia gli uomini sia, in misura più ampia, le donne.

Per gli stranieri il tasso si è attestato all’8,3% (5,3% per gli uomini e 12,7% per le donne).

Nel quarto trimestre 2007 il numero delle persone in cerca di occupazione e’ risultato pari a 1.655.000 unità, in calo rispetto allo stesso periodo del 2006 (-3,1%, pari a -53.000 unità).

Il tasso di disoccupazione si e’ posizionato al 6,6% (6,9 per cento nel quarto trimestre 2006).

Dopo un biennio in discesa, il tasso di disoccupazione giovanile e’ aumentato dal 22,6% del quarto trimestre 2006, all’attuale 23,2%.

Rispetto al terzo trimestre 2007, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione e’ rimasto invariato.

Nel quarto trimestre 2007 il numero delle persone in cerca di occupazione ha registrato una riduzione tendenziale sia della componente maschile (-5,4%, pari a -44.000 unità) sia, con intensità decisamente meno accentuata, di quella femminile (-1%, pari a -9.000 unità).

Nel Nord, il calo ha in-teressato esclusivamente il Nord-est.

Nel Centro la riduzione dell’area della disoccupazione ha riguardato entrambe le componenti di genere; nel Mezzo-giorno solo quella maschile.

Nel quarto trimestre 2007 il tasso di disoccupazione e’ diminuito su base annua di due decimi di punto nel Nord, posizionandosi al 3,8%.

Nel Centro l’indicatore si e’ portato al 6,1% dal 6,4% di un anno prima, a sintesi di una riduzione sia per la componente maschile sia per quella femminile.

Nel Mezzogiorno il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro e’ risultato pari all’11,8%, tre decimi di punto in meno rispetto al quarto trimestre 2006.

Il calo ha riguardato soprattutto gli uomini.

Nel Mezzogiorno il tasso di disoccupazione delle donne e’ rimasto molto ele-vato e pari al 15,9%.

Per gli stranieri il tasso si e’ attestato al 9,5% (6,2% per gli uomini e 14,1% per le donne).

Rapporto Istat

Cala bruscamente a Marzo La ficucia dei consumatori

 isae Indice marzo 2008

ISAE: Crolla in marzo la fiducia dei consumatori e scende ai minimi da quattro anni.

Si accentua il pessimismo nel clima di opinione delle famiglie italiane, dopo la caduta di gennaio, la pausa di febbraio e l’andamento altalenante (ma con una chiara tendenza a flettere) mostrato nel corso del 2007.

Le indicazioni negative arrivano, in particolare, dai giudizi sulla situazione economica e dalle attese sulla possibilità di risparmio, date le preoccupazioni sulla tenuta del quadro congiunturale interno e internazionale.

L’indice generale mostra un nuovo crollo a marzo (sotto quota 100) e si porta vicino ai livelli del secondo trimestre 2004, sui valori più bassi degli ultimi quattro anni.

La brusca risalita dell’inflazione pesa, inoltre, sul potere di acquisto delle famiglie.

Pur non essendovi uno stretto legame tra l’indicatore di fiducia e la spesa effettivamente realizzata, la conferma di una dinamica sempre volatile (e con tendenza all’indebolimento) è senza dubbio un fattore di freno ai consumi, a loro volta influenzati dal persistente stato di incertezza della politica economica e dalla crisi dei mercati finanziari.

Peggiorano, anche se in maniera non omogenea nelle ripartizioni territoriali, i giudizi sulla situazione personale e sono orientate al pessimismo le indicazioni (e le previsioni) sul quadro economico generale.

Se restano pressoché invariate le aspettative sul mercato del lavoro (disoccupazione), è confermato per contro il calo della convenienza all’acquisto di beni durevoli.

Altri segnali negativi si registrano, poi, nella situazione finanziaria delle famiglie; rimangono stabili, a inizio anno, le intenzioni di acquisto dell’abitazione, mentre sono in recupero per le spese di manutenzione.

Continuano ad aumentare, inoltre, le percezioni di nuove tensioni nei prezzi (ai massimi da quattro anni), anche a causa dei recenti rialzi dei prodotti energetici e alimentari.

A livello territoriale, il peggioramento della fiducia dei consumatori interessa le regioni del Nord e del Centro, in misura inferiore il Mezzogiorno.

Approfondimenti: 

pdfRapporto ISAE 21 Marzo 2008 file pdf pag 3

pdfRapporto Consumi Confcommercio 2008 - file pdf pag 120


 

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