Povertà
UNA CASA PER I NÉNÉ
di Fabrizio Ghisellini 04.03.2008
La vera emergenza abitativa riguarda oggi le famiglie con reddito medio-basso, quelle che non sono né abbastanza povere per avere una casa popolare, né abbastanza ricche per pagare un affitto sul libero mercato o accendere un mutuo. Il fabbisogno per questa fascia di popolazione arriva a quasi quattro milioni di abitazioni. Un grande programma pubblico-privato di social housing è condizione necessaria, ma non sufficiente per la soluzione del problema. Che passa per lo sgonfiamento della bolla immobiliare e la crescita economica.
Di social housing si era iniziato a parlare già un paio di anni fa nell’ecumenico, e quindi fatalmente inconcludente, “tavolo” sulla casa promosso dal ministero delle Infrastrutture.
Ora, il tema ha guadagnato una crescente importanza nel dibattito sulle emergenze socioeconomiche del paese e figura tra i dodici punti prioritari del Partito democratico. Il punto 6 prevede infatti la costituzione di fondi immobiliari dedicati, partecipati dalla Cassa depositi e prestiti, che dovrebbero realizzare almeno 700mila abitazioni. Si tratterebbe di un sostanziale aumento (circa il 15 per cento) dell’offerta di case in affitto, che colmerebbe almeno in parte il gap tra il nostro paese (nel quale domina la proprietà) e il resto d’Europa.
IL SOCIAL HOUSING FINORA



















































































